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Società e consumi, la discesa verso il basso PDF Stampa E-mail

Dal n° 333 - Ottobre 2013

Scritto da Enzo RISTAGNO   

Per anni su questa rivista abbiamo pubblicato mensilmente un cosiddetto caleidoscopio antimondialista. Se dovessimo continuare a tenere tale rubrica non basterebbero ormai tutte le pagine del nostro giornale.

Non c’è bisogno di grandi approfondimenti filosofici o esoterici e non c’è bisogno neanche di grandi indagini; è sufficiente leggere qualsiasi rivista e quotidiano; saltare a piè pari tutto quello che riguarda il nulla della politica odierna e le varie dichiarazioni dei nani in questione, e non mi riferisco ovviamente a caratteristiche fisiche, e leggere le varie notizie che compaiono nelle pagine interne, sia nazionali che internazionali.

Non c’è neanche bisogno della rete, se non, volendo, poi approfondire quello che è trattato in due righe qua e là.

Senza entrare più di tanto nel merito delle questioni italiche, dove ormai si tratta di scoprire l’acqua calda. In tali questioni le varie problematiche hanno dimensioni incredibilmente diverse a seconda dell’area geografica se pur sempre nazionale. La questione dell’istruzione tocca tanti temi, sia lato precariato e professionalità sia lato studenti e loro famiglie, la questione trasporti pubblici che al sud è ormai grottesca, dove invece di potenziare chiudono le stazioni, vede anche al nord, nella mia Genova, temi, trattati con incredibile inadeguatezza come il terzo valico, ma i soldi pubblici vanno alla tav. La legge, perché di giustizia non si può parlare, ha tempi biblici e la durata di un procedimento è mediamente di otto anni, le conseguenze per chi ne è impattato sono tragiche e la professionalità nel settore è pari allo zero, tanto chiudono i piccoli tribunali e chi è pagato molto proprio perché ha delle responsabilità quando sbaglia non paga, non si capisce allora perché un giudice, un notaio, un medico, debbano guadagnare più di un professore. La sanità fa pagare il prezzo della sua incapacità ai cittadini, creando nelle fasce più deboli vere e proprie tragedie e chiunque, come me, abbia un genitore invalido pensionato lo sa bene. Nella scelta della classe dirigente il criterio non è mai il merito, ma la clientela. Ogni cittadino combatte per arrivare a fine mese, salariati o piccoli imprenditori che siano, ovviamente salvo pochi privilegiati che con pensioni d’oro, stipendi lauti e laute liquidazioni, incredibilmente non legate al merito né ai risultati. Unica differenza il salariato non può opporsi al furto fiscale mentre il piccolo imprenditore per arrivare a fine mese può non versare il dovuto all’erario, e vive di rateizzazioni in rateizzazioni, una vera schiavitù. Il destino delle aree industriali del nord est è indicativo a tal proposito. Tutti questi cittadini era d’uso chiamarli popolo. Ma oggi bisogna stare attenti alle parole, basti pensare che il signor Barilla ha dovuto scusarsi per le sue dichiarazioni, della sua legittima scelta di non voler usare gay nelle sue pubblicità. Premettiamo che non sopportiamo le pubblicità Barilla, le troviamo pacchianamente finte e su tutta la pubblicità ci sarebbe molto da dire in quanto tutte sono ingannevoli, ma non è questo il luogo per indagarle. Allo stesso modo, crediamo che ognuno nel suo letto sia libero di fare cosa vuole con chi vuole, ma troviamo incredibile che una persona sia costretta a scusarsi delle sue scelte se non in linea con la grande suggestione in atto, e trovo tale sdoganamento e la conseguente ostentazione di tali comportamenti in linea con la discesa verso il basso e tale contraffazione, tale grottesca parodia, trasforma la confusione in sovversione. Ma per i competitor di Barilla non si tratta certo di una questione etica, la Althea, sughi pronti, che è molto più ‘avanti’, ha tra le sue pubblicità un bacio gay. ‘Avanti’ diventa qui sinonimo di discesa verso il basso. Per bassa che sia una scienza della morale rispetto alla metafisica, è comunque già superata verso il basso dalle uniche regole che contano, quelle del profitto. Per i competitor quella di Barilla, è semplice miopia, dichiarazione d’altri tempi. Oggi il mercato gay copre il 20% dell’intero mercato e semplicemente bisogna studiare i messaggi per accaparrarselo. Pochi anni fa lo scandalo sarebbe stato legato alla pubblicità dell’Althea, oggi lo scandalo è diventato l’esatto contrario ma tutto il can can legato ai vari sdoganamenti in atto è alla fine parte del processo discendente nel mondialismo l’unica parola che interessi è consumatore.

