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Uomo e donna… prima e dopo… PDF Stampa E-mail

Dal n° 342 - Luglio 2014

Scritto da Andrea CIOCCA   

Il capitalismo è un sistema economico che non può considerarsi unicamente tale, ma incorpora un pluralismo di sfaccettature che inevitabilmente colpiscono e condizionano gli esseri che ne sono coinvolti, devastandone i loro ruoli naturali.

Le stesse funzioni di uomo e donna, sono artatamente alterate: nelle democrazie occidentali, l’uomo impoltronito, deresponsabilizzato ed effeminato, sembra addirittura andar di moda, tanto che televisione e giornali ne esaltano il fenomeno facendolo passare come un naturale processo evolutivo; la donna emancipata, imprenditrice, lontana e disinteressata dalla famiglia, diventa imprenditrice, è disposta a tutto pur di ottenere successo e notorietà, ricorrendo spesso alla prostituzione di se stessa.

Nell’era dove il consumismo, che è parte integrante del sistema capitalista, travolge le coscienze in un vortice effimero e materialista, anche la relazione diviene mercificata. Attraverso fittizi sentimenti l’uno trova nell’altro un semplice oggetto da utilizzare, rapportandosi tra loro con scopi utilitaristici.

Eppure un’infinita corrente artistica letteraria ripercorre la storia dove uomo e donna si rapportavano tra loro con intenti e con volontà notevolmente più auliche. Platone utilizza il mito dell’essere androgino per descrivere la loro unione e completezza, che essendo tutt’uno, faceva di questo un essere completo dotato di una forza e un’intelligenza immensa. Sarà poi l’invidia degli Dei e più precisamente quella di Zeus a determinare la loro sorte: con un fulmine, decide di scinderlo in due esseri distinti e separati, che da allora dovranno continuare a cercarsi per ritrovare la primordiale completezza. Dalle opere del filosofo si evince che l’elevazione spirituale si può ottenere attraverso una continua collaborazione e devozione che vada oltre il “sensibile”, che oltrepassi cioè l’aspetto materiale.

Proseguendo nella storia e lasciando Platone, anche il Medioevo è colmo di esempi, dove si manifesta un diverso approccio tra i due sessi. Nella corrente artistica culturale dell’Amor Cortese le figure del cavaliere e della donna di corte (la Dama) rivestono un ruolo fondamentale. Nell’età cortese si manifesta un vero e proprio culto della donna. Essa è vista dall’amante (il cavaliere) come un essere sublime, impareggiabile e irraggiungibile. È il “servitium amoris” cioè la totale dedizione dell’amante all’amata. Questo prostrarsi alla donna, non si deve intendere come una sottomissione del cavaliere ma volto a una dedizione e un sacrificio verso la dama con il fine ultimo di un’ascesa spirituale.

L’amor cortese attraverso autentiche prove che il cavaliere doveva superare, evidenzia quindi l’elevazione spirituale concentrata nell’esaltazione della donna come ”veicolo” per la salvezza dell’anima e della purificazione dello spirito.

Anche nella mitologia arturiana si palesa il decadimento della corte nel momento in cui il fenomeno materialista si manifesta. La coppa del Graal, che è simbolo di Purezza, irradia di benessere, salute e pace il regno di Camelot. All’interno della corte, Ginevra ha un rapporto extraconiugale con Lancillotto, che fin quando rimane spirituale e volto all’elevazione dell’animo, agli amanti è dato successo e gloria, ma quando il loro rapporto sfocia nell’atto carnale, la sventura cade su tutta la corte: Ginevra è ripudiata, Lancillotto esiliato, e il Graal abbandona il regno di Camelot scomparendo dal castello di Artù.

In epoca medioevale il Sommo Poeta è sicuramente il “padre” di questo filone. Dante Alighieri non paragona più la donna a un angelo, ma diviene lei stessa angelo. Beatrice, che nel poema dantesco lo personifica, è il tramite tra la ragione (Virgilio) e l’ultraterreno cioè Dio. La donna angelo è, quindi, colei che permette il completamento della catarsi spirituale ed eleva l’anima a Dio.

Continuando in questo percorso storico, la concezione del rapporto tra uomo e donna subisce un deciso cambiamento. Umanesimo, rivoluzione scientifica e infine illuminismo, avvenimenti che si manifestano tra il XIV e il XVIII sec., altro non sono che l’embrione del capitalismo. Da questo particolare momento storico in poi, tutto ciò che in epoca classica e medioevale era contemplativo e spirituale, ora muta in scientifico e materiale.

A dare una sterzata decisiva verso una concezione materialistica e utilitaristica della donna è sicuramente il fondatore della psicanalisi: l’ebreo Sigismund Schlomo Freud, il quale sosteneva che l’attrazione tra uomo e donna era determinata da un bisogno psichico che chiamò “libido”, paragonando l’amplesso ai bisogni come il nutrimento o il dissetarsi, seguendo una logica dei bisogni primari. È questa “scoperta” che porta l’uomo ad approcciarsi verso l’altro sesso considerandolo come un oggetto in modo definitivo.

