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Gaza, il più grande campo di concentramento del mondo, è ora il più grande cimitero del mondo PDF Stampa E-mail

Dal n° 343 - Agosto 2014

Scritto da Pio DE MARTIN   

Centinaia di manifestazioni anti-israeliane in tutto il mondo

Studenti delle Università di Galway (Irlanda), Dundee (Scozia) , King’s College KCL (Londra), New Mexico-Albuquerque, California-Riverside, South Florida, firmano petizioni BDS contro le aziende complici di violazioni dei diritti umani in Palestina

La Bibbia non ha un’immagine peggiore di questa, di un uomo del deserto. E perché? Perché egli non ha rispetto per alcuna legge. Perché egli nel deserto può fare ciò che vuole. La tendenza verso i conflitti è nell’essenza dell’Arabo. Egli è essenzialmente un nemico. La sua personalità non gli consente alcun compromesso o patto. Non importa quale tipo di resistenza egli incontra, quale prezzo pagherà. La sua è un’esistenza di guerra perpetua. Quella di Israele dev’essere la stessa. Non esiste la soluzione dei due stati; non ci sono due popoli qui. C’è un popolo ebreo ed una popolazione Araba... non c’è un popolo Palestinese, pertanto non si crea uno stato per una nazione immaginaria... essi si definiscono popolo soltanto per combattere gli Ebrei”

Benjamin Netanyahu

(Received Wisdom?How the Ideology of Netanyahu’s Late Father Influenced the Son, TIME, May 02, 2012)

Lunedì 7 luglio 2014, inizia il massacro, principalmente di bambini, donne, anziani palestinesi, con il lancio di bombe e missili su quartieri abitati, ospedali, scuole, campi-rifugio delle Nazioni Unite. L’esercito israeliano colpisce le ambulanze, affinché i medici, gli infermieri non possano portare soccorso ai feriti.

“Israele” ha avuto dei buoni maestri in ciò, gli angloamericani che, per esempio, nel febbraio 1945 bombardarono il centro residenziale di Dresda, “la Firenze del Nord”. Trascorsa qualche ora dal primo bombardamento, un altro nugolo di bombardieri ripeteva l’operazione sapendo di colpire i soccorritori – vigili del fuoco, medici, infermieri, volontari – ed impedire i soccorsi, portare la gente alla disperazione, con l’intento di far rivoltare la popolazione contro il proprio governo.

Gli anglo-americani non hanno raggiunto lo scopo nella Germania del 1945 (ma soltanto dopo l’occupazione e le massicce permanenti dosi di “rieducazione”); “Israele” non lo ha raggiunto a Gaza 2014.

Mercoledì 16 luglio 2014 il ministro renzi-berlusconico degli Esteri, nonché aspirante al medesimo ruolo nell’Unione Europea, Federica Mogherini, parte per Israele per negoziare la cessazione delle ostilità tra l’entità sionista ed i rappresentanti dei Palestinesi, ma arriva ... al “Museo dell’Olocausto” a Gerusalemme (con la scorta dei Carabinieri, ohibò!).

È vero che si fa fotografare con il presidente (uscente) Shimon Peres, con cui scambia sorrisi, avallando la favola che si tratta di un bonaccione, mentre è ovviamente corresponsabile di quanto è in corso a Gaza. Risultato dell’intervento della Mogherini? Nullo (poiché non vogliamo pensare che abbia incentivato quanto successo il giorno successivo, 17 luglio, ossia l’invasione di Gaza con carri armati, cannoni, ecc. aumentando il massacro dei civili e le distruzioni).

Il 4 agosto, dopo quasi un mese dall’inizio, le forze del Bene Assoluto hanno ucciso 1.800 Palestinesi e ne hanno feriti oltre 10.000, in maggioranza civili. Solo le tre scimmiette non ammettono che “Israele” ha commesso efferati crimini di guerra: Barack Obama (che, come nel precedente attacco a Gaza nel novembre 2012, non solo ha dato “luce verde” all’invasione, ma è stato complice, dato che posti di comando degli USA sono attivi in Israele e che comandi militari e controlli diretti contro il popolo palestinese sono sotto la giurisdizione dell’United States European Command, che opera in partnership con l’IDF, l’esercito israeliano); Ban-ki moon (che ha insabbiato il Rapporto Goldstone sui crimini dell’esercito israeliano ); e la nostra Mogherini...

La Mogherini, pochi giorni dopo, anziché attivarsi per promuovere il blocco immediato del traffico di armamenti da e verso Israele, partecipa diligentemente all’imposizione delle più dure sanzioni economiche finora approvate dall’Unione Europea contro la Russia, per la presunta colpa della Russia stessa nell’abbattimento dell’aereo delle Malaysian Airlines sul cielo dell’Ucraina, colpa mai dimostrata; anzi, gli stessi analisti della CIA hanno dichiarato ai reporter, dopo aver esaminato le foto satellitari, che non vi sono prove del coinvolgimento del governo russo, in tal modo sbugiardando il presidente Obama ed i suoi propagandisti prezzolati [1].

