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JE NE SUIS PAS CHARLIE – JE NE SUIS PAS MANIPULÉ [Io non sono Charlie – Non sono manipolato] PDF Stampa E-mail

Dal n° 347 - Gennaio - febbraio 2015

Scritto da Pio DE MARTIN   

Enrico Galoppini ha scritto saggiamente: Io non sono Charlie – Non sono manipolato. Quest’Occidente è alla frutta, perso nel suo nichilismo di cui quel giornale “satirico” è un indicatore eccellente e preoccupante. Chi architetta queste situazioni conosce bene la psiche umana e la psicologia collettiva. Chiunque, anche nella cerchia delle proprie conoscenze avrà notato, persino tra persone nient’affatto banali, un fenomeno di regressione psichica che fa aderire in qualche modo alla canea antislamica anche chi, in condizioni normali, se ne sarebbe dissociato. Creazione di consenso per la guerra mediorientale nella quale vogliono avvilupparci a tutti i costi, e continuo stato d’allerta per le “quinte colonne islamiche”. Parigi, 7 gennaio 2015. Un commando di almeno tre fanatici islamici – secondo i media – entra nella sede del settimanale “satirico” Charlie Hebdo ed uccide numerose persone, il direttore, i redattori (fra i quali l’economista atipico Bernard Maris) e, all’esterno, due poliziotti, in totale 12.

A due settimane dai fatti, permangono molti punti oscuri: perché non sono state rese note le immagini degli uccisi? Perché proprio in quei momenti, sul tetto o su un terrazzo d’uno dei fabbricati circostanti un giornalista israeliano, Amchai Stein, vicedirettore della rete israeliana IBA Channel 1, era lì, pronto a registrare in video gli uccisori usciti all’esterno, prima di sparare ai poliziotti e scappare (come fa un commando militare, non come fanno i jihadisti)? Prima di salire sull’auto che avevano lasciato in mezzo alla strada (!?) uno dei due sembra che spari alla testa di un poliziotto già a terra, ma a ben guardare l’arma non è puntata alla testa, che se fosse stata colpita avrebbe schizzato sangue all’intorno, sangue che non si vede nel filmato. Un commissario di polizia, Helric Fredou, incaricato delle indagini sul caso, “si uccide”, così è la versione ufficiale, la notte di giovedì 8 gennaio...

I Grandi Ipocriti

Com’era da aspettarsi, subito dopo parte il can-can mediatico-politico, con tanto di lancio di parola d’ordine Je suis Charlie (Io sono Charlie), subito adottata dai Grandi Ipocriti del Bel Paese, lanciatisi alla difesa della libertà d’espressione: Galli della Loggia, Cazzullo, Pierluigi Battista (nel CdS Corriere di Sion, più noto come Corriere della Sera); Umberto Eco, Roberto Saviano (la Repubblica); Anna Foa, Luca Miele, Geronico, Tarquinio (nel quotidiano giudaico-cristiano Avvenire); Il Fatto Quotidiano addirittura ha il vignettista Disegni discepolo ed amico del pornografo di Charlie, Wolinski, e distribuisce in allegato copie di Charlie Hebdo; Sallusti, Biloslavo, Cervi, Feltri (il Giornale). Quest’ultimo, dopo un titolo che è tutto un programma (“Il dialogo con l’islam è impossibile”), ha tuttavia inserito poche righe che segnaliamo: “Sappiamo che certe iniziative belliche sono state assunte dagli Stati Uniti e alleati non con finalità umanitarie, bensì economiche [Feltri “dimentica”, non a caso, l’entità a cui tornavano più utili tali guerre: “Israele”]: per vari lustri l’obiettivo non era liberare i popoli oppressi da satrapie ed esportare la democrazia tra gente che non sa nemmeno cosa sia [o forse lo sa fin troppo bene, visto com’è l’occidente, e non la vuole], bensì per succhiare petrolio e controllare (male) il mondo. Ciò che accade oggi è la conseguenza di quanto accaduto in passato”.

Ma, anziché attardarsi a cercare di capire i punti oscuri della vicenda, occorre, a nostro avviso, far conoscere alla gente:

  1. a) Ron Paul, ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti: “nello stesso giorno dell’uccisione di 17 persone a Parigi, 50 civili sono stati uccisi in Siria da un bombardamento USA” (http://Thenewsdoctors.com/do-you-believe-it-was)
  2. b) soltanto sei mesi fa, nel luglio-agosto 2014, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu - che alla sfilata dell’11 gennaio scorso a Parigi pro-Charlie Hebdo, sgomitava per arrivare in prima fila – ordinava – impunito - all’esercito l’ennesima aggressione contro i Palestinesi rinchiusi nel campo di concentramento che è Gaza, uccidendone 2016, tra i quali 541 bambini, 250 donne, 95 anziani, 17 giornalisti, per i quali non vi sono state sfilate dei Soliti Ipocriti; al contrario, in tali giornate, proprio il presidente Hollande ha proibito manifestazioni in Francia a favore del martoriato popolo palestinese (la giornalista ed analista politica Chafsa Kara Mustapha: Netanyahu guilty of killing 17 Palestinian journalists, in: rt.com/shows/crosstalk/222303-paris-terror-extremists-france);

