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Estrema destra: mercenari in cerca di un capo PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Mercoledì 26 Aprile 2017

L’estrema destra italiana è un’area politica talmente priva di prospettive, valori e idee da essere costretta a guardare cosa succede in casa altrui, ed avere la sua unica soddisfazione nell’esultare nel caso in cui uno dei suoi punti di riferimento all’estero abbia un successo elettorale.

Pochi mesi fa tutti i movimenti, partiti e partitini dell’arcipelago neofascista avevano salutato con gioia l’elezione di Donald Trump, che ha già in poco tempo dimostrato quanto il suo mandato sarà fondato sull’imperialismo più radicale, e avrà come obiettivo finale la capitolazione di Stati come Iran, Corea del Nord e Siria, vale a dire le tre realtà che oggi in maniera più tenace si oppongono al disegno mondialista.

Oggi le speranze di questo mondo politico, che versa in una condizione di agonia da molto, sono riposte in Marine Le Pen, la quale ha superato il primo turno arrivando al ballottaggio nelle elezioni politiche francesi.

Il suo populismo, che poggia su slogan contro la politica intrapresa dall’Europa sul tema dell’immigrazione e su una vergognosa campagna contro l’Islam, ha fatto breccia su molti francesi impauriti dopo i numerosi attentati verificatisi nella loro terra.

I ciarlatani nostrani, siano essi salviniani o presunti fascisti di ogni genere, identificano in questa donna un vero e proprio idolo, e c’è da scommettere che, specialmente nel caso ella dovesse trionfare, si scatenerebbe una grottesca corsa al Le Pen italiano, che avrebbe sicuramente tanti concorrenti al titolo.

Nel caso in cui invece dovesse verificarsi una sconfitta si darebbe luogo alla sindrome del complotto, secondo cui il potere sarebbe così spaventato da inventare chissà quale broglio per modificare l’esito del voto se ce ne fosse bisogno.

Questi poveri illusi e tutti coloro che vanno dietro alle loro farneticazioni non si rendono conto che in un sistema democratico come quello attuale quando qualcuno fa davvero paura gli viene impedito in un modo o nell’altro di partecipare alle competizioni elettorali, e non lo si mette minimamente in condizione di poter vincere.

Così come Trump, al pari di quanto avrebbe fatto la Clinton, sta in questi mesi realizzando i sogni più grandi del mondo capitalista statunitense e mondiale, allo stesso modo qualunque sarà l’esito delle consultazioni transalpine il potere avrà buoni motivi per fregarsi le mani.

Mentre Macron rappresenta una sorta di Renzi francese la signora Le Pen incarna un nazionalismo ottocentesco, reazionario e ultracapitalista, che non può in alcun modo portare progresso sociale.

Ha ribadito in più occasioni il suo sostegno alle politiche ebraico-statunitensi in Medio Oriente, avallando tesi guerrafondaie.

Inoltre ha sostenuto senza mezzi termini la causa israeliana e ha garantito che continuerebbe a farlo con maggior vigore se venisse eletta Presidente.

Restiamo stupiti quando vediamo che in una nazione come la nostra, che ha avuto l’onore di annoverare nella sua storia una delle esperienze sociali migliori mai esistite, ovvero il Fascismo, e ha visto parallelamente ad esso venire alla luce le figure di intellettuali maestosi come Giovanni Preziosi e Alessandro Pavolini, molti tra coloro che si reputano seguaci di quell’idea oggi guardino con favore a personaggi come Trump e Le Pen.

La Comunità Politica di Avanguardia ha ben chiara la differenza tra una destra colonizzatrice, nazionalista, imperialista e reazionaria come quella che si è sviluppata in paesi come Stati Uniti e Francia, che non a caso rappresentano culle del capitalismo occidentale, e un’idea genuinamente sociale che nulla ha a che vedere con il termine destra come quella fascista, declinatasi in Italia e in Germania.

Proprio perché proviene da quel tipo di retaggio Marine Le Pen, come suo padre, non conosce il concetto di autodeterminazione dei popoli, ma appoggia una politica liberticida e neocolonialista, figlia dello sciovinismo più becero, che si esplicita in Libia, in Siria e in altre parti del mondo.

Al contrario del Nazionalsocialismo e del Fascismo, che vedevano nell’Islam un solido alleato contro le plutocrazie, in Francia la destra ha sempre visto il mondo musulmano come un nemico.

Se Jean-Marie Le Pen non esitava a chiedere i voti nei quartieri ebraici francesi in funzione anti-Islam oggi la figlia mette al centro del proprio programma la repressione del culto islamico, per la felicità dei suoi amici giudei.

Che l’estrema destra italiana non si renda conto di questo ci fa pensare che oggi ci si trovi in una situazione peggiore di quando era presente il Movimento Sociale Italiano: infatti all’interno di quel partito,seppur dentro correnti minoritarie, erano ancora presenti certe istanze sociali.

Oggi invece tutto ciò è definitivamente scomparso, fagocitato dall’arroganza, dall’arrivismo e dall’impreparazione politica di un manipolo di servi in cerca di bandiera.

 
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