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Ci penserà poi il computer? PDF Stampa E-mail

Dal n° 362 - Ottobre 2016

Scritto da Leonardo FONTE   

Anno 2016 dell’era volgare. Europa. La morsa delle strutture economiciste al servizio dell’Alta Finanza mondialista, alla quotidianità, alla libertà e al destino dei popoli del vecchio continente, è visibile nella sua totale interezza. Tutto oramai si muove, è diretto e prende corpo unicamente per soddisfare gli interessi delle oligarchie economico-finanziarie al potere. Stati, governi e parlamenti oramai organicamente sudditi degli interessi extranazionali ed extrapopolari, legiferano soltanto in tal univoca direzione: soddisfare le esigenze dei cartelli, dei trusts, delle banche, l'insieme delle strutture mondialiste. Niente più è oramai dovuto al popolo e alla socialità, tutto è diretto a soddisfare gli interessi dell’economia, delle multinazionali e dei grandi monopoli oligopolistici. Agli interessi voraci dell’ “Occidente” gudeo-plutocratico, delle leggi di mercato, che non esita per nessun motivo ad innescare conflitti, spargimenti di sangue, genocidi – vedi l’intero Medio Oriente – diretti al saccheggio delle risorse, allo sradicamento dei popoli e al conseguente caos planetario. Vedi l’oramai costante afflusso di profughi, di disperati, di gente d’ogni risma e carattere, che dal Terzo Mondo tracima in una Europa vecchia e putrida, autentico arnese arrugginito da decenni di conduzione liberaldemocratica che ne ha disarticolato ogni socialità, identità e sovranità.

Sembrerebbe come fermarsi alle solite parole d’ordine, agli slogan sdruciti e consunti dei sempre più disarticolati e sclerotizzati gruppi e movimenti rivoluzionari.

Contrariamente si tratta della più algida delle constatazioni e della consapevolezza di quanto l’attuale mondo e quanto l’attuale società, retta dai vincoli e dalle norme iperliberiste, sia sempre più simile a un deserto animato da umanoidi agonizzanti all’interno d’un circuito, alienante e aberrante, già pre-allestito e pre-confezionato dai nuovi oligarchi del potere tecnocratico.

La sedicente libertà di comunicazione, l’aperta e 'diretta' informazione, novella religione sfoderata da internet e dagli annessi, così detti, social forum, nella realtà hanno precipitato negli abissi degli inferi la conoscenza, così come l’informazione di questi umanoidi integralmente asserviti alla nuova religione del nulla. Si crede di partecipare, di sviscerare la propria opinione in un oceano saturo del nulla che ha già, ab origine, disarticolato ogni forma di partecipazione, di rabbia e di protesta se vogliano. Tutto viene centrifugato ed azzerato istantaneamente nel solco di un continuo presente. Dinnanzi a un mortifero potere paramafioso, capitalismo, mercato e finanza – in esso, non a caso, mafie, illeciti e criminalità varie si radicano -, che per i più ‘passa’ per democrazia, ove la povertà avanza drasticamente, il precariato e la semipovertà prassi dettata dalle norme liberalborghesi, il futuro che diventa sempre più utopia, scorgete qualcuno o qualcosa che tenta di avanzare una qualche protesta sociale? Un autentico cambiamento? La rabbia e il rivolgimento contro un potere inetto e, ripetiamo, paramafioso dove sono? Dov’è la protesta, dov’è la ribellione, quando addirittura la banca brucia, ruba, i tuoi risparmi, quando ti tassano i tuoi sacrifici, quando vai in banca o in posta e subito, istantaneamente, non ti ridanno indietro i tuoi soldi? Ove è la protesta e la ribellione nel momento in cui ti tolgono il posto di lavoro dall’oggi al domani? Nel momento in cui ti dicono: “Non servi più, costi troppo, porto la mia fabbrica altrove, lì accumulo profitto?”; quando non hai più neanche il diritto alla pensione?

