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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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IL VASSALLO ALEXIS PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea CIOCCA   
Lunedì 13 Luglio 2015

Il piano presentato da Alexis Tsipras – primo ministro del governo greco – con il quale si è vergognosamente inginocchiato di fronte all’alta finanza globale, rappresentata nello specifico da Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea, per far fronte al Debito accumulato nei confronti del sistema finanziario usuraio internazionale possessore dei titoli di Stato greci, è un piano che avrebbe presentato un qualsiasi servo liberaldemocratico (di centro-destra o centro-sinistra) che avesse ricoperto in questo momento il ruolo di primo ministro del governo greco. L'Europa che sperava in un risveglio, si riconferma invece, quella che da settant'anni è sempre stata: una colonia dell'alta finanza giudaico-massonica.

 
Letture solstiziali 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Avanguardia Liguria   
Giovedì 02 Luglio 2015

Stella, 21-6-2015

Solstizio d’estate

“l’intero anno sensibilizza in termini di simboli cosmici una storia eterna e incorporea…il sole come vita in varie forme primordiali è anche il simbolismo dell’uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e risorge così anche l’uomo”     evola

Il cielo è dentro di noi, il reale è nell’invisibile

“vita peritura conduci finchè sei staccato dal tuo nume, egli è legato alla tua vita come la fiamma al legno che arde. Sta dentro alla sostanza dell’essere tuo come un fuoco che lo illumina, e per una  tale luce tu sei, ma che pur  lo divora e consuma. In ultimo la fiamma si strappa via e il corpo crolla, ad un nuovo legno si attaccherà la fiamma, una nuova luce comincerà a splendere altrove”    abraxa del gruppo di ur, idea con corrispondenza taoista

“vi è una eterna corrispondenza vitale tra il nostro sangue e il sole…il cosmo e noi stessi non siamo che uno. Il cosmo è un grande organismo vivente di cui noi facciamo parte. Il sole è un grande cuore, le cui pulsazioni attraversano le nostre vene più sottili”    D.H. Lawrence

“La divinità si manifesta organicamente, cioè attraverso delle forze che agiscono”   Herder

Questa la visione pagana e la visione comune a tutti gli esoterismi, l’esatto significato che diamo al termine metafisica,  il cristianesimo, da quando non ha più un esoterismo, con l’avvento del mondo moderno, ha invece desacralizzato il mondo.

 

“Le cose tutte quante hann’ordine tra loro…onde si muovono a diversi porti per lo gran mare dell’ essere”  Dante

“…allora l’ inizio di questa grandezza pervade ciò che vi è di più grande”    Heidegger

Le individualità ancorate alle terre immobili “si tengono fuori da tutti i trivi della notorietà e della cultura moderna…questo nucleo non agisce ma ha solo la funzione a cui corrisponde il simbolismo del fuoco perenne. In virtù di essi la Tradizione è presente, malgrado tutto la fiamma arde invisibilmente, qualcosa connette sempre il mondo al sovramondo, sono coloro che vegliano” evola

 

Non a caso gli assertori dello stato organico e aristocratico riuniti sotto il mensile imperium, che avrebbe dato vita a ordine nuovo erano detti Figli del Sole.

 

Dai commenti di Dughin alla teoria iperborea , fatta sua da Wirth , ripresa dal Serrano, trattata dal gruppo di UR , commentata da Jung, “dopo la discesa nel regno dell’ oscurità si avrà un’ ascensione, il ritorno all’unità polare, razziale e religiosa . Questa futura missione sarà compiuta da quelli che durante la notte , ”(il crepuscolo degli Dei , il kali yuga , il Ragnarok ) “ conservavano la fedeltà al figlio di Dio “ (dal sanscrito Deva o Siddha divini delle origini , l’ El di Serrano che completa il mito orfico) “occulto al ultimo uomo “ (i robotici sudra , gli animali uomini al servizio del demiurgo) ” che è la luce del mondo”.

 

Nella visione del mondo tradizionale, il tempo non è lineare ma circolare, ciclico, all’ultima età, la nostra, seguirà nuovamente un’età dell’oro. Il Deva, l’uomo divino originario, prima della discesa, quella che nel cristianesimo corrisponde alla tunica di pelle derivante dalla caduta, era un androgino, maschio con gli attributi femminili interni e femmina con gli attributi maschili interni, yin e yang, Serrano li chiama ellael e elella, per  Platone e la geografia sacra greca, gli atlantidei.

