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«Federal Reserve»: la fabbrica del debito PDF Stampa E-mail

Dal n° 367 - Aprile 2017

Scritto da Mario MARLETTA   

Questa è la vostra ora, l’ora della potenza delle tenebre” [San Luca, XX, 53].

Sulla creazione e sulla secolare attività della Federal Reserve tanto s’è scritto e detto, e spesso a sproposito. Prestar fede a una storiografia tramandata dagli aizzatori di due guerre mondiali, di una guerra fredda e di un conflitto ancora oggi in corso d’opera, è sintomo di grossolana ingenuità; ma l’uomo moderno, essendo ridotto a semplice entità numerica, ha di fatto smarrito ogni orientamento, divenendo facile preda dei bugiardi. Gli «scettici» sogliono sottovalutare il potere della menzogna e relegano il concetto di «complotto» nella sfera dell’improbabile, quando non a dirittura in quella dell’impossibile; eppure, senza scomodare la letteratura shakespeariana, in cui le cospirazioni politiche di più epoche sono descritte con dovizia di particolari, vi sarebbe da chiedere il perché dell’esistenza dei moderni servizi segreti, se i complotti non fossero consustanziali alla «politica» modernamente fraintesa. Al di là di ogni simulazione, tuttavia, l’uso della logica permette di intravedere una terza dimensione della storia e di identificare il fil rouge accomunante fatti apparentemente privi di nesso causale: “Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie: cause storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali… La parte dovuta a ciascuna di queste cause non deve venire contestata. Tuttavia è da porsi un interrogativo superiore ed essenziale: sono queste, sempre, le cause prime che hanno carattere automatico come quelle del mondo fisico? Ci si dovrebbe fermare ad esse, o in certi casi bisognerebbe risalire ad influenze d’ordine superiore, tali da non far apparire soltanto casuale molto di quel che è successo e che sta succedendo in Occidente, e che di là dalla molteplice varietà dei singoli aspetti presenta un’unica logica? È nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto di «guerra occulta». È questa la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere, si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e circostanze ignorati dalla corrente storiografia. La nozione di «guerra occulta» appartiene pertanto a una concezione tridimensionale della storia, che non considera come essenziali le due dimensioni di superficie comprendenti le cause, i fatti e i dirigenti visibili, bensì anche la dimensione in profondità, dimensione «sotterranea» in cui si applicano forze e influenze la cui azione spesso è decisiva, e che non di rado non sono nemmeno riconducibili a ciò che è soltanto umano, individualmente o collettivamente umanolo storico perspicace incontra numerosi casi, nei quali la spiegazione «causale» (appunto nel senso fisico deterministico del termine) fallisce, perché i conti non tornano, la somma dei fattori storici apparenti non essendo uguale al totale – come chi, avendo un cinque, un tre e un due da sommare, non trovasse dieci per risultato, ma quindici o sette. Proprio questo differenziale, soprattutto quando esso si presenta come differenziale fra il voluto e l’accaduto, fra le i idee, i principî e i programmi da una parte, e le loro effettive conseguenze nella storia dall’altra, offre il materiale più prezioso per l’investigazione delle cause segrete della storia stessa (1)”.

Gli anni intercorsi tra la fine del XIX e i primi del secolo successivo rappresentano una svolta epocale nel corso dell’intera vicenda umana, anni in cui una metastorica potenza cospiratrice stringe il nodo scorsoio intorno alle ultime compagini tradizionali sopravvissute alle rivoluzioni del 1789 e del 1848: l’Impero di Germania - il cui centro propulsore sarà rappresentato dal nucleo teutonico-prussiano; l’Impero d’Austria e Ungheria - ultimo vestigio del Sacro Romano Impero e centro propulsore della Santa Alleanza; l’Impero Ottomano – morente erede della «Seconda Roma»: Costantinopoli, e organismo da smembrare in vista dell’instaurazione del focolaio sionista in Palestina; l’Impero di Russia - erede della «Terza Roma»: Mosca, plurisecolare bastione dell’antigiudaismo cristiano-ortodosso e trait d’union tra Europa ed Asia. ROMA, metafisicamente considerata, rappresenta il riflesso terreno dell’Immortalità celeste [«ROMA-AMOR»], essendo «AMOR», cioè «A-MORS», il «SENZA-MORTE», il «DONO D’IMMORTALITÀ»; ROMA, pel corso di due millennî, di questa Età del Ferro della quale si intravede ormai la fine, è Egida e Katechon contro l’avvento delle forze del Caos; ROMA, “grazie alla quale”, già secondo Plutarco, “ordine e stabilità regnano sulla Terra”; sì come ugualmente, per Cicerone, “il dominio di ROMA sulla Terra è cosa voluta e decretata dai Celesti” [VI Filippica].

