--> -->
Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
CPA
Home Attività editoriali il mensile gli articoli Banche, signoraggio, usura giudaico-mondialista: la nostra vera opposizione
Banche, signoraggio, usura giudaico-mondialista: la nostra vera opposizione PDF Stampa E-mail

Dal n° 343 - Agosto 2014

Scritto da Davide DAMARIO   

« … Io sogno una società di uomini che siano liberi da condizioni, che non conoscano indulgenza e vogliano chiamarsi annientatori: essi applicano ad ogni cosa il metro della loro critica e si sacrificano alla verità. Il brutto ed il falso devono venire alla luce! Non vogliamo costruire prematuramente, non sappiamo neppure se potremo mai costruire. Vi sono dei pessimisti fiacchi, dei rassegnati: non vogliamo far parte di costoro.» Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi (1875-1876)

« Chi vuole vivere combatte / e chi non vuole combattere in questo mondo dell’eterna lotta / rinuncia a vivere …»

Adolf Hitler

Estate 2014, estate di sudore, sofferenza e sangue (vedi l’ennesimo genocidio a Gaza… per portare un rapido esempio dell’immondo ebreo riporto le parole di una parlamentare israeliana, tale Ayelet Shaked: «…Devono morire e le loro case devono essere demolite in modo che non possano portare alla luce altri terroristi. Loro sono tutti nostri nemici e il loro sangue deve essere versato sulle nostre mani. Ciò vale anche per le madri dei terroristi morti…», quindi secondo quanto asserisce questa cagna, i macellai sionisti in grigio-verde mirino direttamente al cuore delle madri di Palestina!). L’imperialismo giudaico-yankee colpisce in ogni dove e nei campi più disparati. Nella colonia Italia si continua a morire di lavoro, si suicidano sempre più persone per mancanza di lavoro e speranza, e secondo le ultime stime dell’Istat sulla povertà in Italia - che si riferiscono al 2013 - portano cifre che fanno tremare le vene ai polsi: «…ci sono 10 milioni 48mila persone in povertà relativa di cui 6 milioni 20mila in povertà assoluta, cioè coloro che non hanno mezzi sufficienti neanche per acquistare beni e servizi essenziali. La povertà relativa, precisa l’Istituto, è stabile ma aumenta la povertà assoluta soprattutto al Sud. Tra il 2012 e il 2013, l’incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (–1,9%) al valore della soglia del 2012. L’incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente. La povertà assoluta aumenta tra le famiglie numerose: con tre (dal 6,6 all’8,3%), quattro (dall’8,3 all’11,8%) e cinque o più componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore. Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012» dietro tale freddezza nei dati vi è quello che abbiamo indicato da mesi la “macelleria sociale” che lentamente attua il mondialismo liberista.

I servi italiani del mondialismo, in testa Renzi, fedeli assertori della dittatura liberista per tramite di un linguaggio soporifero e orwelliano indicano come soluzione le “riforme”. E gli italioti, incantati, applaudono e continuano a marciare verso il baratro. A nessuno è passato per la zucca che – da vent’anni a questa parte – non fanno altro che riformare: riformato il sistema pensionistico, riformato il mercato del lavoro, riformato il sistema bancario, riformata la scuola, riformata la sanità, riformati i servizi e tutto lo scibile sociale… riformare è uguale a dire devastazione economica, sociale, strutturale. Queste “riforme” non sono andate in direzione degli interessi del popolo italiano, ma in direzione delle richieste dei “mercati”, cioè del sistema finanziario speculativo; credendo o fingendo di credere che gli interessi del popolo e quelli dei mercati coincidessero. L’italiota come al solito addomesticato e non più capace di ragionare con la propria testa vi ha creduto, fin a divenirne assertore. Le “riforme” che vogliono i mercati – oltre a quelle per assicurare una direzione politica immune da condizionamenti “populisti” – sono solamente quelle che producono tagli di spesa; che producono, cioè, un oggettivo peggioramento delle condizioni economiche di alcune categorie o dell’intera collettività. Alcune volte sono i “mercati” (attraverso le grandi banche d’affari) che hanno l’ardire di esplicitare le loro richieste di carattere politico-economico attraverso dei report ufficialmente indirizzati agli investitori, ma che in realtà sono quasi dei “fogli d’ordini” diretti ai governanti dei Paesi vassalli. L’Ideologia mondialista lega a se mercato, banche, indirizzi governativi.

Prima di procedere nell’analisi di come la dittatura del denaro oggi procede in Italia, nella zona euro ad impoverire i popoli, ricordiamo un evento basilare nella storia della libertà dei popoli, mi riferisco all’emanazione della Legge sulla Reichsbank del 15 giugno 1939, il Terzo Reich nazionalizza la banca di emissione. Il nazionalsocialismo rinnega la dittatura del signoraggio che si era imposto ai popoli e ai governi dal 1694. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale e la nazionalizzazione della banca di emissione in Germania non è così peregrino affermare che coincidono. Segue l’introduzione alla legge: «La banca Tedesca del Reich è, in quanto banca d’emissione, alle dirette dipendenze della totale sovranità del Reich. È al servizio della realizzazione degli scopi fissati dal governo nazionalsocialista nei limiti della sfera di competenza affidatele…», si comprende facilmente la natura rivoluzionaria di questa emanazione legislativa.

