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Dal n° 339 - Aprile 2014

Scritto da Davide D’AMARIO   

«[Gli americani] sono abituati a una cittadinanza cosmopolita in cui uomini di ogni razza si mescolano, e, di qualunque religione siano, vengono considerati uguali. Il loro massimo orgoglio morale è l’umanitarismo, e il loro massimo orgoglio intellettuale è rappresentato dai Lumi. In breve, sono gli ultimi uomini al mondo capaci di vantarsi del pregiudizio antiebraico. Non possiedono una religione particolare, se non un sincero sentimento ch’essi chiamerebbero «vero cristianesimo», e che rende impossibile qualsiasi attacco contro gli ebrei. Il loro patriottismo si rivela nell’orgoglio che deriva dall’assimilazione di ogni razza umana, compresi gli ebrei»

Gilbert Keith Chesterton, What I saw in America, 1922

« … Sappi che noi, cui ci anima l’ardente fede del sacrificio, non siamo mai fuggiti dinanzi a pericoli di sorta: per noi non c’è pericolo, perché siamo noi soli che sappiamo guardare in faccia la morte senza maledirla, ma, delle volte, dandole anche il benvenuto»

Ines Donati

 

Il segretario di stato nord-americano, il sionista John Kerry è assurto a massimo esponente dell’americanismo più becero nella cosiddetta “crisi Ucraina”, le sue dichiarazioni sprezzanti e fanatiche rivolte al cospetto di Mosca e del suo presidente, rappresentano il modus operandi del politico imperialista yenkee. Questo classico atteggiamento da colonialista vecchia maniera, forse dovrebbe far ricordare le parole pronunciate da Benito Mussolini in quel celebre radio-discorso da Monaco di Baviera il 18 settembre 1943: «…Annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro, finalmente, il soggetto dell’economia e la base infrangibile dello stato. La nostra volontà, il nostro coraggio, la nostra fede, ridaranno all’Italia il suo volto, il suo avvenire, la sua possibilità di vita ed il suo posto nel mondo…». Il nemico è sempre lo stesso gli Stati Uniti d’America e la sua ideologia.

 

Prendendo spunto dalla “questione Crimea” (premettiamo che non prenderemo posizione), si riproduce in maniera chiara ed inequivocabile la strategia mediatica made in Usa, lo scontro tra la “democrazia” e “l’autocrazia”. Come se la democrazia fosse un ideologia, un assunto meta-empirico o religioso, un principio istituzionale universale e non semplicemente uno strumento, un mezzo di partecipazione popolare (ma poi sarà veramente popolare?), che non può assolutamente determinare il giusto o il bene, come certa liturgia continua a celebrare. E chi, se non la plutocrazia nord-americana, ha posto la democrazia a religione laica? Chi se non gli yenkee hanno sviluppato ed eternato la già liturgica democrazia giacobina?

Mentre le classi popolari di questa Italia sprofondano nella disperazione sociale e la disoccupazione giovanile sale a percentuali preoccupanti, pian piano escono dati shock sulla tassazione delle famiglie e non. Segno inequivocabile di esser in pieno sistema di spogliazione fiscale verso le classi medie, e quindi verso la fame delle classi medio-basse. La freddezza dei numeri seguenti significano macelleria sociale: «…accelerazione delle entrate locali, ma anche di quelle di competenza dell’amministrazione centrale”. La crescita della pressione fiscale complessiva è dovuta, per 4/5 alla crescita delle imposte locali, che sono passate dal 5,5% al 15,9%…». Non è esagerato di ritenere tale sistema un vero piano di terrorismo economico e che può benissimo indicarsi come “trotskysmo fiscale” applicato al capitalismo globalista.

Mentre i politicanti italiani fingono di affrontare la crisi del capitalismo mondiale, mentre il terzo servo del mondialismo “eletto” senza consultazione popolare Renzi lancia la “rivoluzione” delle 80 euro in busta paga (segnando un piano di massacro di pensionati e disabili, reversibilità e tagli all’assistenza) …a Bruxelles c’è chi lavora alacremente per dare al Fiscal Compact una forma attuativa puntuale, quanto vile e delinquenziale. Sono all’opera gli “esperti”, una decina di tecnocrati di provata fede liberal-mondialista, guidati dall’ex governatrice della banca centrale austriaca, la signora Gertrude Trumpel-Gugerell. Entro marzo, costoro dovranno presentare al presidente della Commissione UE, Barroso, le proprie proposte operative. Al di là, di come verrà denominata la “stangata” europeista ai popoli d’Europa, la cosa quasi certa è che per la nostra martoriata patria si tratterebbe di un prelievo forzoso di 55 miliardi di euro all’anno per vent’anni. Cioè, mille euro a persona (compresi vecchi e bambini) all’anno, per vent’anni. Tutto ovviamente, come le 80 euro del democratico Renzi, ci verrà rilevato ufficialmente dopo il voto delle europee del 25 maggio.