Approssimandosi la fine del presente Ciclo cosmico, gli Stati Uniti, entità costruita sul genocidio e sul furto, saranno la «terra promessa» del capitalismo, il luogo considerato più adatto a sviluppare la mentalità affaristica fino alle estreme conseguenze. Gli Stati Uniti d’America, refugium di tutti i reietti d’Europa, raccoglieranno l’eredità antiromana di Paesi Bassi, Francia, Gran Bretagna… [luoghi in cui l’ebraismo internazionale ha potuto annidarsi agevolmente e da lì cospirare contro ROMA] e fungeranno da base finanziaria, industriale e militare per il progettato annientamento di ROMA, cioè d’Europa: al profilarsi del XX secolo, questo attacco sarà portato alle sue estreme conseguenze sotto forma di duplice conflitto planetario, genocidio delle cui proporzioni non si sarebbe avuta memoria in tutta la storia del genere umano. Per conseguire questo obiettivo, l’ANTIROMA, ciò che converte in morte qualunque cosa sfiori, privatizzerà la finanza statunitense, riducendola ad un affare esclusivo di poche famiglie criminali, appena pochi mesi prima della deflagrazione della prima guerra antieuropea. Dopo il colpo di Stato trascorso alla storia con l’espressione «Federal Reserve Act» [22 dicembre 1913] l’intera finanza americana diverrà affare privato della «Warburg Bank of Hamburg», della «Warburg Bank of Amsterdam», della «Rothschild Bank of London», della «Rothschild Bank of Berlin», della «Israel Moses Seiff Bank of Italy», della «Lazard Frérès» di Parigi, della «Goldman Sachs», della «Lehman Brothers», della «Chase-Manhattan Bank», della «Kuhn, Loeb & Company»; simultaneamente, come già accaduto mezzo secolo prima in Crimea, si cercherà il casus belli per incendiare l’intera Europa; a tal uopo si troverà nei Balcani, terra d’attrito tra tre Imperi, l’humus necessario a scatenare il conflitto: “Il peggioramento delle relazioni tra l’Austria e la Serbia, dopo il sanguinoso rovesciamento della dinastia degli Obrenovic, avvenuto nel 1903, e la tendenza dei nuovi governanti serbi a rivolgersi alla Francia per prestiti e munizioni e alla Russia per l’appoggio politico, permettendo così che Belgrado diventasse un centro di aspirazioni panserbe, mise il governo austriaco di fronte a un problema di politica estera che, con la ripresa dell’attivo interessamento russo per i Balcani, rischiava di diventare ingestibile (2). Il 28 Giugno 1914, l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono imperiale, e la moglie, verranno uccisi in un agguato mentre si trovano in visita diplomatica a Sarajevo, capitale della Bosnia. Il governo imperiale attribuirà la responsabilità alla Serbia, in quegli anni ben foraggiata di capitali provenienti dalla Francia e, sopra tutto, dagli USA. Il 28 Luglio – nemmeno sette mesi dopo l’avvenuto «Federal Reserve Act», Vienna sarà costretta a difendersi dalla minaccia del separatismo belgradese, mentre l’Impero russo – dimostrando ancora una volta la sua storica complicità con la Grande Usura - proclamerà la mobilitazione generale per soccorrere lo Stato balcanico. In quel preciso momento, lo sforzo compiuto un secolo prima dal principe von Metternich, il tentativo di erigere un contrafforte supernazionale europeo [la «Santa Alleanza»] contro il fronte della sovversione ebraica, sarà di fatto cancellato dalla storia: da allora l’Europa verrà trascinata verso il completo annientamento, fino alle estreme conseguenze attuali.

