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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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TEMPO QUALITATIVO ED ESTINZIONE DEL VALORE DELLA MONETA. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Martedì 29 Gennaio 2013

…il termine reale della tendenza che conduce gli uomini e le cose verso la quantità pura non può essere che la dissoluzione finale del mondo attuale” (1).

Diciamo subito che, quando si parla di mondo attuale, quel che se ne può dire è che esso è il prodotto di una sequela di devastazioni di ordini e di idee che vanno ben oltre la nostra capacità di comprensione. Gli eventi a cui stiamo assistendo in quest’ultimo torno d’anni, che vanno sommandosi come addendi di quantità sempre più nefaste, procedenti verso la completa saturazione, rappresentano il moto d’allontanamento intrapreso dall’anima umana opposto a quello necessario per ritornare all’ “En” platonico (“Ordinatio ad Unum”): “L’anima… ricondotta all’Intelligenza è molto più bella” (2). E’ anche utile chiarire che questo progressivo allontanamento dal Bene originario non può essere arrestato. Cosa sarebbe la tanto decantata “globalizzazione”, se non l’instaurazione di ciò che Guénon chiama il “Regno della Quantità”?

Si rifletta anche su come questo movimento di dissoluzione segua il verso Est-Ovest, lo stesso movimento apparente del sole; allo stesso modo, questo ciclo non può non seguire lo stesso verso. L’America, infatti, rappresenta il terreno di coltura dell’ultimo uomo. Questo potere stante sotto la stessa manifestazione (dunque nell’infraumano) possiede intere legioni di demoni al suo servizio, sia che indossino divise mimetiche o che si sbraccino, urlanti e madidi di sudore, nei carnai di Wall Street (“HYLE ”, in greco, significa anche “ciò che estende le proprie radici nell’oscurità sotterranea”). Com’è noto, la manifestazione si compone di forma e materia, ma la materia pura, assolutamente informe, è, di fatto, un’astrazione (ci si rammenti della “nausea” sartriana).

Non è un mistero che il mondo moderno avanzi, oramai da almeno sette secoli, in questa pericolosa direzione, cioè verso l’assoluto informe. “…si potrebbe anche dire che la “materializzazione” esista come tendenza, ma che la “materialità”, termine ultimo di questa tendenza, sia uno stato irrealizzabile” (3). La sostanza universale è quel principio tenebroso, stante al di sotto della stessa manifestazione, che permane come limite irraggiungibile: qualcosa paragonabile a un limite matematico. Quando si parla di “limite matematico”, si intende qualcosa di eternamente sfuggente: si pensi solamente al rapporto 1/0, cioè l’unità divisa per la nullità, il cui risultato non può che condurre all’indefinito matematico. E’ evidente che ogni spiegazione del mondo basata sull’esperienza, in quanto approccio dal di fuori dell’essenza delle cose, non può che essere semplice rappresentazione (spiegare l’universo per il tramite del concetto, come intuì Platone, è tentativo destinato al fallimento). Già Leibniz aveva dimostrato tutta la fallacia del meccanicismo cartesiano. Da Cartesio in poi, infatti, intere schiere di materialisti hanno tentato di spiegare le differenze esistenti nella manifestazione come derivate dalla pura quantità: le qualità presenti nell’uomo sarebbero accidentali, deriverebbero cioè da variazioni delle quantità di particelle elementari. Questo è il solito escamotage col quale la tendenza materialistica, oggi dominante, tenta di spiegare ancora una volta il superiore per mezzo dell’inferiore, la qualità per mezzo della quantità. Oggi, questo metodo gnoseologico sta cominciando a venir meno sotto ogni aspetto -si pensi solamente all’ottusa volontà di aggiungere un passo in più nella ricerca verso l’“infinitamente piccolo”, quasi che la divinità si celasse in qualche remota regione subatomica-, come se quella finta alterità del “cogito” cartesiano -la “res extensa”- avesse deciso di farsi beffe di tutti i suoi ciechi epigoni materialisti. “La stessa idea di materia… ciò che essa più o meno confusamente esprime, non è in ogni caso nient’altro che un limite, il quale, nel corso della discesa… non potrà mai essere raggiunto (4). Il termine “Materia” è, dal punto di vista semantico e da quello semiologico, direttamente collegato al termine “Mater”. E’ nota la visione del mondo, apparentemente di tipo binario, delle civiltà tradizionali, come l’indo-iranica o la pitagorica, all’interno delle quali il Principio uranico e maschile si contrappone a quello demetrico-feminile: in tal modo, la Luce si contrappone alla tenebra, l’Unità alla molteplicità, la Forma alla materia, l’Essenza alla sostanza, Purusha a prakriti