“no se haya derramado làgrima alguna por los miles de hombres, mujeres y niños palestinos martirizados hace pocos meses atràs; o por los millones asesinados y heridos por EEUU [Estados Unidos] y sus aliados de la OTAN [=NATO], en Irak, Libia, Siria, Afganistàn y Pakistàn (13.1.2015 Adrian Salbuchi: “Charlie Hebdo, déja-vu...” http://actualidad.rt.com/opinion/salbuchi/163063-charlie-hebdo-deja-vu). (A proposito della sfilata a Parigi di domenica 11 gennaio, alla quale hanno partecipato capi di stato, primi ministri ed alti funzionari di oltre 40 stati, che rappresentavano in pratica la NATO ed il Sionismo, secondo i media vi ha preso parte anche il ministro degli Esteri russo, Lavrov, a riconfermare l’ambiguo ruolo della Russia di Putin nei confronti degli atlantici, che pure la stanno colpendo con sanzioni e quant’altro; non parliamo dei suoi rapporti con la Siria, dal 2011 sottoposta ad un massiccio attacco da parte di oltre 200.000 mercenari e takfiristi in maggioranza stranieri, col supporto, tra gli altri, di ufficiali e militari francesi per es. a Baba Amr nel distretto di Homs nel 2012 [13.1.2015 G.Cattaneo:”Francesi coi terroristi in Siria, segreto che inchioda Hollande]; maggio 2013: Mosca è sul punto di spedire alla Siria sofisticati missili anti-aerei S-300 (Corriere.it); agosto 2013: la Russia ha sospeso le forniture di missili S-300 alla Siria (analisidifesa.it/ 2013/08/la-russia-ha-sospeso-la-fornitura-di-missili-S-300-alla-siria). L’ondivago Putin è forse condizionato da “Israele”, dove sono emigrati negli anni la bellezza di un milione di ebrei dalla Russia, o c’è dell’altro?

Circa la “sfilata” dell’11 gennaio a Parigi:

“I Governanti guidavano la marcia funebre a Parigi? Niente affatto! Tutti abbiamo avuto l’impressione che la grande marcia di Parigi fosse stata guidata dai capi di stato di tutto il mondo. Ma è stata una messinscena che ha ingannato il pubblico mondiale. Le cose si sono svolte in tutt’altro modo. Come da subito vi avevamo rivelato su Pandora TV. I leader si sono incontrati circa un’ora prima della marcia. Hanno fatto un servizio fotografico. Hanno camminato, isolati e protetti dai servizi di sicurezza, per qualche centinaio di metri, si sono abbracciati e salutati. Insomma hanno recitato la loro parte. Poi si sono allontanati nelle loro macchine, prima che arrivasse la folla. Questo è lo spettacolo che è stato confezionato per il grande pubblico. La manipolazione dei sentimenti popolari raramente ha raggiunto livelli paragonabili a questo” (http://www.pandoratv.it/?p=2651)

 

  1. 1) stragi efferate – con molti più morti che a Parigi – vengono perpetrate quasi ogni settimana in Iraq, in Afghanistan, Pakistan, Libia, Siria, Yemen, ove gran parte degli uccisi sono civili musulmani, mentre gli uccisori sono a volte musulmani come quelli di Parigi, spesso sono cristiani statunitensi (che includono sia decine di migliaia di mercenari senza legge quali quelli pagati dalla Blackwater ora ridenominatasi Academy; sia quelli che da oltre Atlantico comandano elettronicamente i bombardamenti con gli aerei senza pilota), britannici, francesi; senza dimenticare gli israeliani, che addirittura hanno usato l’arma nucleare tattica nel maggio 2013 a Jamraya presso Damasco e presso il monte Quasioun (ved. “Avanguardia”, Giugno 2013: “Bombardamenti israeliani presso Damasco...”). Per quei morti non vi sono campagne mediatiche da parte della Prostitute-Press;
  2. 2) i governi di Obama, Cameron, Hollande (il sinistro “Olanda” della nota tribù, confratello del destro Nicholas Sarkozy, suo predecessore) hanno armato le bande che uccidono civili e militari del regolare esercito della Repubblica Araba di Siria; il piripicchio Renzi li appoggia anche nelle sanzioni che colpiscono tutto il popolo siriano che nulla ha fatto di male contro il Bel Paese. Li appoggia, verosimilmente, perché è sostenuto finanziariamente dai soliti banchieri che riempiono di dollari Obama e gran parte dei deputati e senatori degli USA.

 

Osserva lucidamente Tony Cartalucci: “Nel recente attacco a Parigi, i canards, le fandonie quali “libertà di parola”, “condanna dell’islam radicale”, “tolleranza”, “estremismo”, sono stati posti al centro dell’attenzione, mettendo in disparte il fatto che i terroristi che hanno messo a segno l’attacco sono stati a lungo non al guinzaglio di “estremisti islamici” ma di servizi segreti occidentali, combattendo una guerra per procura per gli occidentali, quali membri di una forza mercenaria, ben finanziata, armata, addestrata, forza che è stata una componente essenziale della politica estera occidentale.

Davvero, Al Quaeda e le sue varie successive denominazioni (ISIL, ISIS, IS) non sono la creazione di “estremismo islamico”, ma piuttosto costituiscono la politica estera degli Stati dell’occidente che usano “l’estremismo” come mezzo per indottrinare la base, ma solo con lo scopo di essere al servizio di un’agenda interamente occidentale.