La Via cui si rifanno Serrano, Savitri Devi, von List, von Liebensfeld, detta Ariosofia sintetizza sia la tradizione indiana sia il Geist pagano in tutte le sue forme, romano greco germanico etc, che sono ritenute entrambe di provenienza ariano iperborea.

Secondo i Veda i Deva vivono nel para desha, letteralmente regioni superiori, della galassia, costituite alcune di materia visibile altre di energia invisibile ma reale.  I Deva recitano i mantra così come nell’esoterismo islamico gli angeli recitano i dihkr, entrambi sono la lingua degli uccelli e il ritmo che anche noi ri-creiamo reiterandoli, nel solstizio come in ogni rito, apre una comunicazione con gli stati superiori risvegliando a livello cosmico l’energia e a livello umano opera trasformazioni psicofisiche.

“i sapienti dicono che cielo, terra, dei, uomini sono tenuti insieme da comunanza…e proprio per questa ragione essi chiamano questo tutto cosmos (l’ordine)”   Platone

“i significati di esseri divini, di costellazioni, di forze sovrasensibili e di parti del tempo ciclicamente concepito si incontrerebbero dunque in segni, che furono anche quelli di una lingua sacra originaria”  Evola

Lo studio di questi segni si chiama geomanzia, la geomanzia unita all’interpretazione dei simboli, crea una geografia sacra.

Già i Veda tracciano il cammino per il guerriero a venire ,  Nietzsche intuì la possibilità di universi non retti dalle leggi della meccanica.

I Sufi ricordano che le diverse Rivelazioni sono i raggi del medesimo sole divino,  da F.Schuon, forma e sostanza

 

Rinnovatevi con il sole e con ogni sole rinnovatevi, il nostro ritmo e il nostro fuoco saranno propiziatori

 

Hic et nunc

 

 
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Scritto da Avanguardia Liguria   
Sabato 21 Giugno 2014

Stella,  21/06/2014

A scuola dallo stregone secondo gli insegnamenti di Don Juan a Castaneda,
tra il fare (guardare) e il non fare (vedere), azione e distacco

“sapete che in questo preciso momento siete circondati dall’eternità?...e sapete che potete usare questa eternità, se lo desiderate?”

Follia controllata: separarsi dal mondo restando in esso, continuando a viverci. Evolianamente, cavalcare la tigre.

Il mondo è un mistero. Non ti sforzare a volerlo risolvere. Il mondo è un luogo sacro, stupendo, meraviglioso, misterioso, incomprensibile e impenetrabile e non concede facilmente i suoi segreti…

L’unica possibilità è la disciplina… la disciplina è la capacità di affrontare in modo sereno eventualità che esulano dalle nostre aspettative. La disciplina è un’arte, l’arte di affrontare l’infinito senza vacillare.