E qui vige il sommo paradosso: anche se la discesa intrapresa dall’ultimo uomo rappresenta un limite, essa, tuttavia, giungerà, come un nero uccello planante dal cielo. Ciò significa che la realtà supererà d’un balzo l’abisso, raggiungendo, in un’esplosione fantasmagorica, l’“irraggiungibile”, concludendo –così- un intero ciclo cosmico. Poiché il tempo diviene ciclicamente, non certo per via rettilinea e progressiva -come pretenderebbero i contro-iniziati all’evoluzionismo-, esso accelera man mano che ci si avvicina alla “fine”. La manifestazione, infatti, è governata da leggi cicliche, poiché la circolarità e la sfericità rappresentano le migliori configurazioni cosmiche cui sottostà ogni fenomeno, dalle galassie alle gocce d’acqua. “Uno degli esempi più notevoli si ritrova nella proporzione decrescente delle durate dei rispettivi Yuga, il cui insieme forma il Manvantara. E’ proprio per questa ragione che gli avvenimenti si svolgono ad una velocità che va aumentando senza posa, e che continuerà ad aumentare fino alla fine del ciclo; si tratta di una specie di progressiva contrazione della durata, il cui limite corrisponde al punto d’arresto” (5). Volendo effettuare un paragone tra Macrocosmo e microcosmo, tra il Mondo e il singolo individuo, diremo che il primo invecchia con lentezza all’inizio -come accade a un bambino-, secondo la proporzione esistente nei numeri in serie decrescente 4, 3, 2, 1 -il cui totale dà comunque 10, cioè l’insieme di un ciclo vitale completo-, poi, sempre più velocemente, tende al completamento dell’ultimo Yuga concludente un intero ciclo cosmico. Lo stesso accade all’individuo umano, allorché il tempo qualitativo della decrepitezza si manifesta di gran lunga più rapidamente di quello dell’infanzia (è sufficiente ripercorrere con la memoria la prima decade della nostra vita e paragonarla all’ultima vissuta). Il punto d’arresto (apparente), cioè la morte, rappresenta il limite matematico separante la senescenza della vita precedente dalla rigenerazione di quella successiva, ma in un altro stato dell’Essere.

Ora, essendo il Cosmo e l’individuo inestricabilmente connessi (in quale modo sorprendente, al decadere disastroso di ogni etica umana corrisponda un proporzionale aumento del caos anche a livello meteorologico, tellurico, è sotto gli occhi di tutti), è semplice prevedere la fine prossima del mondo attuale, cioè di questa dimensione della materia. Scopo di questo studio sarà, dunque, tentare di descrivere in quale modo, al decadere della manifestazione, dunque con l’avvenuta fase di accelerazione del moto involutivo di cui l’uomo attuale è carnefice e vittima di se stesso, con la statuizione definitiva dell’èra economica, la moneta, da strumento avente benefiche ragioni e finalità simboliche dettate dall’originaria Autorità spirituale, sia divenuta mezzo pel raggiungimento della “damnatio animae” di tutti quei popoli asserviti allo ipercapitalismo, cioè vittime più o meno coscienti di quel potere che ha portato sul trono del Mondo l’Avversario in persona.

Quando si parla di “usurocrazia”, si intende questo: la creazione di moneta dalla moneta, cioè di un “credito” da un debito. Non abbiamo mai creduto alla buona fede di economisti e politologi di regime, allorché iniziano le loro geremiadi vòlte a identificare la causa della crisi economica attuale (vanno identificandola nella speculazione dei sì detti “mutui subprime”, ma sanno che essa è ben anteriore) quando non addirittura la cura, poiché essi tralasciano sempre di penetrare nel nocciolo del problema. Ora, s’è mai udito uno di questi Soloni chiedere perché il potere d’acquisto della moneta tenda sempre a diminuire e mai ad aumentare? La risposta a questa domanda è celata nel concetto di “degenerazione della moneta”.