Fino ad oggi, gli Stati Uniti, i suoi partner NATO inclusa la Turchia, e partner regionali inclusi Israele, Arabia Saudita e Qatar, stanno armando, finanziando, accogliendo, addestrando, e per altri aspetti avallando la continua presenza di questi “estremisti islamici” sia in Siria ed in Iraq che lungo i confini di questi due Stati. In realtà, senza il sostegno da parte degli occidentali, “riciclato” attraverso le autocrazie del Golfo Persico, non si parlerebbe di “estremismo islamico”. Focalizzare sull’ “estremismo islamico” come causa, piuttosto che come mezzo usato dai veri perpetratori di questa campagna globale di terrorismo sanzionato dall’occidente, significa non solo perpetuare tali fandonie, ma invitare la continuazione di questo terrorismo che ci ha scioccato e sconvolto. Molti dei tiratori o bombers coinvolti nella lunga linea di attacchi domestici sospetti eseguiti dalla moderna rete “stay behind” della NATO vengono uccisi a vista, o imprigionati e dimenticati.

La natura espansiva di questa rete e la minaccia che pone alla stabilità globale dovrebbero essere al centro del dibattito sull’attacco a Parigi – non le asserite convinzioni, religione o presunte agende degli assalitori che, proprio come i loro predecessori della Guerra Fredda, erano null’altro che vittime designate e pedine di un gioco molto più vasto. (8.1.2015 Tony Cartalucci: Paris Shooters Just Returned from NATO’s Proxy War in Syria – http://www.globalresearch.ca/ paris-shooters-just-returned-from-natos-proxy-war-in-syria/5423517).

Al Quaeda organizzata da USA-NATO-Israele

Più in dettaglio, Al Quaeda è stata premeditatamente organizzata e diretta dagli Stati Uniti, Arabia Saudita ed Israele, da impegnare in battaglie regionali contro l’Iran e l’arco dei suoi alleati che include la Siria, Hezbollah in Libano ed ora apparentemente l’Iraq. Una mossa similare si ebbe nel Nord Africa durante la guerra della NATO contro la Libia, nel 2011.

Prima di ciò, negli anni Ottanta, il servizio segreto americano, CIA, creò Al Quaeda inizialmente per combattere una guerra per procura contro l’Unione Sovietica in Afghanistan.

Il più recente utilizzo di Al Quaeda (negli anni Duemila) è stato svelato dal giornalista Seymour Hersh (vincitore di Premio Pulitzer) nel suo articolo del 2007 intitolato “The Redirection: Is the Administration’s new policy benefiting our enemies in the war on terrorism?”, nel quale venne esplicitamente dichiarato: “Per scalzare l’Iran, che è in prevalenza Sciita, l’amministrazione Bush ha deciso, in effetti, di riconfigurare le sue priorità nel Medio Oriente. Per quanto riguarda il Libano, l’amministrazione ha cooperato con il governo dell’Arabia Saudita (i Sauditi sono Sunniti) in operazioni clandestine tese ad indebolire Hezbollah, l’organizzazione Sciita sostenuta dall’Iran. Gli Stati Uniti hanno inoltre preso parte ad operazioni clandestine contro l’Iran e la sua alleata Siria. Un by-product di queste attività sono stati il sostegno a gruppi estremisti Sunniti che sposano una visione militante dell’Islam e sono ostili verso gli USA e solidali con Al Quaeda”.

Il governo Hollande ha finanziato le milizie terroriste in Siria

Ora, questi “gruppi estremisti che sposano una visione militante dell’Islam” e che sono solidali con Al Quaeda, corrono liberi in Francia versando sangue francese, con una inesauribile fornitura di armi e denaro grazie in parte allo stesso governo francese

[21.8.2014 Il presidente francese François Hollande giovedì ha dichiarato che la Francia “pochi mesi fa” ha inviato armi ai ribelli che combattono il regime siriano di Bashar al-Assad www.france24.com/en/ 20140821-france-arms-syria-rebels-hollande; Alesandro Aramu: “Quegli ufficiali francesi nella roccaforte dei terroristi in Siria” OndaSud 8.1.2015] e con anni di esperienza di combattimento nelle guerre per procura di Parigi e degli altri membri della NATO combattendo per loro ovunque dalla Libia alla Siria. (8.1.2015 Tony Cartalucci: A Timeline: Where Did the Paris Shooters Get Their Weapons? www.globalresearch.ca/a-timeline-where-did-the-paris-shooters-get-their-weapons/5423445).

L’ISIL (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) poi ridenominatosi ISIS, poi IS Stato Islamico, è alleato del governo USA sia in Siria che in Iraq (Thierry Meyssan, dal suo punto di osservazione “privilegiato” a Damasco, asserisce che il territorio della Repubblica di Siria è ormai ridotto ad un terzo di quello ante aggressione del 2011).

Il quartier generale, nella enorme sede dell’ambasciata USA a Baghdad, sovraintende ai lanci di armi, cibo, medicinali. La strategia degli Stati Uniti in Iraq è di prolungare la “guerra” contro l’ISIL per assicurarsi il permanere delle basi militari americane in Iraq, a cui era contrario il presidente iracheno Maliki, pertanto deposto su pressione dei buoni yankee, anche, se non soprattutto, per averli spinti a lasciare il paese entro il 2011.

