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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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IN MORTE DI UN FILOSOFO (15 aprile 1944-15 aprile 2013). PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Lunedì 15 Aprile 2013

Per comprendere quanto realmente stia accadendo, con tutto il rispetto per le sofferenze umane (carovita, disoccupazione, devastazioni psico-fisiche e ambientali…), è necessario esplicitare quanto segue: l’ipercapitalismo, sistema costruito sulla sperequazione sociale e sulla patologica “finanziarizzazione” dell’economia, è bell’e finito. La democrazia rappresentativa, in quanto maschera di questo stesso sistema, avendo raggiunto la sua massima espansione, non può non implodere: oggi, nessuno rappresenta più nessuno, poiché troppe e troppo contraddittorie sono le esigenze di quantità umane (o subumane?) sempre più vaste e corrotte. Come accade in qualunque àmbito della manifestazione, approssimandosi al proprio limite, ogni fenomeno tende a mutare con sempre maggior rapidità. Per comprendere tutto ciò, è sufficiente confrontare la sì detta “politica” dell’anno in corso con quella di appena un decennio addietro: per sopravvivere a se stesso, per un solo giorno in più, questo sistema “ha bisogno” di corrompere chiunque gli si avvicini, e in maniera esponenziale. Insomma, i “Draghi”, i “Monti”, i “Napolitano”…, non potrebbero non essere più corrotti dei “Carli” o dei “Ciampi”, poiché quanto accade è qualcosa che supera le loro individuali attitudini a delinquere. La sì detta “repubblica italiana”, dunque, in quanto sistema nato dal tradimento di quasi tutte le “Forze Armate” e su quasi tutti i fronti della seconda guerra mondiale (sistema poi perpetuatosi per mezzo del terrorismo atlantico), segue il medesimo corso della manifestazione in generale. E non potrebbe essere diversamente.

Un uomo di mezza età del Mezzogiorno italico, il quale abbia avuto e abbia piena coscienza di sé e dei propri ricordi, non può non trasecolare se solo paragona i costumi della propria infanzia a quelli attuali. Per esporre un solo esempio: la donna siciliana degli anni ’60 del secolo scorso, se messa a confronto con la medesima di quest’epoca dà la corretta misura di un tracollo morale senza precedenti nella storia di tutto il genere umano.

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LA METASTASI SIONISTA SUL VIALE DEL TRAMONTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di AVANGUARDIA   
Venerdì 12 Aprile 2013

LA NOSTRA BATTAGLIA SI CONSUMA ANCHE NELLE STRADE DELLA SIRIA. MA IL FRONTE DI COMBATTIMENTO ANTIMONDIALISTA SI ONORA DI QUESTA ULTERIORE VITTORIA.

La “Comunità Politica di AVANGUARDIA” intende congratularsi coi combattenti cibernetici di “ANONYMOUS”, i quali hanno attaccato e sconfitto i siti governativi dell’entità terrorista denominata “israele”, infliggendo loro danni politici pressoché irreparabili: “nominativi, indirizzi, numeri in codice, indirizzi e-mail, e numeri di telefono di centinaia di agenti del MOSSAD sono stati smascherati e diffusi! Alcuni sono italiani!

Ecco il resoconto e l'elenco dei siti colpiti:

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APRILE 1945-APRILE 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di AVANGUARDIA   
Venerdì 12 Aprile 2013