Come osservato precedentemente: all’involuzione dell’anima umana corrisponde l’involuzione di tutto l’universo: “…se ci si attiene al semplice punto di vista “economico”, com’è inteso oggi, sembra proprio che la moneta sia qualcosa che appartiene interamente al “regno della quantità” (6). “...Poiché la quantità pura si trova al di sotto di ogni esistenza, quando si spinge la riduzione alle sue estreme conseguenze come nel caso della moneta, non ci si può che trovare di fronte ad una vera dissoluzione” (7). Diciamo subito che la moneta, al pari di tutte le altre forme di esistenza di questo mondo attuale, ha subìto un depotenziamento in senso qualitativo inverso al potenziamento che le si è voluto attribuire dal punto di vista della semplice quantità. La coniazione della moneta ha avuto, in origine, un carattere completamente diverso da quello attuale. E’ sufficiente osservare la simbologia romano-prisca per farsi un’idea della contrapposizione esistente con quella attuale. Anche questo fenomeno non è accaduto per caso. Infatti, nell’Antichità il controllo dell’emissione monetaria era di pertinenza esclusiva dell’autorità spirituale. Se al simbolo del Divus, in àmbito romano, oggi, possiamo contrapporre, come sua antitesi l’“uomo vitruviano” (l’ominide che s’è disfatto d’ogni apertura verso l’Alto), ecco che la moneta medesima inizia ad emanare il suo influsso nefasto sul portatore (rendendolo schiavo di quel potere corrispondente al polo tenebroso della materia informe detto HYLE), obbligandolo, ipso facto, all’indebitamento. Il dio dell’attuale “aristocrazia” del denaro -“In god we trust” sta impresso sulla piramide cabalistica rappresentata sulla banconota da 1 dollaro, accanto al motto “Novus Ordo Seclorum (quest’ultimo termine, sincope di “Saeculorum”)- rappresenta sic et simpliciter l’Avversario. Se a ciò, per soprammercato, si aggiunge l’assenza di valore rappresentativo della moneta medesima, s’ha più chiara la visione che abbiamo in mente.

Tralasceremo, dunque, per comprensibili motivi di spazio, l’approfondimento del paradosso di banconote, come il dollaro o l’euro, aventi pretese egemoniche globali, pur non possedendo né la copertura aurea, né tanto meno quella del lavoro. Ma qual è l’anno zero di quest’epoca di sovvertimento che ha operato -per mezzo dello strumento monetario convertito- il suo malefico influsso sui popoli? Guénon lo individua nel 1307, nel momento in cui il re-falsario Filippo IV di Valois detto “il bello”, con la complicità dell’antipapa di Avignone, Clemente V, defraudò i Cavalieri del Tempio dal potere di battere moneta in quanto legittima autorità spirituale. Se a ciò si aggiunge che in quegli stessi anni -meno di un decennio innanzi- l’Alighieri, non sappiamo quanto ironicamente, codificava il suo capolavoro in una lingua che avrebbe funto da base lessicale e grammaticale del futuro “Italiano nazionale”, ecco che s’ha un quadro più chiaro sulla importanza di quel periodo.

