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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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Sulla morte del Duce adesso sappiamo cosa non quadra PDF Stampa E-mail
le opinioni altrui
Scritto da Parsifal   
Giovedì 27 Giugno 2013

Ripartiamo da De Felice; addirittura fin dal Mussolini il rivoluzionario (1966), nella cui prefazione Cantimori in merito alla morte di Mussolini poteva già rinviare all’«ultimo volume» dell’intera opera di De Felice in cui sarebbero stati forniti «documenti e particolari tali» da modificare la versione tradizionale dei fatti: cioè della fucilazione di Mussolini e della Petacci a Giulino di Mezzegra il 28 aprile ’45 alle 16.10. Trent’anni dopo De Felice, alla vigilia della morte, affidava al Rosso e nero (1995) la sintetica anticipazione di quanto non riuscì a completare: «Nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare che cosa è veramente successo fra il 27 e il 28 aprile a Salò e a Giulino di Mezzegra.

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Marcianò: vi spiego perchè il cielo non è più blu PDF Stampa E-mail
le opinioni altrui
Scritto da Mario MARLETTA   
Mercoledì 05 Giugno 2013

Rosario Marcianò è tra i nostri contatti facebook. Non lo conosciamo personalmente, ma interloquiamo spesso in chat con lui. In questi mesi ci ha fornito preziosi consigli su come difenderci da questi attacchi chimici, la cui intensità sta divenendo davvero insostenibile. Oltre ad essere una persona intellettualmente onesta e capace, è estremamente disponibile con chiunque interloquisca con la sue stessa lealtà. Recentemente, e con l’aiuto di tanti sodali, è riuscito a organizzare un sorvolo su Roma vòlto a risvegliare le tante coscienze assopite di questa Età del Ferro in chiusura. Allo scopo di scuotere anche i lettori di AVANGUARDIA, pubblichiamo questa intervista la cui perspicuità non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Buona lettura.

Intervista di Simone Alex Sartini

Dopo aver trattato il problema delle scie chimiche http://www.lagazzettadelserchio.it/l-evento/2013/04/il-cielo-non-e-piu-azzurro-come-una-volta-per-colpa-delle-scie-chimiche/ e visto l’interesse dimostrato verso l’ argomento, Rosario Marcianò ha rilasciato una breve ma interessante intervista. Rosario Marcianò è uno dei migliori esperti nel fenomeno delle Scie Chimiche.

“Non amo molto parlare di me stesso e d’altronde la mia esperienza sul web non era nata per affrontare questo problema; me ne sarei volentieri tenuto fuori. Nel 2005, mio fratello ed io, notammo per la prima volta questo fenomeno verificarsi sopra il nostro quartiere di Sanremo, pur non conoscendo assolutamente quali potevano essere i motivi per cui fosse così palese osservare delle scie che ricoprivano tutto il cielo fino ad oscurare il sole. Il cielo azzurro e blu diventava bianco. Aldilà della mia antica passione che ho per l’aeronautica, mi accorsi subito, quel giorno di marzo del 2005, che c’era qualcosa che non andava: non avevo mai visto nessun aereo in documentari, enciclopedie e fotografie rilasciare delle scie né effimere né persistenti. Fu difficile pensare che fosse un fenomeno naturale: iniziai la mia ricerca andando per tentativi sul web e trovai che già altri si occupavano del problema. Scoprii che il fenomeno era conosciuto con il termine “scie chimiche” mutuato dall’inglese "chemtrails". Ciò per distinguerle dal fenomeno rarissimo delle scie di condensazione (contrails). La guerra climatica in corso è però più correttamente definibile Geoingegneria clandestina, in quanto si adatta perfettamente a quelli che sono i progetti di alcuni scienziati sulla modifica climatica attraverso la dispersione di particolato di alluminio, bario, solfuri etc. tramite aerei e palloni aerostatici. Iniziammo quindi ad approfondire la questione e nel 2006 decidemmo di aprire il blog tankerenemy.com, attraverso cui non facciamo altro che descrivere questi fenomeni, pubblicare articoli, nostri studi e ricerche empiriche nonché scientifiche su quello che non è assolutamente un evento naturale. Le scie di condensazione sono, infatti, un fenomeno rarissimo. Esse si formano in talune circostanze laddove sono coesistenti alcuni parametri fisici: quota di volo ulteriore ad 8.000 metri di quota, umidità relativa vicina o superiore al 70%, temperatura inferiore a 40° Celsius sotto lo zero. Se tutti questi parametri non coincidono, le scie di condensazione non si possono formare. La condensazione è quel fenomeno che può verificarsi quando i gas, estremamente caldi, che fuoriescono dai jetfan dei velivoli a reazione, entrano in contatto con l’aria fredda e umida: questo fenomeno, laddove si verifichi, mostrerà al limite una scia di condensazione evanescente (non persistente), di una durata massima da pochi secondi ad un minuto. E’ quindi inverosimile osservare scie, spacciate per contrails, lunghe anche 800 chilometri!.  La N.A.S.A., ente gestito dal Pentagono, spiega che le scie possono persistere anche per ore o addirittura giorni, però non spiega come ciò sia concretamente possibile: non può spiegarlo perché fisicamente il fenomeno della persistenza non può verificarsi. Per una scia di condensazione persistente, dovremmo considerare una sovrassaturazione sul ghiaccio, ovvero un quantitativo di umidità relativa crescente (150% ed oltre), il che è inconcepibile ad alta quota, laddove l’aria è sempre molto secca. Non è quindi realistico ipotizzare un’ umidità relativa (UR) continuamente crescente, che permetta l’espansione di una scia.

