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Sindacalismo. Contestare il sindacato di regime. PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Scritto da Fabio PRETTO   

L’avevamo già scritto. Ogni tanto si ridestano dal letargo. Sono i sindacati di regime. Le mummie delle burocrazie sindacali. Si risvegliano e fanno finta di esistere perché devono giustificare la loro presenza e gli introiti che hanno con le quote associative.

Dopo essere stati in silenzio per quattro anni e aver lasciato che i vari Monti, Fornero, Letta giovane e Renzi depredassero le tasche dei pensionati e dei lavoratori si alzano dai loro sarcofagi e portano a Roma i pensionati al grido di “Testa alta”. Da parte loro parlare di “testa alta” sembra alquanto inopportuno poiché, come dicevamo, per quattro anni sono stati zitti e hanno lasciato passare tutte le schifezze che lo stato borghese ha imposto. Sembra quasi che abbiano agito su ordine del governo per far vedere che esiste anche un’opposizione in questa disgraziata repubblica antifascista nata dalla resistenza.

Quando quest’articolo sarà pubblicato la manifestazione convocata dalla trimurti sindacale sarà cosa fatta. Si conteranno i numeri. I vari segretari avranno fatto la loro passerella. I problemi per il popolo saranno sempre quelli. Magari dopo la manifestazione manderanno per le fabbriche e nei vari posti di lavoro i loro ciarlatani per far credere che la lotta continua e che pensioni e stato sociale non si toccano. Spetta ai lavoratori e in particolare a coloro i quali si riconoscono nelle tesi del Sindacalismo Rivoluzionario e Nazionale controbattere alle balle e alle tesi dei galoppini delle burocrazie dei sindacati di regime, stampelle dello stato borghese.

 

Domandare ai burocrati dove erano durante gli ultimi anni quando i governi messi in carica dai poteri mondialisti, dal FMI e dal Bilderberg Group massacravano lo stato sociale. Abolire la “legge Fornero’. Dire chiaramente che le pensioni di reversibilità non si toccano. Reintroduzione della scala mobile per pensioni e stipendi. Taglio delle pensioni d’oro a favore delle pensioni più basse. Restituzione di tutto quanto perso dai pensionati grazie al blocco della rivalutazione voluta da Monti e dichiarata non valida dalla Corte di Cassazione. Nessuna discussione sulla “legge Fornero”, abolirla e basta.

Nel momento in cui scriviamo quest’articolo assistimiamo ad una delle ennesime farse di questo governo/regime a conduzione PD. Farsa significa letteralmente burla o scherzo. Una cosa non seria insomma, che fa ridere.

Ma c’è poco da ridere davanti alle cosiddette buste arancioni che comunicano ai lavoratori quando andranno in pensione (dopo 50 anni di lavoro!) e quanto percepiranno di pensione. C’è poco da ridere poiché il presidente dell’INPS Boeri poteva fare a meno di spendere i nostri soldi per spedire quelle buste. Qualunque patronato avrebbe potuto controllare il tutto mediante ordinatore entrando nei siti corretti dell’INPS. O la pubblica amministrazione in linea, come è chiamata, è solo una balla? C’è poco da ridere poiché l’INPS comunica dati che nell’arco di 25 anni da adesso cambieranno con l’aumento o la diminuzione dell’aspettativa di vita, cambieranno con il cambiare delle leggi che nel frattempo si promulgheranno, cambieranno con il cambio del costo della vita e del denaro.

Signor presidente dell’INPS ci vuol dire chi ci ha guadagnato sui milioni di lettere spedite al costo di 5 euro l’una?

Anche questo devono domandare i lavoratori alle burocrazie dei sindacati di regime. Una volta andavi da un qualunque patronato e in base ai dati e allo stipendio in pochi minuti ti veniva calcolato quanto avresti percepito di pensione.

Sembra che tutto sia difficile per i sindacalisti di oggi. Chi ha lavorato nelle fabbriche o in qualunque altro posto di lavoro sa che il rappresentante sindacale era in grado di chiarirti i tuoi problemi, in pochi minuti. Ora bisogna aspettare la lettera arancione dell’INPS che sembra quasi la premonizione di una butta carte.

Soprattutto i lavoratori devono domandare perché toccare certi privilegi delle pensioni appare impossibile, mentre l’indicizzazione del pensionato qualunque è stata immediatamente bloccata. Perché governo e INPS non hanno restituito ai pensionati tutto il maltolto come indicato dalla corte costituzionale. Perché i sindacati non si sono mobilitati duramente su questo problema.

Sembra che più di sindacalisti siano pompieri. Così chiamavano anni addietro quei sindacalisti che venivano nelle fabbriche a portare e a supportare le controproposte padronali a ribasso.

Reagire ai sindacati di regime ,stampelle dello stato borghese, che impedisce ai lavoratori qualunque emancipazione. Far capire loro che i tempi dei tavoli di concertazione sono finiti e che si torna alla lotta sindacale vera!

 
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