La Croce a bracci uguali -detta “greca”-, simbolo dalla potentissima valenza (adottato dai “Poveri Cavalieri di Cristo”), ha smesso di emanare il suo influsso benefico sul Mondo con la caduta del Terzo Reich. Simbolo del Sacro Romano Impero, ha rappresentato il polo del Bene contrapposto al pentaculum (o “pantaculum”) demonico-afroditico oggi troneggiante da per tutto. La “solidificazione del mondo” è venuta realizzandosi in un arco temporale di svariati millenni (ultima barriera separante il mondo della Tradizione dalle prime ragguardevoli affermazioni della sovversione s’è avuta intorno al VI secolo avanti l’èra volgare), ma sopra tutto, affinché essa si realizzasse, proprio in quanto età innaturale, fu necessario l’impiego di più generazioni di agenti sovversivi: “Evidentemente un tale lavoro non poteva essere portato a compimento in un unico momento, anche se ciò che forse è più stupefacente è la rapidità con cui gli occidentali hanno potuto essere indotti a dimenticare tutto quel che per loro era legato all’esistenza d’una civiltà tradizionale; quando si pensa alla incomprensione totale di cui i secoli XVII e XVIII dettero prova nei confronti del Medio Evo, e ciò da ogni punto di vista, dovrebbe essere facile capire che un cambiamento così completo e così brusco non poté compiersi in modo naturale e spontaneo (8). E’ interessante seguire minuziosamente la parabola del Cristianesimo, dalle sue controverse origini fino alla divaricazione in mille rivoli seguente allo sfaldamento della Chiesa di Roma, quasi che la solidificazione del mondo, per una specie di legge del contrappasso, avesse utilizzato il carnefice della Religione dei padri (volgarmente conosciuta col termine “Paganesimo”) come carnefice di se stesso. Cos’altro sarebbe il Protestantesimo, anche nella variante luterana (la meno detestabile), se non il suicidio dell’assassino? “…occorreva prima di tutto ridurre, per così dire, l’individuo a se stesso, e questa, come abbiamo spiegato, fu soprattutto l’opera del razionalismo, il quale nega all’essere il possesso e l’uso di ogni facoltà di carattere trascendente; è cosa ovvia, però che il razionalismo incominci a far sentire i suoi effetti ancor prima di ricevere tale nome, riferito alla sua forma più particolarmente filosofica, così come vedemmo trattando del Protestantesimo. D’altronde l’“umanesimo” del Rinascimento non era altro anch’esso se non il diretto precursore del razionalismo vero e proprio, giacché dire “umanesimo” significa dire pretesa di tutto ricondurre ad elementi puramente umani” (9).

Per comprendere l’involuzione del valore qualitativo della moneta, ridotta alla rappresentazione non solo di quantità, ma di quantità inesistenti nella realtà, c’è sufficiente osservare la dicotomia “sfera-cubo” (la sfera è tutta potenza, come il germe, l’Uovo del Mondo o l’ovulo umano che sarà uomo, il cubo è pura attualità, è la rappresentazione della passione di Cristo portata a compimento –il “tutto è compiuto!” di evangelica memoria).

Secondo un punto di vista, la moderna massoneria, in tutte le sue varianti attuali, rappresenta una specie di scimmiottatura partorita nel XVIII secolo in Britannia da agenti al servizio della sovversione capitalistica. Compasso e squadra erano, un tempo, gli strumenti sacri necessari alla tracciatura del cerchio e del quadrato, perfettibili ma mai perfetti, realizzabili nella manifestazione fenomenica (cerchio e quadrato sono sezioni bidimensionali della sfera e del cubo). Oggi il compasso è divenuto il simbolo di una società di prestiti ad usura –per esempio: la “Compass”-, tanto per intravedere lo stato di degrado in cui le massonerie attuali sono precipitate. Per comprendere un lembo di verità sull’importanza simbolica di sfera e cubo, diciamo subito che la sfera è la forma primordiale, l’idea più perfetta della manifestazione sottile, poiché essa è simile a se stessa in tutte le sue direzioni (“Ens ipsissimum”): essa è, per così dire, perfettamente autosufficiente, perché contiene in germe tutte le forme della manifestazione, le quali, differendosi da essa, non possono che degradare (non solo il cubo, ma anche, ad esempio, l’ottaedro o il dodecaedro sono degenerescenze formali della sfera). Ecco perché è corretto affermare che la “manifestazione sottile” precede sempre, in un ciclo cosmico, la “manifestazione grossolana”, sì come il Bene sta sempre al principio dei tempi. Infatti, nella simbologia sacra la sfera rappresenta il Cielo, mentre il cubo è rappresentazione della Terra. La sfera è la manifestazione della perfezione dello stato primordiale di un ciclo cosmico, mentre il cubo è la manifestazione della massima decadenza, cioè della massima “solidificazione” -o, se si preferisce: della massima “materializzazione del Mondo”-.