D’altronde, come potrebbe ella agire diversamente ? È la stessa Mogherini che partecipa – adepta o invitata? - alle riunioni semi-segrete dell’Aspen Institute Italia (omologo-rivale del Bilderberg Group, del Council on Foreign Relations, della Trilateral, ove i magnati della finanza, dell’industria ed i camerieri-politici al loro seguito, decidono le sorti dei popoli).

La ben nota macchina della disinformazione ha cercato di farci credere che l’ennesima invasione di Gaza, con pesantissimi bombardamenti e lanci di missili dal cielo, dal mare e da terra, fosse una reazione al rapimento ed uccisione di tre ragazzi ebrei in Cisgiordania da parte dell’organizzazione Hamas (che invece governa la Striscia di Gaza, ammesso che si possa usare tale termine per una prigione a cielo aperto, senza collegamenti con l’esterno, dato che “Israele” ha chiuso i valichi di Erez e Kerem Shalom, e che l’Egitto ha fatto altrettanto con quello di Rafah, sia prima con il presidente Mubarak che ora con il nuovo presidente, generale al-Sisi).

“Israele” non ha mai fornito le prove che ad uccidere i tre ragazzi (che comunque non dovevano trovarsi in Cisgiordania, terra che – con Gaza – rappresenta l’ultimo lembo che in teoria le Nazioni Unite hanno lasciato ai Palestinesi) sia stata Hamas.

Mentre il Corrierone di John Jakie Elkann (Fiat) - direttore Ferruccio De Bortoli - sornionamente titolava: Israele sta studiando come reagire alle tre uccisioni, nella stessa pagina l’israeliano Benny Morris spiattellava candidamente che già erano stati uccisi sette Palestinesi. Questa era la minestra da far inghiottire ai goyim: il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato immediatamente Hamas del sequestro dei tre ed ha continuato nelle “ricerche” in tutto il territorio della Cisgiordania fino a quando i corpi sarebbero stati ritrovati il 30 giugno. Per “ricerche” – precisa Karin Brothers – si intende arresto e pestaggio di almeno 600 (seicento) membri di Hamas (tra cui alcuni parlamentari) e la distruzione di circa 2100 abitazioni; le forze israeliane hanno ucciso almeno 7 palestinesi; inoltre Israele ha intensificato i suoi attacchi aerei sulla Striscia di Gaza, bloccata dal settembre 2006.

Ma – prosegue Karin – il 1° luglio, quando Israele ha rimosso l’ordine che precedeva la riservatezza su tutte le informazioni sul rapimento, si sono appresi fatti scioccanti:

. il governo israeliano aveva già informato la stampa – intorno al 15 giugno – di essere a conoscenza che gli studenti erano stati uccisi, ma aveva imposto la segretezza su queste informazioni: quindi ilo governo doveva già sapere dove si trovavano i corpi, quindi le brutali “ricerche” successive sono state una semplice copertura per punire Hamas, il partito democraticamente eletto dai Palestinesi nei territori occupati.

I media israeliani hanno assecondato questi pretesti ed hanno giustificato gli abusi.

Il primo ministro ha approfittato di questo evento per usarlo come arma politica:

. per creare divisioni nell’ambito della nuova “unità governativa” di Fatah e Hamas;

. per punire fisicamente i membri di Hamas e la causa della resistenza palestinese;

. per far approvare alla Knesset una legge che blocca il ritorno di Gerusalemme Est ai Palestinesi;

. per provare a fomentare una terza intifada e per legittimare altri attacchi contro i Palestinesi [2].

L’analista Thierry Meyssan, fra gli altri, dà ulteriori pesanti motivazioni ai bombardamenti sferrati su Gaza.

Nel luglio 2007 Tony Blair, nuovo inviato speciale del Quartetto (ONU, Unione Europea, Russia, Stati Uniti), negoziò tra Palestinesi e Israeliani un accordo che permetteva di sfruttare i giacimenti [di gas] sottomarini Marine-1 e Marine-2 a Gaza.

Il primo ministro dell’Autorità palestinese, Salam Fayyad, accettò che la British Gas pagasse le royalties dovute all’Autorità palestinese su un conto controllato da Londra e Washington, a garanzia che questo denaro fosse utilizzato per lo sviluppo economico.

All’epoca, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, il generale Moshe Ya’alon, pubblicò un intervento clamoroso sul sito del Jerusalem Center for Public Affairs, in cui osservava che questo accordo non risolveva il problema, perché in ultima analisi ad Hamas sarebbe comunque toccata una parte di quel denaro finché fosse rimasto al potere a Gaza. Concludeva che l’unico modo per assicurarsi che questa manna non finanziasse la Resistenza era di lanciare una “operazione militare globale per sradicare Hamas da Gaza”.

L’attuale offensiva israeliana in corso a Gaza risponde a diversi obiettivi.