Eliade individua le 4 idee forza della spiritualità indiana
“il karma: la legge della causalità universale, che rende l’uomo solidale al cosmo e lo condanna a una perenne trasmigrazione: è la legge del karman
La maya: il processo misterioso che genera e sostiene il cosmo e, così facendo, rende possibile l’eterno ritorno delle esistenze, è la maya, l’illusione cosmica, sopportata, peggio ancora valorizzata, dall’uomo finchè è accecato dalla non-conoscenza (avidya)
Il nirvana: la realtà assoluta situata di là dall’illusione cosmica intessuta dalla maya e al di là dell’esperienza umana condizionata dal karman; l’essere puro, l’assoluto, qualunque sia il nome col quale lo si vuole indicare: il Sé (atman), Brahman, l’incondizionato, il trascendente, l’immortale, l’indistruttibile, il nirvana, ecc.;
lo yoga infine come mezzo per raggiungere l’essere, le tecniche adeguate per conquistare la liberazione (moksa, mukti).”
la liberazione non può aver luogo se non ci siamo innanzitutto staccati dal mondo condizione indispensabile per ritrovarsi e dominare se stessi.
Il punto di partenza è la censura lucida di tutte le distrazioni e di tutti gli automatismi mentali che dominano (vedi le tecniche anche di gurdjieff), anzi più propriamente fanno la coscienza profana che si fa invece invadere da momenti disparati e esterni a lui, vive in balia delle associazioni (quelle che hubbard in dianetics chiama restimolazioni).
Queste associazioni disperdono la coscienza, le passioni la violentano, la sete di vita la tradisce proiettandola al di fuori. Il destino del pensiero profano è di essere pensato dagli oggetti. Sotto le parvenze del pensiero libero si nasconde in realtà un disordinato e indefinito scintillio, alimentato dalle sensazioni, dalle parole e dalla memoria. Per questo il primo dovere dello yogin è di pensare e non di lasciarsi pensare, sbarrando i flussi mentali (che creano espansione, di cui si cibano i voladores castanediani che ci riempiono di problemi futili per poi cibarsi delle nostre pseudo preoccupazioni. Questi predatori ci hanno instillato i sistemi di credenze e le consuetudini sociali, ci hanno instillato avidità e codardia, ci hanno reso abitudinari per mantenerci mansueti, l’uomo non è più magico e suoi sogni sono triti e convenzionali per non dire stupidi).
Per questo secondo i testi indiani la schiavitù è generata dall’unione con un mondo dissacrato e con la natura profana, noi possiamo non appartenere al cosmo decaduto, come lo vediamo ora, la natura non possiede vera realtà ontologica essa è divenire. Ogni forma per quanto complessa e maestosa finisce per disgregarsi. Tutto ciò che diviene, si trasforma, muore, scompare, non appartiene alla sfera dell’essere dunque non è sacro. Se la solidarietà con il cosmo è la conseguenza di una progressiva dissacrazione dell’esistenza umana e di conseguenza una caduta nell’ignoranza e nel dolore, il cammino verso la libertà conduce necessariamente a una rottura della solidarietà con il cosmo e con la vita profana. Il fine della Via, lo scopo supremo dell’uomo è la liberazione. (esiste poi nello yoga tantrico un disperato sforzo di riconsacrazione dell’esistenza che è assimilabile al nietzsche che vuole imprimere al divenire il carattere dell’essere).
Per Castaneda il guerriero per essere senza macchia deve essere impeccabile, dove l’impeccabilità consiste nel fare al meglio qualunque attività nella quale ci si sia impegnati, sempre saldo e all’erta, agisce senza aspettarsi ricompense, il guerriero sa che le sue azioni sono inutili ma procede come se lo ignorasse, è pronto a morire, nessuno sopravvive su questa terra, dice che ciò che fa importa e agisce come se così fosse, pur sapendo che così non è, sa che non ha tempo, la morte è sua consigliera e infatti affronta ogni suo atto come fosse l’ultimo, come fosse l’ultima sua battaglia sulla terra, gli da il rispetto che merita e per questo da sempre il meglio di se. È padrone delle sue scelte e ne è responsabile e per esse è pronto a morire, non importa quale sia la decisione presa, non ha tempo di legarsi a niente.
Come dicono le Upanisad “al di fuori di ciò, nulla merita di essere conosciuto”, e questa è la conoscenza suprema e il leitmotiv di tutta la speculazione indiana post-upanisadica.
Per sviluppare tutti i temi toccati da questi 2 grandi, Castaneda e Eliade, non basterebbe una vita….fortunatamente infatti….
Ma per ora contentiamoci di non sprecare questa. Qui e ora.

 
Eliade lo yoga immortalità e libertà PDF Stampa E-mail
Scritto da Avanguardia Liguria   
Giovedì 22 Maggio 2014

Nel testo eliade individua le 4 idee forza della spiritualità indiana

“il karma: la legge della causalità universale, che rende l’uomo solidale al cosmo e lo condanna a una perenne trasmigrazione: è la legge del karman

La maya: il processo misterioso che genera e sostiene il cosmo e, così facendo, rende possibile l’eterno ritorno delle esistenze, è la maya, l’illusione cosmica, sopportata, peggio ancora valorizzata, dall’uomo finchè è accecato dalla non-conoscenza (avidya)

Il nirvana: la realtà assoluta situata di là dall’illusione cosmica intessuta dalla maya e al di là dell’esperienza umana condizionata dal karman; l’essere puro, l’assoluto, qualunque sia il nome col quale lo si vuole indicare:  il Sé (atman), Brahman, l’incondizionato, il trascendente, l’immortale, l’indistruttibile, il nirvana, ecc.;

lo yoga infine come mezzo per raggiungere l’essere, le tecniche adeguate per conquistare la liberazione (moksa, mukti).”