L’opera di sovvertimento di tutti gli Ordini può dunque essere simbolicamente rappresentata come il passaggio dalla sfera al cubo.

Che l’uomo moderno si stia “mineralizzando” in una forma di ottusa immobilità (l’immobilità è l’esatto opposto della olimpica Immutabilità!), è confermato dalla gabbia sociale entro cui si è auto-recluso nel corso degli ultimi secoli. Non è per caso che Dante descriva il punto più basso del cono infernale (l’imo stante quale oppositum del paradiso terrestre) entro cui è infitto il principe delle tenebre dopo la sua estromissione dal paradiso, come una ghiacciaia completamente immobile ed eterna. Si potrebbe, dunque, dire che il cubo rappresenti il limite della manifestazione discendente, cioè il punto d’arresto della manifestazione.

Nel trentaquattresimo canto dell’inferno, l’Alighieri, dando fondo alla sua immaginazione, raffigura perfettamente il punto d’arresto della manifestazione discendente, coincidente con la fissità immobile e ottusa della materia oscura: “Vexilla Regis produerunt inferniLo imperador del doloroso regno, Da mezzo il petto uscìa fuor della ghiaccia…”.

Note:

  1. René Guènon: “Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi”. “Gli Adelphi” Edizioni, Milano, 2009.
  2. Plotino: “Enneadi”, I 6, 5.
  3. René Guénon: opera citata.
  4. René Guénon: ibidem.
  5. René Guénon: ibidem.
  6. René Guénon: ibidem.
  7. René Guénon: ibidem.
  8. René Guénon: ibidem.
  9. René Guénon: ibidem.

 
LA LORO “MEMORIA”. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Domenica 27 Gennaio 2013

Casa Pound” Napoli è entrata nel mirino delle toghe a stelle e strisce (che qualche imbecille retrò chiama “toghe rosse”, come se ancora esistesse il comunismo da qualche parte sulla Terra). Gente della base militante di questo movimento sta subendo le “rituali” persecuzioni di una magistratura che è solo uno dei tanti tentacoli della piovra giudeo-massonica internazionale. E, tuttavia, come sempre è accaduto dal secondo dopoguerra ad oggi, a farne le spese sono tanti giovani idealisti in buona fede della base militante. Tutt’altra percezione, invece, si riceve, se si prova a osservare il vertice di questo stesso movimento.

Oggi, 27 gennaio, le consuete commemorazioni sterminazioniste invadono ogni singolo spazio quotidiano della pecora del gregge teledipendente. "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz,"Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.(Legge 20 luglio 2000, n° 211).

Questo rituale profano non è altro che la “polizza d’assicurazione” di un’infima minoranza auto-proclamatasi “stirpe eletta”, il “corteo funebre” di pretesi sopravvissuti per mezzo del quale pochi parassiti globali continuano a prosperare sul sangue e sulle sofferenze di tutti i popoli. Così sta scritto nel Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco biblico: “Tu infatti sei il popolo consacrato al Signore Dio tuo; il Signore Dio tuo ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra” (VII, 6)… “Distruggi dunque tutti i popoli che il Signore Iddio mette in tua balìa, non si impietosisca l’occhio tuo su di loro” (VII, 16)…

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SEMPRE LA STESSA REGIA. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Venerdì 25 Gennaio 2013

Se i sì detti partiti di sinistra o di destra, in Italia o in Francia, sembrano polemizzare su tutto, tranne che in politica estera, è perché essi sono solo degli strumenti. Gli strumenti di un certo artefice possono essere tanti, ma la mano che li utilizza è sempre la stessa.

Se l’ebreo Sarkozy, esponente di un partito sedicente di “destra”, attacca un paese africano (la Libia) e lo riduce in macerie, l’ebreo Hollande, di un partito sedicente di “sinistra”, in teoria, non dovrebbe fare altrettanto: e invece no! Anch’egli aggredisce un paese africano (il Mali) e si impegna a ridurlo in macerie. Perché accade ciò? Evidentemente perché “destra” e “sinistra”, in Francia come in Italia, sono solo nomi, significanti che servono a dividere il bestiame umano votante, ma dietro cui agisce la mano di un medesimo artefice, il quale ha un solo obiettivo: sottomettere il mondo intero al suo potere.

