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Lettera al sig. Augias PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo RISTAGNO   
Mercoledì 15 Settembre 2010

Spett sig. Augias

Le scrivo a proposito del suo articolo sui “criminali” nazisti per porle una semplice domanda.

Non entro nel merito della sua definizione di criminali ascritta alle persone da lei citate ma mi permetto di segnalarle “vae victis” autobiografia di e. Priebke e di Mattogno delle Edizioni Effepi “il dottor Mengele” e sebbene molte più persone ovviamente leggono il quotidiano La Repubblica che non la Repubblica di Platone o i testi che le ho citato, va da se che la sua definizione è quella ufficialmente accreditata, ma mi permetta di definirla perlomeno discutibile nel senso etimologico del termine visto l’esistenza di tali testi che documentano un diverso punto di vista. Ma non è certo questo il luogo per aprire tale discussione, ci vorrebbe un libro e non una lettera e a lei non basterebbe l’intero “venerdì” per rispondere.

Il tema della questione su cui verte la mia domanda è la realtà di alcuni fatti, certi e non discutibili, i cui responsabili non sono persone morte e sepolte e tanto meno “fuori gioco”.

Ogni giorno su televideo possiamo leggere di civili vittime dell’intervento in Afghanistan, poco tempo fa e non ai tempi dell’inquisizione né dei gulag né delle bombe atomiche sganciate sul Giappone, un suo illustre collega nel corso di un’intera puntata di anno zero, ci ha documentato, in modo sempre certo e non discutibile, la tragedia di Gaza e le barbare modalità con cui sono state assassinate centinaia di persone inermi, sempre poco tempo fa alcuni civili turchi sono stati assassinati in acque internazionali sulla tristemente nota Freedom Flottilla.

È impensabile mettere sullo stesso piano sia per me che per lei per motivi diametralmente opposti, le conseguenze dell’esclusivismo talmudico espresso platealmente, senza vergogna, dallo stato di Israele, e quelle dell’epopea nazionalsocialista basata sul Volk e sulla difesa della razza.

Ma non è questo il tema.

Il punto è che i fatti che le ho citato sono tristemente attuali, e i responsabili sono ancora oggi “in gioco” anzi sono i protagonisti della politica internazionale oggi.

Fortunatamente in funzione del da di lei dichiarato ristabilimento della verità, in questi casi non dobbiamo aspettare decenni e scomodare nessun Steinhacher per far venire tali vicende alla luce.

I fatti sono certi e i protagonisti hanno un nome e un cognome.

Probabilmente acclarare questa o quella verità è di per sé una scelta di campo, e poiché la storia la scrivono i vincitori e l’informazione si veicola col loro denaro, assistiamo ad un pensiero unico di fronte al quale un lettore fazioso come me potrebbe pensare male.

Veniamo alla domanda, come mai lei non chiama criminali, allo stesso modo in cui chiama criminali i nazisti da lei citati, i capi di stato, i capi esercito, i graduati, i medici, insomma i Priebke e i Mengele di oggi, che palesemente oggi compiono crimini? (venendo nel suo mulino e quindi dando pure per scontato, cosa che non è visti i testi che le ho citato, che i nazisti in questione tali crimini li abbiano commessi).

Non crede che così facendo oltre al nobile scopo da lei dichiarato di ristabilire la verità si potrebbero salvare delle vite umane oggi e dare una speranza di vita a milioni di persone?

La mia risposta è ovviamente di parte ed è già stata espressa in questa lettera ma le sto semplicemente ponendo tale domanda per capire se possa esistere una risposta altra, dalla quale si possa evincere se non una nobiltà di intenti per lo meno una qualche buona fede.

In assenza di tale motivata risposta le assicuro che con tutta la buona volontà è difficile credere, da chi ancora non si è lasciato pietrificare l’anima e lobotomizzare il cervello dalla grande suggestione collettiva, che tutte queste quotidiane ricerche della verità a senso unico non servano proprio a permettere alle vere o presunte vittime di ieri di continuare a perpetuare impunemente i loro crimini contro l’umanità, quella umanità a cui sia io che lei apparteniamo, e questi crimini sono certi da qualunque angolazione li vogliamo guardare e sia che gli occhiali che indossiamo abbiano le lenti rosse o nere, i morti civili di questi tempi ultimi restano tali.

La saluto

 
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