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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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L’Italia del Bilderberg PDF Stampa E-mail

Dal n° 333 - Ottobre 2013

Scritto da Leonardo FONTE   

Le recenti vicende che hanno interessato le istituzioni burocratico-istituzionali della colonia italia, attraverso la fiducia chiesta al parlamento dal facente funzioni del Bilderberg Group Enrico Letta, dimostrano, in modo inequivocabile, chiaro e netto, come di fatto la politica non solo abbia totalmente abdicato da quello che è il proprio compito, ossia prodigarsi per il bene comune della totalità popolare, per migliorare gradualmente i livelli e la qualità di vita della nazione, ma ha anche assunto il ruolo molto deprecabile ed odioso di vampirizzare e taglieggiare scientemente la massa, depredando oramai quel che rimane degli stipendi, dei risparmi e dei sacrifici di una intera esistenza, il tutto per mantenere in piedi l’apparato burocratico paramafioso, scevro da ogni interesse nazionale.

La realtà attuale mostra, ancora una volta, come la politica si sia estinta e come, peggio, non ci sia neanche una opposizione degna di tal nome che, quantomeno, cerchi di farsi promotrice di quelli che sono le esigenze basilari del popolo, strutturali del corpo dello Stato, dei servizi e di quanto connota il vivere civile di una nazione. La nota più grave ed allarmante, oggi, è che di fronte alle tante emergenze, alla totale precarietà, alla povertà crescente, alla devastante crisi sociale non ci sia nessuno entro le istituzioni che faccia la voce grossa.

Gli ex di rifondazione? I grillini? I postfascisti, ‘traditori’ in servizio permanente effettivo, totalmente asserviti ai dettami neoliberisti ed atlantisti? Il circo ambulante ed i grugniti dei leghisti? Siamo dentro al letame e senza via d’uscita! Siamo messi davvero molto male!

Se in precedenza le ombre del potere delle strutture mondialiste ed extranazionali agivano all’interno del territorio coloniale dirigendo e depistando gli assetti politici, dei vertici dello stato etc, oggi si può liberamente affermare che, cadute tali ombre, l’Italia è completamente preda degli interessi di un potere che mira ad accentrare tutto nelle mani di un’oligarchia finanziaria ed imperialista che di fatto ha pieni poteri nella destabilizzazione, nelle aggressioni e nello sfruttamento.

Nella realtà istituzionale uomini contigui, asserviti (venduti) o facenti parte di autentiche organizzazioni criminali, quali il Bilderberg Group, il CFR, la Commissione Trilaterale, l’Aspen Institute, altri tipi di massoneria, hanno pieni poteri in tutti gli assetti nevralgici della nazione.

L’Italia, così come le nazioni del così detto PIGS [Portogallo, Italia, Grecia e Spagna], non ha più alcuna sovranità, e se le direttive sul piano economico-finanziarie sono imposte dalla Bce, dal Fmi, dall’Ocse, dalla Banca mondiale, dalla massoneria d’oltremanica, sotto la supervisione ed il comando della coppia usuraia dei padroni del mondo Rockefeller-Rothschild, quelle che strutturano il mondo dell’industria, del lavoro e della produzione dal WTO. Così come le direttive in politica estera vengono dettate dai piani di egemonia e di aggressione della Nato, dall’entità sionista e dagli interessi delle potenti multinazionali degli armamenti e del terrore biancocentriche e nordamericane. Poteri molto potenti che sono in grado di dirigere il corso politico di stati quali quello statunitensi, tanto per intenderci. Tra l’altro, incassata la ‘fiducia’, il neogoverno italiota ha, per voce dello stesso Letta, immediatamente rassicurato che le missioni militari all’estero saranno presto rifinanziate. Lo stato di sudditanza a strutture neocoloniali e imperialistiche sarà così assicurato dagli ascari di casa ‘nostra’ ... o di “cosa nostra”?

Il potere occulto non lo si può più definire tale, non è più nè ‘discreto’, né semiocculto, dato che attualmente agisce a viso aperto, articolato dai propri uomini nei posti che contano. Costoro lasciano ai propri burattini - i governi, le istituzioni politiche - il compito di continuare a rosicchiare l’osso all’interno del cortile di casa, ossia quello di depredare a tutto tondo il popolo. Il compito vile e meschino di privatizzare, di dismettere e delocalizzare il patrimonio industriale e di svendere quello pubblico.

Questo in parole semplici ed in sintesi lo stato delle cose.

Questa in estrema chiarezza l’analisi di base del momento. Non c’è da aggiungere altro.

Chiunque disseminato, sparso, negli oltre ottomila comuni, paesi e città d’Italia non può fare altro che constatare l’amara realtà. Schiavi e portaborse, ladri, corrotti e mafiosi a parte.

Non ci sono alternative. O la disperazione, la povertà e la follia, oppure darsi alle rapine ed al latrocinio; oppure come è solito fare l’itaiota (o italiano?) prostrarsi al losco emergente di turno per raccogliere qualche briciola gettata qua e la. Nient’altro dato che, come sopra scritto, il pubblico non esiste più, le strutture dello stato in fase di smantellamento, così come non è perseguibile l’impresa privata dato che d’un tratto un nugolo di vampiri è pronto a saltarti addosso ed azzannarti, dissanguandoti.