Foto: Il Fascismo è gioiosa operosità, è occupazione, è rispetto per la Terra degli Avi, per la dignità degli uomini e degli animali, non misero assistenzialismo da “esercito della salvezza”, cassa integrazione, persecuzione fiscale da “equitalia” o inquinamento mafioso. Il Fascismo è combattimento contro l’ostentazione del lusso cui aspirano le plebi ebraizzate. Il Fascismo nega che la massa bruta, in quanto numero preponderante, possa decidere le sorti della Nazione attraverso la burla del suffragio universale. Nega altresì che una cricca di bancarottieri apolidi possa permettersi di dirigere i destini dei popoli: per questo Esso è antidemocratico, antiliberale, antimassonico e antigiudaico.Il Fascismo è gioiosa operosità, è occupazione, è rispetto per la Terra degli Avi, per la dignità degli uomini e degli animali, non misero assistenzialismo da “esercito della salvezza”, cassa integrazione, persecuzione fiscale da “equitalia” o inquinamento mafioso. Il Fascismo è combattimento contro l’ostentazione del lusso cui aspirano le plebi ebraizzate. Il Fascismo nega che la massa bruta, in quanto numero preponderante, possa decidere le sorti della Nazione attraverso la burla del suffragio universale. Nega altresì che una cricca di bancarottieri apolidi possa permettersi di dirigere i destini dei popoli: per questo Esso è antidemocratico, antiliberale, antimassonico e antigiudaico.

La Comunità Politica di AVANGUARDIA afferma di essere affine solamente ai principi sociali ed antiplutocratici, antimercantilistici ed anticapiltalistici, sociali, popolari e nazionali dei FASCI DI COMBATTIMENTO di Sansepolcro e ai PUNTI DI VERONA, ribadendo ancora una volta l’assoluta estraneità con le farsesche bande post-badogliane e neo-almirantiane della cosiddetta “Area”, cellule filo-atlantiche comunque asservite al progetto di dominazione globale della pan-Israel.

 
UNA PROBABILE SPIEGAZIONE ALLE “CHEMTRAILS”. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Lunedì 08 Aprile 2013

Le intuizioni di Rosario Marcianò non possono essere che corrette, e non perché questo o quell’altro indizio induca a pensare che sia così; ma semplicemente perché la visione generale di questo mondo lo conferma in pieno. L’involuzione dell’uomo è confermata dall’involuzione dell’universo e viceversa. Pochi esempi dovrebbero tacitare tutti i superficiali negatori (quando non in palese mala fede) della sì detta “biogeoingegneria clandestina”: senza inerpicarsi in ardue circonlocuzioni alchimistiche, le quali potrebbero essere comprese da ben pochi individui, è sufficiente sottolineare come, in natura, almeno fino a una certa epoca, i metalli fossero “imprigionati” sotto la superficie terrestre, tranne apparire alla luce in sporadiche venature. Non è un mistero che l’estrazione di metalli dal sottosuolo abbia subìto una poderosa impennata con la sì detta “rivoluzione industriale” (cioè da poco più di duecento anni e in perfetta concomitanza con le grandi rivoluzioni di massa), e che quantità immani di metalli siano state vieppiù impiegate in guerre sempre più devastanti; non è altresì un mistero che la stessa metallurgia profana abbia dilagato anche nella costruzione di edifici (si provi a costruire un grattacielo, il simbolo massimo dell’attuale contro-potere capitalista, senza impiegare un solo grammo di acciaio). Ora, si provi anche a pensare cosa sarebbe il mondo, se nel volgere di un solo istante la stragrande maggioranza di ciò che un tempo era “ben custodito” da “irriducibili Guardiani” nel sottosuolo e che è stato progressivamente “liberato” nell’atmosfera terrestre fosse riconsegnato “in custodia” a madre Terra; si provi a pensare un mondo senza piombo; ma sopra tutto si provi a immaginare un mondo senza uranio.

Che rivoluzione industriale e capitalismo finanziario abbiano proceduto appaiati nello spazio e nel tempo, è comprensibile anche a un bambino; sì com’è comprensibile che materialismo e meccanicismo abbiano assunto il ruolo di fiancheggiatori del capitalismo medesimo. Oggi, benché una crisi finanziaria -artatamente creata- abbia imposto una crisi di produzione, centinaia di milioni di autovetture continuano ad ammorbare l’aria con il loro scoppiettare e sferragliare, e quel che più appare paradossale –riconsiderando la già citata crisi finanziaria- è che ce ne siano sempre più in circolazione. Lo stesso potrebbe dirsi dei trasporti aerei: ora, sembra accertato che le irrorazioni di aerosol venefici vengano effettuate non solo da velivoli militari, poiché non sarebbero sufficienti tutti gli aeromobili di tutte le aeronautiche militari del mondo per coprire porzioni di cielo grandi quanto interi continenti.

