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“Isis”? Creatura dell’Occidente PDF Stampa E-mail

Dal n° 355 - Dicembre 2015

Scritto da Leonardo FONTE   

Gli episodi criminali di Parigi hanno ‘scosso’ l’Occidente liberalcapitalista e giudeo-plutocratico, elevando l’indice di paura tra la popolazione, il terrore, già in voga dopo quanto accaduto negli Usa nel 2011, paventando ed aumentando i parametri de lo scontro di civiltà “cristianesimo-islâm”, propeteudico al regime colonialista israeliano ed a quello statunitense, Nato inclusa.

I mezzi di comunicazione italioti, insieme ai giornalisti al servizio dei due schieramenti parlamentari del maggioritario, hanno fatto di tutto per sviare le già povere coscienze della massa peninsulare, affermando di tutto e di più, senza mai cercare di approfondire il fenomeno nella sua complessità e profondità.

Si confonde “isis” ed Islâm, si tace volutamente su chi, come e quando, ha favorito la nascita del così detto “califfato”, chi lo arma, chi lo finanzia e, sopra tutto, a chi giova tale fenomeno ed a chi nuoce nella realtà. A onor di cronaca bisogna iniziare a dire che, oltre a tanti ‘irregolari’ e ‘volontari’, i ranghi della forza del ‘califfato’ sono costituiti da buona parte di ciò che è rimasto delle forze armate dell’ex regime di Saddam Hussein, regalo delle politiche dei ‘falchi’ della destra conservatrice Usa di Bush jr. L’ “isis” è il ‘geniale’ lascito della conduzione delle politiche estere - insensate e predatorie - condotte dalle forze anglo-europee.

Noi non sappiamo cosa ha mosso realmente la follia omicida di tali banditi che hanno agito a Parigi, chi ne ha armato la mano, quali giuochi ed interessi ci siano dietro, quali potenze e quali servizi segreti. O se invasati neosaladini intenti a spianare una nuova Crociata.

È saputo e risaputo che ab origine l’Occidente alleato e sodale dell’entità sionista, insieme ai regimi sauditi, la Turchia, hanno favorito la esponenziale crescita dell’ “isis” - nata sulle ceneri dei disastri compiuti da Usa ed Europa in Iraq, Libia, Maghreb, Afghanistan etc. - al fine di destabilizzare il trangolo sciita caratterizzato dalla salda alleanza politico-spirituale de Repubblica Islamica dell’Iran-Hezbollah libanese-Siria, di fatto cuneo divergente, sia sul piano politico, di visione del mondo, agli interessi geopolitici e geoeconomici, oltrechè guerrafondai e criminali, mercantili ed affaristici, portati avanti dalle politiche espansionistiche poste unilateralmente, a dispetto di qualsiasi rispetto di terze sovranità nazionali e popolari, da centri di potere multinazionali, bancari, finanziari e militari di Stati Uniti, della Nato, dell’entità giudaica e dagli utili idioti, servi e vassalli, europei.

Lo smantellamento del potere di Gheddafi in Libia è il classico esempio della stupidità a 360 gradi dei paesi dell’unione europea.

Come accaduto per gli episodi del 2011, per quelli di Londra e di Madrid, come gli ultimi di Parigi, si pone, corpulenta, la domanda: l’eccidio di Parigi, a chi giova, a chi ha giovato?

Per gli episodi precedenti la risposta la abbiamo già e risiede nell’ordine cronologico dei fatti accaduti.

Guerre su guerre, reali ed a bassa intensità, innescate continuamente, morti innocenti a centinaia di migliaia, carni straziate per favorire gli ammodernamenti degli arsenali delle grandi potenze industriali ed i bottini delle industrie annesse: tutto questo hanno causato tali episodi, che hanno giuocato a favore dei soliti noti, agli “amici degli amici”. L’ipocrisia dell’Occidente, il vile budello italiota, l’individualismo borghese delle masse imputridite dei paesi ‘democratici’ e liberali ne hanno preso atto? hanno pianto per le carneficine verificatesi all’esterno dell’Occidente capitalistico e mercantile? si sono fermate un attimo per capire quanto accuduto? no!

