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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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PADRONI A CASA VOSTRA ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano DALLA TORRE   
Domenica 13 Ottobre 2013

Questo articolo è apparso il 30 luglio u.s. sul quotidiano " Alto Adige", testata in lingua italiana di Bolzano e dell'Alto Adige, a firma di Mario Bertoldi.  Lo ripropongo senza commenti -in occasione della morte del capitano Erich Priebke-  se non pregandovi di notare che lo striscione incriminato (qui nel vero senso della parola!) è stato esposto non in un luogo pubblico o aperto al pubblico ma all'interno - seppure in vista- di una abitazione privata. Non disperiamo che prima o poi, intenti a fare le pulizie con le finestre aperte, qualcuno di voi non riceva una visita del "dipartimento investigazioni generali ed operazioni speciali " (scriviamolo per esteso, così fa più... impressione), allertato da un passante che dalla strada ha fugacemente scorto un busto del duce o un ritratto del fuhrer...

Ci aspettano tempi ostici, anzi, ci siamo già dentro. Da un pezzo.

 

Auguri a Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine

BOLZANO. «29 luglio 1913, 29 luglio 2013. Alles Gute, capitano». Bolzano ha scoperto ieri di avere tra i propri cittadini anche chi ritiene doveroso augurare «ogni bene» al boia delle Fosse Ardeatine. L’estimatore del criminale di guerra non fa mistero delle proprie simpatie al punto da non lasciar trapelare alcuna remora nel decidere di fissare al proprio balcone di casa, in un condominio di via Glorenza, lo striscione con gli auguri della vergogna. L’iniziativa è stata però subito segnalata, ieri nel primo pomeriggio, all’ufficio politico della Questura che ha svolto tutti gli accertamenti del caso, ha individuato l’inquilino dell’appartamento in questione e ha inviato una prima segnalazione al magistrato di turno, il sostituto procuratore Giancarlo Bramante. La magistratura ha deciso di aprire una un’inchiesta per presunta violazione della legge Mancino.

Da un punto di vista procedurale sarà necessario verificare se, sotto il profilo giuridico, augurare «ogni bene» ad un criminale di guerra nazista nel giorno dei suo compleanno possa configurare il reato di violazione della legge Mancino, introdotta nel nostro ordinamento nel 1993 allo scopo di colpire gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista. I cento anni di Priebke sono stati ricordati da ambienti dell’estrema destra in diverse città italiane ove la scorsa notte sono comparse scritte sui muri con slogan nazisti e svastiche. A Bolzano l’estimatore del boia delle Fosse Ardeatine è stato più attento e contenuto: augura «ogni bene» al capitano ma non firma il messaggio con alcun simbolo nazista o altri slogan.

Sarà la Procura a decidere se e come procedere. Nel frattempo non si sono fatte attendere le reazioni politiche. «E’ un episodio devastante - ha commentato il sindaco Spagnolli - perchè non si può pensare che oggi le cose non si sappiano o non si conosca la storia. Probabilmente questo nostro concittadino è vittima della disinformazione portata avanti ad arte da certi ambienti». Per l’assessore Luigi Gallo «si tratta di un gesto inqualificabile che ci fa capire come certi valori dopo la guerra sono stati per molti anni la religione civile dell’Italia ma evidentemente non hanno attecchito sino in fondo e c’è ancora qualche nostalgico. E’ un brutto segnale che ci fa capire come qualcuno evidentemente ha dimenticato la storia».

Sull’episodio ha preso posizione anche l’Anpi con il presidente Lionello Bertoldi. Poche parole di condanna profonda. «Il desiderio di giustizia è un profondo sentimento umano, che non può essere disatteso e tantomeno offeso. Tale giustizia viene realizzata da uomini e da regole che donne e uomini si danno perché vogliono continuare a vivere assieme. Il resto , anche l’ostentazione , intralcia, affatica e annoia».