Thomas D. Schauf, nel 1992, a proposito del «Federal Reserve System», così si esprimerà:“Nessuno ha un potere più consolidato dell’arrogante monopolio del credito che gestisce il consiglio di amministrazione della Federal Reserve e delle banche satelliti della Federal Reserve stessa: «First National Bank of New York», «James Stillman National City Bank», «National Bank of Commerce», «Hanover National Bank of New York», «Chase National Bank of New York», «J. P. Morgan Equitable Mutual Life», etc. Questi malfattori hanno derubato più denaro di quanto ne servirebbe per estinguere il debito degli USA. Ciò che il governo ha permesso al consiglio di amministrazione della Federal Reserve di rubare, ora, dovrebbe essere restituito al popolo Il Federal Reserve System è un monopolio di privati che predano il popolo degli Stati Uniti per il loro esclusivo beneficio e per i clienti stranieri ad essi associati; speculatori e truffatori, stranieri e «nazionali»; ricchi predatori mutuanti denaro. Questa è un’èra di ristrettezze economiche inaudite e il consiglio di amministrazione della Federal Reserve, le banche affiliate alla Federal Reserve ne sono responsabili” (3). Da queste brevi estrapolazioni risulterà chiaro perché le stesse masse statunitensi debbano esser considerate come delle prede, al pari di quelle europee: fin dal 1906, infatti, l’Internazionale Ebraica opererà simultaneamente su entrambe le sponde dell’Atlantico: negli Stati Uniti, gli ebrei Jacob Schiff, della «Kuhn, Loeb & Company», Paul Warburg e Frank Vanderlip della «National City Bank of New York», minacciando una deflazione senza precedenti, imporranno al Congresso statunitense la necessità di unificare il sistema di emissione del dollaro sotto unico ente privato; per far ciò si creeranno i presupposti della crisi tramite operazione deflazionaria. Contemporaneamente e con metodi diametralmente opposti, in Russia, l’afflusso di capitali stranieri diverrà massiccio: si calcola che esso, nel 1890, costituirà 1/3 dell’intero capitale circolante e, nel 1900, addirittura il 50%; in tal modo l’Impero russo muterà pelle e verrà trascinato sul medesimo fronte delle giudeo-plutocrazie occidentali, così come verrà definitivamente allontanato da quella che era stata la «Santa Alleanza»; in tal modo Mosca, oltre a divenire una colonia patologicamente indebitata, si indebolirà progressivamente anche dal punto di vista militare, sì come la guerra contro l’Impero nipponico, la prima guerra antieuropea e, infine, la carneficina bolscevica tragicamente evidenzieranno. Nicola II Romanov, conscio del pericolo, incaricherà il Primo Ministro Pëtr Arkad'evic Stolypin [aristocratico di origini sassoni, nato a Dresda il 14 Aprile 1862] di contrastare la minaccia proveniente da oltreoceano: “Dichiarato lo scioglimento della Duma, e Goremykin dimessosi, Stolypin fu chiamato al governo Stolypin metteva al primo posto l’agricoltura, che fornisce le basi elementari e alimentari dell’esistenza, eliminando il pericolo della fame, preludio di ogni destabilizzazione sociale… Una volta che questa parte basale dell’edificio economico fosse stata costruita e resa tanto solida da sostenere il resto, si sarebbe potuto erigere il piano superiore, corrispondente alla grande industria (4) …Stolypin non fu solo creatore di innumerevoli proprietà, ma anche di quel che da esse è inseparabile: di altrettante libertà individuali. Ciò vuol dire che questa bestia nera dei partiti liberali fu un vero uomo di libertà, avendo creato milioni di uomini liberi e indipendenti dall’usura (5)”: questa stessa politica verrà perseguita in Germania, durante il Terzo Reich, grazie alle teorie dell’ingegner Walther Darré: senza la creazione di un’aristocrazia del sangue e del suolo, ogni sforzo per costruire uno Stato libero dall’usura ebraica risulterà utopistico, sì com’è esemplarmente dimostrato dalle attuali – sì dette – «democrazie».

La moneta-debito – di cui oggi s’ha la più perfetta rappresentazione col sì detto «euro» - data in appalto ai nemici del genere umano, assumerà definitivamente la caratteristica della falsa cambiale: qualunque banconota – in sé già degenerazione del conio metallico - per aver valore dovrebb’essere “pagabile a vista al portatore” [espressione ancor presente nelle vecchie banconote computate il lire]; ma la truffa dell’euro – «banconota-sponda» del dollaro - consiste nell’assenza di scadenza del medesimo titolo, poiché esso, in realtà e fin dall’istante della sua emissione, è predestinato a non esser mai pagato da chi lo ha emesso, in nessuna forma; poiché esso è la più perfetta espressione del concetto di «MONETA-DEBITO». Ciò significa che la banca di emissione, avendo scatenato questa falsa-cambiale da qualunque tipo di parità coi beni reali [o con la forza lavoro, com’era accaduto in Germania durante il TerzoReich, dopo che la Germania medesima era stata prosciugata d’ogni ricchezza dal diktat di Versaglia], potrà, a sua discrezione, emettere flussi di capitali [virtuali] in quantità indefinita, scaraventando sui lavoratori, sui risparmiatori e sui pensionati un debito che è tale solo per le banche e per le centrali finanziarie. Per far ciò, la banca privata di emissione, che oggi ha svuotato gli Stati da ogni tipo di sovranità, fagociterà a proprio piacimento i titoli del debito pubblico, cioè la sola ricchezza reale degli Stati un tempo sovrani, convertendola in povertà, disoccupazione e instabilità sociale. Qualunque debito sarebbe reale, se solo potesse essere estinto mediante restituzione della somma a chi ha erogato il finanziamento, e che è stato utilizzato per costituire e avviare una certa attività: nel caso del dollaro e dell’euro, ciò non potrà mai avvenire. È così che la Grande Usura, di cui la Federal Reserve è centro propulsore globale, ha ridotto l’intera superficie planetaria a uno sterminato ammasso di schiavi, di debitori nati e così resi cronici.