Fin quando non riusciremo come militanti nazional-rivoluzionari a far comprendere al nostro popolo l’inganno e la trasformazione delle parole da parte del sistema usurocratico, non riusciremo mai a far affluire forze popolari nelle nostre comunità. Quella che è una palese marcia verso la miseria viene percepita con disincanto, indifferenza, quasi che non ci tocchi. Dietro le strombazzate parole d’ordine mondialiste, cioè “RIFORME” e “RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA” bisogna far comprendere alle fasce popolari, che queste si tradurranno in meno servizi pubblici, sociali, quindi avremo meno ospedali, scuole e infrastrutture comunitarie. In una diminuzione di bilanci della Sanità e dell’Educazione, quindi in una diminuzione di risorse umane. Da questo verranno meno quelle “speranze” di vita che spingono gioventù e non ad edificare la nazione. Pensioni e diritti acquisiti lavorativi già son solo tristi e decrepiti ricordi. Non è così difficile prevedere un deflazione salariale anche in Italia per i prossimi due anni, un calo del 25-30% dei salari, inclinerà anche le ultime ridotte di “socialità familiare” che oggi determinano una resistenza nazionale.

In tutto questo ricordiamo sempre che sottotraccia sinagoghe locali ed ebraismo internazionale agiscono e indicano. Per questo ricordiamo le parole che Benito Mussolini vergò con inchiostro indelebile sulle pagine de Il Popolo d’Italia nel 1919 in riferimento ad altra tragedia storica, ma in fondo legata alla tragedia mondialista attuale: «…Se Pietrogrado non cade, se Denikin segna il passo gli è che cosí vogliono i grandi banchieri ebraici di Londra e di New York, legati da vincoli di razza con gli ebrei che a Mosca come a Budapest si prendono una rivincita contro la razza ariana, che li ha condannati alla dispersione per tanti secoli. In Russia vi è l’ottanta per cento dei dirigenti dei sovieti che sono ebrei... La finanza mondiale è in mano degli ebrei. Chi possiede le casseforti dei popoli, dirige la loro politica. Dietro i fantocci di Parigi, sono i Rothschild, i Warburg, gli Schiff, i Guggenheim, i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di Pietrogrado e di Budapest. La razza non tradisce la razza. Il bolscevismo è difeso dalla plutocrazia internazionale. Questa è la verità sostanziale. La plutocrazia internazionale è controllata e dominata dagli ebrei».

Legati ancora in Italia a quella sudditanza mondialista di marca britannica, che ha avuto come origine in quel 2 giugno 1992, quando lo yacht imperiale Britannia attraccò al porto di Civitavecchia. Prima di ripartire per le posizionarsi in acque extraterritoriali caricò una serie di personaggi alquanto in vista per quel periodo: Giovanni Bazoli dell’Ambroveneto, Riccardo Gallo dell’IRI, Mario Draghi allora al ministero del Tesoro, Beniamono Andreatta di li a poco ministro degli Esteri con il governo Ciampi ed altri caporioni di ENI, Assicurazioni Generali, Banca Commerciale, Società Autostrade. Nel battello regale erano già presenti la regina Elisabetta e il principe consorte Filippo, della compagnia erano presenti dirigenti della banca Warburg, della Baring Co, della BZW ditta di brokeraggio della Barclay’s’Bank e altri finanzieri della City. Tramite anche questa “storia” di riunioni segrete e confidenziali si son aperte voragini nella sovranità e dell’indipendenza prima nazionale e poi continentale, con quei “passi” la globalizzazione ha destabilizzato, impoverito, emarginato. È così temerario dire che il Britannia viaggiava sulla stessa lunghezza d’onda delle politiche di Maastricht che parlano proprio dal 1992 di vincolo del 3%del prodotto interno lordo.

Per non concludere riporto le parole del capo della Rivoluzione Nazionalsocialista Adolf Hitler, ad attestazione che la Germania sotto la Croce Uncinata lavorava instancabilmente per divenire il migliore e il più grande Stato Sociale della terra, parole dense di amore e speranza: «…Con l’aiuto di questa straordinaria società, a innumerevoli persone viene alleviata la sensazione dell’abbandono e dell’isolamento sociale. Molti stanno così riconquistando la ferma convinzione di non essere completamente perduti e soli al mondo, bensì al riparo nella loro comunità popolare, che anche di loro ci si prende cura, che anche a loro si pensa e che di loro ci si ricorda. E oltre a ciò, c’è una differenza tra la conoscenza teorica del socialismo e la vita pratica del socialismo. Le persone non nascono socialiste, ma si deve innanzitutto insegnare loro come diventarlo…». La Comunità di Popolo come espressione del sangue e del suolo, come l’anima pulsante della nazione, il credere nella rivoluzione sociale.

L’Unione Europea è la gabbia che definitivamente toglierà la libertà ai Popoli d’Europa, a noi “figli della distruzione”, come ci indicano in alcuni loro testi religiosi gli ebrei, resta la fantasia e il fanatismo dell’identità, queste qualità nel prossimo futuro dovranno armare la nostra resistenza. Anche le parole del tradizionalista Malynski ci giungono profetiche: «…uomini dei campi, proprietari e proletari siamo tutti, sotto il riguardo sia sociale che individuale, servi del capitalismo (…) Pagando le imposte sempre crescenti crediamo di compiere un dovere civico: in realtà paghiamo soltanto un tributo al capitale internazionale (…) Senza denaro, non possiamo produrre, consumare, crescere, morire, mangiare, dormire, respirare. E il peggiore dei mali è che tutto questo ha finito per sembrarci affatto normale…»

 
Nessun evento
ebrguerra.resized.jpg
CelticaCPA