Come accennavo, in quota, soprattutto sopra i 9.000 metri, l’umidità atmosferica è molto bassa; solitamente si arriva a valori prossimi allo 0 %. In quelle condizioni, anche con temperature di 50° Celsius sotto lo 0 termico, le scie di condensazione non possono formarsi. Eppure ci dicono che sono contrails…”

In valle del Serchio (LUCCA), nella scorsa estate, un’ alta pressione anomala è durata 3 mesi, il cielo non era mai azzurro ma pallido.

Il blu è uno dei colori dello spettro che l'uomo riesce a vedere. È uno dei tre colori primari, insieme al giallo ed al rosso. Ha la lunghezza d' onda più breve tra tutti i colori (circa 470 nanometri). Il blu è un colore comune. È il colore del cielo e di una grande quantità d' acqua. Il cielo appare blu perchè le molecole di gas che compongono l'atmosfera, tendono a riflettere solo la luce blu che ha lunghezza d' onda minore, mentre le lunghezze d' onda maggiori tendono a passare oltre senza essere riflesse. L' acqua appare blu perchè la luce rossa è assorbita da essa.

….perché il cielo è bianco?

Perché la luce solare viene riflessa dalle microparticelle di metalli (diffusi con le chemtrails) presenti in atmosfera. Nella risposta al cielo blu abbiamo la spiegazione del cielo bianco. Le lunghezze d' onda maggiore non passano senza essere riflesse (così come dovrebbe accadere in un' atmosfera non inquinata), ma vengono intercettate dai metalli riflettenti e quindi la luce del sole, che a noi appare bianca, determina il nuovo colore del cielo: bianco, appunto. Questa è un' altra dimostrazione dell'inquinamento da nanoparticolato di metalli neurotossici della nostra atmosfera. Le analisi, a quanto si vede, non servono, perché è la fisica a fornirci la spiegazione e, ciliegina sulla torta, ce lo conferma anche un meteorologo, il quale, con serafica innocenza, ci sbatte la verità in faccia con lo scartafaccio "Clima: areosol di solfati contro il riscaldamento globale? No, renderebbero il cielo sempre tutto bianco!". L' esimio meteorologo si prende gioco del lettore oppure è così carente di neuroni da non rendersi conto di mettersi da solo nell'angolo?. Forse entrambe le cose. Giustamente un lettore commenta: "Questo è un tipico esempio del bispensiero descritto da Orwell in 1984. Il cielo è quasi costantemente di un bianco orribile, decolorato così dall’ espansione delle scie. Eppure, qui si scrive - affinchè il nostro cielo rimanga sempre blu - Trovo la cosa in qualche modo affascinante, seppur anche inquietante". Il cielo appare pallido per la presenza di particolato elettroconduttivo e biossido di zolfo in atmosfera: la luce solare viene riflessa dalle microparticelle di metalli (diffusi con le chemtrails) presenti in atmosfera. Nella risposta al cielo blu abbiamo la spiegazione del cielo bianco. Le lunghezze d' onda maggiore non passano senza essere riflesse (così come dovrebbe accadere in un' atmosfera non inquinata), ma vengono intercettate dai metalli riflettenti e quindi la luce del sole, che a noi appare bianca, determina il nuovo colore del cielo: bianco, appunto. http://tankerenemymeteo.blogspot.it/2012/06/perche-il-cielo-e-bianco.html