 
Avanza la legge contro il revisionismo storico PDF Stampa E-mail
Scritto da Parsifal   
Mercoledì 29 Maggio 2013

http://www.ilvelino.it/it/article/shoah-in-senato-ddl-bipartisan-contro-il-negazionismo/519586d4-690a-49d5-80f5-df1af8aaf4ad/

Finalmente sembra che la legge liberticida per eccellenza sia oramai in dirittura di arrivo, come dice la proposta bipartisan, a cui pare si sia opposta solo la Lega Nord, nel futuro sarà punito con il carcere fino a 3 anni e con una ammenda fino a 10.000 euro,  "chiunque pone in essere attività di apologia, negazione, minimizzazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra", così come definiti dallo statuto della Corte penale internazionale o "propaganda idee, distribuisce, divulga o pubblicizza materiale o informazioni, con qualsiasi mezzo, anche telematico, fondato sulla superiorità o sull’odio razziale, etnico o religioso, ovvero, con particolare riferimento alla violenza e al terrorismo, se non punibili come più gravi reati, fa apologia o incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, anche mediante l’impiego diretto od interconnesso di sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica ovvero utilizzando reti di telecomunicazione disponibili".

Questo fatto vuol dire che qualsiasi articolo pubblicato, anche solo a titolo informativo, su giornali, opuscoli, riviste e sul WEB sarà vietato e chi avrà l'ardire di andare contro questo obbrobrio sarà severamente punito. Questo porrà tutti i siti liberi e tutti i giornali liberi nella impossibilità di informazione, non solo storica ma anche politica di attualità. Infatti sappiamo tutti benissimo che anche il solo criticare il sionismo o porre in dubbio fatti storici anche non legati alla cosiddetta shoa, potrà essere inquadrato, secondo i nostri solerti giudici, nel reato sopra descritto.

Questo sito ed anche il nostro gionale cartaceo potrebbero subire la stessa sorte, sorte che oltre agli estensori degli articoli potrebbe riguardare, anzi riguarderà anche i semplici lettori o abbonati.

Che fare? Sarà un bel problema. Lasciamo perdere i soliti discorsi sulla falsa libertà di espressione e di stampa, che in questo paese sono 70 anni che non viene applicata, lasciamo perdere i precedenti delle leggi Scelba o Mancino, adesso l'attacco alle pochissime isole di libertà rimaste è definitivo. Si mira a distruggere ed incarcerare qualsiasi dissenso, si mira ad annichilire la Storia stessa anzi si vuole cancellare la Storia ma anche la politica.

Non ci resta che sperare che la legge non sia retroattiva (in questa repubblichetta italiota delle banane tutto è possibile), che non si vada contro il fondamento della stessa giurisdizione borghese, altrimento dovremo prepararci in tanti le valige per andare in galera. Fatevi/facciamoci una scorta di arance.

 

PS: in galera i contributi per la pensione, figuratevi, vengono lo stesso calcolati?

 
PRIMO MAGGIO 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di AVANGUARDIA   
Martedì 30 Aprile 2013

Foto: Quale sia il propellente ideologico degli attuali dominatori del mondo è presto detto: nella comunità tradizionale, la pena degli uomini che vivevano di fatica doveva essere mantenuta, sì da rendere possibile a una piccola schiera di Uomini Olimpici la produzione del mondo dell’arte.   Oggi, dopo l’avvenuta inversione di tutti i valori, la pena degli uomini viene esponenzialmente accresciuta ma per la mera sopravvivenza di parassiti usurai.  Insomma, mentre la schiavitù di un tempo serviva al bene dei Migliori, i quali, per illuminazione a cascata, lo “irradiavano” su tutti quanti stavano sotto, quella attuale serve solo ai peggiori, i quali si nutrono del sangue altrui lasciando dietro di sé morti, macerie e rifiuti.

Quella di lavorare per guadagnarsi il pane quotidiano è stata una necessità indotta dalle forze della sovversione, un impulso onnipotente propagatosi su tutta la superficie terrestre di pari passo al trionfo del capitalismo.

Il lavoro, nella società capitalistica, ha completamente smarrito ciò che aveva davvero di nobile, ciò che liberava l’uomo dalle catene della corporeità, ciò che lo rendeva così simile all’arte. Artista e artigiano, infatti, in età precapitalistica, erano figure quasi coincidenti: entrambe miravano a un Oltre il semplice guadagno. Dover lavorare per dover sopravvivere, e a qualunque costo, ha fatto dell’uomo uno schiavo. E', questa, una delle più grandi inversioni dell’età moderna. In verità, tutto ciò che riguarda l’uomo moderno è uno spregevole niente, l'incubo di un’ombra che ha definitivamente smarrito la Via.

