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Dal n° 340 - Maggio 2014

Scritto da Comunità Politica di Avanguardia - Chieti   

Da quando si è tentato di traghettare le posizioni Nazional-rivoluzionarie assieme alla sua linea strutturale politica, con ampie capacità e capienze “comunistiche”, dall’utopia Socialista alla Scienza Nazionalsocialista, il Fronte teorico unico Antimondialista, non ha ottenuto alcun risultato pratico, nessuno sbocco propositivo realistico e/o propulsivo, ma ha assunto un’importanza vitale, nonostante tutto, nella battaglia al Sistema per la costruzione di una Comunità nazionale popolare organica, dai connotati “comunitaristi”. Ogni tentativo di prassi rivoluzionaria ha visto la luce come arma rivoluzionaria la cultura integrale del corpo dottrinario appartenente al Fronte della Tradizione, avente come obiettivo la disintegrazione del sistema. Per trasmettere alle generazioni future la fiaccola della verità, la fiamma dell’Idea unica, lo sforzo da noi preposto per attrezzare “armi culturali” adeguate, si abbisogna di sacche di ribellione giovanile e di resistenza militante che accompagnino il movimento nazional-rivoluzionario lungo l’arco della sua comunque “improbabile” esistenza, riflettendone avanzate e arretramenti strategici.

Il nostro tentativo rappresenta una tappa del cammino imboccato nel dopoguerra dal neofascismo italiano, di finirla con gli stereotipi e gli schemi prefissati precostituiti dal sistema democratico e tentare l’ardue “eresia” rivoluzionaria iniziata già dall’inizio della Repubblica democratica italiana, per uscire dall’abisso della collusione e connivenza con gli apparati di sicurezza dello Stato atlantico, lungo la strada maestra del Fascismo rivoluzionario, popolare e socialista.

Nella Germania, Hitler aveva condotto il Popolo e la Nazione tedesca alla vittoria, mediante un partito fondato sulla scienza politica nazionalsocialista e profondamente radicato nella sua specifica storia. Trapiantare a distanza di tempo il partito-scienza in un paese altamente influenzato dall’americanismo come l’Italia fu il tentativo inedito intrapreso da quel gruppo di opinione, attraverso il mensile Avanguardia e dall’omonimo movimento.

Il presente esercizio scrittorio rispecchia tale tentativo, ne misura l’insuccesso, non per colpe proprie, non per omissioni di servizio o incapacità congenite, ma palesa i nuovi compiti che una fase storica ben precisa, pone inesistente o inconsistente il movimento nazional-rivoluzionario.

Esso propone la totalità dell’elaborazione teorica che ha accompagnato lo sviluppo del movimento nazionale-popolare-socialista e dei partiti ad esso ricollocabili in Italia, ma anche la riedizione dei testi-base della cultura fascista, esplicitamente indirizzati a quelle giovani generazioni di nazional-popolari che hanno ormai l’Europa Nazione come campo di battaglia e l’imperialismo anglo-statunitense come nemico principale. La lettura e la comprensione della cultura organicista e di tutte le opere complete dei nostri autori principali, fanno ancora parecchio per l’edificazione interiore del militante, ancorato nella visione voluta da un certo “mussolinismo” e resa introvabile a causa del suo successo storico, dall’ineccepibile passato; ricerche e documentazioni su momenti e protagonisti della storia nazionale, con la prima apparizione del Fascismo come soluzione a tutti i problemi, i mali di ogni ordine e grado, sono la dimostrazione dell’efficienza e dell’efficacia delle nostre Idee.

La pubblicazione da parte delle “nostre” case editrici, associazioni e circoli culturali dell’ambiente, di alcuni importanti testi sinora inediti in italiano, vedi ad esempio quelle dell’ Editrice ‘Thule Italia”, completano la nostra offerta rivoluzionaria. Il lavoro da fare, anche su questo terreno, è ancora lungo e necessita di nuove energie rivoluzionarie giovanili, la lettura consigliata dei nostri libri contiamo possano contribuire a suscitarle. Anni di militanza, ormai diventati lustri, dovrebbero pur insegnare qualcosa…

L’idea di fondo che anima il lavoro de “L’ultimo avamposto”, associazione politica-culturale di Chieti, appendice fattiva della Comunità Politica di Avanguardia, è quella di fornire strumenti di conoscenza appropriata sulla storia del movimento-fascismo calata nella concezione del mondo tradizionalista, sulle lotte al sistema e sugli uomini più o meno noti che vi hanno operato, sul dibattito teorico e politico che ne è scaturito; rendendo accessibile almeno una parte del molto materiale che in Italia non è stato tradotto in pratica d’azione e prassi rivoluzionaria e pubblicato per gli approfondimenti dottrinari necessari prima dell’agire, a chi senta l’esigenza di conoscere “quella storia”, episodi, temi e problemi dalla parte dei “vinti”. L’ottica è quella di estendere le conoscenze della questione nazionale al popolo in un orizzonte mondiale. Mai come oggi la storia e con essa l’intero movimento nazional-rivoluzionario passato e presente è effettivamente “storia universale”… in una prospettiva contrapposta al processo involutivo mondialista decadente. Proprio per la connessione che esiste di fondo, tra dinamiche e contrasti del mercato capitalista mondiale e movimenti delle nazioni popolari, l’impegno degli editori della cosiddetta “destra radicale” si estende alla pubblicazione anche di opere, che sui processi di mondializzazione portati avanti anche dall’economia globalista e dei suoi composti, si propongono di scavare con massimo rigore scientifico e serietà professionale. Il materiale cui attingere è molto vasto, è spesso una sintesi degli sforzi di intere generazioni di militanti antimondialisti condensate in archivi, volumi, documenti, libri, opuscoli, riviste… Gran parte delle migliaia e più neofascisti in Italia è costituita da uomini di ultima generazione che stanno percorrendo le prime tappe dello sviluppo di una coscienza politica ben precisa e delineata, marcata a partire dai primi gradini della coalizione, coesione popolare.

La Nazione Italia è senza dubbio storicamente giovane, ma solo in Europa e il movimento nazional-rivoluzionario non parte certamente da zero. Spesso purtroppo non ne è consapevole, ma ha già scritto pagine e pagine di quella “storia universale” che accompagna la nascita e lo sviluppo dei movimenti nazionali-popolari-rivoluzionari europei cui accennavamo.

Coscienza politica è soprattutto coscienza della propria storia, delle proprie radici, della propria identità, delle molte teorie e ipotesi politiche che si sono rivelate efficaci e dei pochi errori che occorre non ripetere. Questa storia è vissuta da più generazioni di militanti, non sempre è stata raccontata bene, poiché per farlo occorrono capacità e mezzi che spesso non sono stati disponibili e una purezza d’animo comparabile ai molti martiri e caduti fascisti di tutte le epoche. Quello che è stata raccontata e spesso poco letta, scarsamente studiata, ancor meno assimilata, in molti casi parti importanti di quella storia non sono a tutt’oggi neppure disponibili al lettore militante neofascista; da qui muove il nostro lavoro scrittorio, di proselitismo e propaganda. Dall’altra parte noi, a differenza dei democratici tutti, non ci nascondiamo dietro un dito…

 
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