 

Come Al Quaeda nei Balcani negli anni Novanta, ISIL è l’ultimo terrore mercenario sul terreno che combatte la guerra per procura degli Stati Uniti in Siria contro le forze di Bashar al-Assad.; poi sette mesi fa, quando l’ISIL invase l’Iraq, esso creò la scusa perfetta affinché gli USA potessero dispiegare un’altra volta loro truppe, rimuovere il fantoccio degli USA Melawi, preparare il terreno per balcanizzare l’Iraq in tre entità separate (Kurdi, Sciiti e Sunniti) e combattere una falsa guerra contro l’ISIL (IS), abbastanza lunga da riottenere un punto d’appoggio militare nel paese, con l’obiettivo generale di destabilizzare l’intera regione. Invece di estromettere l’ISIL dalla Siria, negli ultimi mesi bombardamenti aerei israeliani e statunitensi hanno distrutto infrastrutture siriane, raffinerie di petrolio e silos con prodotti alimentari, con ciò colpendo il popolo siriano, e non il cosiddetto nemico, l’ISIL. (8.1.2015 Joachim Hagopian: Just as the Islamic State (ISIL) Gets Exposed as a Fake US Enemy, A’Wag the Dog’ Terrorist Attack in Paris? http://globalresearch.ca/just-as-isil-gets-exposed-as-a-fake-us-enemy-a-wag-the-dog-terrorist-attack-in-paris/5423523).

Gli islamisti denunciati a Parigi, ma finanziati e armati in Libia, Siria, Mali...

 

Osserva il belga Luc Michel: Parigi riceve oggi come un boomerang i frutti velenosi della sua politica irresponsabile in Medio Oriente. Il dossier dei jihadisti francesi, così come quelli provenienti dalla UE, illustrano tragicamente la politica incoerente della NATO verso gli islamisti radicali (..) Denunciati a Bruxelles e a Parigi. Combattuti in Afghanistan. Ma finanziati e armati come alleati e come fanteria coloniale della NATO in Libia, Siria, Mali, o nel Caucaso contro la Russia. L’attivismo terrorista dei jihadisti nel Sahel e nel Maghreb, come in Africa subsahariana e in Europa, , è la conseguenza di un segnale forte ed estremamente irresponsabile, dato più di tre anni fa dagli Stati Uniti e dalla NATO: la collaborazione dei servizi speciali della NATO e soprattutto della CIA, dei francesi e degli inglesi, con i leader di Al Quaeda e dell’AQIM, il suo ramo nordafricano, in Libia, in Siria e in Algeria. Quindi in quest’attentato, Parigi – con Sarkozy in Libia e con Sarkozy e Hollande in Siria – ha una responsabilità molto pesante.

I turchi hanno lasciato passare jihadisti belgi minorenni malgrado gli avvertimenti dei genitori; peggio, hanno arrestato le madri dei minorenni al loro arrivo ad Istambul (..) Sono i servizi turchi che organizzano le filiere jihadiste fino in Siria. Comprese le infrastrutture logistiche – armi, ospedali, denaro, viveri – alle frontiere siro-turche.E gli islamisti di Erdogan lo hanno fatto d’accordo con certi servizi della NATO, fra cui quelli francesi (..) Il leader turco è di casa a Bruxelles e a Berlino (CDU-CSU della Merkel). L’AKP di Erdogan è membro del Partito Popolare Europeo, che raggruppa la Democrazia-Cristiana della UE.

(Luc Michel: L’attentato è “danno collaterale” della sporca guerra degli occidentali in Libia e Siria, 13.1.2015. “L’Exemple Belge. Comment les institutions belges et les medias mentent sul les djihadistes!” 1.12.2014 (http://lucmichel.net/2014/12/01/eode-press-office-conference-de-damas-luc-michel-lexemple-belge-comment-les-institutions-belges-et-les-medias).

Consiglieri israeliani e statunitensi nell’ISIS (IS) – Il saccheggio della Siria

Come Luc Michel, anche Gordon Duff, già nei servizi segreti USA ed attualmente analista politico-militare alquanto critico con le amministrazioni statunitensi, ha partecipato a fine novembre-inizio dicembre 2014, a Damasco, alla conferenza sul terrorismo e l’estremismo religioso, ed ha avuto modo di conversare con ufficiali siriani. Questi gli hanno fatto notare che non tutti sono in grado di manovrare pezzi di artiglieria mobile o veicoli corazzati. Ma i guerriglieri dell’ISIS (IS) non hanno problemi in tal senso, né nell’acquistare missili Stinger per abbattere aerei. I siriani sono dell’avviso che l’ISIS sia “servito” da consiglieri israeliani e statunitensi. Un’area-chiave di ciò che appare essere cooperazione tacita tra lo Stato Islamico e la NATO, ossia la Turchia, si vede nel saccheggio della Siria. Come con il Libano, la Turchia mantiene confini ben difesi. Comunque, vi sono prove più che adeguate, che ogni volta che l’ISIS entra in qualche zona della Siria o dell’Iraq, i turchi li seguono a non molta distanza. Come locuste, colonne di pesanti autocarri, con genieri ed equipaggiamenti raggiungono l’ISIS, rubando ogni cosa di valore. Immaginatevi un centinaio di autocarri pesanti che portano via dalla Siria o dall’Iraq una fabbrica per l’assemblaggio di automobili, intere sedi bancarie, denaro, computer, forzieri, nonché pezzi d’antiquariato che prendono la via di Londra, Nuova York e Parigi per essere messi all’asta.

Città depredate, musei depredati, banche depredate.

ISIS. Possiamo definirlo “Stato Non Molto Islamico”?Ciò che sembrano avere sono amici, gente che dà loro notizie di intelligence, foto satellitari, gente che insegna loro ad operare con complessi sistemi d’arma americani... Ciò che hanno inoltre sono partner in affari, partner che chiaramente sono al di sopra della legge. Chi ha quel tipo di influenza ?