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L' ULTIMA SPERANZA D'EUROPA PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di AVANGUARDIA   
Domenica 28 Aprile 2013

Aprile 1945: unica e accerchiata Capitale d’Europa rimane Berlino! Crocevia del più puro Eroismo; laddove il Luogo della Battaglia terrena coincide mirabilmente con la Patria metafisica ed eterna dei  Difensori della Civiltà ario-europea: Tedeschi, Scandinavi, Lettoni, Neerlandesi, Valloni, Francesi, Spagnoli, Mussulmani, perfino un manipolo di Monaci buddisti, innalzando ancora una volta al cielo le gloriose Insegne “SS”, versano il proprio sangue tra le macerie della Capitale del Reich in fiamme. Berlino diviene il Centro da cui si irradia l’esempio del mistico Combattimento, ben oltre l’umano, contro la dilagante orda della sovversione ebraico-bolscevica. Da allora in poi il Bene, la Bellezza, l’Ordine, avrebbero abbandonato per sempre l’Europa. Così ha voluto Giuda, il più spregevole servitore della Bestia. Oggi, tutto l’Occidente è rovina; una sola eco risuona ancora nella mente degli uomini consapevoli: Adolf Hitler è stato l’ultima Speranza d’Europa!                                                                                     H E I L   H I T L E R  !

Aprile 1945: unica e accerchiata Capitale d’Europa rimane Berlino!

Crocevia del più puro Eroismo; laddove il Luogo della Battaglia terrena coincide mirabilmente con la Patria metafisica ed eterna dei Difensori della Civiltà ario-europea: Tedeschi, Scandinavi, Lettoni, Neerlandesi, Valloni, Francesi, Spagnoli, Mussulmani, perfino un manipolo di Monaci buddisti, innalzando ancora una volta al cielo le gloriose Insegne “SS”, versano il proprio sangue tra le macerie della Capitale del Reich in fiamme.

Berlino diviene il Centro da cui si irradia l’esempio del mistico Combattimento, ben oltre l’umano, contro la dilagante orda della sovversione ebraico-bolscevica. Da allora in poi il Bene, la Bellezza, l’Ordine, avrebbero abbandonato per sempre l’Europa.

Così ha voluto Giuda, il più spregevole servitore della Bestia. Oggi, tutto l’Occidente è rovina; una sola eco risuona ancora nella mente degli uomini consapevoli: Adolf Hitler è stato l’ultima Speranza d’Europa!


H E I L  H I T L E R  !

 
25 APRILE PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Mercoledì 24 Aprile 2013

Ad ogni primavera, sensi intorpiditi dall’inverno si ridestano a nuova vita: malgrado l’ambiente sovrabbondi di veleni, l’ineffabile miracolo si compie di nuovo. Ma come può, l’intero genere umano, giunto nella sua più cupa stagione, avere in dono il privilegio di assistere ancora a una primavera? Come può, l’ultimo uomo, colui il quale non ha occhi che per l’individuale, per il quantitativo, per il conveniente, potere ancora assistere a un siffatto miracolo? Forse che un ultimo spiraglio di sovramondane Altitudini riesca ancora a penetrare questa bruma di infamia terrena? Insomma, in quale modo si potrebbe parlare ancora di “primavera”, eludendo le sue profane festività, le sue “liberazioni”? Come procedere in una qualunque proposizione senza inciampare nella pietra dell’inganno? E poi: chi sarebbe ancora capace di osservare la verità? Come potrebbe scorgerla, chi è nato e cresciuto (senza aver mai veduto altro) nell’èra della bugia eretta a sistema? Forse che qualcuno si adonti ancora del perché una Fiaccola -ogni quattro anni- venga trasportata da anti-tedofori della simulazione -non in Nome della Gloria Olimpica degl’Immortali, ma per placare la bestia che ondeggia i fianchi al ritmo scandito dal mercato? Forse che esista ancora qualcuno che si scandalizzi per queste “piccole”, “impercettibili” bestemmie perpetrate ad ogni piè sospinto da un qualunque idiota scampato all’aborto della propria madre?

