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Ancora all’assalto delle pensioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio PRETTO   

Ancora una volta lo stato demoborghese al servizio delle multinazionali e dei poteri forti porta un attacco allo stato sociale. Come sempre per “far cassa” ci si rivolge ai più deboli. Ai meno abbienti. Ancora una volta sono le pensioni nel mirino del governo dei banchieri e dei capitalisti. Addirittura per fare ciò, questa volta, si traveste il tutto sotto il manto di una manovra per rilanciare i consumi. Non bastava il blocco delle pensioni da 1000 euro, mentre i vitalizi d’oro nessuno nemmeno li guarda. Si comincia a parlare di toccare gli assegni di reversibilità. Le pensioni italiane sono le più tassate dell’Unione Europea. Ora il governo del giovane ciarlatano fiorentino torna ancora all’attacco delle pensioni per vie traverse. Tutto per far cassa.

In pratica si vorrebbe tagliare il costo del lavoro con i soldi dei lavoratori e dei pensionati. Come il solito, i tromboni (meglio le trombette) del governo si affrettano a dire che non c’è niente di vero in tutto questo, ma si sa che quando le notizie circolano con insistenza alla fine tutto si avvera. Le proposte vengono dal neo sottosegretario alla presidenza del consiglio e consigliere economico del presidente del consiglio. Tale Tommaso Nannicini, professore bocconiano probabilmente allievo del nefasto professor Monti. Tanto per capirci costui negli anni scorsi ha sviluppato, assieme a Tito Boeri attuale presidente dell’INPS, uno studio che preveda la possibilità di intaccare le pensioni attraverso contributi di solidarietà. I due professori affermano che grazie a questo tipo di gettito le entrate sarebbero limitate però “…sarebbe un flusso annuo destinato ad accompagnarci per svariati decenni…” . Il ciarlatano fiorentino non ha percorso questa strada poiché sarebbe stata eccessivamente impopolare, ma il suo consigliere economico professor Naccini (un nome che lavoratori e pensionati devono tenere a mente!) sta studiando altre sforbiciate alle pensioni mascherandole da misure atte a ridurre il cuneo fiscale. C’è tutto uno studio su tagli di contributi nei confronti delle aziende e dei lavoratori. In sostanza tagliando le contribuzioni INPS di lavoratori e aziende i primi vedrebbero aumentare il loro stipendio, le seconde avrebbero una riduzione del peso fiscale. Secondo i neo acquisiti FIAT de “la Repubblica” è questa una nuova misura che servirà a ridurre le tasse. Per altri invece il modello proposto dal professor Naccini avrà in futuro un influenza negativa sulle pensioni poiché a pagare in pratica, saranno i pensionati. Meno contributi che entrano equivalgono a un aumento del deficit INPS, quindi possibilità di tagli alle pensioni.

Al di la dei tecnicismi bisogna dire che siamo arrivati al fondo del barile. Questo governo nemmeno cerca di mascherare in qualche maniera il suo feeling con i tecnocrati capitalisti del governo europeo. Avevano tassato le pensioni d’invalidità e gli assegni di accompagnamento, ma il consiglio di stato ha detto che queste somme non possono essere sommate al reddito familiare. Quando la corte costituzionale ha stabilito che le somme tolte alle pensioni dall’infame governo Monti dovevano essere restituite l’hanno fatto una tantum in barba alla legge. Parlano e riparlano della “legge Fornero” ma nessuno ha mai provveduto ad abolirla. I ritocchi alle pensioni introdotti da una decina d’anni hanno tolto dalle tasche dei pensionati, da oggi al 2050, 960 miliardi di euro. Solo la riforma Fornero ha rubato ai pensionati attuali e futuri qualcosa come 320 miliardi di euro. Sono cifre queste calcolate dal ministero dell’economia.

Pensioni, sanità pubblica, scuola e università, scuole materne. Tutto questo si modifica in peggio. La casta politica, imperterrita, continua a festeggiare con i suoi stipendi faraonici e con i vitalizi da nababbi.

Morte allo stato borghese. La rivolta politica è l’unica strada percorribile.

 
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