Il sistema dell’euro, antipopolare, oppressivo, affamatore procede imperterrito per la sua strada. I popoli d’Europa hanno davanti 20 anni di stenti, miseria e disoccupazione. O ci si batte per il recupero della sovranità nazionale, monetaria, culturale, energetica ed alimentare o sarà inutile, o peggio, ipocrita venire a lamentarsi della catastrofe sociale che ci attende. Questa rivista lo dice da anni. I mesi a venire ci diranno cosa preparano per noi sudditi, cosa i taglieggiatori dell’Ue imbandiscono per l’ulteriore rapina ai nostri danni.

In questo contesto (anche se non specifico dei temi sopra brevemente trattati …) ci piace consiliare la lettura di un libro “particolare”, scritto da Gaetano Di Bari “Stato e Mafia. Una cosa sola” edito dalle Edizioni Segno, dove anche tramite le analisi di procuratori realmente in lotta contro l’anti-nazione, nel testo si rivelano le trame e l’alleanza tra mafia, camorra, ndrangheta e massoneria … per arrivare a delineare la collusione di magistrati, alti funzionari della Ps, generali dei carabinieri che a vario modo e titolo o non svolgevano indagini o erano parte dell’azione delinquenziale e terroristica …un esempio sono i processi insabbiati …particolare anche perché il libro riprende le analisi e le parole del camerata Vinciguerra. Una curiosità libraria. Molte strade si intersecano nella dittatura mondialista in corso. Due parole meritano, anche e soprattutto da queste colonne, l’analisi e le vie del contrasto dell’ideologia Gender.

Oggi è in atto la più sconvolgente delle mistificazioni mai tentate ai danni dell’essere umano: la distruzione dei sessi! E’ questo lo scopo del “Gender”, una delirante ideologia la cui diffusione, sostenuta in tutto il mondo dai Poteri Forti e dalle lobby omosessuali, pretenderebbe di cancellare le diversità sessuali, sostituendole con immaginari “generi”.

  • L’ideologia “gender” ci viene ormai imposta quotidianamente su TV, libri, film
  • L’ideologia “gender” pretende persino di cancellare i termini “madre” e “padre” dai documenti ufficiali!
  • L’ideologia “gender” vuole privare centinaia di fanciulli del diritto di avere un padre e una madre proponendo le bizzarre e assurde “adozioni a coppie gay”!
  • Gli ideologi padri del “gender” consideravano un orientamento sessuale normale anche la Pedofilia!
  • L’ideologia “gender” sta entrando nelle scuole grazie a libri e opuscoli finanziati dal Ministero ma preparati dalle lobby e dalle organizzazioni gay!

Sulle strade di questa periferia degradata e ostile, bisogna oramai rinnovare un sano “anarchismo antipolitico squadrista” dizione evocativa del sano squadrismo fascista delle origini. Perché in questa titanica lotta, forse già persa, contro le strutture del potere mondialista bisogna richiamarsi alla “mistica” della “religione della nazione”. Ma più di mille parole vale il ricordo dello squadrista Piazzesi: «…In piazza Cavour , dove abbiamo portato a spalla i nostri morti, fatto un quadrato di bare, abbiamo cantato “Giovinezza”, come ultimo saluto. Il canto si è levato nella grande piazza, duro, carico di dolore, e sul finire ha raggiunto tonalità strane. Anche i volti si erano induriti, direi invecchiati a un tratto, come se le nostre giovinezze ci avessero abbandonati per unirsi a quelle ormai immortali dei compagni caduti …». Qualche settimana fa, uno degli ultimi combattenti della Rivoluzione, il camerata Rutilio Sermonti in un incontro ha chiamato i giovani e non alla “cattiveria”, analizzando perfettamente il momento attuale e l’esistenza del militante nazional-rivoluzionario odierno, alla conclusione della sua arringa ha chiesto di intonare insieme “Giovinezza”, anche lui ha raggiunto “tonalità strane” nel canto. Anche lui prendeva contatto con i suoi camerati caduti, e facendolo indicava a noi il giusto intendere, il limpido esempio …la perseveranza nella battaglia.

 
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