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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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Bahrein: dittatura (s)mascherata
Martedì 19 Luglio 2016

Se non conoscessimo la fallacia del concetto di democrazia riterremmo impossibile che una nazione in cui prevale un determinato orientamento religioso e insieme politico possa essere governata da una classe dirigente di segno totalmente opposto. Abbiamo imparato però che coloro i quali si fregiano a parole del titolo di difensori della libertà, del diritto di parola e di pensiero, spesso e volentieri usano i tribunali, che dovrebbero essere i luoghi dove viene fatta giustizia, al fine di emanare leggi liberticide finalizzate a sopprimere ogni istanza contraria alla politica espressa dalle autorità nazionali.

Ne è l’ennesima prova il fatto che, attraverso un provvedimento,un’aula giudiziaria del Bahrein ha ordinato lo scioglimento del principale partito di opposizione parlamentare, AL-Wefaq, espressione politica dell’Islam sciita. Parliamo opportunamente di opposizione parlamentare in quanto è solo all’interno delle istituzioni che tale organizzazione politica risulta essere in una condizione di inferiorità numerica rispetto ai sunniti: questi ultimi si sono impadroniti in maniera antipopolare del potere, arrivando,con l’aiuto dei sauditi e degli statunitensi, che proprio nella capitale possiedono un’ importante base navale, quartier generale della quinta flotta americana, a governare un popolo a larghissima maggioranza sciita.

 

Già dal mese scorso al partito era stata preclusa la possibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività. Inoltre il segretario generale Sheikh Ali Salman era stato condannato a nove anni di reclusione, dopo che gli era già stata tolta la cittadinanza. La vicenda in questione, che ha visto la collaborazione tra sunniti, sauditi e Usa, dalla quale è derivata una situazione politica che contravviene sotto ogni punto di vista quel principio di autodeterminazione dei popoli che è stato solo scritto su carta ma ben poche volte attuato nei fatti, risulta essere nel piccolo la riproposizione dello schema di alleanze che oggi persiste a livello internazionale.

Proprio per questo la Comunità Politica di Avanguardia, con la stessa convinzione con la quale si schiera dalla parte delle realtà sciite come l’Iran, l’Iraq e l’esercito di liberazione nazionale di Hezbollah, che combattono in maniera incessante ed eroica il terrorismo dell’Isis, creatura voluta dall’Occidente appoggiata anche da certo mondo islamico, esprime la propria solidarietà all’organizzazione politica Al-Wefaq, vittima di una repressione ingiusta,colpevolmente taciuta dagli organi di informazione, come sempre proni al potere capitalista e usuraio.

Lo scioglimento deliberato oggi dal tribunale arriva dopo anni di torti, angherie e soprusi subiti. Al Wefaq ha costantemente goduto di un grande appoggio popolare, in quanto gli è stato sempre riconosciuto il ruolo di guida politica e spirituale della nazione. Gli Stati Uniti tuttavia, che perseguono sempre e soltanto i loro interessi, hanno dichiaratamente sostenuto la causa sunnita-saudita, fornendo armi e aiuti economici. Nonostante ciò, forte del sostegno della popolazione, Al Wefaq ha da sempre coordinato l’opposizione politica a quello che può e deve essere chiamato col nome di regime: la protesta più veemente c’è stata nel febbraio del 2011, quando centinaia di migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso verso l’azione governativa, che sviluppava una rete di alleanze con paesi sunniti in piena contraddizione con l’orientamento religioso locale.

Nel giugno dello stesso anno una commissione indipendente d’inchiesta accertò il fatto che il governo del Bahrein si avvalse di torture sistematiche e altre forme di abuso fisico e psicologico nei confronti dei detenuti, e ha anche chiarito il carattere falso dell’accusa rivolta all’Iran di aver fomentato dall’esterno la rivolta in questione. Oggi Al Wefaq viene descritto da tutti come un covo di terroristi pericoloso quando in realtà consisteva in un valido strumento per combattere il fenomeno Isis. Immancabilmente gli Stati Uniti hanno ribadito il proprio sostegno al Bahrein, dopo averlo privato della sovranità per meri interessi geopolitici, in quanto non volevano l’esistenza di un polo sciita in quella determinata area geografica.

La Comunità Politica di Avanguardia ribadisce la propria vicinanza all’Islam sciita, unica entità che sta svolgendo sul piano mondiale un lavoro di contrasto al progetto mondialista portato avanti dalle grandi potenze capitaliste e dai loro servitori europei e sunniti. Si pone come unica realtà politica e militante italiana che oggi denuncia e analizza quanto accaduto in Bahrein collocandolo in un contesto politico di lotta generale tra imperialismo e identitarismo e marca cosi sempre di più la propria lontananza rispetto ad un’area politica che si definisce neofascista ma in realtà è priva di qualsiasi prospettiva e vive una lenta agonia.

Comunità Politica di Avanguardia

 
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