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Di fronte alle pretestuose ed arroganti richieste dirette a punire il pensiero e il dissenso: Libertà per i Popoli d’Europa PDF Stampa E-mail

Dal n° 331 - Agosto 2013

Scritto da Alessandro DI PIAZZA   

Ecco che, con una puntualità Svizzera, le comunità ebraiche tornano al attacco. In un’ intervista al ‘Corsera’, il capo della comunità ebraica di Roma torna a fare pressioni sul governo per un inasprimento della legge Mancino, sui reati di opinione, ipocritamente velato dietro il paravento di una legge contro il razzismo.

Il nostro campione di tolleranza democratica, si augura che il nostro governo inasprisca in tempi brevi le pene per chi osa mettere in dubbio l' esistenza delle camere a gas. Pacifici chiede non più un anno di pena ma almeno tre; ma allora già che ci siamo perché non chiede l' ergastolo per un così ‘tremendo reato’? e perché no l'eliminazione fisica del reo: magari degli omicidi mirati potrebbero occuparsi, per la bisogna, gli agenti del Mosad, abituati a scorrazzare liberamente per il nostro paese come testimonia il recente caso Ablyazov.

Il Pacifici forse vorrebbe che la nostra nazione assomigliasse a Israele, un esempio fulgido di democrazia, dove i cittadini arabi vengono considerati di serie B, ove si possono abbattere le case dei palestinesi con i buldozer, si può infischiarsene tranquillamente di tutte le risoluzioni dell’ONU tanto contro l’entità sionista non si formerà mai un alleanza ‘democratica’ per costringerla con i bombardieri a rispettarle.

Una nazione-imposta, israele, dove le orchestre sinfoniche non possono proporre la musica di Wagner.

È mai possibile che le comunità ebraiche con tutta la loro potenza di controllo su i mezzi di informazione, necessitino di leggi repressive per confutare delle tesi, le revisioniste, se le si considerano così infondate, perché accanirsi cosi tanto?

Non gli bastano una pletora di storici asserviti insieme ad una stampa sempre propensa a tramandare le leggende?

Certo se si vuole perseguire chi, tra gli storici mette in dubbio l' uso per la shoah delle camere a gas si rischierebbe di intasare i tribunali, perché rischierebbero di finirci anche tutti quegli storici onesti che, pur non arrivando coraggiosamente ad affermare che lo sterminio tramite gas non è avvenuto, ammettono che le testimonianze a favore di questa pratico sono totalmente contraddittorie e quindi dubbie.

Allora non rimane che impedire con le minacce di conseguenze pesanti che la ricerca storica faccia il suo corso.

Certo le comunità ebraiche oramai si sentono capaci di tutto, dopo essere riusciti a costringere la chiesa a negare che i carnefici di Cristo siano gli ebrei, si pensa che sia possibile manipolare qualsiasi verità. Forse un giorno se converrà loro ci costringeranno a negare che la terra sia la terra che il cielo sia il cielo, l' acqua sia bagnata e chissà cosa altro.

Certamente avere la stampa controllata è un bel vantaggio. E come sono solerti i giornalisti.

Bruciano una scuola a Roma, si corre a dichiarare che è opera dei neonazisti, salvo poi scoprire dopo qualche giorno che erano stati quattro studenti bocciati.

Ma poi voglio dire: é un crimine non avere simpatia per una entità colonialistica, che non ci piace, dato che impunemente per decenni ha massacrato i Palestinesi?

Non è forse rivendicando ogni giorno il monopolio della sofferenza, che si vuole coprire le malefatte di uno stato che chiamare canaglia è il minimo?

E allora non è forse sospetta la tempistica del Pacifici nella sua uscita, con il duro scontro di questi giorni tra UE con israele per le colonie, quando l'Europa vieta i rapporti economici con i territori occupati, e l' ebraismo internazionale torna a alzare cortine fumogene, ora che gli ex militari germanici liberi iniziano per cause naturali a scarseggiare, cercando nuovi pretesti per presentarsi al mondo come perseguitati?

Ma le idee non bombardano la popolazione innocente.

Così si cercano nuovi potenziali persecutori del popolo ebraico, e non è un caso che pur avendo la stampa internazionale asservita, ora si è messo nell’obiettivo il web, troppo libero, ancora difficile da controllare pur tra le tante corbellerie presenti e le tante fonti non attendibili, è questo strumento di minima libera circolazione delle idee a essere attaccato accanitamente.

La guerra che si sta scatenando per il controllo di internet è indicativo della paura che i governi hanno per questo strumento; tutto deve essere riportato a posto e l' informazione deve essere facilmente controllabile.

Il popolo non deve avere una libertà di coscienza.

Ecco allora che si studiano nuove sanzioni a chi fa circolare liberamente le idee.

Io da Senese sono consapevole che senza la libertà di alcuni blog locali (l' Eretico) il cittadino non sarebbe stato informato correttamente dello scandalo MPS, e forse neanche la magistratura si sarebbe mossa.

E allora si cerca di mettere il bavaglio a chi non si omologa al pensiero dominante.

Il Pacifici non fa altro che reclamare la possibilità di scrivere la storia a propria utilità, e gli stati asserviti docilmente si piegano.

A noi utopisti di una visione del mondo, il nazionalsocialismo, in cui il benessere del popolo e non della finanza internazionale era la base per costruire uno stato, non ci resta che portare avanti la nostra battaglia per la libertà.

 
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