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Assenza di fascismo PDF Stampa E-mail

Dal n° 364 - Dicembre 2016

Scritto da Enrico LABANCA   

Sono anni turbolenti di immobilismo.

La massa informe della militanza politica ruota intorno a vecchi mulini a vento privi di pale, maestosi all'orizzonte di chi guarda ma dannosi per chi vi si avvicina. Un'insidia dalla quale, le nuove generazioni devono ben guardarsi.

Pur di attirare le attenzioni di costoro, le nuove leve della politica affrontano pericoli mortali:

dai pestaggi in pieno centro agli agguati sotto casa, passando per processi pilotati e una vita rovinata dalla lungaggine burocratica della condanna penale.

Un percorso fatto 'ad hoc' per depistare la gioventù, rovinando le vite ai puri di cuore e rimpinzando le tasche agli arrivisti di ogni risma.

Ognuno di noi ha il suo racconto. Ogni generazione ha i suoi traditori in carriera.

L'inabissamento della protervia giovanile nelle anguste celle sotterranee dell'antifascismo di destra è uno dei più grandi crimini che si possa commettere.

Nessuno pretende l' “ammissione di ignoranza” da parte di chi ha dato la propria vita per un ideale fasullo, un ologramma presentato come Ideale Fascista.

Niente di tutto questo vogliamo da chi, per decenni, ha deciso di chiudere gli occhi ed aprire le orecchie per ascoltare solo le parole della sua guida.

L'uomo vive prigioniero della sua vanità. E di questo non possiamo incolparlo.

Grave è la colpa, invece, di colui che persevera nell'errore, ergendosi a depositario assoluto della Verità.

La Fortuna, per quanto cieca, sa ancora indicarci la via da seguire. Vecchi testi reperibili sui siti di vendita, visite ai mercatini dell'usato, ritiri di stock di libri da privati, così si crea il bagaglio del giovane militante.

La palude degli anni del dopoguerra viene così saltata a piè pari, senza sporcarci.

Migliaia di Camerati sono sprofondati nelle sabbie mobili progettate dal $istema. Li abbiamo persi per sempre. Chiusi nelle loro vite private, con il loro lavoro e i loro interessi. Anni di galera sulle spalle per supportare il marcio destrume di Montecitorio. Schifati da così tanta vigliaccheria da “pentirsi” di aver dedicato gli anni più belli della vita in una sede, aiutando la salita al Potere dei doppiogiochisti in doppiopetto.

Tutto questo è potuto accadere perché ci si è fidati, a cuore aperto, del nostro amico più anziano che, a sua volta, si è fidato di colui che lo ha 'iniziato' qualche anno prima... e così via via, fino ad arrivare ai maledetti anni della guerra, dove gli Eroi morivano e i più fortunati ma anche i più furbi, sopravvivevano. Mentre a Firenze i “Franchi Tiratori” scrivevano una delle più romantiche storie della Patria, sparsi sul suolo italico, i “furbi traditori” come Almirante - insigne filibustiere de “Cavalcare la tigre”- si preparavano al loro ingresso nella nuova vita politica dello Stivale, contattando i Comandi Alleati e vecchie amicizie intessute nelle comunità ebraiche.

Una imposizione dall'alto con effetto a cascata dà l'impronta alla nuova cultura dell' “area”. Rispolvera autori e personaggi di secondo piano, recidendo le radici autentiche con il Fascismo, dando inizio ad una nuova era: l'antifascismo di Destra.

Vengono per sempre oscurati le origini risorgimentali del Pensiero Fascista, i suoi Uomini, i suoi Autori, i suoi capolavori letterari, le sue Azioni e i suoi Orizzonti. Viene imposto il pensiero tradizionalista come unico e inviolabile. Tacciato di eresia e allontanato chi accusa tale pensiero di caducità.

Non c'è più spazio per i figli di Mussolini. Una granata ideologica li disperde per sempre.

L'ascesa della Destra diviene inarrestabile. Il Fascismo è definitivamente seppellito.

Gli “Anni di piombo” rappresentano un'enorme parentesi di sangue nella quale giovani vite sono state stroncate in una guerra fratricida tra due correnti, di destra e di sinistra, dell'Antifascismo il quale aveva come unico scopo quello di stabilizzare il Potere Plutocratico in Italia.

La nostra generazione si è fatta depositaria di quell'epoca perché tratta in inganno dal vertice, colluso con lo Stato, facente leva sui sentimenti anticomunisti di tutti noi.

Quanto tempo buttato per difendere la purezza di chi, avvisato in tempo, è fuggito all'estero per non essere arrestato.

Il romanticismo è la loro arma. I nomi dei caduti i loro proiettili. Sono lì, pronti ad usarli contro di noi nel momento in cui decideremo di tagliare il fragile cordone ombelicale che ci lega a loro.

Questo non è più il tempo degli indugi e dell'esaltazione del suicidio di massa.

Noi siamo la nuova Milizia che avanza, pronta stracciarsi di dosso qualsiasi camicia indossata sino ad oggi, perché è il suono del corno della Patria a chiamarci alla battaglia.

E in questa guerra, statene certi, non troverete al vostro fianco nessuna ‘guida rivoluzionaria’ - impegnata senz’altro in qualche conferenza lontana - ma ritroverete nelle luminose stelle della sera, i visi sorridenti dei Caduti Fascisti e la brezza della notte vi porterà la carezza del mai vendicato Benito Mussolini, Padre della nostra amata Italia.

E allora, solo allora, scopriremo, dopo la sua lunga assenza, l’essenza del Fascismo:

“TUTTO, TRANNE CHE ARRENDERCI” *.

*Alessandro Pavolini

 
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