Secondo Duff, la vera via meridionale dei rifornimenti per l’ISIS va da Tel Aviv-Haifa (Israele) ad Amman (Giordania) a Ramadi (Iraq). Un’altra via è dall’Arabia Saudita. (3.1.2015 Gordon Duff: Something Strange About ISIS, in New Eastern Outlook - http://journal-neo.org/author/gordon-duff; http://www.veteranstoday.com/).

Il Réseau Voltaire, voce libera, voce scomoda

Charlie Hebdo – segnala il Réseau Voltaire nella stessa data dell’attentato – era stato creato nel 1992, ufficialmente da Philippe Val, Gébé, Cabu e Renaud, ufficiosamente dal presidente francese François Mitterrand con fondi segreti dell’Eliseo, la presidenza della République. Charlie Hebdo attribuiva gli attentati dell’11 settembre ad Al-Quaida lanciandosi in una violenta campagna anti-islamica. Al contrario, il Réseau Voltaire dimostrò l’impossibilità della versione ufficiale accusando una fazione della lobby militare-industriale degli Stati Uniti. Infine, nel 2007, il direttore di Charlie Hebdo si riaccostava al presidente Sarkozy, invece costui dava istruzioni per eliminare il presidente del Réseau Voltaire [Thierry Meyssan], che si è autoesiliato. (7.1.2015 Attentat à Charlie Hebdo www.voltairenet.org/article186406.html). Meyssan, anche in esilio, resta una voce scomoda per il potere. Ecco che, quando è in Libia nel 2011 per denunciare i crimini della NATO, l’ultra-sionista Bernardo Valli della Repubblica debenedettiana lo attacca; analogamente, il Corsera degli Elkann, 17.1.2015, cerca di ridicolizzare le sue tesi sull’11 Settembre 2001 (esposte nel libro “L’incredibile menzogna – Nessun aereo è caduto sul Pentagono”, Roma, Fandango Ed., 2002) apprezzate da sempre più persone in tutto il globo; e sui mandanti degli uccisori a Parigi.

Charlie Hebdo ha fatto spesso satira “antisemita”, come afferma il prof. D. Calimani?

Dario Calimani, ordinario di Letteratura inglese all’Università di Ca’ Foscari-Venezia, ha scritto che “Spesso Charlie Hebdo ha fatto satira antisemita, e per questo il giornale mi può stare poco simpatico; magari ha anche confuso e prodotto confusione tra ebrei e Israeliani, e non ha certo fatto divulgazione culturale obiettiva...” (Il Gazzettino, Venezia, 14.1.2015).

Spesso ha fatto satira antisemita” ? Non si direbbe proprio, secondo quanto scrive Diana Johnstone: “... La libertà di stampa è anche libertà di essere volgari e stupidi di volta in volta. Charlie Hebdo non era in realtà un modello di libertà di parola. E ha finito, come gran parte dei sostenitori dei “diritti umani di sinistra”, per difendere le guerre condotte dagli Stati Uniti contro i “dittatori”.

Nel 2002, Philippe Val, che era redattore capo, denunciò Noam Chomsky [ebreo] per il suo anti-americanismo e l’eccessiva critica di Israele e dei media mainstream...”

Il 15 luglio del 2008 Philippe Val, ancora direttore di Charlie Hebdo, decise di licenziare una delle colonne portanti della rivista, Maurice Sinet, detto Siné.

La decisione fu presa da Val in seguito alle accuse di “antisemitismo” rivolte a Siné, attacchi scatenati dopo la pubblicazione , su Charlie Hebdo, in data 2 luglio 2008, di questo testo, firmato Siné: Jean Sarkozy, degno figlio di suo padre e consigliere generale dell’UMP, è uscito praticamente applaudito dal processo per omissione di soccorso in scooter. Il pubblico ministero ha persino richiesto il suo rilascio! Bisogna dire, però, che colui che lo querela è un arabo! E non è tutto: lui [il figlio di Sarkozy, ndt] ha appena dichiarato di volersi convertire all’ebraismo [giudaismo]. Ne farà di strada, nella vita, il piccolo!”

Philippe Val rilasciò una dichiarazione subito dopo il fatto, una dichiarazione che è interessante leggere oggi, nel giorno della difesa della libertà di espressione e del diritto di tutti a ridere di tutto: “Sono raramente d’accordo con quello che scrive Siné, ma a Charlie c’è libertà di esprimere opinioni differenti dalle mie. [...] Ma questa libertà è limitata da uno statuto che vieta tutte le espressioni di razzismo e antisemitismo nella rivista”. (13.1.2015 Andrea Coccia: Quella volta che Charlie non fu Charlie – fonte: linkiesta).

Non crede il professor Calimani che, se Charlie Hebdo avesse pubblicato una vignetta di Yaweh che si mette... le dita nel naso, ne sarebbe nato uno tsunami, con estromissione del reo dalla rivista?

No, il caso di Chomsky non ha a che fare con la “satira antisemita”, né, a ben vedere, il caso di Sarkozy junior “uscito applaudito dal processo per omissione di soccorso in scooter”; potremmo definirla satira benevola, non certo “antisemita”, dato che il vero semita della vicenda, è l’arabo che ha querelato Sarkozy.

