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Secondo Fiamma Nirenstein i massacri a danno del popolo palestinese sono solo bugie PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio PRETTO   
Giovedì 03 Giugno 2010

Leggendo l’articolo di tale Fiamma Nirestein a pagina tredici de “Il Giornale” del giorno 3 giugno 2010 si potrebbe anche ridere se l’argomento che è trattato non fosse il genocidio del popolo palestinese. Argomento che si dovrebbe prestare a pochi commenti. Purtroppo non è possibile rimanere insensibili alla comicità quando a corredo dell’articolo troviamo una foto che mostra le armi ritrovate sull’imbarcazione turca assalita proditoriamente con le armi in pugno mentre, in acque internazionali, era intenta a portare generi di prima necessità agli abitanti della striscia di Gaza scientemente, vigliaccamente e delinquenzialmente affamata dal governo dello stato di Israele. Le armi in questione sono. . .fionde.

Uno degli eserciti tecnicamente più forti del mondo attaccato con le fionde. La sopravvivenza dello stato di Israele messa in dubbio da alcune imbarcazioni che portavano viveri ai bambini palestinesi e i cui occupanti erano armati di fionde. La signora Fiamma Nirestein attacca naturalmente la diplomazia internazionale rea di condannare lo stato israeliano (è la prima volta in più di sessanta anni signora Nirestein!). Quella diplomazia internazionale è sempre la stessa che da più di sessanta anni chiude gli occhi sui crimini che il governo di Israele sta commettendo ai danni del popolo palestinese, ma questa volta i rappresentanti dei popoli arabi presenti nel consiglio di sicurezza dell’ONU hanno alzato la voce e la testa. Perché non è più possibile chiudere gli occhi sull’operazione “piombo fuso”(1500 morti civili in poco più di un mese), sul fatto che giornalmente i villaggi palestinesi sono attaccati dall’esercito con la stella di David, sul fatto che le case dei palestinesi sono rase al suolo dalle ruspe, sul fatto che i rifornimenti idrici del popolo palestinese sono saccheggiati per innaffiare i campi dei coloni occupanti territori rubati ai palestinesi, sul fatto che l’unico sostentamento economico dei palestinesi è la pesca e le barche da pesca dei palestinesi sono giornalmente fermate e sequestrate. C’è un popolo intero che sta per essere annientato. Ora i commentatori politici s’interrogano anche sul perché il governo turco da sempre fido alleato degli USA prende clamorosamente le parti dei palestinesi contro lo stato ebraico. O non sanno ma più probabilmente fanno finta di non sapere. Da sempre i presidenti degli USA altro non sono che “uomini immagine” al servizio dei potentati economici e delle multinazionali che li fanno eleggere. Nel dopoguerra troviamo fra questi presidenti un noto generale, il rampollo di una ricca famiglia collusa con la mafia, un ex attore, un bel sassofonista, padre e figlio portavoce delle multinazionali del petrolio, un finto simbolo eletto per far credere in un cambiamento che mai avverrà. E questo finto simbolo al soldo della Goldman Sachs evidentemente incapace di amministrare persino il suo condominio ha probabilmente eseguito gli ordini di chi gli ha imposto di levare di mezzo il premier turco Erdogan. Tentativo fallito poiché i servizi di sicurezza turca hanno neutralizzato i generali turchi golpisti. Il che ha fatto risaltare che tutti erano collusi con la NATO, l’amministrazione americana e con i servizi americani. Evidentemente Erdogan a questo punto ha deciso che la Turchia è uno stato indipendente e non un tappetino delle multinazionali di Wall Street e pertanto si è preso la sua bella rivincita. Ha riattivato alla grande i contatti con la repubblica iraniana e con altri stati produttori di petrolio, inoltre si è schierato apertamente contro lo stato di Israele e a favore del popolo palestinese. Uno dei più grandi e più importanti stati islamici che cambia politicamente rotta. Una botta tremenda per gli imperialisti e per i loro manutengoli della zona medio orientale.

 

Il poeta palestinese Tawfeeq Zayad nella sua poesia “L’impossibile” ha così scritto:-“ Qui noi staremo, muro sul vostro petto, e vi conficcheremo nelle gola un pezzo di vetro, una spina di cactus, e nel vostro occhio un tizzone ardente. Qui noi staremo, (…..) per i nostri figli affamati. Qui noi staremo, (…..) coltivando la vendetta della nuova generazione. (…..) Qui noi staremo, a far fermentare la nostra causa come il lievito con la pasta.

 
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