Cercherò ora di riassumere il tema cercando di restare il più possibile fedele al testo:

il problema di ogni filosofia è la ricerca della verità ma per l’india non è una ricerca fine a se stessa ma diventa preziosa solo in funzione della liberazione. Solo in funzione della liberazione il saggio indiano è disposto a compiere sacrifici.

Questa liberazione non può aver luogo se non ci siamo innanzitutto staccati dal mondo condizione indispensabile per ritrovarsi e dominare se stessi.

Altra considerazione è l’aspetto iniziatico dello yoga, non si può imparare da soli, è indispensabile la direzione di un maestro, di un guru, infatti nella tradizione brahmanica l’iniziato è il due volte nato.

Il punto di partenza è la concentrazione su un solo punto, che sia un oggetto che sia un pensiero. Ha come risultato la censura lucida di tutte le distrazioni e di tutti gli automatismi mentali che dominano (vedi le tecniche anche di gurdjieff), anzi più propriamente fanno la coscienza profana che si fa invece invadere da momenti disparati e esterni a lui, vive in balia delle associazioni (quelle che hubbard in dianetics chiama restimolazioni).

Queste associazioni disperdono la coscienza, le passioni la violentano, la sete di vita la tradisce proiettandola al di fuori. Il destino del pensiero profano è di essere pensato dagli oggetti. Sotto le parvenze del pensiero libero si nasconde in realtà un disordinato e indefinito scintillio, alimentato dalle sensazioni, dalle parole e dalla memoria. Per questo il primo dovere dello yogin è di pensare e non di lasciarsi pensare, sbarrando i flussi mentali (che creano espansione).

Per questo secondo i testi indiani la schiavitù è generata dall’unione con un mondo dissacrato e con la natura profana, noi possiamo non appartenere al cosmo decaduto, come lo vediamo ora, la natura non possiede vera realtà ontologica essa è divenire. Ogni forma per quanto complessa  e maestosa finisce per disgregarsi. Tutto ciò che diviene, si trasforma, muore, scompare non  appartiene alla sfera dell’essere dunque non è sacro. Se la solidarietà con il cosmo è la conseguenza di una progressiva dissacrazione dell’esistenza umana e di conseguenza una caduta nell’ignoranza e nel dolore, il cammino verso la libertà  conduce necessariamente a una rottura della solidarietà con il cosmo e con la vita profana. Il fine della Via, lo scopo supremo dell’uomo è la liberazione. (esiste poi nello yoga tantrico un disperato sforzo di riconsacrazione dell’esistenza che è assimilabile al nietzsche che vuole imprimere al divenire il carattere dell’essere).

Come dicono le Upanisad “al di fuori di ciò, nulla merita di essere conosciuto”, e questa è la conoscenza suprema e il leitmotiv di tutta la speculazione indiana post-upanisadica.

Per sviluppare tutti i temi toccati dal grande eliade non basterebbe una vita….fortunatamente infatti….

Ma per ora contentiamoci di non sprecare questa.

 

 
DIO RICORDA... PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano DALLA TORRE   
Domenica 03 Novembre 2013

Tutte le domeniche, in Piazza San Pietro il Papa recita l''Angelus' di mezzogiorno. L'Angelus è una preghiera che, secondo la liturgia cattolica, andrebbe recitata tre volte al giorno in memoria del mistero dell'Incarnazione di Gesù Cristo. Anche oggi, dunque, il papa Francesco (senza 'primo', chissà perché... ) ha espletato tale incombenza, davanti la solita folla oceanica di fedeli e curiosi. Il tema odierno è stato il commento del brano del Vangelo di Luca che descrive la nota vicenda di tale Zaccheo da Gerico, un pubblicano (cioè un esattore fiscale per conto del governo di Roma) e conclamato peccatore particolarmente odiato dalla popolazione, che si arrampica su di un albero per vedere Gesù che predica. Ricordate? Almeno queste cose, come minimo, dovreste saperle... Il nome 'Zaccheo', ci istruisce Francesco 'unico', in lingua ebraica significa "Dio ricorda". Gesù lo chiama e, tra lo stupore e lo scandalo generali, si fa invitare a casa sua provocando la conversione ed il ravvedimento di Zaccheo stesso.