Se si sposta l’attenzione al di là dell’Atlantico, cioè se ci si allontana da un continente –l’Europa- che dal maggio del 1945 –cioè dalla fine della seconda guerra mondiale- non si è più ridestato dal coma, ci si accorge come le cose non cambino minimamente. Eppure, gli Stati uniti d’America, quella guerra l’hanno vinta. Ma allora, tra “vincitori” e “vinti” non esisterebbe alcuna differenza? Certo, perché quella guerra servì a fare dei “vinti” una pura e semplice imitazione del “vincitore”. “Americanizzare” l’Europa ha significato farne un burattino di quello stesso burattinaio che ha manovrato le masse d’oltre Atlantico da sempre.

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ULTIMO GRADINO SULLA SCALA DELLA REGRESSIONE A BESTIAME UMANO. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Martedì 22 Gennaio 2013

L’“uomo massa” paventato da Evola e Guénon, l’“uomo senza qualità” raccontato da Musil, l’“ultimo uomo” di memoria nietzschiana: esistono svariate espressioni che identificano l’entità pseudoantropologica infestante il pianeta Terra di questa Età del Ferro in chiusura. L’uomo che non vuol più soffrire, l’uomo-bambino cui è stato strappato ogni arbitrio, l’uomo indifeso par excellence, da oggi sarà anche l’“individuo-robot” tenuto sotto costante controllo mediante microcircuiti elettronici.

Obama, il presidente più ipocrita della più che bicentenaria e funesta storia statunitense, colui il quale con l’occhio destro finge di compiangere le giovani vittime delle stragi dei college (i cui mandanti si guarda bene dall’andare a cercarli tra i “fedeli alleati” annidatisi in Palestina), mentre con l’occhio sinistro controlla il regolare svolgimento di una prassi sionista oramai adottata anche all’ombra della White House (gli omicidi mirati) –oggi- approva il piano che prevede l’inserimento obbligatorio di microcircuiti di controllo sottocutanei RFID (Radio Frequency IDentification applications) per tutti i sudditi dell’“impero” stars and stripes.

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LA COLONIA ITALIOTA METTE ANCORA A DISPOSIZIONE LE "SUE" BASI AEREE. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Lunedì 21 Gennaio 2013

La colonia-Italia è pronta a fornire il proprio appoggio logistico alle operazioni di guerra "francesi" in Mali. Ad annunciarlo il ministro degli Esteri uscente, l’ebreo Giulio Terzi di Sant’Agata, a conclusione di un consiglio straordinario dei ministri degli esteri dell'Unione Europea a Bruxelles.

Un anno e mezzo fa, Berlusconi si prostrò dinanzi al padrone, quando fu il momento di massacrare il popolo libico. Oggi, un esecutivo fallimentare oramai dimissionario segue il medesimo iter con la popolazione del Mali, a dimostrazione, l’ennesima, di chi comandi davvero in questa disgraziata terra.

Questa notizia conferma la criminale continuità di una colonizzazione a cui l’Italia è incondizionatamente soggetta, senza “se” e senza “ma”, oramai da settant’anni.

Questa sedicente “repubblica” (nei fatti una pura e semplice cleptocrazia), nata dal tradimento, perpetuatasi con le stragi di piazza, continua imperterrita, nel solco inaugurato a Portella della Ginestra, a farsi beffe dei sogni e della salute della gente comune, e solo per soddisfare le criminali paturnie di un padrone senza onore.

 
SI SONO MANGIATI ANCHE LA BREMBO! PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Lunedì 21 Gennaio 2013

Una delle più grandi aziende del mondo nella fabbricazione di sistemi frenanti per autovetture, pluridecorata di decine di vittorie in campionati del mondo e in svariate formule automobilistiche e motociclistiche.