Nonostante il decadimento in atto, emergono comunque autori che tentano di riportare in auge il valore nobile del rapporto tra uomo e donna. Nel XIX sec. Goethe con la sua opera più rilevante: il Faust ripercorre il filone filosofico del movimento dei Minnesanger in auge nel periodo medioevale germanico.

L’ultimo tentativo di ritorno al passato, alla ricerca di quell’essere androgino di Platone, lo darà il Nazionalsocialismo, e più precisamente Heinrich Himmler attraverso i quaderni SS (SS LEITHEFTE). In questi saggi formativi, distribuiti agli ufficiali SS, il Reichsfuhrer permeava le sue SS affinché ritrovassero la strada spirituale in opposizione al materialismo imperante, pertinente alle democrazie liberali. Nel quaderno SS n.10 del 1944 si evince come Himmler cercava di educare il soldato SS affinché potesse interiorizzare una concezione di donna, che non fosse esclusivamente carnale, ma che avesse un diverso approccio, col fine di costituire una Germania forte, attraverso la famiglia e la prole, la quale doveva costituire il futuro della Patria: “Io conosco le francesi, le russe e le italiane, una ragazza tedesca non ha in più niente da offrire”, dice il Rottenfuhrer Hinterhurber guardandosi intorno con aria provocatoria… Egli suscita una certa ammirazione tra i camerati che lo circondano. Ai loro occhi egli è un gran fusto pieno di esperienza che “conosce le donne”… Egli voleva conoscere l’amore e trovò qualche dubbio esemplare di sesso femminile che si appartò con lui per una serie di coincidenze favorevoli… Eccitata o venale che fosse la ragazza, lei comunque lo lasciò. E lui chiama questo amore! Durante la sua giovane esistenza egli non fu altro che un soldato. La guerra gli fece attraversare tutta l’Europa. Portò a casa nei suoi bagagli il ricordo di attrici volgari francesi, così come della primitiva e incosciente femminilità russa. Ma quelle che lui amava erano donne mediocri… per lui negli anni in cui è diventato uomo, la donna non rappresentava niente di meraviglioso. Non ha letto né i testi di Tacito sulla venerazione della donna germanica come dispensatrice divina di vita, né Werther. La letteratura in materia per lui consiste in romanzi da quattro soldi… La loro relazione con la donna non era intrisa di alcuna adorazione; essi non vedevano nulla di divino in lei perché non conoscevano in questa nulla di simile, poiché avvicinavano solo il lato diabolico dell’altro sesso, la prostituta corrotta, e così tendevano a considerare tutto su questo stesso piano…Noi siamo un Ordine di clan e, a questo titolo, abbiamo il compito enorme di creare una riserva di sangue estremamente prezioso in seno a milioni di uomini del nostro popolo. Questo compito esige da noi una posizione senza riserve verso la donna. Perché nel momento in cui la sposiamo, visto che sarà anche la futura madre dei nostri figli, questa donna diventa un membro delle SS come ciascun camerata uomo!... Essi, i rappresentanti delle idee giudaico-bolsceviche, liberali e anarchiche non apprezzano l’amore se no come un ebbrezza sfrenata, ignorando la minima traccia di etica. Conta solo l’istante e ciò che esso porta. Essi violentano sempre l’animo nobile, non superano mai il livello della pulsione più volgare. Noi non ignoriamo le atrocità commesse dagli americani in Sicilia. Tra loro e noi non esiste la minima affinità ideologica o una traccia di una politica di compromesso, ma solo il fatto nudo e crudo: o noi o loro! Vogliamo metterci allo stesso livello del liberalismo sfrenato? Persino nelle cose della vita quotidiana, nei nostri rapporti più intimi con l’altro sesso, noi non vogliamo seguire il loro esempio distorto… Le persone sposate che stanno tra noi hanno in questo frangente un grande esempio da dare. Avendo imparato a conoscere che cos’è l’amore, devono cooperare a quest’opera di educazione condannando l’oscenità e l’ostentazione sessuale… In un’epoca così difficile come quella in cui viviamo, o Tedeschi, gli uomini hanno bisogno di donne al loro fianco che possano unire all’originalità della loro natura e al colore del loro cuore, la ricchezza di uno spirito franco e riflessivo. Noi abbiamo bisogno di donne che possano formare la nuova generazione sana in cui speriamo che, fin dall’inizio, insegnino ai loro figli a essere membri del loro popolo e sappiamo che il futuro di questo popolo e la sua missione spirituale determineranno il suo destino e la sua storia”

Caduto il Nazionalsocialismo, i mercanti d’oltreoceano a braccetto con il capitalismo hanno libero accesso nell’Europa, portando con sé quel consumismo e materialismo a loro attinenti interrompendo definitivamente la nobile ricerca, che ha caratterizzato e contraddistinto la millenaria cultura del Vecchio Mondo.

 
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