Commentando la lettura il nostro Francesco conclude pronunciando la seguente, fulminante, frase: "Non c’è professione o condizione sociale, non c’è peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. “Dio ricorda”, sempre, non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Lui è Padre, sempre in attesa vigile e amorevole di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, e tante volte quasi incosciente, subito gli è accanto, e con il suo perdono gli rende più lieve il cammino della conversione e del ritorno."

Bene, direte voi, e allora? Questo ci vuole ammannire una lezione di Sacra Scrittura? No. Semplicemente mi viene in mente come, non più di quindici giorni orsono, la Diocesi di Roma (proprio quella di cui Francesco è vescovo e quindi papa della Chiesa cattolica), abbia negato recisamente il funerale religioso al peccatore Erich Priebke, di religione cattolica romana e deceduto nel territorio della Diocesi di Roma. Il motivo probabilmente rimarrà un mistero, ma non c'è molto da scegliere: o Priebke era un peccatore ben peggiore di Zaccheo e dunque sarebbe stato assai improbabile che Dio se ne ricordasse (perlomeno positivamente), o la curia vescovile è stata opportunamente avvisata che, oltre e come Dio, anche qualcuno altro avrebbe potuto 'ricordare' e 'ricordarsi', in questo caso dello sgarbo (o dello 'sgarro') di una messa funebre a 'loro' per nulla gradita. E visto che, come tra vicini di casa o colleghi di lavoro, bisogna pur convivere sacrificando un po di amor proprio i nostri  uomini di chiesa (con la maiuscola o la minuscola?) hanno preferito ottemperare. Salvo poi, nel migliore loro stile, gonfiarsi il petto e riempirsi la bocca di parole vane, proprio come oggi Francesco 'unico'. Le parole sono pietre, non si dice così? Ma le pietre le si possono scagliare, ma anche ricevere sulla testa. Comunque abbiamo imparato tutti qualcosa dall'Angelus odierno: Dio ricorda...

 
LORO... ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano DALLA TORRE   
Domenica 20 Ottobre 2013

Ma... 'loro', chi sono?

Loro sono quelli che possono liberamente telefonare a sindaci, prefetti, questori o procuratori della repubblica 'consigliandogli' caldamente di impedire, con tutti i mezzi 'legali' a loro disposizione, la celebrazione di un... funerale! Intendendo per 'funerale' non soltanto la cerimonia di commiato, religiosa o no che sia, ma anche proprio la stessa inumazione o tumulazione o cremazione della salma.

Parafrasando il "don Lisander": "Questo funerale non s'ha da fare !" In quel caso un signorotto e piccolo despota locale incaricava i suoi sbirri privati (le milizie e polizie private oggi sono tornate di moda come la soluzione ideale al mantenimento dell'ordine per i 'libertari' e gli 'anarcocapitalisti' di tutte le risme...) di impedire la celebrazione di un matrimonio assolutamente legittimo, legale e regolare per il solo gusto di potersi scopare impunemente la promessa sposa. I quali provvedevano minacciando direttamente il sacerdote incaricato della celebrazione (allora i sacerdoti contavano qualcosa...) per farlo desistere. Il quale, in fondo un povero diavolo, pur capitolando alla violenza aveva almeno il merito di riconoscere la propria pusillanimità ("il coraggio uno non se lo può dare...").

In questo caso, invece,  'loro' hanno ordinato "To whom it may concern" di impedire che la salma del detenuto Priebke Erich trovasse una qualsiasi collocazione che ponesse finalmente la parola 'fine' a  questa vicenda di cui tanto si è parlato.  E così, semplicemente e senza farsi troppe domande, chi di dovere ha obbedito. Motivi di ordine pubblico, si è detto. E' notorio come l'ordine pubblico venga oculatamente tutelato dalla repubblichetta e come il suo mantenimento stia a cuore agli statisti italici. Altri motivi per giustificare questo rifiuto del resto non si potevano invocare, giacché oltretutto la legge stessa impone ai comuni nel cui territorio avvenga un decesso di provvedere, in mancanza di intervento di parenti e familiari, al seppellimento del cadavere.