Monti, accorso nella sede bergamasca dell'azienda (col suo ruffiano Bombassei), latrando sulla necessità di “RIFORME RADICALI” (dopo la carne e il sangue degli italiani, anche le ossa!), sarà appoggiato da Montezemolo (la casacca logora ma buona per tutte le stagioni, dalla Ferrari a Telethon!), dalle iene fameliche di Banca Intesa e del Monte dei Paschi (confraternite di giudei e criptogiudei che stanno banchettando con le spoglie di milioni di famiglie gettate sul lastrico!) da Bersani (il più convinto assertore della necessità del DENARO ELETTRONICO!) e da quella mai sazia puttana di Casini (un nome che è tutto un programma). Questa feccia subumana ha posto le basi per la distruzione di quest'altra vecchia gloria nazionale.

Monti accorso alla convention della sua lista – “Scelta Civica”- è stato accolto da un’ovazione dei suoi tirapiedi, mentre su un maxischermo venivano proiettate le immagini dell'ultimo anno targato “governo Monti”, il pubblico in sala si è alzato in piedi per acclamare il premier!

 

VIVA L’ITALIA! (o ciò che ne resta).

 

 
Il nostro solstizio, le nostre letture, enzo ristagno comunità politica di avanguardia liguria PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Ristagno   
Martedì 15 Gennaio 2013

stella, 21-12-2012



celebriamo l’eterno ritorno dell’astro celeste, il mistero che da ordine al mondo e al sovramondo

“purificati, medita, esplora te stesso, armonizzati, mettiti all’unisono con il tutto, concentrati in perfetto equilibrio e armonia, dimentica il corpo e risveglia i tuoi sensi interiori, ascendi un gradino dopo l’altro e nascerai a vita nuova…si tratta di compiere un’opera e non di attendere inerti la grazia”

Reghini

Dalla fiamma ardente simbolo del sacro per eccellenza prendiamo luce e calore e manteniamoli vivi nelle nostre anime e nei nostri cuori

“solo la luce che emana nobile e leale dall’eroe potra dissipare le tenebre con cui l’infamia ha oscurato il mondo”

C.Z. Codreanu

L’ordine cui noi ci riferiamo e l’ordine naturale delle cose dove dio patria famiglia hanno tutt’altra accezione che non quella cui siamo abituati.

“nella formula solve et coagula e contenuto il segreto della grande opera in quanto questa riproduce il processo della manifestazione universale”

Guenon

Il nostro Dio, in tal senso, e il sole

“il sole simboleggia il principio maschile della manifestazione universale”

Guenon

Il sole permette alla natura di esprimersi in armonia nella visione del mondo dove il visibile e espressione dell’invisibile e dove cio che sta in alto sta in basso e viceversa. Qui non esistono il bene e il male in senso dualista, nell’Uno ci sono entrambi.

“il divino e in cio che vive, i nostri antenati andavano nelle foreste a onorare Dio, salutavano la sua luce che si alza ogni mattina”

Da fede e azione manuale in uso ai giovani nazionalsocialisti tedeschi

La nostra patria e la nostra idea, quella che identifica nel nous, nell’intelletto cosmico, nella scintilla del sacro, l’uomo nuovo che altro non e che l’uomo arcaico discendente dagli abitanti di atlantide, gli arii, gli iperborei.

“questo e un viaggio che richiede uomini audaci e dal cuore vivente”

Attar

La nostra patria e il nostro sangue

“tu porti nel tuo sangue la santa eredita dei tuoi antenati, tutti loro vivono in te, percio il tuo sangue e sacro…razza significa essere capaci di pensare in un certo modo”

Da fede e azione

La nostra famiglia e la nostra valchiria, per riuscire, cioe uscire individuandosi, in questo mondo dominato dal golem di sion, l’uomo nuovo non potra comunque farcela senza un aiuto da al di la delle stelle

“dovra farlo col pensiero della sua amata, della sua valchiria nella mente e nel cuore…solo nel sangue potranno ricevere quel fuoco quella potenza quella volonta, quell’amore senza amore, freddo e ardente che li porta a superare tutte le prove…ai corpi nudi degli amanti sono cresciute le ali, il coito diventa un volo astrale congiunto per ricreare il corpo astrale, per staccare in modo attivo le coscienze dai condizionamenti corporali: distacco”

M. Serrano

Uscire individuandosi, la Via verso il centro.