In primo luogo, il Mossad ha organizzato l’annuncio del rapimento e della morte di tre giovani israeliani in modo da impedire alla Knesset di adottare una legge che proibisca di liberare dei “terroristi”.

Poi, l’attuale ministro della Difesa, il generale Moshe Ya’alon, ha usato il pretesto del rapimento per lanciare un’offensiva contro Hamas, applicando proprio la sua analisi del 2007.

Il nuovo presidente egiziano, il generale Abdel Fattah al-Sisi [di madre ebrea, cosa che nasconde al popolo egiziano: Malikah Titani, di Asefi in Marocco; il che fa di al-Sisi un ebreo ed automaticamente cittadino israeliano, e probabile agente del Mossad, il servizio segreto israeliano [3], ha ingaggiato come consulente Tony Blair, senza tuttavia che questi si dimettesse dalla sua posizione di rappresentante del Quartetto..

In linea con la difesa degli interessi di British Gas, ha poi suggerito una “iniziativa di pace” totalmente inaccettabile per i Palestinesi, che infatti hanno rifiutato, mentre Israele l’ha accettata [probabilmente promossa dalla stessa entità sionista].

Questa mossa – prosegue Meyssan – mira chiaramente a fornire l’occasione a Tsahal [l’esercito israeliano] di continuare la sua offensiva per “sradicare Hamas da Gaza”. In definitiva l’imperialismo anglosassone è sempre mosso da ambizioni economiche che impone in spregio alle logiche politiche locali.

La scissione che caratterizza stabilmente il mondo arabo non è quella tra partiti religiosi e laici, ma quella tra Resistenti e Collaborazionisti all’imperialismo [4].

Il giornalista e politico siciliano Antonio Mazzeo, di area pacifista, ha raccolto una scioccante documentazione sugli strettissimi rapporti, massimamente militari, tra “Israele” e il Bel Paese. Di quasi tutto ciò viene tenuto all’oscuro la popolazione.

Le “autorità” temono, forse che, se ne venisse a conoscenza, vi si opporrebbe ?

È per lo stesso motivo che le fonti di (dis)informazione non dicono che:

. nel novembre 1947 le Nazioni Unite regalavano qualcosa di proprietà di terzi, ossia il 56,47% del territorio palestinese, agli ebrei, mentre concedeva graziosamente ai Palestinesi, che vi avevano abitato da centinaia di anni, il restante 43,53%;

. a partire da allora, Israele, sempre più ben armata ed appoggiata dai suoi alleati occidentali, ha sottratto sempre un pezzo in più di territorio ai palestinesi dopo ogni guerra. Poco dopo la guerra del 1967, Israele iniziò ad impiantare colonie illegali ebraiche in Cisgiordania e da allora la Palestina si è ristretta fino quasi ad essere ridotta ad una serie di “bantustan” isolati fra loro ed incrociati da una fitta rete di strade destinate esclusivamente agli ebrei e piegati da una occupazione militare che dura già da più di 40 anni;

. gli insediamenti illegali ebraici in Cisgiordania dispongono di piscina mentre le abitazioni dei Palestinesi sono soggetti ad interruzioni dell’acqua corrente, controllata da Israele, nonostante che le fonti d’acqua si trovino in Cisgiordania, non in Israele;

. gli israeliani hanno distrutto più di mezzo milione di alberi di olivo che costituiscono il principale sostegno economico per molte famiglie di contadini palestinesi [5];

. Benzion Netanyahu, padre dell’attuale primo ministro israeliano, era il segretario personale dell’ideologo sionista Vladimir (Ze’ev) Jabotinsky, fondatore del Betar ed autore della politica dell’Iron Wall (Muro di Ferro).

In una intervista nel 2009, Benzion Netanyahu riaffermava la vera posizione sionista: “Gli ebrei e gli arabi sono come due capre che si fronteggiano su un ponte stretto. Una delle due deve saltare nel fiume. La capra più forte farà saltare la più debole... e credo che il potere ebraico prevarrà ... [Ciò] includerà sottrarre alimenti alle città arabe, impedire l’educazione, chiudere le centrali elettriche [Netanyahu figlio ha dato ascolto al padre e nei giorni scorsi ha fatto bombardare l’unica centrale elettrica di Gaza] ed altro. Essi [gli Arabi/Palestinesi] non saranno in grado di sopravvivere e correranno via da qui... Dovremmo conquistare ogni territorio conteso nella Terra di Israele. Conquistarlo e tenerlo, anche se ci vorranno anni di guerra. Dovremmo conquistare Gaza, e parti della Galilea [intende la Cisgiordania], ed il Golan” [6].

E Netanyahu figlio ancora gli dà ascolto: è di qualche mese fa l’ordine di edificare altri insediamenti illegali: Netanyahu ha deciso di procedere con la pianificazione e costruzione di 1.800 unità abitative che erano state congelate tre mesi fa, in risposta all’insediamento del governo palestinese di riconciliazione nazionale] [7].