Rosario Marcianò ha perspicuamente spiegato in quale modo, più o meno coscientemente da parte degli stessi piloti, gli aviogetti delle linee civili contribuiscano a completare questo piano di saturazione di metalli nell’atmosfera. E qui si torna al punto dal quale abbiamo esordito: i metalli, più o meno minuziosamente lavorati da “apprendisti stregoni” e liberati nell’atmosfera. Quale tecnologia può ridurre l’alluminio in particole sì infinitesime da penetrare attraverso qualunque filtro, naturale o artificiale che sia, fino al completo assorbimento da parte di ogni singolo essere vivente di questo pianeta? Quali scopi si prefigge una prassi siffatta? Le ipotesi sono svariate e spesso contraddittorie: quel che conta è che l’ambiente si va trasformando sotto i nostri occhi in maniera stupefacente, ed è sempre più evidente un cambiamento del macrocosmo inevitabilmente connesso a un cambiamento di ogni microcosmo che è ogni singolo essere vivente di questo pianeta (vegetali compresi). Certo, Monsanto è una fabbrica di aborti che dovrebbe rendere immani quantità di miliardi ai suoi luciferini gestori; ma qui si deve percorrere un sentiero che valica il semplice business, anche se perpetrato su scala globale e a danno di ogni singolo popolo di questo pianeta.

Uno scopo possibilmente perseguito da codesti contro-iniziati, è uno scopo veramente indicibile, che potrebbe essere spiegato solo per mezzo di categorie metafisiche: essi non vogliono la decimazione del genere umano in sé, questa potrebbe essere annoverata per mezzo di una espressione che è entrata nel nostro lessico da pochi decenni, e che si chiama “effetto collaterale”; quel che da essi è realmente perseguito è indescrivibile, e non è possibile svelarlo interamente per non essere fraintesi.

Le monete cinesi, un tempo, venivano coniate con un foro quadrato al centro: la circonferenza esterna rappresentava il Cielo (che tutto ricopre, e all’infuori del quale non è possibile alcuna manifestazione), il perimetro interno (del quadrato), invece, rappresentava il limite inferiore della Terra, al di sotto del quale la stessa manifestazione formale è impossibile: tutto l’Essere è compreso tra Cielo e Terra (limiti superiore e inferiore di tutta la manifestazione universale). Ora, si provi a rileggere attentamente quanto già scritto e si tenti di comprendere la valenza simbolica dell’atto stesso della “LIBERAZIONE DEI METALLI DALLA PRIGIONIA SOTTERRANEA"; insomma: chi sa, comprenderà.

 
23 marzo 1919, nonostante tutto... PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano DALLA TORRE   
Sabato 23 Marzo 2013

Si, lo so...

sono arrivati quasi subito e poi sempre di più

hanno fiutato il vento, hanno fiutato il tempo

hanno aspettato che si posassero  la polvere e l'urlo delle fucilate, che il sangue raffreddasse

che si dissolvesse poco a poco l'ebbrezza della rissa

e poi sono entrati con passo sicuro ed insolente

hanno messo i piedi sui tavoli, i culi sulle sedie,  le mani sui forzieri

si sono dati da fare, a parlare, a spingere, a tirare

ah, questa è gente che si dà da fare, in ogni epoca, sotto tutti i  cieli

così hanno sistemato i loro affari, hanno messo al coperto le loro masserizie

certo, si son detti, dobbiamo far buon viso a cattivo gioco

dobbiamo piegarci sotto la sferza del vento

finora abbiamo vivacchiato ma verrà il nostro momento...

ma intanto non si fece,  si fece troppo poco

non si affondò la lama tanto da recidere la serpe

si fu prudenti, troppo, forse complici

ci si baloccò con papi e re

si lasciò intatto il vecchio mondo

perchè i conti non mi tornano

se il contadino resta curvo come davanti all'idolo

se il produttore nella fornace  brucia i polmoni e i sogni

mentre l'eterno parassita con il danaro inventa altro danaro

e tutta la cancrena dei secoli rimane attaccata al corpo della patria

così, quando la rivoluzione reclamò finalmente il suo

arrivò il momento, il momento del signore e quello dello schiavo

il momento di bruciare i ponti

e fu la musica delle vette e il gorgoglio del fango...

