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Chieti: Sabato 13 Febbraio 2016 PDF Stampa E-mail

Dal n° 357 - Marzo 2016

Scritto da Marco PERINELLI   

Dopo mesi di attesa ed indecisioni sulla data dell’evento, insieme al direttore Leonardo Fonte ed al camerata Giovanni De Blasi, riusciamo ad organizzare questo incontro dibattito avente come titolo: “Dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri: I tentacoli del potere mondialista”. L’incontro è organizzato nell’accogliente sala del “Grande Albergo Abruzzo” che ospita, per l’occasione, oltre trenta camerati interessati ad ascoltare quelle poche voci fuori dal coro ancora in circolazione nell’italietta democratica.

In apertura, una piccola introduzione del sottoscritto, che indirizza la conferenza presentando l’ultimo testo ristampato dalla nostra casa editrice (Edizioni di Avanguardia) “Gli ebrei hanno voluto la guerra”, con l’intento di portare ad Esempio e tenere viva la figura del Combattente antimondialista Giovanni Preziosi. La Comunità militante teatina dedica quest’incontro al camerata Romano Preziosi, che ci ha lasciati nell’Agosto dello scorso anno: rimane il ricordo splendido di un Uomo determinato, d’altri tempi e coerente con i nostri Ideali. Nella sala sono presenti due delle figlie ed una nipote, invitate per l’occasione.Esse seguono con interesse, commozione e con una fierezza indiscussa, le fasi del convegno, le splendide parole da noi riportate verso la figura del loro nonno Giovanni.

 

È il 13 Febbraio, non possiamo non ricordare e non rendere onore, con un minuto di raccoglimento, tutte le vittime di Dresda, che tra la notte del 13 e 14 Febbraio del 1945 subì uno dei più spietati attacchi terroristici aerei da parte americana ed inglese.

Subito dopo interviene il camerata Giovanni di Blasi che approfondisce in modo chiaro l’opera dei camerati Luchini, Evola, Scaligero, Pellicano e Preziosi. In primo luogo si enfatizza l’importanza del Memoriale di Giovanni Preziosi a Benito Mussolini, per capire quanto di marcio c’era nel Fascismo italiano, specie nelle alte sfere e nelle trame occulte sviluppatesi all’interno della Massoneria italiana. Colpiscono la sua genialità, la sua coerenza, la sua schiettezza, l’ampia documentazione presente nei suoi studi e la sua visione che lo contraddistingue dalle altre personalità del Fascismo, individuando nel Nazionalsocialismo il vero nemico dell’ebraismo. Riporta la campagna di odio arrecata dall’ebraismo ai danni del Nazionalsocialismo, già a partire dal 1934 dall’ebreo più combattivo del Mondo, Wladimiro Jabotinsky. Riesce a trasmettere e farci intendere il piano ebraico di dominio mondiale anche attraverso “I Protocolli dei Savii Anziani di Sion”.

Successivamente riporta l’intervento molto importante di Evola, il quale entra su una questione filosofica, inquadrando esattamente la mentalità ebraica, evidenziando la sua influenza strisciante come sovvertitore dei nostri valori spirituali.

Si passa all’intervento di Scaligero, che rimarca la concezione classica sulla lotta dell’Ideale di Roma insieme a quello dell’ebraismo con annesse branchie. Come la Massoneria, che diventa il suo braccio operativo.

Dopo il contributo di Giovanni, durato oltre venti minuti, prende la parola il responsabile politico della nostra Comunità Leonardo, il quale si ricollega in breve tempo alla figura di Giovanni Preziosi, che è per noi un archetipo sul piano politico ed affine alla nostra battaglia ideologica.

Si evidenzia con dispiacere che il nostro ambiente ha messo in soffitta la sua figura considerandolo un personaggio scomodo, con i suoi studi annessi, ed evita di parlare e sviscerare i reali nostri nemici, puntando il dito solo contro immigrati, drogati, omosessuali… e non invece sull’ebreo che ancora oggi ha la supremazia sulla nostra vita.

