--> -->
Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
CPA
Home Le Opinioni
Ernst Zündel, combattente di cento battaglie revisioniste, è morto nella sua casa di Bad Wildbad nella Foresta Nera PDF Stampa E-mail
le nostre opinioni
Scritto da Pio DE MARTIN   
Martedì 08 Agosto 2017

Un triste comunicato dal Professor Robert Faurisson, domenica 6 agosto 2017 :

Mon ami, notre héros, Ernst Zündel est mort.

Il mio amico, il nostro eroe, Ernst Zündel è morto.

Ieri, sabato 5 agosto 2017, Ernst Zündel è morto a seguito d'una crisi cardiaca, al suo domicilio [a Bad Wildbad im Schwarzwald, una cittadina ad ovest di Stoccarda].

Egli era nato nel 1939.

Mannheim, BRD,  1° marzo 2010. Ernst Zündel (a destra) accolto affettuosamente dal suo avvocato Dr. Herbert Schaller all'uscita dalla prigione dove ha scontato 5 anni per delitto d'opinione
Mannheim, BRD, 1° marzo 2010. Ernst Zündel (a destra) accolto affettuosamente dal suo avvocato Dr. Herbert Schaller all'uscita dalla prigione dove ha scontato 5 anni per delitto d'opinione

Attendo un comunicato sia dalla sua sposa, Ingrid Rimland (che vive nel Tennessee e che è gravemente malata), sia dai suoi figli (che vivono in Canada).

La vigilia della sua morte, il 4 agosto scorso, avevo telefonato al mio amico Ernst.

Prossimamente forse potrò esporre una parte di quanto mi ha detto confidenzialmente al telefono.

Il 4 agosto stesso, poco dopo la conversazione telefonica con Ernst, ho inviato ad una persona del mio entourage un messaggio che termina con la seguente frase:

“L'altro giorno dicevo tra me e me che, tirando le somme, nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere almeno un genio, Arthur Robert Butz, ed un eroe, Ernst Zündel”.

Bien à Vous.

R. Faurisson.

La notizia è stata immediatamente confermata dall'amico G., e da Carolyn Yeager (carolynyeager.net), con la precisazione che Ernst ha avuto un arresto cardiaco, e a nulla è valso un tentativo di rianimazione, come riferito dalla sorella di Ernst ad un corrispondente di Carolyn.

“Avanguardia” aveva dedicato ad Ernst un numero monografico nel 1988, in corrispondenza del secondo processo tenutosi a Toronto – dov'egli abitava, essendosi trasferito in Canada dopo la distruzione della Germania nel secondo conflitto mondiale - contro di lui per pubblicazione di “notizie false” (egli aveva pubblicato il testo revisionista di Richard Harwood “Did Six Million Really Die?”/Ne sono morti veramente Sei Milioni?).

Il geniale Zündel aveva colto al volo l'occasione per trasformare l'apparato accusatorio contro di lui, nella messa sotto accusa dei falsificatori della Storia.

Il suo abile avvocato Douglas Christie, appoggiato da esperti revisionisti a livello mondiale del problema “camere a gas”, in primis Robert Faurisson, portò alla sbarra per il controinterrogatorio, per la prima volta nella storia, sia i “testimoni delle camere a gas”, sia il “papa” dell'Olocausto, Raul Hilberg, costringendoli a ritrattare le falsità sino ad allora divulgate. E tutto sotto i “riflettori” dei media, stampa e televisioni, che ne riferivano giornalmente, quantomeno in Canada.

L'11 gennaio 1985 il testimone Arnold Friedman dichiarò, sotto giuramento, storie di questo tipo: che dai camini dei crematori uscivano “fiamme alte 14 piedi”, che il fumo e la puzza della carne bruciata incombevano a volte per settimane sopra il campo, e – udite – che dal colore del fumo e delle fiamme si poteva capire se ad essere bruciati erano i magri polacchi o gli obesi ungheresi.

L'avv. Christie presentò a Friedman il brevetto per i crematori di Auschwitz redatto dalla ditta Topf e Figli, di Erfurt, che attestava l'incapacità degli impianti crematori di emettere all'esterno fiamme, fumo o odori, così come avviene in tutti gli impianti di cremazione. Al che, Friedman ammise a Christie che, in realtà, ciò che aveva descritto non era per esperienza personale, ma per averlo sentito ripetere da altri!

Anche il più risoluto sopravvissuto all'Olocausto, Rudolf Vrba, alla fine cedette.