Nella società dello spettacolo l’attore è il consumatore e può solo lottare per diventare attore protagonista ma i registi e gli sceneggiatori non sono in discussione. Noi possiamo anche decidere di giocare a questo gioco, col dovuto distacco, ma come abbiamo avuto modo di scrivere in passato continuiamo a cercare uomini veri e visto lo stato dell’arte sarà forse per questo che siamo pochi? La risposta non ci importa più di tanto perché siamo consci del fatto che l’importante è essere. Che senso avrebbe oggi la confraternita degli apoti del grande Prezzolini di quasi cent’anni fa?

In una sola settimana leggiamo che in Egitto esistono sedici milioni di analfabeti, termine che nei vari criticabili paesi dell’est non è mai esistito. Attenzione, il golpe egiziano non ha nulla a che vedere col precedente algerino, qui la piazza non s’è scagliata contro le “barbarie” dell’Islam o contro una dittatura ma bensì contro la supposta inefficienza del potere.

La caduta dall’Uno dall’ordine naturale delle cose, dall’aborigeno australe bastante a sé, allo sciamano, alla codifica morale, ai valori, alla caduta dei valori, alla confusione e infine alla sovversione. E se volessimo anche accettare di controbattere su questo tema dell’efficienza, in assenza del sacro, senza pretendere di raggruppare persone sulla base delle idee, ma solo sulla base della sopravvivenza e della giustizia sociale quanti colpi di stato ci dovremmo aspettare nel sud dell’Europa?

In una settimana, senza cercare, in due righe qua e là, leggiamo che, il Qatar che ha acquisito la casa di moda di Valentino per settecento milioni di euro ora sta trattando Versace mentre relativamente nelle vicinanze in Mauritania, sebbene ufficialmente abolita ben sei anni fa, vige la schiavitù e poco più a ovest in Ciad, che dal petrolio incassa un miliardo di dollari circa all’anno, ovviamente non distribuiti, esiste un solo psichiatra e il nostro Corrierone commenta il pregiudizio antico per cui “… i problemi della mente siano in realtà il segno e il risultato di una possessione demoniaca”. Nessun altra possibilità è lasciata oltre alla Scienza, con la s maiuscola e le sue separazioni, e la superstizione. Eppure non ci risulta che la depressione, per fare solo un esempio, fosse un fenomeno di massa pochi decenni fa, e se è vero che molti mali, una volta ben poco presenti, siano psicosomatici non credo sia possibile attribuirli al pregiudizio antico e che di questo ne siano addirittura il risultato. Più a sud, nello Zimbabwe continuano le stragi di elefanti, per via dell’avorio. Leggiamo come negli Usa la soia e il mais ogm distruggano le altre economie e con loro le persone che le praticavano, così come la gomma sintetica mette in ginocchio gli ex primi produttori di gomma al mondo i thailandesi, e questo ha fatto sì che gli agricoltori che la praticavano oggi vivano di sussidi.

Leggiamo che il Brasile cerca di sottrarsi al massiccio spionaggio, ormai acclarato, da parte degli Usa, potuto avvenire in quanto tutti i Backbone telematici passavano da lì e ora il Brasile cerca di realizzare un collegamento in fibra ottica che unisca Fortaleza a Vladivostock per sottrarsi a tale spionaggio. Che fine avrà fatto il progetto Telecom di unire allo stesso modo Mazara del Vallo a Gerusalemme? Su Telecom non c’è niente da aggiungere: dal regalo della privatizzazione alle vergognose gestioni successive fino all’opa in corso senza che mai sia avvenuto l’indispensabile scorporo dalla rete.

La società dello spettacolo è ormai il grande fratello prospettato da Orwell, e oltre alle fantascientifiche previsioni di un Asimov o di un Dick o del Kubrik di 2001 odissea nello spazio.

La realtà, senza cercare, senza approfondire, vivendo il nostro bel paese ogni giorno e leggendo due righe qua e là, supera l’immaginazione.

 
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