Il “martire” Charb, ex direttore di Charlie Hebdo, voleva la pelle dei revisionisti

Il “martire” Charb, ex direttore di Charlie Hebdo, voleva la pelle dei revisionisti

Paul-Éric Blanrue, voce impertinente del panorama culturale-politico francese, ha letto in Libération un articolo su Charb, il direttore di Charlie Hebdo ucciso il 7 gennaio scorso: “In fatto di idee, Charb era un libertario con spirito di contraddizione. Questo pacifista non era un non-violento. Questo difensore della libertà di espressione voleva la pelle dei negazionisti e dei revisionisti:

<Io sono per tagliare loro le palle. Inutile perdere il proprio tempo a discutere, altrettanto interdire/vietare subito>” (Question idées, Charb est un libertaire à esprit de contradiction. Ce pacifiste n’est surtout pas un non-violent. Ce défenseur de la liberté d’expression veut la peau des négatioinnistes et autres révisionnistes: <Je suis pour leur couper les couilles. Inutile de perdre son temps à discuter, autant les interdire tout de suite>).

Niente di meno, commenta Blanrue, che segnala ancora: Il mega-gruppo mediatico Mag&NewsCo del franco-israeliano Patrick Drahi+Marc Laufer

Libé [ il giornale Libération], L’Express e la catena israeliana i24news entrano in un nuovo gruppo plurimedia battezzato Mag&News .Co, di proprietà di Patrick Drahi e Marc Laufer. L’uomo d’affari franco-israeliano Patrick Drahi è al quarto posto tra i più ricchi in Francia, secondo la rivista Forbes [Patrick Drahi, miliardario israeliano, è già proprietario del sinistro Libération].

Blanrue irride lo scrittore Michel Houllebecq, che, dopo aver pubblicato il libro Soumission (Sottomissione), dove racconta della Francia in un prossimo futuro, lasciatasi conquistare dolcemente dall’islamismo, scappa a gambe levate all’estero. Blanrue si chiede: Soumission (Sottomissione)? Bisognava leggere :

Soumis-Sion. Rientrato a Parigi qualche giorno dopo gli attentati, Blanrue legge nel quotidiano israeliano Haaretz del 12 gennaio: “La Francia non può battere il terrore islamico senza una stretta alleanza con Israele”.

Il deputato Gilbert Collard del Rassemblement Bleu Marine [ove si intende Marine Le Pen] viene interrogato tramite Talk-Orange-Le Figaro. Egli afferma: “Sarà bene prendere ispirazione dalla legislazione israeliana”.

Il nuovo libro di Blanrue: “Jean-Marie, Marine et les juifs”

Blanrue, che conosce i retroscena della politica francese, invita a leggere il suo libro “Jean-Marie, Marine et les juifs” (Jean-Marie, Marine e gli ebrei”). Pro-memoria di Blanrue: il professor Robert Faurisson è stato convocato dalla polizia giudiziaria per il 20 gennaio, cinque giorni prima del suo 86° genetliaco.

Sul settimanale “satirico”, Blanrue non ha peli sulla lingua.

Occorre dirlo. Il Charlie Hebdo di Val e poi di Charb non rappresentava la libertà di espressione (..) Era il giornale dell’humour permesso, autorizzato, inquadrato (..) Era il portavoce della morale senza morale che guida la nostra epoca (..) per colmo i suoi redattori sono diventati i martiri della libertà di espressione (..). Grazie Daesh, grazie Israele.

Consigli dello zio Paul-Éric :

Anziché speculare sui punti oscuri dell’attentato di Parigi, è meglio concentrarsi sulla geopolitica e prendere coscienza – e tentare di farlo comprendere al più grande numero dei nostri compatrioti – che questo bagno di sangue è accaduto perché la Francia legale, da anni, ha voltato le spalle ad una politica estera responsabile scegliendo di avvoltolarsi nello scolo del letame ideologico sionista.: noi non avevamo nulla da fare in Libia, ed ancor meno contribuire a commettere un massacro ignominioso: meno ancora avevamo da sostenere i semi-pazzi che vogliono rovesciare Bashar al-Assad in Siria; non abbiamo nulla da fare oggi in Iraq. Giocare a fare i suppletivi degli Stati Uniti (il maggior Stato-assassino del XX secolo) e di Israele (la principale causa dello squilibrio strutturale che mina il Vicino Oriente) provoca l’importazione in casa nostra d’una guerra che si svolge laggiù, una guerra che non è in nessun caso la nostra.

Nel 2009 ho scritto il mio libro contro Sarkozy (Sarkozy, Israel et les juifs, Oser dire, 2009) per gridare da tutti i tetti che il viraggio a 180° che questo impostore-con-alzatacchi ha imposto alla nostra diplomazia avrebbe condotto il nostro paese alla catastrofe. Si vedono oggi i frutti marci di questo voltafaccia: l’appiattimento davanti ad Israele è il fattore n° 1 della guerra civile che sta per cominciare. Quanto al resto, non bisogna mai dimenticare che Israele e Daesh (o Al Quaida Yemen) sono le due orecchie dello stesso maiale. Quali che siano i loro legami, le due entità hanno i medesimi interessi, la stessa agenda: destabilizzare il Vicino Oriente ed esportare in tutto il mondo la loro follia assassina. Ciò che gli imbecilli ed i maialoni che commettono attentati sul nostro suolo devono sapere, è che più ne commettono, più la Francia dovrà inginocchiarsi davanti allo Stato ebraico (..) Gli attentati non sono mai serviti se non a rinforzare il sistema dominante. Quando un popolo si impaurisce, si appoggia alle istituzioni, non verso coloro che perpetrano atrocità contro i suoi. (http://blanrue.blogspot.fr/2015/01/conseil-doncle-paul-eric.html). Nel 2010 Blanrue aveva promosso una petizione per abolire la legge-museruola Fabius-Gayssot, e per la liberazione del revisionista Vincent Reynouard, allora in carcere (per delitto di opinione).