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MESSAGGIO DI CORDOGLIO ALLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL'IRAN PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di AVANGUARDIA   
Martedì 16 Aprile 2013

La Repubblica Islamica Iraniana è entrata nel suo 35° anno di vita, durata significativa non solo dal punto di vista cronologico. Nel corso degli ultimi otto anni, in particolare, sotto la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad, i risultati ottenuti dalla Rivoluzione Islamica in tutti i campi hanno assunto una connotazione decisamente preoccupante per l’asse del male Tel Aviv-Washington. Alla irresistibile ascesa del prestigio politico iraniano ha corrisposto un eguale e contrario crollo di credibilità politica da parte dell’entità sionista e dei suoi reggicoda degli Stati uniti d’America: come dire che il crimine, alla lunga, non paga nemmeno in un’epoca di corruzione dilagante. A nulla sono servite le minacce di attacco militare da parte del regime sionista, proclami di guerra puntualmente amplificati da una stampa interamente infeudata agli interessi ebraici, e gli stessi “cani” della Casa Bianca, pur dovendo scodinzolare ad ogni paturnia dello psicotico padrone di Tel Aviv (compresa quella di un attacco nucleare), hanno dovuto rassegnarsi ai successi geopolitici ed economici di Teheran. Le stesse organizzazioni internazionali, ONU e AIEA tra tutte, le cui funzioni cominciano e si esauriscono nel tentativo di prolungare il nefasto dominio dei “vincitori” della seconda guerra mondiale, sono state puntualmente aggirate e sconfitte da una diplomazia che affonda le proprie radici in un humus culturale millenario.

L’Iran non è solo uno Stato che si erge militarmente contro la barbarie plutocratica e genocida occidentale; non è uno Stato che si cura solo dell’istruzione dei propri figli, della loro salute fisica e spirituale; l’Iran è sopra tutto una Nazione che conserva il proprio patrimonio culturale, e nel modo più raffinato.“Che i grandi momenti formino una catena, che questa, come una catena di monti, leghi l’umanità attraverso i millenni, che quanto vi fu di più grande nel passato sia ancora grande e che presentimento della fede nella gloria bramata si compia, ecco il pensiero fondamentale della cultura. Nel bisogno che il grande sia eterno, divampa la terribile lotta della cultura; giacché tutto il resto, che pure vive, risponde no!” (1). Oggi, questa millenaria grandeur culturale sta mandando letteralmente in frantumi i diabolici progetti imperialistici giudeo-statunitensi.

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IN MORTE DI UN FILOSOFO (15 aprile 1944-15 aprile 2013). PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Lunedì 15 Aprile 2013

Per comprendere quanto realmente stia accadendo, con tutto il rispetto per le sofferenze umane (carovita, disoccupazione, devastazioni psico-fisiche e ambientali…), è necessario esplicitare quanto segue: l’ipercapitalismo, sistema costruito sulla sperequazione sociale e sulla patologica “finanziarizzazione” dell’economia, è bell’e finito. La democrazia rappresentativa, in quanto maschera di questo stesso sistema, avendo raggiunto la sua massima espansione, non può non implodere: oggi, nessuno rappresenta più nessuno, poiché troppe e troppo contraddittorie sono le esigenze di quantità umane (o subumane?) sempre più vaste e corrotte. Come accade in qualunque àmbito della manifestazione, approssimandosi al proprio limite, ogni fenomeno tende a mutare con sempre maggior rapidità. Per comprendere tutto ciò, è sufficiente confrontare la sì detta “politica” dell’anno in corso con quella di appena un decennio addietro: per sopravvivere a se stesso, per un solo giorno in più, questo sistema “ha bisogno” di corrompere chiunque gli si avvicini, e in maniera esponenziale. Insomma, i “Draghi”, i “Monti”, i “Napolitano”…, non potrebbero non essere più corrotti dei “Carli” o dei “Ciampi”, poiché quanto accade è qualcosa che supera le loro individuali attitudini a delinquere. La sì detta “repubblica italiana”, dunque, in quanto sistema nato dal tradimento di quasi tutte le “Forze Armate” e su quasi tutti i fronti della seconda guerra mondiale (sistema poi perpetuatosi per mezzo del terrorismo atlantico), segue il medesimo corso della manifestazione in generale. E non potrebbe essere diversamente.

Un uomo di mezza età del Mezzogiorno italico, il quale abbia avuto e abbia piena coscienza di sé e dei propri ricordi, non può non trasecolare se solo paragona i costumi della propria infanzia a quelli attuali. Per esporre un solo esempio: la donna siciliana degli anni ’60 del secolo scorso, se messa a confronto con la medesima di quest’epoca dà la corretta misura di un tracollo morale senza precedenti nella storia di tutto il genere umano.

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