Molti contadini hanno raccontato di vedere la mattina “luccicare” le piante, come spiega questo fenomeno?

Le piante “luccicano” per la presenza di polimeri e quarzo. Sono tra gli elementi rilasciati da aerei militari a bassa quota, usati nella guerra ambientale volta alla riduzione dell'umidità atmosferica ed alla ottimizzazione delle trasmissioni radar-satellitari. http://www.tankerenemy.com/2011/09/un-libro-sulle-strategie-militari.html

La mattina si vedeva una foschia “giallognola”, è un fenomeno naturale o la conseguenza delle scie chimiche?

Biossido di zolfo, massima conseguenza della combustione aerea a bassa quota. http://tankerenemymeteo.blogspot.it/search?q=nebbie+da+biossido

Alcuni cani Husky si sono rifiutati di giocare con la neve, a cosa è dovuta questa cosa?

Batteri nella neve (escherichia coli e pseudomonas aeruginosa), usati nella stimolazione delle nevicate a temperature superiori ai 3 gradi celsius sopra lo zero.

Chi è il mandante di questa guerra climatica e per quale motivo?

Le Nazioni Unite. Eugenetica, scopi militari, farmaceutici, ogm etc.

La valle del Serchio (Mediavalle e Garfagnana) è interessata particolarmente dal fenomeno delle scie chimiche o gli aerosol vengono fatti a caso?

Tutto dipende dal flusso delle perturbazioni, che vengono deviate o distrutte per scopi in primis militari. http://www.tankerenemy.com/2011/09/un-libro-sulle-strategie-militari.html

Quest’ anno ha piovuto molto: c’è stata una diminuzione del fenomeno delle scie chimiche?

No, ciò dipende dal rallentamento della Corrente del Golfo e dallo spostamento della corrente a getto polare. Quest' ultima si è spostata a causa dei riscaldatori ionosferici come H.A.A.R.P.  http://www.tankerenemy.com/2010/12/paradossi-climatici-artificiali-il.html

Quali sono gli effetti delle scie chimiche sulla popolazione?

Malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, SLA etc. malattie respiratorie, tumori al polmone, fegato, reni, diarrea, dolori muscolari, infarto, ictus... http://www.tanker-enemy.com/PDF/La-guerra-climatica-in-pillole.pdf

Esistono prodotti naturali per disintossicarsi dagli aerosol delle scie chimiche?

Alga spirulina, zeolite, zolfo organico, ultratione, coriandolo, prodotti acquistabili in erboristeria.

Secondo lei le persone cominciano a prendere coscienza di queste cose o sono sempre inconsapevoli?

C' è una piccola fetta di nuova consapevolezza, ma siamo ancora troppo pochi e questo a causa della disinformazione dei media mainstream e del cover up governativi.

Alcuni comuni hanno fatto delle mozioni in merito alle scie chimiche: quali sono i risultati?

Zero, le istituzioni governative ignorano perché conniventi.

Le persone recepiscono il messaggio pur non conoscendo il problema e i fatti?

Non è facile, giacché le persone sono manipolate attraverso i messaggi subliminali nei media ed attraverso la disinformazione propagandata in format appositi.

Solitamente si usa associare le scie chimiche al fenomeno degli UFO, in modo da confondere le acque e denigrare l’argomento.

I due fenomeni sono distinti, ma associabili, poiché se si notano sfere intorno alle scie è perché "qualcuno" osserva e monitora l' avvelenamento del nostro pianeta.

Alcune persone asseriscono che nelle scie chimiche ci sono prodotti che "ipnotizzano e sopiscono" la popolazione.

Alcuni studi hanno riportato la ricaduta di sostanze psicotrope.

