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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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Il voto del nulla PDF Stampa E-mail

Dal n° 363 - Novembre 2016

Scritto da Andrea CIOCCA   

Il 4 dicembre l’italiano è chiamato a votare per affermare o abrogare il referendum confermativo sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi, reputato da molti come svolta epocale per il nostro Paese.

I sostenitori del “si” sono convinti che tale scelta sia necessaria per un radicale e decisivo cambiamento, ovviamente in positivo, del nostro Paese. Secondo tale vulgata il miglioramento consisterebbe in quanto, tale referendum è atto principalmente a porre rimedi sulle eccessive spese della politica. Risparmio proveniente dalla riduzione dei parlamentari, dal superamento e dall’abolizione del Senato, dal contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni con la soppressione delle province e dalla cancellazione del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).

Il fronte del “no” invece, afferma l’esatto contrario ovvero che non ci sarà nessuna riduzione di parlamentari anzi è probabile un aumento, che la soppressione delle province creerà solo maggior caos e che in realtà il Senato non sparirà. Inoltre paradossalmente avvallano le loro tesi utilizzando slogan che spesso rientrano nel campo dell’antagonismo politico come ad esempio: NO ad un'Italia serva delle plutocrazie, NO ai suicidi di padri di famiglia che senza lavoro non hanno più il coraggio di guardare in faccia la propria moglie ed i propri figli, NO all'annientamento dei nostri Valori, delle nostre Tradizioni, NO alle lobby, NO all'individualismo, NO a tutto ciò che ci ha condotto a questa situazione e che ci condurrà all'oblio e così via, illudendosi che in caso di vittoria, il governo attuale cada ed improvvisamente l’Italia si ritrovi come d’incanto, un Paese libero e autodeterminato.

 

Siamo dinnanzi alla solita commedia democratica che fa di tutto per confondere, rendendo inevitabilmente irraggiungibile e impercettibile la Verità.

Il 4 dicembre al contrario si voterà il nulla, perché nulla cambierà. Che vincano quelli a favore o i contrari dell’approvazione di tale emendamento, l’Italia resterà sempre la solita colonia angloamericana, che conta sul suolo Patrio oltre cento basi militari americane; la politica interna continuerà a subìre le note ingerenze dal padrone israelo-statunitense che patisce dalla fine del secondo conflitto mondiale ad oggi e sarà comunque costretta a rispettare i dettami impostagli dalla Troika, stringendo il cappio dell’usura legalizzata con sempre maggior veemenza, al collo degli italiani. I costumi, la cultura, la lingua, i modi di agire, continueranno ad essere infettati dagli invasori d’oltreoceano.

La moneta non sarà nazionalizzata ma resterà di proprietà dalla BCE. L’inestinguibile Debito Pubblico continuerà a crescere e sarà il pretesto con il quale si perpetrerà la svendita ai soliti privati dei tesori nazionali, oltre ovviamente a distruggere quel poco di stato sociale che rimane. Poco importa se il massone della casa bianca, a Washington, è a favore del premier italiano, l’esito contrario non provocherà la fine della sottomissione.

Nonostante ormai settant’anni di imbrigliamento democratico, attraverso la falsa teoria della libertà di voto, gli ingenui italiani si fanno irretire ancora una volta dalla volontà dei soliti parassiti facendoli scannare per il nulla.

Se pensiamo che possa avvenire una svolta attraverso un referendum studiato a tavolino da lorsignori saremmo degli ingenui e degli sprovveduti.

Il Sistema Liberaldemocratico Capitalista è ormai talmente radicato che una svolta attraverso le istituzioni democratiche è pressoché impensabile, anzi è talmente permeato in tutti gli organi della società che addirittura una rivolta di popolo sarebbe da prendere con le pinze perché molto probabilmente ci sarebbe ancora il suo zampino.

 
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