Ritornando alla documentazione Mazzeo, egli scrive: Partnership antica e consolidata quella che lega militarmente l’Italia e Israele. Un’alleanza cresciuta all’ombra di Washington e della Nato, ma che specie negli ultimi anni ha conseguito sempre maggiori spazi di autonomia (..).

Una data in particolare consacra l’affermazione di quello che è oggi il patto strategico d’acciaio Roma-Tel Aviv: il 16 giugno 2003, quando i governi italiano e israeliano firmarono il “memorandum” d’intesa in materia di cooperazione nel settore militare (..) con particolare attenzione all’interscambio di materiale di armamento, all’organizzazione delle forze armate, alla formazione e all’addestramento del personale e alla ricerca e sviluppo in campo industriale-militare. (..).

Esso è stato approvato con voto quasi unanime del Parlamento italiano nel maggio 2005 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 giugno 2005.

In verità le camere avrebbero dovuto rigettare l’accordo bilaterale in quanto palesemente in contrasto con la legge n. 185 del 1990 che regola l’esportazione di armamenti italiani e vieta le vendite a paesi belligeranti o i cui governi si sono resi responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali dei diritti umani.

Israele rientra a pennello tra gli Stati che dovrebbero essere messi al bando in campo strategico-politico-economico e militare dall’Italia.

Da sempre le forze armate di Tel Aviv sono impegnate, come aggressori, su più fronti di guerra, e dal 1967 occupano ancora buona parte della West Bank [Cisgiordania] (..). Non ultimo, Tel Aviv non ha mai firmato il Protocollo di Non Proliferazione Nucleare e da tempo immemorabile, anche grazie la collaborazione tecnico-scientifica di Stati Uniti ed Unione Europea, a Dimona, nel deserto del Negev, si costruiscono armi nucleari (secondo alcuni istituti di ricerca indipendenti, Israele sarebbe già in possesso di più di 200 testate) (..).

Il 2 dicembre 2008, tre settimane circa prima della famigerata operazione di guerra “Piombo Fuso” contro la Striscia di Gaza, la Nato ha ratificato il cosiddetto “Programma di cooperazione individuale” con Tel Aviv, comprensivo di (..) cooperazione nel settore degli armamenti”; a non impensierire i paesi della Nato neanche l’uso massiccio a Gaza da parte israeliana di armi sconosciute o vietate dalle Convenzioni internazionali (fosforo bianco, bombe D.I.M.E., uranio impoverito)(..).

Le tappe più significative e più recenti della partnership militare Roma-Tel Aviv hanno visto nel novembre 2009 il vertice tra l’allora ministro della difesa Ignazio La Russa, l’omologo israeliano Ehud Barak e il premier Benjamin Netanyahu; la visita a Roma nel luglio 2010 del Capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, generale Gabi Ashkenazi; la visita del dicembre 2010 a Tel Aviv del Capo di stato maggiore italiano, generale Vincenzo Camporini, in cui si discusse di “rafforzamento della collaborazione strategica a livello politico, militare e tecnico-industriale...” (..). Sempre in ambito aeronautico, settore guida dell’asse strategico tra Roma e Tel Aviv,, il 14 giugno 2011, il comandante delle forze aeree israeliane, generale Ido Nehushtan, giunse in Italia per un vertice con i responsabili dell’Aeronautica e per visitare i reparti di volo di Pratica di Mare, Lecce e Grosseto. Quattro mesi più tardi i cacciabombardieri israeliani operarono per 15 giorni nei principali poligoni della Sardegna nell’ambito dell’esercitazione “Vega 2011”, a cui parteciparono pure le forze aeree di Italia, Germania e Olanda (..). Le missioni dei caccia israeliani furono finalizzate infatti a simulare un attacco agli impianti nucleari iraniani.

Il 16 dicembre 2011si concluse nel deserto del Negev l’esercitazione “Desert Dusk” a cui parteciparono 25 velivoli, tra cui gli “Eurofighter” e i “Tornado” dell’Aeronautica militare italiana e gli F-15 ed F-16 israeliani. L’esercitazione , sviluppata attraverso veri e propri duelli aerei e lanci di missili e bombe contro obiettivi a terra, fu finalizzata ad “affinare le procedure e le tecniche di azione in missioni di controllo delle crisi” (..). L’esercitazione “Desert Dusk” seguì di poco meno di un mese l’operazione “Pilastro di Difesa”, scatenata dalle forze armate israeliane contro Gaza. In soli otto giorni di bombardamenti, i caccia israeliani colpirono 1.500 obiettivi, il doppio di quelli attaccati nei 34 giorni della guerra in Libano nel 2006. Oltre 170 palestinesi rimasero uccisi mentre furono distrutte circa 450 abitazioni e danneggiate oltre 8.000.

Dal 3 all’8 novembre 2012, si tenne invece nelle acque prospicienti la città di Haifa, la prima esercitazione congiunta delle Marine militari [denominata] Rising Star, a cui parteciparono i palombari artificieri del Gruppo operativo subacquei del COMSUBIN (Comando Subacquei ed Incursori) di La Spezia e i Divers, specialisti sommozzatori israeliani (..).