Come scrisse poi il professor Faurisson: Ogni cosa andò bene per questo testimone fino al giorno in cui, nel 1985, al processo-Zündel, egli venne sottoposto a contro-interrogatorio senza pietà. Venne smascherato come impostore. Nel processo venne rivelato che, nel suo rapporto del 1944 egli aveva completamente truccato il numero e l'ubicazione delle “camere a gas” e dei crematori... Grazie, sembra, a speciali tecniche mnemoniche e ad un vero talento per trovarsi ovunque all'istante, Vrba aveva calcolato che nello spazio di 24 mesi (dall'aprile 1942 all'aprile 1944) i Tedeschi soltanto a Birkenau [ossia Auschwitz II] avevano “gassato” 1.765.000 Ebrei, inclusi 150.000 Ebrei dalla Francia. Ma nel 1978, [l'ebreo del campo sterminazionista] Serge Klarsfeld, nel suo Memorial to the Deportation of the Jews from France, era stato costretto ad ammettere che, per tutta la durata della guerra, i Tedeschi avevano deportato in tutti i loro campi di concentramento, un totale di 75.721 Ebrei dalla Francia.

La cosa più grave – sottolinea Robert Lenski nel suo “The Holocaust On Trial – The Case of Ernst Zundel” - è che il numero di 1.765.000 Ebrei “gassati” a Birkenau, è stato utilizzato nel documento (L-022) al processo di Norimberga.

Attaccato da ogni lato dall'avvocato di Zündel, l'impostore non poté che invocare, nella lingua latina, la licentia poetarum, la licenza poetica.

Raul Hilberg, autore del famoso “The Destruction of the European Jews”, prima ediz. 1961/(”La distruzione degli Ebrei d'Europa”, Einaudi editore), incalzato da Christie perchè presentasse prove scientifiche di qualsiasi tipo sull'esistenza di camere a gas ovunque nei territori occupati dalla Germania, rispose candidamente: Non ne ho.

Il Professor Faurisson così descrisse la scena: [Raul Hilberg] fu costretto ad ammettere che per quanto concerneva ciò che egli [Hilberg] aveva definito una politica di sterminio degli Ebrei, non c'era stato né un piano, né un'organizzazione centrale, né un bilancio, né una supervisione [...] Nessun referto di autopsia aveva stabilito che anche un prigioniero fosse stato ucciso con il gas tossico. Hilberg dichiarò che Hitler aveva ordinato lo sterminio degli Ebrei, e che Himmler, il 25 novembre 1944... aveva ordinato la cessazione dello sterminio, ma Hilberg non fu in grado di produrre quegli ordini.

Nelle edizioni successive del suo libro, Hilberg rimosse sistematicamente ogni menzione di un ordine di Hitler.

Richiesto dalla difesa di Zündel di spiegare come i Tedeschi, in assenza di qualsiasi tipo di piano, avessero potuto compiere un'impresa gigantesca come lo sterminio di milioni di Ebrei, Hilberg replicò che nelle varie attività dei Tedeschi ci fu “un incredibile incontro delle volontà/un accordo, un consenso, una lettura del pensiero da parte d'una estesa burocrazia” (“an incredible meeting of minds, a consensus, mind-reading by a far-flung bureaucracy”) !

Benché condannato nei due processi 1985 e 1988, Ernst venne infine assolto dalla Corte Suprema canadese a cui aveva fatto ricorso.

La persecuzione contro di lui era tutt'altro che finita.

Sposata Ingrid Rimland e trasferitosi in Tennessee dove lei viveva, chiedendo la naturalizzazione statunitense; nel febbraio 2003, mentre lavorava in giardino, venne rapito da una squadra di poliziotti armati, rapito in quanto la banda non aveva un mandato d'arresto, negata a lui ed alla moglie subito accorsa la facoltà di telefonare al loro avvocato, con la falsa accusa che non aveva richiesto la cittadinanza USA.

Trascorse due anni in prigioni infami prima negli USA poi in Canada (anche con la catena al piede come nell'Ottocento, luci sempre accese, irruzioni notturne con cani d'attacco come s'è visto con gli Iracheni prigionieri dell'U.S. Army ad Abu Ghraib ), prima di venire trasferito nella Bundesrepublik ove, dopo un processo-farsa – ai suoi avvocati non era consentito portare prove sulla verità di quanto da lui pubblicato – fu condannato a 5 anni di galera, che scontò integralmente, la Corte Suprema non avendo accolto la sua richiesta di riduzione a 3 anni, considerando che aveva già trascorso 2 anni dietro le sbarre in USA+Canada.

Rilasciato il 1° marzo 2010, ma sempre “controllato” dai Giudici del Pensiero, ha vissuto da allora nella vecchia casa paterna a Bad Wildbad.

Di recente gli era arrivata la perfida comunicazione da God's Own Country/Il Paese stesso di Dio, come lo autodefiniscono i reggitori dello stesso, che gli era precluso per sempre il ritorno negli USA dove vive la moglie.