Secondo lei come mai i comitati e le associazioni ambientaliste, famose per mille battaglie contro l'inquinamento, non prendono a cuore questa battaglia contro le scie chimiche?

Per il semplice motivo che sono organismi creati dal sistema. Ad esempio... il WWF fu creato dal principe consorte d' Inghilterra.

Lei si definisce un rivoluzionario, un visionario o uno studioso?

Un oppositore del regime.

Quello che afferma in questa intervista è molto allarmante: ha mai avuto dubbi sulla veridicità delle notizie e degli studi effettuati sulle scie chimiche e i loro effetti sulla popolazione e sul clima?

No, nessuno. D' altronde è tutto provato e dimostrabile in qualsiasi momento.

 

 
Crollo del negazionismo! PDF Stampa E-mail
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Scritto da Parsifal   
Mercoledì 05 Giugno 2013

Nel verbale dell’interrogatorio/autodifesa Adolf Hitler riconosce l’olocausto ebraico! Crollo del negazionismo!

… “Da voi, tutto. Ho imparato a scegliere una razza, a impedire che venga contaminata, a farle vagheggiare una terra promessa, a ripulire quella terra dai suoi abitanti o a costringerli alla servitù. (…) Il mio Superuomo? Roba di seconda mano (…) Il mio razzismo era una parodia del vostro, un’avida imitazione. Che cos’è un Reich millenario rispetto all’eternità di Sion?”…

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Giosuè ferma il sole e la luna (Venezia, Biblioteca Marciana, miniatura del XV secolo)

L’ebreo giosuè ferma il sole e la luna (Venezia, Biblioteca Marciana, miniatura del XV secolo)

Nel 1975 circa, il Capo del Nazionalsocialismo, “scampato” al conflitto e a una caccia trentennale, “venne rintracciato” da un commando israeliano e “sottoposto” a processo…

(Olodogma non ha modo di verificare che il testo riprodotto corrisponda a fatti reali, quindi lo propone come racconto di fantasia, un esercizio di libertà di espressione, pari a quanto scritto, da altri, per esempio sul “sole che si fermò” su richiesta di un ebreo)

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Verbale dell’interrogatorio di Adolf Hitler

 

Anni '50-'60 ?

Anni ’50-’60 ?

1Erster Punkt. Articolo primo. Perché dovete capire che non ho inventato niente, io.

…”È stato Adolf Hitler che si è sognato la razza padrona, che ha avuto l’idea di rendere schiavi i popoli inferiori”…

Bugie, bugie. Fu nel dormitorio pubblico, nel Männerheim, che capii per la prima volta [...] Il potere segreto della vostra dottrina. Dico la vostra. Un popolo eletto. Scelto da Dio come Suo. L’unica razza in terra scel­ta, esaltata, portata ad esempio come unica in tutta l’umanità [...] Fu Grill che m’insegnò, che mi spiegò le parole: il popolo elet­to. Il popolo di Dio ed eletto fra gl’impuri, fra la ridda dei popoli. Che sarà castigato per la sua impurità se prende in moglie una pagana, che potrà avere schiavi e schiave fra i goyim, ma dovrà tener­sene lontano. Io promisi solo mille anni. “Per l’e­ternità” disse Grill; ecco è scritto qui, in lettere di fuoco incandescenti: l’alleanza e la predilezione, la scelta della razza, das heilige Volk, simile a nessun’altra. Sotto la legge di ferro. Circoncisione e il segno sulla fronte. Una legge, una razza, un de­sti­no fino alla fine del tempo [...] “Votarono allo sterminio tutto ciò che vi era nella città“. A Samaria, perché i samari­ta­ni leggevano altri testi sacri, e si erano costruiti un santuario tutto loro, di terebin­to. Sei cubiti a sinistra. E loro ne avevano fatti sette o cinque o Dio solo lo sa. Li passarono tutti a fil di spada, uomini, donne, bambini, vacche, anche i cani. No, i cani no, perché sono fra le cose impure che saltano o stri­sciano per terra, come i filistei, gli impuri di Moab, i lebbrosi di Sidone. Massacrare una città per un’idea, per un cavillo di parole: oh, fu una grande invenzione, un bel­l’e­spedien­te per mutare l’animo umano; la vostra invenzione».