È spuntato come un fungo l’ “isis”, così come ieri “al quaeda” ed osama bin laden, stessa strategia, stessi attori. Se ieri nella tela del ragno, nel catino afghano - nell’Ottocento le conseguenze di tale aggressione le subirono l’Inghilterra colonialista e la Russia degli Zar (1) -, causa la ‘genialità’ dei boureau Usa, come descritto dall’ebreo Brzezisnki ne “La grande scacchiera” (2), è stato intrappolato e fatto implodere l’ex regime sovietico, oggi gli attori presenti nello scacchiere geopolitico mediorientale, diversi con interessi diversi, piani diversi più o meno criminali, muovono le fila, giuocano, per indebolire l’Asse Iran-Siria-Hezbollah, allentare la presa ai fianchi dei sionisti, impossessarsi di preziose risorse energetiche e di importanti snodi commerciali utili alla futura espansione imperialista e neocoloniale. Gli ‘analisti’ del Global Research, specificamente il sociologo canadese M. Darius Nazemroaya, si chiedono se via sia un parallelo tra quanto scritto a suo tempo da Brzezinski e la attuale spartizione del Medio Oriente.Ne “La grande scacchiera”, “l’ex consigliere del presidente Carter (Brzezinski, ndr) per la Sicurezza Nazionale, tra i fondatori della Trilateral Commission, allude al M.O. come una sorta di leva di controllo della vasta area strategica che chiama Eurasian Balkans, una fascia che abbraccia porzioni del Sud Europa (una contingenza la chiamata nella NATO della Macedonia?, ndr), come Turchia e Caucaso, l’Asia Centrale e parti dell’Asia Meridionale, accanto a Golfo Persico e Medio Oriente, appunto. Paesi quasi tutti appartenenti al mondo musulmano. Definirli Balcani d’Eurasia già evocava conflitti etnico-religiosi e rivalità”.Quella della spartizione del Medio Oriente è una vecchia storia, iniziata con la distruzione dell’Impero Ottomano e l’accordo Sykes-Picot fra inglesi e francesi che nel 1916 segnò i confini attuali prevedendo le rispettive zone d’influenza. E quanti guai hanno provocato e continuano a provocare le potenze coloniali, bravi a disegnare col righello, intriso d’usura, confini artificiali lo sottolinea ulteriormente la carneficina che ha interessato la ex Jugoslavia nello scorso secolo.

E l’entità sionista? Direttamente o indirettamente anch’essa affonda i suoi tentacoli nella vicenda. Al di là di visioni complottiste o posizioni preconcette, israele insieme agli interessi di strutture sovragovernative, dedite al commercio di armi, di petrolio e di controllo strategico nell’area, è l’unica organizzazione statuale a poter raffozzarsi da una eventuale vittoria del ‘califfato’ e del disfacimento della Siria di Assad e dell’Iraq a conduzione sciita.

La Siria di Assad era un cuneo, un nemico mortale di israele, i suoi territori ricchi di petrolio, al centro di un importante scacchiere geografico, così come l’Iraq, in aree diverse la Libia e l’Afghanistan, una fonte di grande interesse per chi gioca armi alla mano al dominio.

Riporta l’ ‘underblog’ del quotidiano “la stampa”: “Continuazione della strategia britannica nel M.O. fu lo Ynon Plan del 1982, antico piano strategico israeliano «per assicurare la superiorità regionale di Israele», sempre preoccupata per la sua sopravvivenza. Vi si insisteva sulla necessità per Israele di riconfigurare il suo contesto politico attraverso la balcanizzazione degli Stati arabi (sottolineatura nostra, ndr) in stati più piccoli e più deboli. E si pianificava fra l’altro la divisione dell’Iraq in uno stato Curdo e due Stati arabi, sciita e sunnita”.

Ci suona strano come nel periodo della sua attività, e sono più mesi, l’ “isis” non abbia mai posto un epiteto contro il “grande satana” sionista, né prefigurato qualche azione offensiva o altro che avrebbe in ogni caso trovato la approvazione della grande, pur se diversa e divisa, galassia islamica.

Tornando agli episodi di Parigi, ci sembra interessante indirizzare l’attenzione dei Lettori su due episodi che non hanno trovato cassa di risonanza, pur marginale, nei grandi media. In Italia molto interessati a mantenere il velo su tali scenari, sopra tutto giornali e televisioni schierati con la destra veteronazionalista, filoatlantica e sionista, xenofoba e patriottarda, intenta a evocare lo “scontro di civiltà”, la islamofobia, quest’ultima focolare di consensi tra i tanti ignoranti, limitati cerebrali, che non vedono oltre la punta dell’indice d’una mano.

Alcune fonti riportano la notizia che mesi precedenti all’attentato la comunità ebraica francese era stata più volte informata di un attacco imminente nel Paese.A sottolinearne la veridicità una nota del giornalista franco-israeliano dalla doppia nazionalità, Jonathan-Simon Sellem, con la notizia apparsa sul “The times of Israel”.

Sempre in Francia, in una intervista televisiva realizzata nell’agosto del 2014 dalla signora L. Haim al premier Netanyahu lo stesso, in maniera verosimilmente ‘profetica’, affermava: “il terrorismo arriverà in Francia se non sarete solidali con israele”.Avvertimento?

Di indizi ce ne sarebbero e più d’uno. Qualche settimana fa i sionisti hanno lanciato strali all’unione europea (ogni tanto costoro ne azzeccano una) la quale chiedeva la etichettatura dei prodotti israeliani importati e proveniente dai territori sottratti ai palestinesi.

