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In ricordo di Erich Priebke PDF Stampa E-mail

Dal n° 335 - Dicembre 2013

Scritto da Pio DEMARTIN   

Sabato 30 novembre 2013 si è svolta in Westfalia una dignitosa manifestazione – con buona partecipazione – in ricordo di Erich Priebke, a trenta giorni dalla morte, morto prigioniero nella repubblica di Napolitano-Letta.

La serata era all’insegna del motto di Priebke:

Man muß lachen,
um nicht zu weinen

Si deve ridere,
per non piangere

Non è stata la classica manifestazione funebre, ma è stata una serata in ricordo di Erich Priebke, dove si alternavano allocuzioni – con sottofondo musicale – e brani di musica.

Oltre alla suddetta manifestazione in una sala, vi è stata la deposizione di una corona di fiori ad un monumento ai Caduti, con l’accensione delle candele. Ma nella Bundesrepublik succede anche questo: Heinrich Boere, di nascita germano-olandese, è morto il primo dicembre 2013 all’età di 92 anni nell’ospedale della prigione della città di Fründenberg, non lontano da Dortmund.

Boere partecipò come membro della SS ad azioni di rappresaglia con il Sonderkommando (Squadra speciale d’azione) “Silbertanne” contro elementi della resistenza olandese.

I “resistenti” (franchi-tiratori-partigiani) dopo la guerra sono diventati “civili innocenti” e le azioni di rappresaglia (ammesse fino al 1949 dalle Convenzioni dell’Aja 1909 e di Ginevra 1929) a cui partecipò Boere diventarono assassinii.

Dopo lunghe schermaglie giuridiche, nel 2011 Boere venne condannato all’ergastolo.

All’epoca del procedimento Boere risiedeva già in una casa di riposo. Per scontare la sua condanna, all’età di 90 anni venne trasferito da lì all’ospedale del carcere di Fründenberg, dove egli cessava di vivere il primo dicembre 2013. Commento di un lettore:

Werter Kamerad Boere! (Stimato camerata Boere)

Ein Gruß an die große Armee (Un saluto alla grande Armata)

 

6 Dicembre 2013.

Hans Lipschis, di 94 anni, imprigionato con l’accusa di aver partecipato all’uccisione di almeno 10.510 persone, in custodia preventiva – indubbiamente per evitare che il vegliardo ne uccida altre migliaia – da sette mesi, verrà rilasciato.

Era stato accusato di aver espletato le mansioni di cuoco dal 1943 per il personale del campo di concentramento di Auschwitz e, secondo l’avvocatura della Bundesrepublik, egli era sospettato di aver partecipato alle cosiddette “selezioni” all’arrivo dei treni con i deportati ad Auschwitz.

Alla base della decisione di scarcerarlo, la constatazione che il prigioniero soffre di un inizio di demenza senile.

Commento di un lettore: La caccia agli anziani reduci è un marchio d’infamia della BRD (Die Greisenjagd ist ein Schandfleck der BRD).

Altri commenti: Non credo che nel Terzo Reich venissero incarcerati dei novantenni o dei centenari! (come, aggiungiamo, in certe republichette).

Glückwunsch, alter Soldat! (Auguri, antico soldato!).

E nel Bel Paese (d’antan)?

Il 7 novembre 2013 lo squallido Ezio Mauro, rotellina del Gruppo L’Espresso, tenta – con un ridicolo trucco – di sapere dov’è sepolto Erich Priebke.

Perché? Dati i precedenti ignobili articoli che ‘Repubblica’ ha pubblicato sulla vicenda della morte e dei funerali di Priebke, è lecito supporre che lo scopo di Mauro sia di additare il luogo della tomba alla teppaglia perché possa ripetere i bestiali assalti del 15 ottobre scorso ad Albano Laziale, al feretro di Erich Priebke – esplicitamente o implicitamente approvati da tutti i demo-giornalisti, o peggio ancora.

Così Mauro, nei suoi vaniloqui in ben tre pagine inserisce anche una foto della sedicente tomba in un cimitero abbandonato all’interno di una struttura carceraria.

Spera, il grullo, che il dr. Paolo Giachini (legale incaricato dalla famiglia Priebke a disimpegnare le esequie e la sepoltura) cada nel tranelluccio e dica: Non è vero quello che scrive Ezio Mauro, perché invece la salma di Priebke è stata sepolta nel talaltro cimitero.

Ma il dr. Giachini mangia la foglia e risponde: ‘Repubblica’ fa un giornalismo di basso livello: le foto che ha pubblicate sono assolutamente false, sembrano rubate da un film di zombie.

L’erba è alta e secca, ma non siamo più in estate.

E la tomba si vede benissimo che è di oltre settant’anni fa, un assoluto falso.

Stamattina appena ho visto l’articolo mi sono messo a ridere. E rideva anche il prefetto.

(http://news.panorama.it/cronaca/tomba-Priebke)

 
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