La seconda edizione di Rising Star si tenne ancora ad Haifa esattamente un anno dopo, dal 4 all’8 novembre 2013. Stavolta però fu potenziato l’assetto militare: con i palombari del COMSUBIN giunse in Israele pure la fregata lanciamissili “Grecale” (..).

Sempre nel mese di novembre 2013, nel deserto del Negev si tenne la più grande esercitazione di guerra aerea mai svolta in Israele. Denominata “Blue Flag”, ha visto protagonisti un centinaio di velivoli e un migliaio di militari di Israele, USA, Italia e Grecia. Nella base aerea di Ovada, l’Aeronautica italiana rischierò stavolta 140 militari, 8 tra cacciabombardieri Tornado ECR ed Am-X (provenienti rispettivamente dal 50° stormo di Piacenza e dal 51° stormo di Istrana), nonché i velivoli KC-767A di Pratica di Mare e C130J della Brigata Aerea di Pisa (..).

Altro settore “prioritario” della partnership tra Roma e Tel Aviv è quello aerospaziale, dalle spiccate ricadute in campo bellico, già al centro di un accordo di cooperazione scientifico-accademico ed industriale del 2011 che ha permesso all’Italia di diventare il principale partner di Israele dopo la NASA (..).

Al vertice di Roma del 2 dicembre 2013 (tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’omologo Enrico Letta) sono stati sottoscritti 12 accordi bilaterali dall’energia alla sanità, alla sicurezza fino alla cultura e alla ricerca (..). [Inoltre] un memorandum d’intesa sull’acqua che ha coinvolto l’Acea [gestore del servizio idrico integrato per Roma, Frosinone e province].

Nell’ultimo decennio è soprattutto nell’area della co-produzione e dell’esportazione di sistemi d’arma che si è consolidato l’asse Roma-Tel Aviv. Anche stavolta può essere individuata una data-chiave, il 18 novembre 2004, quando al summit di Roma tra l’allora ministro della difesa del governo Sharon, Shaul Mofaz, l’omologo italiano Antonio Martino e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, fu annunciatolo stanziamento congiunto di 181 milioni di dollari per “lo sviluppo di un nuovo sistema di guerra elettronica progettato per inabilitare i velivoli nemici”

Da allora , gli affari per i mercanti di morte dei due paesi si son fatti sempre più fitti (..).

Tra le holding e le imprese maggiormente coinvolte spiccano Finmeccanica, Simmel Difesa, Beretta, Northrop Grumman Italia, Elettronica spa (..). [Del presidente Berlusconi rimarrà negli annali di questa republichetta la frase pronunciata durante la sua visita a Tel Aviv nel febbraio 2010: è arrivato a dire che la guerra contro Gaza fu giusta, calpestando così i cadaveri di 1.400 civili palestinesi uccisi nel 2009 da Israele durante tre settimane di folli bombardamenti [8].

Ci sono poi le aziende che operano in settori d’alta tecnologia “civile” ma con ricadute in campo militare: tra esse ST Microelectronics (..), Telecom Italia che nel 1998 ha acquisito il 26,4% di “Golden Lines”(una delle tre società israeliane autorizzate ad operare nella telefonia internazionale) e che insieme ad alcuni partner israeliani ha costituito nel 1999 la società “Med 1” per la posa e la gestione di un cavo a fibre ottiche tra Mazara del Vallo e Tel Aviv, oggi la principale arteria per le comunicazioni telefoniche tra Israele e l’Europa.

Nel maggio 2000, ancora Telecom Italia ha varato il “progetto Nautilus”per la realizzazione di circa 7.000 chilometri di cavi a fibre ottiche nel Mediterraneo: il primo tra Catania e Haifa via Creta; il secondo tra Catania e Tel Aviv, con potenziale estensione ad Alessandria d’Egitto; il terzo da Creta verso Atene ed Istanbul (..).

Nel dicembre 2007 (..) DRS Technologies Inc., azienda del gruppo Finmeccanica con sede a Parsippany, New Jersey, ha sottoscritto un contratto di 6 milioni di dollari con l’U.S. Army’s Tank-Automotive and Armaments Command (TACOM) per produrre articolati da 80 tonnellate per il trasporto di carri armati “Merlava” [Merkava] in dotazione alle forze armate israeliane.

Il 2012 passerà certamente alla storia come un anno chiave nelle relazioni tra i complessi militari industriali dei due paesi. Risale a febbraio, infatti, la decisione da parte di Israele di sottoscrivere l’accordo preliminare per l’acquisto di 30 caccia M-346 “Master” di Alenia Aermacchi da assegnare alle Tigri Volanti del 102° squadrone dell’Aeronautica militare per addestrare i piloti alla guida dei cacciabombardieri di nuova generazione come “Eurofighter”, “Gripen”, Rafale, F-22 ed F-35, ma che potranno essere utilizzati anche per attacchi al suolo con bombe e missili aria-terra o antinave. I “Master” sono in via di assemblaggio nello stabilimento Alenia di Venegono Inferiore (Varese)(..).