«Punkt II [...] Ci fu mai invenzione più crudele, trovata maggiormente intesa a torturare l’esi­stenza umana di quella di un Dio onnipotente, che tutto vede eppure è invisibile, impalpabile, inconcepibile? Signori, vi prego, esaminate il caso, esaminate­lo con attenzione. Il mondo pagano era pieno di piccole divinità, malevoli o amiche, alate o panciute, nelle foglie e nei rami, nelle rocce e nei fiumi. Tenevano compagnia all’uo­mo, gli pizzicavano il sedere o lo accarezzavano, ma erano alla sua misura. Si dilet­ta­vano di focacce al miele e di carne arrosto. Dèi secondo la nostra immagine e le nostre necessità. E persino le grandi divinità, le divinità dell’Olimpo, scendevano a visitare i mortali, a far guerra e bagordi. Più potenti di noi, d’accordo, ma tangibili e capaci di entrare nella pelle delle cose. L’ebreo ha vuotato il mondo, allontanando il suo Dio a una distanza incommen­surabile dai sensi umani. Nessun’im­magine, nes­sun’incarnazione concreta, neppure la possibilità d’immaginarselo. Un vuoto più vuoto del deserto. Eppure terribilmente vicino. Che scruta ogni nostra mancanza, che scan­da­glia il profondo del cuore cercando un senso. Un Dio di vendetta fino alla trentesi­ma generazione (sono parole degli ebrei, non mie).

Un Dio di contratti e di patti meschini, di baratti e di venalità».

«Ma questa non fu che la prima parte del ricatto. Doveva ancora venire il peggio. Il pallido Nazareno. Signori, mi è difficile contener­mi, ma i fatti parlano da soli. Che cosa chiese all’uomo quel rabbino epiletti­co? Che rinunciasse al mondo, che lasciasse il padre e la madre, che tendesse l’altra guancia allo schiaffo, che rendesse il bene per il male, che amasse il prossimo suo come se stesso, anzi ancora di più, perché l’amore di sé è una brutta cosa e va superato. Quale immensa castrazione! Notate l’a­stuzia [...] Prima il Dio del Sinai, invisibile ma che tutto vede, irraggiungi­bile ma che tutto vuole. Poi la terribile dolcezza del Cristo. Non avevano fatto abbastanza, gli ebrei, per spezzare le reni all’umanità, nossignore, c’è un terzo atto nella nostra storia. “Sa­crìficati per il bene dei tuoi simili. Rinuncia ai tuoi averi perché ci possa essere l’uguaglianza per tutti. Témprati come l’acciaio, soffoca ogni emozione, la lealtà, la misericordia, la gratitudine. Denuncia il genitore o l’innamora­to. Perché la giustizia possa essere ottenuta su questa terra. Perché si compia la storia e la società venga purgata da ogni imperfezio­ne“. Riconoscete questa predica, signori della corte? La litania dell’odio? Il rabbino Marx il giorno del gran perdono. Ci fu mai promessa più grande? “Una società senza classi, a ciascuno secondo il suo bisogno, fratellanza per l’umanità tutt’intera, la terra ridiventata giardino, un Eden razionale”.

In nome di questa promessa la tirannia, la tortura, la guerra, lo sterminio divennero una ne­ces­si­tà, una necessità storica!

Non a caso Marx e i suoi accoliti erano ebrei, le congreghe del bolscevismo – Trockij, Rosa Luxemburg, Kamenev, tutta la banda di fa­natici e as­sassini – erano israeliti. Guardateli: profeti, martiri, iconoclasti, parolai ubriachi del terrore assoluto. C’era solo un passo, signori, un piccolo, inevitabile passo, dal Sinai a Nazareth, da Nazareth al patto del marxismo. L’ebreo si stava spa­zientendo, i suoi sogni sapevano di stantìo. Venga il regno della giustizia qui e ora, lunedì prossi­mo. Troviamoci piuttosto un messia secolare. Ma col barbone e il ventre pieno di ven­detta. Tre volte l’ebreo ci ha imposto il ricatto della trascenden­za. Tre volte ci ha contaminato il sangue e il cervello col bacillo della perfezione. Vai a riposare e la voce dell’ebreo grida nella notte: “Svegliati. L’occhio di Dio è su di te. Non ti ha fatto a Sua immagine? Devi perdere la vita se la vuoi guadagnare. Sa­crifi­carti per la verità, la giustizia, il bene dell’umanità”. Da troppo tempo abbiamo que­sto grido nelle orec­chie, signori, da troppo, troppo tempo. Gli uomini ne erano stufi, stufi da morire [...] Bisognava trovare e distruggere il virus dell’uto­pia prima che tutta la civiltà occidentale soccombesse. Per tornare all’uomo com’è, egoista, avido, miope, ma cal­do, avvolto, meravigliosamente avvolto, dalla sua puzza. ­”Fummo pre­scelti per esse­re la coscienza dell’umanità”, disse l’ebreo. E io gli risposi, sì signori, proprio io che sto qui davanti a voi: “Non sei la coscienza dell’u­manità, ebreo. Sei solo la sua cattiva coscienza. E ti vomiteremo per poter vivere e stare in pace”».