Sempre la famiglia ci permette di continuare nell’opera d’arte che e la continuazione del sangue del nostro sangue

“tu non solo hai il diritto ma anche il dovere di trasmettere il tuo sangue ai tuoi figli perche sei membro di una catena di generazioni che giungono dal passato e proseguono verso l’eternita”

Da fede e azione

Definiamo il senso che diamo alle parole, il nulla, il vuoto, da una parte, nel divenire, sono l’espressione della decadenza rispetto ai principi primi, quindi un’assenza, una privazione, ma quando entriamo nel dominio del se quest’assenza diventa perfezione

“come il fuoco acceso riduce in cenere il combustibile cosi il fuoco della conoscenza riduce in cenere tutte le azioni.. solo colui che agisce senza riporre speranza alcuna nel frutto delle azioni che deve compiere e non colui che non attende al fuoco del suo focolare e resta inattivo”

Bhagavad gita

Sul piano orizzontale sia nell’essere che nell’avere tanto realizzare una passione cosi come possedere un oggetto e causa di di successive insoddisfazioni, in quanto si cerchera una passione piu forte o un altro oggetto da possedere, e la mercificazione dell’individuo, che diventa cosi, oggetto tra gli oggetti, situazione derivante dall’assenza del sacro nel quotidiano.

“il semplice carattere di perfezione dell’atto causa il piacere puro e positivo”

Aristotele

Non c’e il bene ne il male e soprattutto non c’e l’utilita.

“qualcosa e reale solo nella misura in cui sia voluta, quella realta delle cose che non puo dirsi voluta e privazione, questa privazione significa ‘non potere’, il non potere puo assumere il significato di ‘in potenza’ cioe rappresentare un differenziale suscettibile ad essere risolto nell’atto dell’individuo assoluto, in questo atto e altresi l’atto del mondo della natura”

Evola

Allo stesso modo, dall’altra parte, nel se, bisogna creare il vuoto tendendo al centro usando sia la volonta sia l’immaginazione creativa per ottenere l’agire senza agire, l’agire senza sforzo, con distacco dalla ruota delle cose.

“non esiste esercito vittorioso come quello che non ha mai combattuto”

Lao tse

Da questa magia nasce l’ordine, rinasce, come il sole, si ri-crea tramite volonta e immaginazione creativa il reale delle cose e dell’altro.

“finalmente il mio gran cuore futurista ha vinto la sua millenaria battaglia contro le sbarre del torace, mi e balzato fuori dal petto il mio cuore ed e lui che mi solleva e mi porta col suo turbine sanguinolento d’arterie, elica spaventosa, che gira nel cielo”

Marinetti

Ed e qui che si dissolve in questo luogo dell’anima, del cuore, con armonia l’apparente ossimoro liberta predestinazione, come nel platoniano mito di Er, noi nasciamo con un destino prenatale e siamo liberi di arrivare al centro realizzandolo, superando le illusioni, il nulla dell’io, facendo il vuoto nel se, e scoprendo cosi qual e la nostra funzione quella liberta che per Meister Eckart e “quest’essenza che arde e fiammeggia senza posa”

“i giochi che faccio sono principalmente giochi da bambini giochi felici ma anche giochi d’amore, di mistero, di stupore, scusate i miei giochi di paura e gelosia, dopo tutto sono ancora uno studente di vita, forse la prossima volta saranno tutti giochi d’amore ma allora saro in un altro mondo”

Eric burdon

Una volta Joshu chiese al maestro Nansen

Cos’e il Tao

Nansen rispose, la mente comune e il Tao

Dovremmo dirigerci verso di esso o no?

Se cerchi di dirigerti verso di esso te ne allontani

Joshu continuo

Se non cerchiamo, come possiamo sapere cos’e il Tao

Nansen rispose

Il Tao non appartiene al sapere o al non sapere, sapere e illusorio, non sapere e assenza di idee. Se veramente raggiungi il Tao del non dubbio, e come il grande vuoto, cosi vasto e illuminato. Come puo allora esserci il giusto e lo sbagliato nel Tao?

A queste parole Joshu fu illuminato

 

 
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