Israele è oggi il principale esportatore al mondo di velivoli senza pilota (..). Ben sette paesi della coalizione internazionale ISAF in Afghanistan utilizzano oggi droni made in Israele, tra cui Australia, Canada, Francia, Germania e Spagna (..). Qualche mese fa il governo britannico ha firmato invece un accordo per lo sviluppo del nuovo drone “Watchkeeper”, prodotto dalla compagnia israeliana Elbit System a partire dal modello “Hermes 450” che l’aviazione israeliana ha più volte utilizzato contro la Striscia di Gaza.

In Israele ben 6.784 imprenditori privati si occupano di esportazione di armi. Un numero a cui va aggiunta l’industria statale e che insieme ad essa ha consentito ad Israele di raggiungere il sesto posto nella classifica dei maggiori esportatori di armi al mondo, scavalcando Canada, Cina, Svezia e Italia.

L’Italia, oltre ad essere un esportatore di armamenti, è un cliente preferenziale di Israele: negli ultimi due anni le importazioni di tecnologie militari hanno superato il valore complessivo di 50,7 milioni di euro. Tra le principali aziende acquirenti compaiono l’industria Simmel che si rifornisce in Israele di componenti per bombe e la Beretta (componenti per armi automatiche, pistole e mitragliatori).

A ciò si aggiunge l’acquisto di materiale bellico realizzato con fondi non provenienti dal ministero della difesa, come avvenuto ad esempio con una decina di radar fissi e mobili EL/M-2226 ACSR (Advanced Coastal Surveillance Radar) realizzati da “Elta Systems”.

I radar dovevano entrare a far parte della nuova Rete di sensori di profondità per la sorveglianza costiera che la Guardia di Finanza sta implementando per contrastare gli sbarchi dei migranti in Sicilia, Puglia e Sardegna, ma le proteste dei Comitati No radar hanno impedito sino ad oggi la piena operatività del programma.

Acquistati grazie alle risorse del “Fondo europeo per le frontiere esterne”, programma quadro 2007-08 contro i flussi migratori, le apparecchiature israeliane hanno una portata di oltre 50 chilometri e sono appositamente progettati per individuare imbarcazioni veloci di piccole dimensioni.

Gli EL/M-2226 fanno parte della famiglia di trasmettitori Linear Frequency Modulated Continuous Wave (LFMCW) in X-band (dagli 8 a 12.5 GHz di frequenza), che operano emettendo microonde estremamente pericolose per l’uomo, la fauna e la flora.

Per la loro installazione, la Guardia di Finanza ha scelto alcune importanti aree protette e riserve naturali.

Quasi a riprova che la partnership italo-israeliana incarni appieno le contraddizioni della globalizzazione neoliberista: un crimine contro l’uomo, il diritto e l’ambiente; generatrice di militarizzazioni e guerre infinite, globali e permanenti; un business di morte che si alimenta trasferendo ingenti risorse pubbliche a favore del capitale finanziario privato, con pesanti tagli al welfare e ai diritti sociali [fine della citazione dal testo di Antonio Mazzeo][ 9].

Mentre vi sono zero probabilità che l’Italietta di Renzi-Berlusconi annulli la miriade di accordi con lo Stato-canaglia (il primo della coppia ha nel suo staff l’israeliano Gutgeld e l’arcisionista Michael Ledeen; il secondo ha collezionato negli anni una serie di benemerenze ebraiche); mentre l’Unione Europea procede con passi felpati ed intanto i Palestinesi continuano a venire ammazzati, mutilati, inceneriti da armi (anche) made in Italy;

i pugnaci attivisti del Movimento BDS - dove B sta per Boicottare; D per disinvestire da aziende israeliane o che comunque operano in situazioni di illegalità nei Territori Occupati da Israele; S sta per sanzioni contro lo Stato-canaglia – segnalano azioni positive concrete da parte di governi ed aziende europei:

. il ministro dei Trasporti della RFT si è opposto al coinvolgimento delle Ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) nel progetto di un treno israeliano che taglia attraversandola la Cisgiordania;

. l’azienda ingegneristica olandese Royal Haskoning ha annunciato la sua decisione di ritirarsi da un progetto di trattamento delle acque reflue nella Gerusalemme Est occupata;

. l’azienda idrica olandese – Vitens – il maggiore fornitore d’acqua potabile nei Paesi Bassi, ha messo fine al suo rapporto con la società nazionale israeliana Mekorot che sostiene la fornitura d’acqua agli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati e alle comunità in Israele;

. PGGM la più grande società di gestione di fondi di pensione olandese ha deciso di ritirare tutti i suoi investimenti dalle 5 più importanti banche israeliane in quanto hanno filiali in Cisgiordania e/o sono coinvolte nel finanziamento per la costruzione di colonie;