 

Altre soluzioni

Quelle degli altri non ci interessano. Non ci interessano quelle entro il circo istituzionale, specie quelle servili al moderatismo della destra bigotta, reazionaria, conservatrice e serva degli interessi nordamericani, quelle del così definito “neofascismo atlantico di servizio” e quelle entro la gabbia timidamente critica al liberalismo che di fatto spiana la strada al capitalismo sfruttatore.

Non interessano sicuramente alla quasi totalità dei Lettori di “Avanguardia” mensile.

Le soluzioni ci sono, al momento impraticabili, irrealizzabili anche attraverso un moto di ribellione popolare, dato che non esiste, non è in essere un movimento antagonista, un gruppo politico ben strutturato e radicato che possa raccogliere ed indirizzare consensi, rabbia, disperazione e tramutarli in forza rivoluzionaria capace di edificare, reggere e mettere in movimento uno Stato solidarista, organico, socialista e rivoluzionario. Neoplatonico verrebbe da dire, ma ...

Qui cari Lettori si presenta il nodo, l’interrogativo che può essere inquietante ma che deve dare assolutamente una risposta: cosa vogliamo fare?

Continuare nell’abulia, nella morte per asfissia? Nello scoramento, nel ritiro individuale, nella divisione e nell’ignoranza politica? In slogan logoranti ed anacronistici? Senza un progetto che sia politico-culturale che miri alla disintegrazione del Sistema? Continuiamo così a prenderla nel deretano, con continui autogol, a favore del potere?

Da anni abbiamo detto, scritto e predicato, che la priorità dev’essere la autentica battaglia, consapevole, acuta ed intelligente, spregiudicata al Sistema, al centro del potere, al cuore del potere mondialista, alle oligarchie burocratico-finanziarie, non ai miasmi, alle appendici prodotte dallo stesso.Il cambiamento si apporta su tale piano. Noi notiamo unicamente dispersione, il rifugiarsi in totem irreali più che fantastici o fantasiosi, la fuga verso angoli e labirinti che poco o niente hanno a che fare con la politica.

Adesso, ove il potere della Trilaterale, della grande banca e del Bilderberg, si materializza, così come appaiono nitide le azioni di aggressione, di destabilizzazione e di egemonia planetaria dell’impero israelo-statunitense, della spropositata egemonia industriale del made in china, dello sfruttamento umano apportato su donne e bambini tout-court dalla grande industria, adesso ove anche parlare di complotti appare irreale e anacronistico, dato che tali istituzioni semi-occulte e paramassoniche agiscono e controllano alla luce del sole, ci dite cosa fare? Ditelo, per Dio!

Che facciamo adesso? Cosa facciamo in un momento così sensibile per la nostra esistenza e per la nostra sopravvivenza politica? Vogliamo far politica seriamente? Vogliamo far crescere politicamente i soggetti ed indirizzarli alla autentica battaglia politica? Cosa vale fare incontri, convegni, conferenze, che di fatto alla fine non aggregano, non danno propulsione antagonista e rivoluzionaria, non materializzano un soggetto rivoluzionario presente e radicato nella nazione? Che utilità hanno tali incontri, quando poi chi partecipa ad argomentazioni, definiamole anche “sacre” o “mitiche”, vanno l’indomani a votare per gli ascari e le filiazioni semipartitiche del Pdl o per gente che è arrivata addirittura pubblicamente ad abiurare il Sacrificio di tanti giovani volontari e l’Idea Repubblicana e Socialista? Tanti se la menano coi racconti, le celebrazioni e le ricorrenze, anche fotocopiando percorsi di gente che niente ha a che fare con la nostra visione del mondo, con l’autentico cambiamento.

Bisogna mettersi in discussione e credere.

Credere, combattere o finire nell’oblio.

O nella disperazione e nella dispersione, così come il corso mondialista e neoliberista della società ha condotto milioni di europei. Facciamo queste considerazioni nella consapevole prospettiva di non avere neanche più molto probabilmente a ‘disposizione’ [non ci sono più soldi ...!] questo strumento politico-propagandistico di battaglia rivoluzionaria quale “Avanguardia”. Uno strumento ideale e politico che anche in campo europeo è stata un’esperienza unica, continua, conosciuto il lungo, periglioso, affascinante percorso attraversato in oltre trent’anni di presenza. In tal direzione desidereremmo anche intravedere una qualche abnegazione, pur moderata a seconda delle disponibilità, nel sostenere il mensile, contrariamente possiamo anche chiudere.

Discutiamone, sbracciamoci le maniche, oggi è un ordine e un comando dato che l’Usura è uscita dall’ombra, sacrifichiamoci ancora una volta; ricreiamo un percorso di speranza. La nostra e di un Popolo. Cortesemente, se ci siete, battete un colpo!

 
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