Dopo la seconda guerra antieuropea, ciò che sopravviveva del concetto di «Stato-nazione» verrà progressivamente svuotandosi di significato, fino a giungere alle estreme conseguenze attuali, cioè alla sopravvivenza larvale di entità istituzionali ridotte a gusci vuoti - passando per Maastricht [1992], per il 1998, anno in cui verranno create le basi della succursale europea della Federal: la Banca Centrale Europea, e per Lisbona [2007], anno in cui del concetto giacobino di «Stato-nazione» si farà poltiglia, in vista della realizzazione degli «Stati Uniti d’Europa»: “… nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con esso, facente le funzioni del garante. La Federal Reserve, invece, stampò quasi 90 miliardi di dollari, creando un’inflazione globale senza avere il controvalore in oro. Così, quando la Francia restituì i dollari agli USA, chiedendo in cambio l’oro [decisione che costerà a De Gaulle diversi attentati contro la sua persona – n.d.r.], costrinse il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l’oro (6). In Italia, in particolare, questo stesso processo rappresenterà un’opera di erosione e smantellamento dello Stato sociale mussoliniano; per questi obiettivi si creerà un funzionale quanto fittizio clima di antagonismo tra opposti estremismi, in realtà celante una semplice iugulazione di massa. In siffatta contingenza si rivelerà decisiva la contiguità «Federal Reserve»-«Fondo Monetario Internazionale»-«Banca d’Italia»; ma anche la complicità sul campo tra la NATO, la mafia, le varie Armi, i servizi segreti atlantici e la massoneria, cordate criminali di fronte alle quali le sì dette «istituzioni» della sì detta «repubblica italiana» non rappresenteranno altro che una maschera da ostentare al pubblico ignaro della terza dimensione della storia: “… Nel 1971, il debito pubblico italiano era di 16 miliardi e 145 milioni di euro, ma quel debito, nella realtà, non esisteva, in quanto la Banca d’Italia era, come previsto dall’articolo 3 del suo statuto, un ente di diritto pubblico a maggioranza pubblica, cioè di proprietà dello Stato, il quale poteva stampare moneta a sua discrezione, ripagando in questo modo i debiti che contraeva. Nel 1982, il Ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta, e il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, tolsero l’obbligo alla banca di acquistare tutti i titoli di Stato che venivano emessi, e quindi proibire di finanziare il debito pubblico; in questo modo il debito passò, in soli dieci anni, da 142 a ben 850 miliardi Dieci anni dopo inizierà la cessione ad enti privati delle quote della Banca d’Italia, la quale verrà forzosamente privatizzata con la legge 35/1992 dal Ministro del Tesoro, Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia. Così, Carli avrebbe fatto in modo che solo il 5% delle quote della Banca d’Italia rimanesse di proprietà di Stato, mentre il restante 95% sarebbe andato in mano a banche private, le quali se lo sarebbero accaparrato dai principali gruppi bancari locali [«Comit», «Credito Italiano» e «Banco di Roma»] Gli acquirenti autorizzati a comprare i titoli di Stato saranno banche d’affari ed istituzioni finanziarie private quali «IMI», «Monte dei Paschi», «Unicredit», «Goldman Sachs», «Merryl Linch» Così, in pochi anni, il debito supererà i 2200 miliardi di euro, in ragione dell’alto tradimento che politici infami consumeranno in combutta con i banchieri internazionali contro il popolo italiano, sì da portare a compimento la svendita del patrimonio di Stato e dei servizi pubblici a prezzi da saldo, fino a giungere alla completa privatizzazione della Banca d’Italia. Sarà, infatti, il governo Prodi, il 16 Dicembre 2006, che modificherà lo statuto della stessa banca, all’articolo 3, facendo sì che essa smettesse d’essere un ente di diritto pubblico” (7).