. la svedese Nordea Bank, la banca più grande in Scandinavia, ha già contattato 5 aziende (senza farne il nome) per informarsi sulle loro connessioni con le colonie, e altre due aziende vengono monitorate. L’impresa di costruzioni Cemex è stata già rimossa dagli investimenti di Nordea, poiché “viola i diritti umani e sfrutta risorse naturali non rinnovabili in un territorio occupato”;

. la danese Danske Bank – la più grande banca in Danimarca – ha deciso di mettere nella lista nera la Bank Hapoalim (israeliana), in quanto coinvolta nel finanziamento delle costruzioni di insediamenti (nei Territori Occupati palestinesi);

. in Norvegia il ministro delle Finanze ha escluso le aziende israeliane Africa Israel Investments e Danya Cebus dal Fondo Pensione globale del governo, uno dei fondi più grandi a livello mondiale. Il ministro delle Finanze ha ricevuto una raccomandazione dal Consiglio sull’Etica il 1° novembre 2013 che esclude le due società ”a causa del loro contributo a serie violazioni dei diritti individuali in guerra o conflitto attraverso la costruzione di colonie a Gerusalemme Est”.

Fra i Comunicati del Comitato Palestinese per il boicottaggio (BNC), del PACBI e di BDS Italia, leggiamo: Jamal Juma’, coordinatore della campagna palestinese Stop the Wall ha commentato: “Mentre Gaza è ancora una volta sotto attacco militare su larga scala, l’anniversario della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia sul muro rappresenta un monito che ricorda in modo tempestivo la connivenza internazionale con l’ingiustizia in atto contro il nostro popolo e l’obbligo giuridico della comunità internazionale di fermare le violazioni che Israele continua ad attuare nei confronti dei nostri diritti fondamentali”.

Esatto, salvo che la “comunità internazionale” non esiste. Esistono, invece, comunità locali, che a centinaia in tutto il mondo hanno manifestato contro l’ennesimo massacro a Gaza.

Anche l’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese (www.amiciziaitalo-palestinese.org) aggiorna sulle azioni di boicottaggio nei campus universitari.

Mozioni a sostegno della campagna BDS sono state approvate dagli organi studenteschi di varie università.

Il 27 marzo 2014 la Dundee University Student Association (DUSA) scozzese ha approvato al 72% la mozione presentata da Action Palestine.

Nello stesso mese la National University of Ireland-Galway (NUIG) ha votato a stragrande maggioranza il sostegno alla campagna BDS e al King’s College London (KCL) la stessa risoluzione è passata con il 60%.

Le mozioni approvate vertono su punti quali:

. il rifiuto dei prodotti delle zone occupate, di ogni attività o relazione commerciale che diano sostegno politico o economico allo Stato di Israele e ad imprese complici delle sue violazioni delle leggi internazionali

. il sostegno al movimento BDS contro lo Stato di Israele fino alla fine dell’occupazione

. la richiesta di un’azione internazionale contro le violazioni dei diritti umani.

All’Università del New Mexico, Albuquerque (USA), è stata presentata una mozione per disinvestimento e boicottaggio delle aziende che fanno profitti dalla violazione dei diritti umani nella Palestina occupata ed al confine USA-Messico quali:, Caterpillar, Hewlett Packard, la anglo-danese G4S, la francese Veolia, l’israeliana Elbit Systems che hanno ottenuto un contratto con il governo USA per militarizzare il confine con il Messico; e Sodastream.

La mozione indica queste imprese come complici della demolizione di case palestinesi, furto di territorio, restrizioni alla libertà di movimento, incarcerazioni in massa, controllo della popolazione, chekpoints, sistemi di sorveglianza e servizi agli insediamenti illegali. La risoluzione è passata tra i laureati della Università del New Mexico, mentre non è passata tra gli studenti http://www.bdsmobement.net/ 2014/new-mexico-graduates-votes-divestment-12045.

Dal sito in inglese del BDS Movement: 3 luglio 2014. Il Comitato Nazionale Palestinese del BDS dichiara : Israele deve essere chiamato a rispondere per la punizione collettiva dei Palestinesi.

Zaid Shuaibi, portavoce del Movimento: Israele agisce con totale impunità a seguito del supporto militare, economico e politico che riceve da governi nel mondo [al 17° giorno dell’attacco, Israele ha richiesto al Pentagono una fornitura di munizioni – per mortai da 120mm e granate da 40mm. - ovviamente per uso su Gaza, venendo accontentato].

Chiediamo ai governi di imporre un immediato embargo sull’acquisto e sulla vendita di armi ad Israele e di sospendere accordi bilaterali fintanto che Israele non si comporta pienamente in base alla legge internazionale. Ora che entità maggiori quali la Bill Gates Foundation, la Presbyterian Church USA e la US United Methodist Church [e il Vaticano? Con Israele per omnia secula seculorum?] stanno disinvestendo da compagnie che traggono profitti dall’occupazione israeliana, incluse la G4S e la Hewlett Packard, chiediamo alle persone di coscienza di intensificare la pressione con i Boicottaggi i Disinvestimenti e le Sanzioni.