Un sito turco, Islam Invitation Turkey, noi non sappiamo quanto sia autorevole o attendibile (diffidiamo personalmente e molto della cronaca, delle notizie, sparse dai web ove spesso non se ne conosce i fini, chi scrive, chi ci sta dietro, l’indirizzo politico, le prerogative, se serve per depistare le coscienze, di che livello siano le bufale riportate, se per pubblicità, se per un senso di disperazione che rasenta l’alienazione; a parte il fatto che in origine è stata uno strumento partorito dai nostri Nemici al fine del …controllo! non lo dimenticate!) tale fonte, lo scorso 16 luglio ha pubblicato un documento (reale? falso?) dell’agenzia statunitense NSA (sarebbero i famosi documenti trafugati e resi pubblici da Edward Snowden) in cui si legge che “Abu Bakr al-Baghdadi, il ‘neocaliffo’ a capo dell’isis, ha avuto un intensivo addestramento militare per un anno intero a cura del Mossad. Oltre a diversi corsi di teologia e di oratoria in pubblico”. Diversi indizi potrebbero condurre a una prova certa…

Nel cercare di comprendere tal fenomeno, vista la complessità insita all’interno della questione mediorientale, le morti di Parigi, come le tante verificatesi nel M.O., in Africa, in Asia Centrale come nei Balcani, bisogna essere molto cauti. Seri e responsabili.

Per decenni gli Stati Uniti d’America e i loro ‘satelliti’, paesi alleati e accomunati all’interno della Nato ed organizzazioni simili, hanno fatto e disfatto in ogni luogo del pianeta, causando una cifra molto considerevole di morti e vittime innocenti tra la popolazione civile. Non scordiamo l’America Latina, autentico mattatoio di casa, il “cortile dello zio Sam” come lo ha definito il semiologo ebreo-liberal Noam Chomsky, ove tra gli anni ‘60 e ‘90 del secolo scorso le vittime dei giuochi delle agenzie di spionaggio Usa si sono susseguite numerose.

I morti di Parigi, come quelli di Beirut e nel cielo del Sinai, hanno avuto un crudele destino, causa lo sporco giuoco diretto alla predazione ed alla spoliazione di beni naturali che dovrebbero appartenere ai Popoli e non a ristretti centri di potere oligarchici e criminali, gestiti dai soliti noti che usano solo cianciare del benessere, della civiltà (quale?), della libertà (quale?) e della democrazia (gestita dai loschi traffici mercantili) dell’Occidente. E non usiamo questo termine quale espressione geografica, bensì come insieme di interessi capitalistici ed oligopolistici gestiti da organizzazioni non governative e/o popolari.

Vittime del giuoco posto sulla grande scacchiera da parte dei nuovi predoni neocolonialistici e imperialisti, di mire ed egemonie espansionistiche ancora in essere, le quali in modo egoistico ed altamente strafottente emarginano i destini dei popoli e la loro civile e pacifica convivenza.

Il marchio miope e ingordo, vorace, impresso dalle potenze coloniali ancora oggi si perpetua in forme diverse. Tale miopia unita alla forsennata e continua corsa all’accaparramento dei beni energetici, nel segno del dividi et impera ha alimentato ancora guerre e guerriglie, destabilizzazioni, fomentato ed aizzato scontri etnici, ha generato… il “califfato”.Continua a generare morte.

L’Europa che politicamente non c’è ha colpe considerevoli in tali situazioni. L’Europa a traino degli interessi israelo-statunitensi nell’area non ha futuro nei destini del M.O.; così come non ha futuro una Europa legata alle politiche oppressive del FMI, della banca mondiale, del WTO e delle organizzazioni paramassoniche.Una Europa forte ed indipendente, scevra dalla tirannia mercantilistica, potrebbe essere l’àncora di salvezza per i popoli del M.O., dell’Africa del Nord e dell’Asia Centrale, di parte del continente africano, utile alla pace, alla prosperità, ai liberi scambi commerciali, al benessere dei popoli. In tal modo non vedremo più barconi saturi di carne umana, di disperati, da usare e sfruttare per fini più o meno illeciti, con tutto quanto ne deriva. Prioritariamente non sentiremmo più da parte dei politici nostrani espressioni sciocche, fuori luogo, intrise di scarsa conoscenza, di ignoranza, dirette a soffiare nel fuoco della guerra ai fini di raccattare consensi elettorali… Salvini della Lega docet!

In conclusione: perché “isis” creazione dell’Occidente?

Poichè ad esso funzionale e dalle scelte e dagli errori di esso è stato generato, allevato e condotto per generare caos e distruzione.

 

1) sull’argomento consideriamo interessante e per certi versi ‘straordinaria’ e ‘suggestiva’ la lettura de “Il Grande Gioco” di Peter Hopkirk, Adelphi, Milano 2010. Per una più articolata comprensione della cultura, degli avvenimenti, della vita, delle genti di parti del M.O.e dell’Asia Centrale invitiamo alla lettura de “La via per l’Oxiana”, di R.Byron, Adelphi, Milano 2000;

2) Z.Brzezinski, “La Grande Scacchiera. Il mondo e la politica nell’era della supremazia americana”, Longanesi, Milano 1997;

3) Noam Chomsky, “I cortili dello Zio Sam. Gli obiettivi della politica estera americana dal Vecchio al Nuovo continente”, Gamberetti Editore, Roma 1995

 
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