Questa a sua volta non potè raggiungerlo nella Bundesrepublik, che l'avrebbe schiaffata egualmente in galera per la sua attività revisionista con il sito plurilingue zundelsite.org

Come sanno i lettori di “Avanguardia”, Ernst ha però potuto incontrare Ingrid per pochi giorni a...

Guadalajara, in Messico, partecipando – dal 1° al 3 maggio 2015 – al Congreso Internacional Identitario/CII/Convegno Internazionale Identitario, dove ha parlato della sua vita e della sua carriera, ed è stato lungamente applaudito, un applauso da lungo tempo meritato (“Una bella conferenza revisionista”, in Avanguardia, Ottobre 2015, pp.5-7).

Nelle parole dell'amico Paolo, “è morto un eroe che ha combattuto tutta la vita per la verità” e

per la Germania.

E di Nicola: “Onorare la sua memoria, diffondendo la sua preziosissima opera, è nostro dovere.

Onore a Ernst Zündel!”.

Tra i molti che proseguono l'opera di Zündel sfidando apertamente il potere costituito, vi sono anziani come l'intrepida Ursula Haverbeck, e giovani come Henry Hafenmayer con il suo sito plurilingue con testi e video di grande valore :

Ende der Lüge Fine della Menzogna (https://endederluegedotblog.wordpress.com).

 
«Israele globale»: a un passo dal trionfo; a un passo dalla catastrofe PDF Stampa E-mail

Dal n° 368 - Maggio - giugno 2017

Mensile
Scritto da Mario MARLETTA   
Giovedì 01 Giugno 2017

Tutto si compie: la frammentazione della ummah, il rimodellamento del Vicino Oriente e del Nord Africa; l’annichilimento delle ultime repubbliche sociali e nazionali – l’irachena e la libica -; la balcanizzazione della repubblica di Siria, del cui sangue si stanno abbeverando “amici” e nemici; le nuove armi dislocate nell’Arabia occupata [probabilmente anche di tipo nucleare], per l’esclusivo interesse della dittatura sionista, stato d’occupazione della Terra Santa, centro propulsore della metastasi planetaria definita «mondialismo» e/o «globalizzazione». Sol per ciò che riguarda la distruzione della Siria: in un’orgia di depistaggi, in un sabba di bugie strillate su tutti gli schermi televisivi, quasi nessuno riesce più a orientarsi e a comprendere chi sia schierato contro chi; quali siano i fronti, quali gli amici e quali i nemici; eppure, se solo ci si soffermasse a riflettere, se solo si possedesse un po’ di memoria storica; se si avesse la capacità di ordinare e sintetizzare gli eventi succedutisi negli ultimi anni, la verità – una e innegabile! – apparirebbe in tutto il suo fulgore.

Leggi tutto...
 
L'Ungheria di Viktor Orban rifiuta asilo politico all'avvocato Horst Mahler, 81 anni, mutilato, diabetico PDF Stampa E-mail
le nostre opinioni
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Domenica 21 Maggio 2017

L'avvocato Horst Mahler, 81 anni, è uno dei più noti dissidenti nella Bundesrepublik, e pertanto tra i più odiati dall'èlite della BRD, che non ha lesinato le condanne a suo carico, sia per Volksverhetzung, incitazione del popolo all'odio (cosa contraria alla verità, in quanto gli olorevisionisti, sulla base dei documenti dell'epoca, portano buone notizie: non è esistito nel Terzo Reich un programma di eliminazione della popolazione ebraica); che per “negazione dell'Olocausto” (definizione inventata dai Giudici del Pensiero, in realtà i revisionisti non negano ma affermano, per esempio, che non vi sono state camere a gas omicide nei campi di concentramento tedeschi), culminate in un totale di 12 anni di carcere.

Una delle molte iniziative che hanno particolarmente irritato i giudici atlanticamente corretti della BRD, è la partecipazione di Mahler alla fondazione, nel 2003, del Verein zur Rehabilitierung der wegen Bestreitens des Holocaust Verfolgten/VRBHV, Associazione per la riabilitazione dei perseguitati per aver contestato la narrativa olocaustica. Mahler ne diede notizia con una lettera aperta nella quale dichiarò che l'obiettivo del gruppo era di “eliminare lo stato di isolamento dei perseguitati, di garantire la necessaria pubblica conoscenza della loro lotta per la giustizia, e per provvedere ai mezzi finanziari per vincere le battaglie giudiziarie”. A seguito della sua fiera presa di posizione, nel 2004 venne messo sotto accusa per Volksverhetzung.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 3
Nessun evento
eurasiaG.jpg
CelticaCPA