Centinaia di raid militari sono stati lanciati sulla Cisgiordania dal 12 giugno 2014, con più di 1.000 abitazioni private e campi di rifugiati ed uffici di società saccheggiati. Almeno 10 Palestinesi sono stati uccisi e molti di più feriti. Più di 500 Palestinesi sono stati incarcerati, senza imputazione. Il numero dei bambini detenuti in prigioni israeliane è salito a 250.

Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato studenti e personale insegnante dell’Università Birzeit presso Ramallah e della Arab American University a Jenin. Samia Botmeh, professoressa alla Birzeit University ha detto: “Le ultime violazioni di Israele contro le università palestinesi costituiscono parte della lunga storia di oppressione contro l’istruzione dei palestinesi”.

Chiusura delle università per periodi anche di anni, uccisione e detenzione di studenti e di professori, distruzione delle proprietà e di laboratori universitari, eliminazioni di libri, hanno costituito la sistematica politica di Israele contro gli istituti di istruzione palestinesi [come auspicato da Netanyahu senior]. Nel corso di decenni di oppressione, nessuna università israeliana o associazione di accademici israeliani ha mai protestato per i continui assalti alle università palestinesi. È essenziale intensificare ogni forma di BDS (Boicottare Disinvestire Sanzionare).

Il vice ministro palestinese della Sanità a Gaza, Dr Yousef AbuAlrish, ed il Direttore Generale del Ministero, Dr Medhat Abbas, il 1° agosto hanno lanciato una richiesta urgente di assistenza internazionale per l’evacuazione di migliaia di civili intrappolati sotto pesante bombardamento a Rafah, dove 40 sono già i morti e più di 150 i feriti. Il Ministero della Sanità a Gaza chiede al Comitato Internazionale della Croce Rossa, alle Nazioni Unite, alle associazioni non-governative ed a persone di coscienza ovunque, di agire subito per:

Provvedere immediata assistenza per evacuare i civili:

Provvedere immediata assistenza per consentire il recupero dei morti e dei feriti;

Esercitare pressioni a livello internazionale per far terminare il massacro dei civili di Gaza per opera degli israeliani. L’appello è stato pubblicato dal Centro di Ricerche del Prof. Michel Chossudovsky. (http://www.globalresearch.ca/gaza-intense-and-indiscriminate-artillery-fire-the-evacuation-of-civilians) Non l’abbiamo visto nel “Corriere della Sera”, né in “Avvenire” , né in altre gazzette…

 

Note in parentesi quadre e traduzioni a cura di Pio De Martin

  1. 30.7.2014 M.Paris: “USA e UE contro la Russia” http://www.ariannaeditrice.it/articolo.phpid_articolo=49136
  2. 7.7.2014 K. Brothers: “Il rapimento e l’uccisione dei tre giovani coloni israeliani era un’operazione false flag? http://www.altrainformazione.it/wp/2014/07/07/il-rapimento-e-luccisione-dei-tre-giovani-coloni
  3. Dr. K. Barrett: “Jewish Al-Sisi Runs Egypt”, in: Veteranstoday.com
  4. 22.7.2014 T.Meyssan: “Estensione della guerra del gas al Levante” - fonte: Rete Voltaire – Trad. Luisa Martini – Fonte Megachip
  5. 30.7.2014 A. Cuadrado-Fernandez: “La Storia contro la propaganda”
  6. Interview with Benzion Netanyahu, in Maariv, Aprile 2009 – Fonte: http://www.promisedlandblog.co – cit. in http://electronicintifada.net/ content/gaza-needs-more-condemnation/13594
  7. 6.06.2014:UE minaccia sanzioni verso Israele mentre Netanyahuespande costruzione colonie http://www.bdsitalia.org./ index.php/ultime-notizie-sulbds/1282-ue-sanzioni
  8. 5.02.2010 E.Sabatino:”Berlusconi in Israele: il solito penoso avanspettacolodi terz’ordine http://enricosabatino.blogspot.it/2010/02/berlusconi-in-israele-il-solito-penoso.html
  9. 16.04.2014 A.Mazzeo: “Tel Aviv e Roma, fratelli d’armi, alleati di guerra http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/20124/04/roma-tel-aviv-fratelli-darmi-alleati-di
  10. 25.06.2014 Lettera al Ministero degli Affari Esteri http://www.bdsitalia.org/index.php/ultime-notizie-sulbds/1300-mae-eccp
  11. 3.7.2014 Israel must be held accountable for its collective punishment of Palestinians
    http://www.bdsmovement.net/2014/israel-must-be-held-accountable-for-its-collective-punishment-of-palestinians-12181
  12. 1.08.2014 Gaza Ministry of Health, Palestine: “Gaza: Intense and Indiscriminate Artillery Fire. The Evacuation of Civilians
    http://www.globalresearch.ca/gaza-intense-and-indiscriminate-artillery-fire-the-evacuation-of-civilians

 

 
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