Il falso anticonformismo di Charlie e quello vero degli storici revisionisti

Ben commenta un lettore di “Bal tragique à Charlie Hebdo: douze morts”: Charlie era di un anticonformismo di facciata e tutti lo avevano ben capito. Ci si rende conto intanto dei legami intimi con ministri del governo precedente (esempio: Charb l’anarchico era l’amico d’una ex segretaria di Stato!). Ma la sua scomparsa rappresenta per il potere una vera catastrofe poiché egli era importante nel dispositivo.

Finire coperti di omaggi dai vescovi e da tutti i corpi costituiti difesi dalla polizia e dalla gendarmeria e pure proposti per il ... Panthéon (da Jeannette Bougrab!) è sconfortevole per degli anarchici proclamati.

Il velo si squarcia. Noi, noi sappiamo che cos’è l’anticonformismo, quello vero! Esso conduce in prigione e non al Panthéon (per ora). (www.egaliteetreconciliation.fr/Bal-tragique-a-Charlie-Hebdo-douze-morts-30118.html).

Infatti, per l’anticonformismo di punta, ossia il revisionismo olocaustico, c’è la persecuzione. Uno dei perseguitati da vari lustri, l’ingegnere francese Vincent Reynouard dianzi ricordato, nota l’ipocrisia del discorso repubblicano sulla “tolleranza” e la “libertà”... Egli ricorda che in molte occasioni, quando i revisionisti sono stati aggrediti o condannati, Charlie Hebdo s’è ben guardato dall’alzare un piccolo dito per protestare.

Ed il sito olodogma.com, appropriatamente pubblica un testo dell’8 gennaio dello studioso Michael Hoffman: “Un fumetto condannato dall’Occidente perché blasfemo contro l’Olocaustianesimo”: “Ovunque in Occidente i bravi parolai proclamano oggi il loro sostegno ai disegnatori di “charlie Hebdo”, giornale che si era specializzato nella blasfemia contro l’Islam (..) [e contro il cristianesimo, come evidenzia per esempio Enrico Galoppini: Insultano la religione in nome della quale dovremmo fare la guerra all’Islam, ma che viene sistematicamente vilipesa da quel giornale e da tutti gli amichetti di questi c.d. “teocon” o “arei devoti”. Galoppini pubblica la vignetta dove il Padre è sodomizzato dal Figlio e questi dallo Spirito Santo. I vescovi di Francia si sono inchinati davanti a cotanto autore, quelli del Bel Paese (“Avvenire”) idem...]. Russ Douhat, del “New York Times” scrive: “...sia il liberalismo che la libertà esigono che sia (il blasfemo) salutato e difeso” (“Il blasfemo di cui abbiamo bisogno”, 7 gennaio 2015).

Ignoriamo se Douhat sia sincero o no. Ecco la mail che gli abbiamo spedito: <<Caro Signore, Che bella retorica. Una domanda: il suo concetto è selettivo o assoluto? Se è selettivo, non significa nulla, se non che lei accorda il diritto di bestemmiare unicamente contro ciò che non approva. Ecco come testare gli ideali che professa: Andrà a “salutare e difendere” il giornale satirico “Tales of the Holohoax” (Racconti della beffa olocaustica)?

In questo giornale satirico, i disegni beffeggiano le camere a gas d’esecuzione di Auschwitz e la mitomania che le accompagna.

Michael Hoffman>>

Approfittiamo anche dell’occasione per chiedere ai revisionisti del mondo intero così come ai media musulmani cosa aspettano a denunciare pubblicamente la disparità di trattamento che esiste tra la pubblicità e il sostegno dato ai disegnatori anti-islamici e la condanna e la disapprovazione formulate verso il giornale satirico “Tales of the Holohoax” che hanno permesso di imprigionare i due Britannici, Simon Shepperd e Stephen Wittle? Ecco un’occasione d’oro per smascherare l’ipocrisia dei conservatori-casher in America e delle persone come la cancelliera tedesca Angela Merkel e l’assassino di massa israeliano Benjamin Netanyahu, che sostengono l’arresto e l’incarcerazione di tutti coloro che osano blasfemare l’olocaustianesimo – la religione civica dell’Occidente oltretutto agnostico – proclamando il diritto alla libertà d’espressione per coloro che blasfemano l’Islam.

Si incontrano una volta o due nella storia occasioni fantastiche come questa. In questo momento, mentre scriviamo, i combattenti della verità vedono offrirsi una minuscola finestra, un centimetro cubico di possibilità di utilizzare l’orribile massacro che ha avuto luogo negli uffici dei disegnatori di “Charlie Hebdo” per richiamare l’attenzione sulla demonizzazione dei disegni che blasfemano l’icona più sacra dell’Occidente, le pretese camere a gas omicide di Auschwitz nel momento stesso in cui la polizia del pensiero sionista ha la sfacciataggine di dare lezioni all’Islam sulla necessità di essere indulgenti e di mostrare che bisogna tollerare le battute. Tutto ciò di cui si ha bisogno, è di ottenere un dibattito internazionale sul “Tales of the Holohoax”, sulla demonizzazione del suo autore e l’incarcerazione dei suoi diffusori, portare questo dibattito all’attenzione dei giornalisti e dei cronisti, e propagare il tutto come fa un “virus”.