Si, lo so, nonostante tutto...

un fiore nuovo è sbocciato, nutrito dall'eternità

un fiore nero, la somma di tutti i colori

23 marzo, nonostante tutto...

 




 







 

 
Come in alto così in basso PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo RISTAGNO   
Venerdì 08 Marzo 2013

Uno dei test meno criptici del Tao, Wen Tzu capire i misteri, nell’edizione mondadori “Il libro degli insegnamenti di Lao-Tzu”, scritto più di 2000 anni fa da un discepolo di Lao-Tzu (translitterato anche lao tze o lao tse) che ne riporta fedelmente il pensiero infatti il contenuto del testo è presentato come fosse rivelato pari pari dallo stesso Lao-Tzu. Poco importa quindi se l’autore fosse un discepolo o una scuola esoterica in quanto il testo è presentato con impersonalità assoluta.

Il testo esprime una visione del mondo che, come tutte le visioni del mondo tradizionali, abbraccia tutti i domini dell’esistenza, tutti Uno e Uno in tutti, in tutte tali visioni del mondo tradizionale al di sopra degli uomini stanno la ragione e le volontà divine che tutto dominano e che tutti riconoscono anche se diversi sono i nomi con cui le designano e i culti che a esse rendono. Dalla negazione di questo aspetto sacro nasce il moderno cosmopolitismo egualitario da cui il predominio degli interessi materiali, mentre l’affermazione più nobile del valore politico parte dal ritenere che l’azione vada ordinata secondo i principi che costituiscono la ragione delle cose.

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VERSO LA DISSOLUZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA e Adriana NEGRONI   
Venerdì 08 Marzo 2013

La quantità pura (priva di alcuna qualità) nella realtà quotidiana non esiste. Lo spazio, che Cartesio ridusse a mera estensione, cioè a pura quantità, è invece qualitativamente determinato. La quantità pura, dunque, è un’astrazione e non c’è simbolo migliore del numero puro, cioè del numero intero, per rappresentarla: da ciò deriva l’impossibilità di computare perfettamente la realtà mediante il numero. Oltre a ciò, il numero, essendo quantità discontinua, non potrà mai rappresentare perfettamente lo spazio, per sua natura continuo, sicché sempre una particola infinitesima gli sfuggirà. Il calcolo infinitesimale avrebbe dovuto servire a questo scopo: rendere rappresentabile, mediante quantità discontinue sempre più piccole, la realtà, cioè il continuum spazio-temporale; cercare, fino a un certo punto e nei limiti delle possibilità umane, di ridurre gli intervalli del discontinuo costituito dalla serie dei numeri interi, introducendo fra i suoi termini altri numeri, in primo luogo i numeri frazionari. Si comprende così quale genere di forzatura rappresenti il calcolo in generale, cioè la pretesa di voler descrivere la natura del mondo reale (in sé continua) per mezzo della serie dei numeri, la quale, anche scendendo verso l’indefinitamente piccolo, non potrà che computare discontinuità. Lo stesso calcolo infinitesimale –dunque- non ridurrà mai la natura a semplici quantità numeriche, poiché la natura stessa non è una quantità astratta, né una quantità discontinua. Di ciò s’erano già accorti i Pitagorici. Si comprende pure come questa fisima tesa a voler ridurre lo spazio e tutti i corpi in esso presenti a semplici quantità valichi anche l’orizzonte materialistico, un punto a partire dal quale tale riduzione non tende più nemmeno alla “solidificazione del mondo” (“solidificazione” che dovrebbe essere il punto d’arrivo della visione materialistica), ma alla sua “polverizzazione”, cioè alla sua riduzione a una specie di pulviscolo atomico-matematico all’interno del quale ogni forma, cioè ogni qualità, perde di significato.

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