Che Italia è questa nel momento in cui nel Meridione si muore negli ospedali, non si viene curati come si deve, ove tanta gente non è più in grado di curarsi adeguatamente, di fare un esame clinico? Ove non esistono i trasporti pubblici, le ferrovie? In Sicilia non ci sono più le ferrovie, per viaggiare bisogna rivolgersi ai trasporti privati, non è un paradosso? Peggio che durante il Regno dei Borboni! La borghesia parla ancora di riforma elettorale, di riforme d’ogni genere, del lavoro che si dovrà, dovrà ..., creare nel momento in non esiste più un tessuto sociale, nel momento in cui non si crea più occupazione, quando è stato smantellato il tessuto industriale della nazione, ove i giovani sono davvero destinati all’oblio… senza speranza. Tutto è spento, neanche un segnale, un lumicino di ‘rivolta’, che possa accendere la speranza di tornare a vivere.

Non è assolutamente fuori luogo affermare che la società, in gran parte, è composta da autentici zombies! Osservateli… immedesimati e contenti di smanettare l' ‘i-phone’ mentre guidano l’auto, forse anche mentre ‘scopano’ – …infatti, il privato oramai non esiste più; odii e risentimenti erotico-sentimentali trovano, del resto, ampio spazio nei social che frequentemente frantumano i rapporti di coppia –, ignorantemente diretti a autoconvincersi che stanno partecipando a un qualcosa, di rendersi utili… al nulla, al niente! Per lo più, ignoranti e cafoni, paranoici ed alienati, schizzati, emarginati ed individui in estrema solitudine (i ‘social’ sono sociali?), pronti a dettare un qualcosa, in un circolo vizioso, che nei fatti è pari allo zero!

Mettiamo da parte il fatto, apertamente conclamato, che l’uso del web ed annessi hanno azzerato ed ucciso la lingua di Dante. E ciò non è poco.

Osservateli questi umanoidi che più bestie non si può. Dediti al consumismo di massa, centrifugano di tutto e di più, simili a degli schizzati, permanentemente affogati in coca-cola e mcdonald’s, in tutto quanto la schizofrenia occidentale, di matrice statunitense, inietta nei loro cervelli attraverso mode e pubblicità di massa -, nella realtà son divenuti dei cervelli strizzati, portati quasi permanentemente a ‘slittare’ il monitor del ‘touchscreen’ o a ‘ciattare’ entro il, un, mondo virtuale, dato che di umano e sociale ha ben poco: lo fanno al volante delle auto mentre guidano (…perdonateci le ripetizioni…), seduti al bar, mentre fanno la spesa, in osteria, nei luoghi di studio, l’altra sera persino durante una cerimonia religiosa…! Una parte notevole durante l’intero arco della giornata, da parte di questi reietti, è diretta a guardare nei monitor l’arrivo di nuove comunicazioni… anche se brucia la pentola sul fornello…, accampando anche le priorità quotidiane. Non é un caso se negli ospedali vengono ‘aperti’ dei reparti per ‘curare’ i malati, sopra tutto bambini, della ‘novella religione’.

Il degrado, comunque e dovunque, avanza, al pari della bestialità, del caos e della ampia precarietà. Non bisogna però allarmarsi: tanto avanza la tecnologia, la massa dei giovani, scolarizzati e non, sconosce l’ ‘abc’ della grammatica italiana però, in compenso, tra gli italiani cresce … l’uso del computer. “Ci penserà poi il computer”, cantavano nella metà degli anni ’80 del secolo scorso i Nomadi del ‘grande’ Augusto Daolio … ma se da una parte il computer ed internet hanno accelerato l’informazione, impreziosito la composizione grafica, ridotto sì il consumo di carta, accorciato le distanze, favorito la comunicazione diretta, dall’altra hanno automatizzato – divaricandolo, meglio seppellendolo – il lavoro, disumanizzato la società, aumentato il controllo dei cartelli militari e turbocapitalistici, fagocitato depistaggi e falsità intellettuali, oltre ad elevare l’ignoranza degli umanoidi all’ennesima potenza, un dato certo. Ci penserà poi il computer …a innescare la rivoluzione?

 
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