Mahmoud Ahmadinejad, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, durante la Conferenza del D8 tenutasi a Teheran nel Marzo del 2010, così si esprimerà: “La persistente crisi finanziaria globale ha esposto il lato oscuro del sistema capitalistico occidentale… Basandosi su dati attendibili, si apprende che la Federal Reserve ha stampato, negli ultimi trent’anni, oltre 29 mila miliardi di dollari in banconote senza controvalore. Questo è sicuramente il più grande furto della storia umana” (8). Da allora, la voragine inflazionaria spalancata dalla più grande associazione a delinquere della storia è divenuta un abisso senza fondo, e la stessa valutazione del presidente iraniano appare ormai anacronistica. Oggi, la Federal Reserve, riducendo il tasso primario a zero, fa sì che le banche possano ottenere dollari gratis, in quantità indefinita, facendo man bassa dei residui buoni del Tesoro, cioè degli ultimi risparmi e delle pensioni residuali: questo sistema di pura e semplice rapina a mano armata [se no, a che pro l’esistenza della NATO?], ha accelerato l’alluvione di capitali creati dal nulla necessitanti a coprire i crimini di spregevoli individui [tanto per citare gli ultimi, in ordine di tempo] come gli ebrei Greenspan, Bernanke o l’attuale Janet Yellen - «razza eletta» anch’essa, figlia di Julius Yellen e Hanna Blumenthal (9). I sì detti «titoli derivati», coi quali si sono spinti alla bancarotta tanti comuni d’Italia (10), si basano su flussi monetarî che si presume dovranno essere creati dal nulla tra dieci, venti o addirittura trent’anni: «futures», «swap», quest’ultima truffa da considerarsi quale invenzione della cosca «J. P. Morgan», assieme a «Standard & Poor’s», vero governo occulto ebraico d’Italia, entità burattinaia di Gentiloni, Renzi e della Boschi (11). A questa spaventosa inflazione di denaro-fantasma corrisponde la deflazione di denaro reale, a cui si costringe il comune cittadino: gli sportelli bancarî, infatti, vengono intenzionalmente prosciugati del contante allo scopo di rendere impossibile la sopravvivenza della piccola e della media impresa, dell’azienda artigianale a conduzione familiare, dimostrando ancora una volta la natura di un sistema genocida che possiede il solo obiettivo dell’annientamento di ogni parvenza «goy» sulla Terra.

Passano attraverso i secoli e la gente come olio per acqua: non si confondono, non si mescolano mai; essi, gli «eletti», essi, i «veri figli Dio»: terminerà la lunga servitù, alla fine verrà l’aspettato «Messia», ed allora noi Amorrei, noi Amaleciti, ben potremo chiamarci avventurosi, se ci subiranno per somieri” (12).

 

NOTE:

  1. Julius Evola: “Gli uomini e le rovine”; 13. “Guerra occulta – Armi della guerra occulta”; I [p. 177-179]. Edizioni Mediterranee, Roma;

  2. Cambridge University Press: “Storia del mondo moderno”: capitolo quinto: “La diplomazia dal 1900 al 1912” [pp. 149-150];

  3. http://www.signoraggio.com/fedprivata.html;

  4. Emmanuel Malynski: “La guerra occulta”; capitolo XIII: “La riforma economica di Stolypin” [pp. 121-122-123-127]; Edizioni Arktos Oggero, Crmagnola [TO];

  5. Emmanuel Malynski: ibidem; capitolo XIV: “Capitalismo e proprietà” [p. 131];

  6. http://pocobello.blogspot.it/2017/01/italia-sotto-dittatura-dei-giudei-le.html;

  7. Ibidem;

  8. https://www.investireoggi.it/.../ahmadinejad-gli-usa-stampan.../;

  9. http://moked.it/blog/2014/01/07/janet-yellen-e-il-nuovo-presidente-della-fed/;

  10. http://quifinanza.it/soldi/derivati-casse-comunali/421/;

  11. https://it.wikipedia.org/wiki/Swap_(finanza);

  12. Giovanni Preziosi: “Giudaismo Bolscevismo Plutocrazia Massoneria”; 1. “Ebrei ed antisemitismo in Italia” [p. 20]. Arnaldo Mondadori Editore, Milano.

 
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