L’intervento del direttore si scosta subito dal libro per proseguire con argomentazioni sulla politica attuale: le intese da parte dell’alta finanza e le multinazionali, il potere delle banche, l’Unione Europea, il Club Bilderberg, il WTO, il CFR e tutte quelle istituzioni che dispongono di grossi capitali, che manovrano e ledono soprattutto le aree più povere del terzo e quarto mondo, già di per se instabili, esclusivamente per i loro profitti su un tessuto sociale molto povero e forgiano le giunte militari facilmente adescabili a suon di dollari.

Si passa a parlare della politica nazionale, della nascita della “nostra” Repubblica, avvenuta mediante un compromesso tra Mafia e Stati Uniti d’America (lo sbarco in Sicilia), e che nel passare dei decenni va avanti con stragi e misteri impuniti. Si parla dell’incidenza di personaggi come Rockefeller e i Rothschild, che insieme muovono i fili che sorreggono il pianeta, e che prendono le decisioni più importanti. Il direttore porta avanti la conversazione spostando lo sguardo sulla politica estera, ed in primis rimarca le guerre del terrore americane. Ricorda la scottante invasione russa nell’Afghanistan, la quale di fatto disintegra l’Unione sovietica, nel mentre gli americani in funzione antisovietica foraggiano i mujahidin, la CIA che li arma, li finanzia e li addestra e nel frangente si legano ad un personaggio che ha fatto parlare di sé per gli episodi dell’11 Settembre 2001: Osama Bin Laden.

Da notare la reazione del nostro ambiente in quell’occasione, che diventa d’un tratto filo islamico, per avallare unicamente l’appoggio americano.

In risposta agli “attentati” delle Torri Gemelle e del Pentagono, gli americani invadono nel 2001 l’Afghanistan, un luogo di estremo interesse a livello geopolitico, e da allora iniziano i soliti giochi sporchi delle multinazionali, che vedono nell’imperialismo armato statunitense il punto forte su cui appoggiarsi per le loro politiche espansionistiche.

Gli Stati Uniti muovono l’attacco ad un altro nemico, l’Iraq, di cui si servono negli anni ’70 per portare l’aggressione all’Iran Khomeinista. Nel 2003 gli Stati Uniti e le multinazionali al seguito, si impadroniscono di un territorio importantissimo, specie sul piano energetico, unicamente per i propri profitti. Una volta ucciso Saddam Hussein, il potere occulto, le multinazionali, la Nato e l’occidente giudeo-plutocratico trovano un altro nemico, con il quale fino al giorno precedente facevano affari, ossia Mu’ammar Gheddafi, ed il Governo italiano consente l’utilizzo delle basi militari in Sicilia per sferrare gli attacchi al regime libico. Finisce la Libia, arriva la volta della Siria, la quale per noi rappresenta, insieme all’Iran ed al Libano degli Hezbollah, uno dei pilastri portanti che si oppone al Mondialismo.

Alla luce di tutto questo, l’ambiente antagonista dovrebbe intraprendere una certa linea politica comune, omogenea, di alternativa al Sistema, militante e culturale, per contrastare il reale nemico politico che detiene il potere. Bisognerebbe finire di portare avanti le “battaglie” accessorie, quelle comode e poco incisive, quelle accomodanti, cercando al contrario di organizzare un’offensiva mirata ed accingersi a portare avanti le battaglie reali per il bene della comunità popolare con la fermezza di lottare a favore di sani principi, per uno Stato Ideale. Per far questo, prima di tutto bisogna creare dei militanti consapevoli, integri sul piano dell’autodisciplina, sul piano spirituale e sul piano della consapevolezza.

 

Al termine della conferenza-presentazione è giunta l’ora del dibattito con vari interventi del pubblico che porge domande sull’11 Settembre, sulla figura di Putin ed altri temi a noi cari, ed il direttore risponde a tutto in maniera esaustiva, rimarcando la visione dell’intera Comunità. Concludo esprimendo la consapevolezza che la Comunità Politica di Avanguardia è una delle poche realtà che nel corso degli anni ha onorato e fatto conoscere gli scritti del combattente-politico antimondialista Giovanni Preziosi, che pubblica libri al solo scopo politico e non speculativo, ma unicamente per far conoscere la verità e far capire che dietro certi eventi c’è sempre la stessa mano, ossia quella dell’ebraismo e della massoneria.

 
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