Per parte sua la diocesi di Roma, sempre molto solerte -come tutte le diocesi, del resto-  nel negare i funerali religiosi a mafiosi, serial killers, delinquenti assortiti e soggetti morti manifestamente in stato di peccato mortale e di pubblico scandalo (si dice così?)  non si è fatta pregare neanche questa volta opponendo immediatamente un netto divieto alla celebrazione delle esequie in una qualsiasi chiesa del suo territorio. Probabilmente i membri dell'equipaggio dell'Enola Gay, l'aereo che lanciò la bomba su Hiroshima, non erano cattolici ma se lo fossero stati state pur sicuri che nemmeno per loro ci sarebbero stati  funerali in chiesa ! Come non ci saranno stati per quegli ufficiali e sottufficiali americani, eventualmente cattolici, della 45^ divisione di fanteria U.S. che il 14 luglio 1943 all'aeroporto di Biscari/Acate, in Sicilia,  fucilarono 76 prigionieri di guerra  italiani e tedeschi dopo che si erano arresi e consegnati al nemico. Ma funerali a parte saremmo curiosi di sapere se 'loro' siano mai intervenuti per trascinare i 'boia' davanti ad un tribunale, militare o civile che sia. Ma poi, che cazzo, non vorrete mica paragonare i nazisti con gli americani, come esclamò scandalizzata ed inviperita rispondendo ad un ascoltatore la coppia Cruciani/Parenzo dai microfoni di Radio 24...

Ma non contenti, 'loro' hanno ordinato oltre che alle 'autorità' civili e religiose anche a qualche decina di sbirri ben disposti di fermare il funebre corteo e magari, perché no?, di trafugare il feretro e gettarlo nel Tevere, come tentarono di fare alcuni padri nobili del risorgimento - nonché padri spirituali dei teppistelli con bandiera rossa di Albano Laziale (sulla quale compare nitidissimo il simbolo di Rifondazione comunista)-  con la salma di papa Pio nono in occasione dei suoi funerali nel 1878 ("Al fiume il papa porco!")

Perché non dare un segnale inequivocabile ai 'rigurgiti' nazi/fasci/antisemiti dando al boia Priebke quel che si merita?  Ecco, bruciate il feretro con la benzina in Campo de fiori, davanti alla famosa statua che sapete.  Scavate una fossa in campagna e gettate tutto dentro. Poi coprite e spianate bene il terreno.

Contenti ?

 
Finalmente, libero! PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Domenica 13 Ottobre 2013

ERICH PRIEBKE

(Hennigsdorf presso Berlino, 29 luglio 1913 – Roma, 11 ottobre 2013)

Zur Ehre von Erich Priebke, Möge er in Frieden ruhe

(possa egli riposare in pace)

Venerdì 11 ottobre 2013.

 

Il Dr. Paolo Giachini, avvocato e Schutzengel (angelo protettore, come lo chiamano i tedeschi) del capitano Priebke, comunica ai media :

“Erich Priebke muore oggi all'età di 100 anni. La dignità con cui ha sopportato la sua persecuzione ne fa un esempio di coraggio, coerenza e lealtà.

Il signor Erich Priebke ha voluto lasciare una sua testimonianza che parla della sua vita, cioè di quello che è stata la sua vita e il suo passato. Lo ha lasciato in forma scritta attraverso un'intervista e con un video.

La sua autobiografiaDi Priebke i suoi avversari hanno fatto un esempio, hanno fatto un martires, detto in latino, cioè un testimone. Lui ha reso testimonianza dei valori che oggi non esistono più, i valori degli uomini che si stringevano la mano e rispettavano i patti, e non tradivano le loro idee (.).

Credo che si debba festeggiare la sua memoria. Non è un giorno di lutto per me”.

Lasciando per il momento da parte la valanga di falsità piene e mezze verità sfornate per l'occasione dalla fabbrica della disinformazione – nonché del ridicolo : “Questura e prefettura in allarme” (ilmessaggeroi.it), - rileviamo il vilissimo comportamento del Vicariato della capitale, che nega l'accesso della salma ad ogni chiesa di Roma (e del pari consimile dichiarazione del ministro ebreo-argentino Timerman, che nega la sepoltura di Priebke a fianco della sua sposa a Bariloche).

I funerali verrebbero celebrati martedì 15 ottobre.

Il Dr. Giachini ha precisato :

Erich Priebke “ha diritto ai funerali in chiesa, saranno in forma privata”. “I Patti Lateranensi prevedono che ciascuno possa fare pratiche religiose laddove la sede lo consenta. Per cui anche Priebke ne ha diritto. La chiesa è dei fedeli e Priebke era un fedele”.

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