«Considerate il mio terzo punto. E cioè che avete esagerato. Grossolanamente, i­steri-camente. Che avete fatto di me una specie di pazzo indemoniato, la quintessenza del male, l’inferno incarnato quando, in fondo, non ero che un uomo dei miei tempi. Oh, ispirato, lo ammetto; con un certo, come dire, fiuto per le supreme possibilità politiche. Maestro degli umori umani, forse, ma uomo dei miei tempi.

Mediocre, se volete. Se così non fosse stato, come milioni di uomini e donne ordinari avrebbero potuto trovare in me uno specchio, il semplice specchio dei loro bisogni e dei loro appetiti?

Erano, lo ammetto, brutti tempi. Ma non li ho fatti brutti io, e non ero dei peggiori. Lungi da lì. I vostri amici belgi, quando stuprarono il Congo, quanti poveri disgraziati massacrarono nella foresta, al primo colpo o lasciandoli morire di fame e di sifilide? Rispondetemi, signori. O devo forse rinfrescarvi la memoria? Una ven­ti­na di milioni. Stavano facendo quella scampagnata quand’io ero neonato. Cosa sono Rotterdam o Coventry rispetto a Dresda e Hiroshima? Non ne vengo poi fuori così male, dal bieco giuoco dei numeri.

Li ho inventati forse io i campi? Chiedetelo ai boeri.

Ma siamo seri. Chi fu quello che spezzò le reni al Reich? A chi consegna­ste milioni, decine di milioni di uomini e donne da Praga al Mar Baltico? Offerti come una scodella di latte a un gatto fameli­co? Sono stato un uomo di un’epoca sanguina­ria, ma di poca statura rispetto a lui. Pensate che io sia un diabolico bugiardo, benissimo. Non prendetemi in parola. Sceglietevi un testimone ineccepibile, in odore di santità. Lo scrittore sacro, quello col barbone venuto dalla Russia a predicare al mondo. È passato tanto tempo. La memoria mi duole. L’uomo dell’arcipelago. Sì, la parola mi è rimasta impressa. Che cos’ha detto? Che Stalin ne ha trucidati trenta milioni. Che aveva perfezionato il genocidio quando io ero ancora un anonimo scri­va­no a Monaco. I miei ragazzi usava­no pugni e fruste, non lo nego. Erano tempi di fame e di sangue. Ma quando un uo­mo sputava fuori la verità, smettevano il carosello. Mentre i seviziatori di Stalin lo facevano per puro divertimento, per vedere gli uomini farsela addosso, per ottene­re confessioni che non erano altro che bugie, paz­zie, scherzi osceni. La verità li rendeva ancora più bestiali. Non sono io che affermo queste cose, sono i vostri super­stiti, i vostri storici, il saggio del Gulag. Chi dei due fu dunque il maggiore carnefice, il più implacabile nel­la sete di sangue? Stalin o io? Ribbentrop mi aveva parlato del di­sprez­zo di quell’uo­mo per noi. Ci considerava dei dilettanti corrotti dalla compassio­ne. Il nostro Terrore non fu che una festa paesana rispetto al suo. I nostri campi coprivano spazi assurda­mente esigui; lui aveva circon­dato di filo spinato e seminato di fosse un continente. Chi sopravvisse fra quelli che gli avevano combat­tuto accanto, l’avevano elevato al potere, avevano eseguito le sue volontà? Neanche uno. Si ritro­va­rono con le ossa in frantumi [...] Quanti ebrei uccise Stalin, il vostro salvatore, il vostro alleato Stalin? Rispondetemi. Se non fosse morto quand’è morto, non uno di voi sarebbe rimasto vivo fra Berlino e Vladivostok. Eppure Stalin morì nel suo letto e il mondo rimase attonito a contem­plare il riposo della tigre. Mentre invece, a me, mi cacciate come un cane arrabbiato, mi processate (con che diritto, con che manda­to?); mi trascinate per la palude, di notte m’incatena­te. Io che sono un vecchio dalla memoria malcerta. Roba di poco conto, signori miei, inde­gna delle vostre fatiche. In un mondo che ha torturato i prigionieri politici e ha rove­sciato il napalm sui contadini inermi, che ha spogliato la terra di piante e animali, che ha fatto tutte queste cose, e continua a farle, senza il mio aiuto e un bel pezzo dopo che io, “quello uscito dall’inferno” – frase quanto ridicola e teatrale – fui considerato estinto».

