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Ogni quattro anni parliamo anche di calcio PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio PRETTO   
Giovedì 24 Giugno 2010

Sembrava una mummia, il signor Lippi. In tutta la partita non ha dato una direttiva che sia tale a quei personaggi che vagavano per il campo subendo il gioco dei penultimi arrivati nell’agone calcistico: i giocatori della repubblica Slovacca. È molto facile vincere quando si ha la possibilità di mandare in campo undici giocatori che valgono miliardi (di euro naturalmente!) e alle spalle ci sono una trentina di riserve. Con questo sistema Nereo Rocco e Helenio Herrera avrebbero vinto una decina di campionati, coppe dei campioni a bizzeffe e …avanti. Questi personaggi calcistici riuscivano con una sostituzione a vincere partite già perse, riuscivano a far diventare grandi giocatori al limite della pensione o scartati da squadre di serie B. A Trieste quando allenava Massimo Giacomini se la partita andava male, tutto cambiava dopo una sua sostituzione. E le riserve erano veramente riserve. Quando a Rocco dicevano che nella squadra che si stava per affrontare c’era un problema poiché il goleador era un terzino, non si scomponeva metteva un terzino a marcare il terzino (scandalo fra gli addetti ai lavori) e vinceva la partita. Herrera stufo di farsi beffare nei derby dal grande Rivera decideva di farlo marcare da uno stopper (altro scandalo per gli illuminati del giornalismo calcistico) e Rivera non toccava palla e l’Inter vinceva.

Se non hanno a disposizione almeno trenta calciatori da qualche miliardi l’uno non riescono a vincere. Non riescono a mettere in piedi nemmeno uno straccio di tattica per battere Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Se c’erano Brasile, Spagna e Inghilterra nel girone dell’Italia, il signor Lippi dava immediatamente le dimissioni e comunque aveva già cominciato a piangere sulla “forza” del girone dell’Italia.

Anche nel calcio c’è un evidente segno dei tempi.

Ma siamo contenti anche qui le nazioni povere danno sonore bastonate al G8 del calcio. E noi ci godiamo.

 
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