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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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2 giugno: La festa della Repubblica Incostituzionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio PRETTO   
Lunedì 31 Maggio 2010

Il 2 giugno i connestabili dello stato borghese si ritroveranno per la sessantaquattresima volta sul palco di via dei Fori Imperiali a festeggiare la proclamazione della repubblica. In quella via dei Fori Imperiali dove una volta sfilava davanti al capo del governo la gioventù italiana ridendo e cantando. Quando eravamo più giovani, guardavamo alla televisione l’annuale sfilata di un esercito fatto di giovani che venivano dal popolo e cercavamo di non guardare i figuri della prima repubblica che gremivano il palco delle cosiddette autorità. Ora in via dei Fori Imperiali sfila un esercito di uomini pagati per scortare le truppe nord americane nelle loro aggressioni imperialiste.


Una repubblica incostituzionale abbiamo detto nel titolo e sinceramente di questa repubblica, della sua costituzione e dei suoi sedicenti statisti ce ne importa poco, ma mettiamoci per un momento nelle vesti dei cosiddetti “democratici” (solo per un momento e turandoci il naso). Anche un giovane studente ammaestrato all’inchino davanti alla costituzione repubblicana troverebbe materia per una tesi di laurea sull’incostituzionalità di questo stato. Nel caso leggesse la costituzione punto per punto, troverebbe che ciascuno degli oltre centoventi articoli fa a pugni con il comportamento di questa repubblica. Non ci interessa però fare uno studio su questa costituzione scopiazzata dallo statuto albertino ma vedere solo un paio di articoli che non vengono certamente applicati.
“L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo. . . “. Così recita il primo articolo. Se per democrazia s’intende libertà, allora certamente non ci siamo. Da anni chi non è politicamente corretto viene allontanato dai cosiddetti circuiti mediatici. Sia esso attore, regista, conduttore di trasmissioni politiche o giornalista. Nella parte finale della costituzione addirittura si proibisce la costituzione di un partito politico. Veramente democratico tutto ciò. E qualcuno oramai è stufo di sentire i pianti di ceri conduttori che alla fine dell’anno fanno capire che non li rivedremo più perché saranno epurati. Li sono e li rimangono a mangiare alle spalle del popolo e dei lavoratori. Fondata sul lavoro. Questo regime ha ereditato dal Fascismo tutto un impianto di stato sociale fatto di otto ore lavorative, salari minimi garantiti, pensione e assistenza sociale, maternità e infanzia, sanità e istruzione, bonifiche. Loro hanno saputo in circa sessanta anni dare ai lavoratori solamente lo statuto dei lavoratori, mentre negli ultimi vent’anni hanno iniziato a smantellare lo stato sociale e tutto il suo impianto. La sovranità appartiene al popolo. Ma quando mai! Il popolo non elegge il presidente della repubblica, il popolo non elegge il presidente del consiglio e dopo l’ultima riforma elettorale non legge nemmeno i parlamentari. L’articolo 11 della costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra. Balle! Dall’inizio degli anni ’90 l’Italia militare è passata dal ruolo di “ascaro” della NATO al ruolo di ruota di scorta all’esercito statunitense nelle guerre di aggressione imperialista. Prima guerra del golfo, bombardamenti alla popolazione civile dell’IRAQ, Kossovo, bombardamenti su Belgrado, aggressione all’Afghanistan, bombardamenti contro la popolazione civile afgana, aggressione al popolo e al governo legittimo iracheno, bombardamenti sulla popolazione irachena. Per non parlare del fatto che l’esercito italiano è pronto a seguire gli statunitensi in una loro eventuale avventura imperialista contro il legittimo governo della repubblica islamica dell’Iran.
L’articolo 46 della costituzione prevede la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende. Quest’articolo qualcuno lo voleva addirittura togliere perché non applicato e. . .non si sa mai che a qualcuno non venga in mente di applicarlo. 
Abbiamo visto solo tre articoli dai quali si può capire che, anche dal punto di vista di un “democratico” ammaestrato alla lettura e all’adorazione pedissequa della costituzione, questa repubblica “è incostituzionale”. Ma a questo punto siamo stufi di turarci il naso e quindi usciamo dalle vesti del “democratico” e, come l’interprete di “Via col vento” affermiamo che di questa repubblica:-“Francamente me ne infischio!”.

 

 
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