«Mi rimane ancora un punto. L’ultimo. Quello strano libro, Der Judenstaat (1). L’ho letto attentamente. Di chiara derivazione bismarckiana, nella lingua, nelle idee, nel tono stesso. Un libro intelligente, intendiamoci. Che plasma il sionismo ad immagine della nuova nazione tede­sca. Ma è stato veramente Herzl il creatore d’Israele? O non invece io? Esaminate obiettiva­mente la questione.

Se non fosse stato per l’Olocausto, la Palestina sarebbe diventata Israele?

Fonti ufficiali

Fonti ufficiali “ebraiche” americane smentiscono la favola dei 6.000.000. Cliccare sulla foto per ingrandirla

Sarebbero accorsi gli ebrei in questo arido tratto del Levante e gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, l’Unio­ne Sovietica di Stalin, avrebbero riconosciuto la vostra esistenza e garantito la vostra sopravvi­ven­za? È stato l’Olocausto (2) che vi ha dato il coraggio dell’ingiustizia, che vi ha fatto cacciare l’arabo dalla sua casa, dal suo campo, perché era pieno di pidocchi e senza risorse, perché si trovava sulla strada del vostro destino divino. Che vi ha fatto accettare di sapere che quelli che avevate cacciato stavano marcendo in campi profughi, a neanche dieci chilometri di distanza, sepolti vivi nella desolazione e in dissennati sogni di vendetta. Forse sono davvero il Messia, il vero Messia, il vero Shabbetai le cui gesta infami sono state permesse da Dio affinché il Suo popolo potesse tornare in patria. “L’Olo­causto era il mistero necessario perché Israele ritrovasse la sua forza“. Non l’ho detto io; l’hanno detto i vostri visionari, quelli che stanno a sceverare il significato della parola di Dio il venerdì sera a Gerusalemme. Non dovreste piuttosto onorarmi, io che vi ho fatto guerrieri, che ho trasformato in realtà il lungo, vacuo sogno di Sion?»

(…)

Nota:

1) Lo Stato ebraico (Der Judenstaat) è un saggio scritto dall’ebreo herzl theodor, considerato il padre del Sionismo moderno, nel 1896.

2) Dall’affermazione si capisce che non avendo lui ideato, ordinato, pianificato alcun sterminio ebraico non poteva avere, direttamente dai suoi subalterni, informazioni in merito ai “sei milioni” gaskammerizzaticonzyklonBossidodicarbonio, quindi, evidentemente, ha appreso, e ne parla, di aver sterminato i “six millions” dalla lettura dei giornali durante i 30 anni di latitanza dalla “giustizia”! E’ pure evidente che il vecchio Adolf non aveva letto, nella sua latitanza, neppure le attente analisi revisioniste, da Rassinier a Faurisson, che sollevano forti dubbi sui “sei milioni” standard e sulla sua responsabilità come ordinatore di tale immaginario sterminio!

 

http://olodogma.com/wordpress/0256-nel-verbale-dellinterrogatorioautodifesa-adolf-hitler-riconosce-lolocausto-ebraico-crollo-del-negazionismo/#more-6515

 
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