Il giornale completo “Tales of the Holohoax” si trova qui: www.vho.orgaaargh/fran/ livres9/TalesV2.pdf

Il resoconto delle prove subite dai due uomini per aver diffuso “Tales of the Holohoax” lo si potrà trovare qui: http://revisionistreview.blogspot.com/2010/02/tales-of-the-holohoax-and-denmarks-anti.htm Se varcheremo la cortina mediatica, questo rappresenterà una pubblicità gratuita del valore di un milione di dollari a favore del revisionismo e permetterà di smascherare gli inquisitori e i fanatici religiosi che accusano i musulmani di aver trasgredito la libertà di stampa, quando invece sono loro i colpevoli Facciamo in modo che si realizzi!”.

Traduzione a cura di GV

Fonte: http://revisionistreview.blogspot.it

Ben si era espresso Jean-Louis Roba il giorno dopo l’attentato a Parigi: “Io NON sono un Charlie ed amerei non essere più disturbato da questo grido dettato dal sentimentalismo di una società che ha perso i suoi valori. Charlie Hebdo era diventato un giornale proclive all’odio, stupido, limitato, settario, aggressivo e volgare, inoltre profanato dal fu pornografo Wolinski. Charb era (de mortuis nisi bene!) un faux cul della peggiore specie. Soltanto Cabu aveva del talento ma l’aveva prostituito (..). Il suo ultimo disegno fustigava d’altronde Zemmour e Houllebecq, gli stessi che denunciavano la banda degli uccisori che stavano per abbatterlo. Difficile essere più ciechi o più deboli...

È inutile inoltre invocare un attacco contro la libera espressione poiché questa libera espressione non esiste più in Europa da gran tempo con le leggi della memoria e la ‘giustizializzazione’ della storia.

La nostra libertà è da molto tempo impedita e sotto sorveglianza. Questo episodio sanguinoso lo prova una volta di più (..).

Restano le famiglie dei defunti, quelle dei poliziotti e gli stessi poliziotti. Tutte queste vittime del terrorismo invitano alla compassione, e per ciò io condanno questi assassinii. Ma chi ha spinto alla jihad se non i due irresponsabili Juppé e Fabius quando hanno dichiarato che Assad non aveva il diritto di esistere.[Alain Juppé, ministro degli Esteri francese nel 2011, in precedenza aveva spinto per la vile aggressione NATO alla Libia; Laurent Fabius, di famiglia d’origine askenazita convertita al cattolicesimo, ministro degli Esteri 2012-2015, nel 1990 artefice con il comunista Gayssot della legge liberticida contro gli storici revisionisti].

È il ritorno del bastone e non sono dei raduni ridicoli o delle vane petizioni che cambieranno qualcosa. Trierweiler & C° avevano manifestato (mediaticamente) contro Boko Haram. Si vedono i risultati... Nada!

Grazie dunque di non includermi in questo circo di bobos”. Per la destra Elena Donazzan, assessore all’istruzione della Regione Veneto, “se non tutti i musulmani sono terroristi, tutti i terroristi sono musulmani”, ci dicono le gazzette che essa abbia affermato. Forse è il caso di spolverarle un poco la memoria:

 

  1. 1) chi ha attuato i bombardamenti terroristici sulle città italiane (da Palermo nel 1943 a Treviso nel 1944 per dirne solo due) e tedesche colpendo deliberatamente le zone residenziali, ospedali, come a Dresda e cento altre città, con l’intento di uccidere quanti più civili ? Islamici o cristiani anglo-americani ?
  2. 2) chi attualmente usa i droni in Afghanistan, Pakistan, Iraq ecc. per uccidere presunti guerriglieri e con loro, spesso, intere famiglie? Islamici o cristiani statunitensi?
  3. 3) chi ha ucciso negli scorsi anni vari scienziati iracheni e iraniani? Islamici o israeliani?
  4. 4) chi ha ucciso, con assassinii mirati, numerosi palestinesi incluso lo sceicco cieco Ahmed Yassin, a Gaza, nel marzo 2004? Islamici o israeliani?
  5. 5) Anders Breivik, massone, amico di Israele, nel luglio 2011 ha ucciso a sangue freddo 77 persone a Oslo e dintorni. Musulmano? No, giudaico-cristiano norvegese.

 

Post del camerata Loch Lomond: “Noi siamo tutti Charlie” proclama Libération,

ebbene, non io, io non ho fatto campagna in favore del trattato di Maastricht, io non sono Charlie, io non ho mai amalgamato il Partito Comunista Francese ed il Front National, non sono Charlie,

io non ho mai sostenuto i bombardamenti della NATO sulla Yugoslavia, non sono Charlie, io non ho fatto campagna per il SI al referendum sulla costituzione europea nel 2005, non sono C., io non ho cercato di sconfiggere Denis Robert e difeso Clearstream, io non sono Charlie, io non ho mai pensato che Chavez era un dittatore, io non sono Charlie, io non ho approvato il bombardamento della Libia, non sono Charlie, io non ho mai gioito per l’assassinio di Gheddafi, io non sono Charlie, io ho disapprovato nel 2006 l’attacco di Israele al Libano, io non sono Charlie

(Traduzioni – salvo per il testo di Hoffman - e note in parentesi quadre di Pio De Martin)

 

 

 
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