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Non tutto il male vien per nuocere PDF Stampa E-mail

Dal n° 364 - Dicembre 2016

Scritto da Alessandro ROSSI   

Il Sistema ci propina giornalmente l’idea che l’immigrazione sia un fenomeno da analizzare da due punti di vista sui quali la società si è letteralmente spaccata e cioè: da un lato abbiamo i benpensanti, buonisti, progressisti radical-chic che ci dicono quanto sia bello e giusto accogliere tutti indistintamente ed aiutarli dandogli tutto. Dall’altro quelli che vedono in questo fenomeno un’invasione nemmeno troppo silenziosa, atta a distruggere e sovvertire la nostra società, le nostre tradizioni, il nostro stile di vita che meglio sarebbe chiamare data la realtà life-style.

Stendendo un velo pietoso sul primo punto che ad ogni persona di buon senso non può che risultare ridicolo e raccapricciante vorrei invece soffermarmi di più sul secondo.

Partecipando alla conferenza-dibattito di venerdì 25 novembre, in uno scambio di opinioni con alcuni camerati lì convenuti, mi sono reso conto di come il messaggio dell’invasione che il sistema lancia sia potente a tal punto da far dimenticare, anche a molti di noi, come in realtà invasi lo siamo già stati decenni orsono e non a caso ho usato la parola life-style.

Quando alcuni si ergono a difensori delle nostre tradizioni, cultura etc. mi piacerebbe sapere a cosa si riferiscono esattamente, perché guardandosi in giro con un minimo di attenzione non si può che scorgere altro al di fuori di un immenso orizzonte desertico.

Le popolazioni europee sono ormai composte da generazioni di castrati, svirilizzati e completamente snaturati nel più profondo del loro essere. La vitalità ormai si è ridotta ad una passeggiata nel tempo libero al centro commerciale, la socialità ad uno scambio di messaggini sui social, il lavoro e i diritti in generale a pura merce di scambio regolati dalle esigenze dei mercati e delle borse e tutto ciò non è avvenuto certo negli ultimi anni a causa dei fenomeni immigratori, ma è il risultato di un’invasione avvenuta molto tempo fa ad opera di un altro popolo che prima ci ha imposto la sua dottrina con un lavoro da certosini nel corso dei secoli e poi la schiavitù con la forza delle armi dopo il ‘45. Noi europei e loro gli immigrati, al pari di due pugili suonati sul ring, ci scorniamo per il divertimento degli organizzatori, per capirci: il popolo senza terra in attesa del nuovo messia, e quando l’incontro sarà finito, indipendentemente dal vincitore già sarà pronto il nuovo sfidante per il titolo di campione degli imbecilli affinché il sollazzo dei circoncisi continui.

Una cosa è certa, i paesi da cui provengono molti di questi disgraziati sono abitati da popoli sicuramente più vitali del nostro, non ancora completamente anestetizzati dall’american life style che tanta invidia ed emulazione provoca in ‘noi’ europei. Chissà che questo vento di vitalità non inneschi per induzione nell’altrettanto disgraziato popolo europeo un moto di risveglio dall’effetto oppiaceo dell’antitradizione giudaico-cristiana che da troppo tempo ormai ci avvelena le menti. Solo in questo senso e in nessun altro dico che non tutto il male vien per nuocere.

C’è da chiedersi: ma questi movimenti “populisti” nati sull’onda dell’immigrazione indiscriminata in tutta Europa sono poi così spontanei? Oppure sono l’ennesima ferramenta escogitata ed usata dai soliti più o meno noti per distogliere, confondere, dividere ulteriormente i popoli europei dai veri problemi? Certo non voglio affermare che le ondate di genti straniere sul nostro territorio non sia un problema, però affermo che non sia IL PROBLEMA.

Sia chiaro, qualunque invasione o ingerenza nella nostra vita e nel diritto di autodeterminarci come popolo e comunità deve essere combattuto fermamente senza perdere però mai di vista il nemico più subdolo e pericoloso: il giudeo dentro e fuori di noi.

Sovversione dapprima, dissoluzione poi e amalgama infine, sono i tre metodi che l’ebreo errante ha infuso nella cultura europea da così tanto tempo e così in profondità da farci credere che la tradizione giudaico-cristiana sia la nostra. Nasciamo, cresciamo e viviamo in una realtà così impregnata dal venefico ‘americanismo’, dal giudaismo, che di questa idea di società ne sono gli ideatori, da non accorgerci che ogni nostro passo è da lui diretto. Scagliarsi contro l’immigrato, che in questo senso è vittima quanto noi se non più di noi della perversa mente mercantilistica dei suddetti è quanto meno demenziale o se non altro un’inutile spreco di energie.

 
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