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Triste segno dei tempi PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo RISTAGNO   
Martedì 04 Maggio 2010

Aderendo all’iniziativa del sempre grande Massimo Fini, il 24-4 di fronte alla sede rai di corso mazzini a Roma come piccoli mullah Omar abbiamo distrutto alcuni televisori.

La simbolica iniziativa è magistralmente argomentata dall’unico giornalista italiano libero, in un volantino pubblicato sia sul suo sito sia sul nostro. Come spiegato in modo esaustivo nel volantino, non si tratta di protestare contro la tv spazzatura ma bensì è una critica radicale a un mezzo considerato al pari di una droga che di per sé è in grado di addormentare le coscienze, creare il nuovo tipo di uomo voluto dal nuovo ordine mondiale cioè il consumatore e non ultimo indirizzare i consumi.

Come nei primi anni 70 quei gruppi che cavalcavano il disagio giovanile, stampa alternativa e re nudo, il compianto Quattrocchi piuttosto che il Valcarenghi, mentre nei vari raduni da Licola a Cisano, da Erba fino a parco Lambro, dove Battiato sperimentava con fetus e pollution, Sorrenti raccontava viaggi in india e improbabili incontri di fronte a una fabbrica e Claudio Rocchi dei suoi voli magici, i nostri tipi volantinavano “la marijuana non fa niente, speriamo non si annoi” e classificavano invece la televisione tra le droghe pesanti al pari delle varie polveri. I libri nello zaino dei vari partecipanti erano i vari Ginsberg, Kerouak, Ferlinghetti e Burroughs. A sua volta lo stesso Ginsberg, nel “diario indiano” ci narra che nel suo di zaino portava sempre il libro tibetano dei morti e le famose “conversazioni a tavola” col Fùhrer, e immancabili i riferimenti ai Cantos dell’ineguagliabile Ezra Pound. Ci troviamo in bilico tra 2 apparentemente simili ma , completamente opposte visioni del mondo, entrambe presenti in embrione in quel movimento, quella dell’anarca, e come non pensare a Ernst Junger, bastante a sé e per sé stesso, dove le parole magiche sono consapevolezza e controllo e dove lo scopo è il diventa ciò che sei di ellenica memoria, vincendo così la grande guerra santa quella dentro sé stessi, e quella anarchica nell’accezione in cui rappresenta la inesorabile discesa nella confusione del mondo moderno, quella rappresentata dai Reich de la rivoluzione sessuale e dai Rubin de uccidi il padre e la madre.

Da una parte andiamo verso il centro, che lo stesso Battiato ci canterà anni dopo, dall’altra restiamo invischiati alla ruota delle cose.

In quegli stessi anni 70, mentre la colonia italia metterà in atto la strategia della tensione, l’ordine borghese verrà prontamente riportato e la sua morale ristabilita dalle spranghe dei katanga del movimento studentesco di Capanna e dall’immissione sul mercato da parte della cricca mondialista dell’eroina. Chi sopravviverà a questi squadroni della morte verrà vestito da Fiorucci e subirà un attacco mediatico senza precedenti proprio grazie al moderno mezzo della televisione, per dirla con Guenon, la grande suggestione collettiva e per dirla con Kubrik basta guardare Arancia meccanica.

Già allora i Situazionisti avevano visto giusto e infatti la società dello spettacolo trasformerà il dissenso stesso in merce, merce da consumare per un uomo ridotto a mero consumatore.

Oggi Massimo Fini libertario radicale, uomo della tradizione, identitario, nemico del politicamente corretto e del mondo moderno, descrive da una parte nei suoi bellissimi testi il disagio derivante da questa condizione o meglio con le stesse armi della ragione individua i meccanismi per cui codesta condizione non può produrre che disagio e dall’altra con questa azione simbolica da uomo vero dimostra che le cose a volte non vanno fatte per i frutti che ne raccoglieremo ma che ci sono cose che si fanno esclusivamente perché vanno fatte!!!

Oggi grazie a Massimo Fini abbiamo celebrato un rito, che riproduce quello che illo tempore fu l’azione ordinatrice del cielo, e così come Shiva non distrugge ma trasforma, allo stesso modo la funzione di Massimo Fini con la mazzetta in mano, è trasformare, trasformare le coscienze. Il giusto onore-onere per chi ha per nome un superlativo assoluto!

Contemporaneamente esce l’ultimo numero di Devenir Europeo e il tema portante è proprio la settima arte, il cinema e la televisione, il numero della sempre bellissima rivista in questione è uscito in ritardo per “motivi organizzativi indipendenti dalla volontà..” e in questa “casualità” lascio alla libera interpretazione cogliere il segnale. Dico solo che per aver ottenuto questa contemporaneità bisogna essere ben nelle grazie dell’universo e la cosa deve far riflettere i nostri protagonisti, ovviamente partendo dal presupposto che la ragione aveva torto e spingendosi oltre.

In Devenir Europeo l’analisi è differente nel senso che non si entra nel merito del mezzo in sé ma ci si occupa del messaggio che viene fatto veicolare non solo in modo palese ma spesso in modo occulto.

Il cinema e la televisione espressione di questo mondo malato secondo l’editoriale della rivista in questione prendono la spazzatura e la sbattono in faccia all’utente. Sia nei telefilm che nei film di cassetta viene santificato una sorta di anti-eroe, portatore dei peggiori vizi, mentre l’eroe che aderisce a valori eterni viene messo in ridicolo.

L’arte nazionalsocialista deve al contrario, così come è stato in quel preciso momento storico, e ovviamente i tipi di DE portano a esempio tutta la documentazione del caso, esprimere bellezza e avere una finalità sociale trasmettendo valori positivi.

Oggi nel cinema predominano sesso e violenza, e anche quando così non è, i protagonisti positivi sono nel migliore dei casi divorziati se non omosessuali o alcolizzati.

La tv dal canto suo, propone dei supposti dibattiti dove invece tutti alla fine la pensano alla stessa maniera, persone irrilevanti vengono presentate come rilevanti e idem il contrario e i documentari sono sempre faziosi e catastrofisti quando si parla di natura.

Dalla precisa penna di Ramon Bau vengono poi ricordate alcune pellicole di alto valore formativo come Braveheart o Cirano, e guarda caso, e niente succede a caso, proprio Cirano è lo spettacolo che Massimo Fini ha appena portato in giro per l’Italia.

Il cinema e la tv di oggi sono un continuo sdoganamento, una continua discesa verso il sempre più basso, e un inno alla società multirazziale sempre presentata come il miglior mondo possibile, e non per quel progetto preciso che realmente è, una tragica conseguenza delle scelte del Capitale nell’interesse di pochi, uno sradicamento dei popoli dalle loro tradizioni e un insulto alla autodeterminazione dei popoli stessi.

Per inciso vorrei consigliare a tutti la lettura del bellissimo testo di Wagner “religione e arte”, a cui il Fùhrer ha attinto a piene mani, dove vengono identificate come le 2 concause principali della decadenza in atto, il mescolamento delle razze e il mangiare carne.

Noi della comunità politica di avanguardia riconosciamo il grande spirito profetico di Wagner, la profondità e la coerenza di Massimo Fini, la sempre precisa analisi di Ramon Bau e di DE tutto, e rifacendoci a ciò che ci unisce e nella ricchezza delle differenze che ci separano non abbandoneremo mai la speranza di una rigenerazione dell’umanità.

Per chi sia materialmente che idealmente era con noi a Roma il 24-4 il re è nudo.

 
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