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Dal n° 330 - Luglio 2013

Scritto da Leonardo FONTE   

Dove è la politica? Dove sono oramai le istituzioni, le strutture sociali che dovrebbero garantire il bene, la salubrità, la pace sociale del popolo nel contesto nazionale?

Da quale angolo del pianeta vengono diramate le politiche che dovrebbero salvaguardare il benessere popolare e che, di fatto, di converso, oramai stritolano popoli e nazioni, omogenizzano e standardizzano qualsiasi cosa, centrifugandole nell’infernale vortice che la mondializzazione ha oramai istituito per accentrare nelle mani di una ristretta oligarchia i beni di tutti i popoli?

Un breve scritto non serve certamente ad articolare, a dare risposte compiute ai precedenti interrogativi. Il dato certo è che le sovranità nazionali sono oramai sul punto di esser totalmente smantellate. In Italia non ci sono riusciti, a suo tempo, i peones della Lega strutturata dalle idee e dal progetto dei mondialisti Bassetti e Miglio, ma i sferzanti colpi assestati dai dogmi neoliberisti, insieme alla politica operativa di controllo e guerrafondaia del gendarme planetario detto NATO, hanno raggiunto tale risultato. Non esiste più alcuna sovranità sul piano sociale e in tutti gli altri ambiti della società, tutto è oramai smembrato, anche quei residui di tutela che ogni Stato dovrebbe garantire al popolo, vedi la sanità, l’istruzione pubblica, i trasporti.

Sappiamo molto bene e con concreta consapevolezza che l’Italia sin dal 1945 è uno stato a sovranità limitata. E se tale nostra affermazione diretta al periodo del primo dopoguerra poteva riguardare la politica estera, la difesa, il corso politico interno diretto a tutelare organicamente gli interessi statunitensi, tal concetto oggi lo si può estendere a 360gradi: dalla politica energetica e quella industriale, dall’emissione della moneta all’organizzazione ed alla strutturazione del mondo del lavoro, della sanità e della cultura, i media, etc. Tutto è sotto l’egida dell’Occidentalismo, della mistificazione multinazionale. Tutto è servitù alla cultura dell’Impero del mondialismo apolide.

Tutto, bisogna pur dirlo, è a supporto della vanagloria di israele, del suo esclusivismo razzista, della suo incondizionato spirito neocolonialista, del resto ebbero un ruolo di primo piano nella tratta degli schiavi deportati dall’Africa al nuovo continente.

Torniamo su un piano più ‘basso’.Oramai la non-politica la fa da padrone. Parole vuote su parole vuote, continui artefizi e depistaggi, caratterizzano le dichiarazioni parlamentari. È da decenni che parlano di ‘riforme’, di ‘crescita’, di priorità al lavoro, di tagli alla spesa pubblica, alla politica. Ma la sostanza è che l’Italia è oramai un paese in piena bancarotta, un contenitore di fetida immondizia, preda degli spasmi d’un potere che non vuole rassegnarsi a mollare le briciole che il potere sistemico planetario permette loro di rastrellare. Complice una massa popolare senz’anima, sempre più simile ad un gregge diretto al mattatoio. La massa italiota è infima e bassa. Non basta l’alibi del tirare a campare, della neopovertà, della disperazione dei giovani preda dello sconforto dettato dalla mancanza d’ogni certezza nel futuro, per scagionare tale viltà. Gli italiani sono i complici della distruzione della nazione, della privazione di tutti i suoi beni, del sistematico smantellamento del lavoro, del continuo furto di denaro pubblico, delle continue dismissioni industriali, dei tagli al pubblico, operazioni condotte consapevolmente dal potere bancario e finanziario, sovranazionale e sovraistituzionale che di fatto governa il mondo. Se un’indegna classe dirigente può continuare a prosperare e a governare, se la canea dedita alla truffa, al latrocinio ed alla corruzione avanzano, parte grossa della colpa e della massa popolare che non si ribella a tali indegnità, prestando spesso il fianco. Trattasi di una vasta estensione di zombies, non di popolo correttamente inteso.

Unicamente l’ignoranza, la malafede e la stupidità della massa, la sua arrendevolezza e la subalternità al dominio del consumo e dell’apparenza, possono far sì che imperi una classe dirigente inetta e servile contigua, complice, del potere trasversale, transnazionale, dell’usura e dello sfruttamento.

È oltremodo possibile che dinnanzi alle tante emergenze popolari, alle ampie divaricazioni ed alla totale lacerazione del tessuto economico-sociale della nazione, parlamento e governo non riescano a dare, nel continuo degli anni, delle risposte adeguate? È possibile che esista tanta radicata codardia che conduca le istituzioni a favorire gruppi di potere ed oligarchie finanziarie anziché il proprio popolo e la nazione?

‘Onorevole’ è un aggettivo che vuol significare ‘onorabile’, ‘rispettabile’, di persona che ‘merita onore”.Definireste Voi in tal maniera un De Gregorio, un Scilipoti, tanto per restare a individui noti nell’ultima legislatura, o ai tanti che sin dal primo dopoguerra hanno spinto in parlamento interessi legati a gruppi di potere mafiosi, paracriminali, di potenze straniere? Forza, si cerchi di esser seri! Egregi Lettori e camerati, per circoscrivere la vicenda entro il ‘neofascismo’ di matrice italiota, per esempio, ultimamente nella capitale d’Italia, il ‘neonazista’ e comunitarista Gianni Alemanno di chi ha fatto gli interessi?

Per amor di sintesi si può affermare che questa cronaca sopradescritta ricalca la totale complicità della democrazia liberal-parlamentare. Questo è l’indegno risultato del dogma democratico e neodemocristiano; un dogma che già precedentemente all’avvento di Cristo era stato denunciato, sviscerato e messo nelle condizioni di non nuocere. Come avvenne nella lucida e consapevole politica comunitaria ed aristocratico-guerriera istituita a Sparta. Lì venne fortemente limitato l’uso ed il potere del denaro. Un potere demoniaco che spiana la strada al malgoverno ed alla corruzione.

Non a caso l’etica e l’organizzazione neoplatonica dello Stato spartiate divergono radicalmente dalla porcilaia democratica.

Una democrazia che è unicamente sfruttamento popolare, usura fiscale, annichilimento dello stato sociale, del bene pubblico, che corrisponde alla devastazione ambientale, dei posti di lavoro, del principio dell’autodisciplina simbiotico al bene comune; democrazia utile nella sostanza a soddisfare le esigenze - ripetiamo -, gli interessi e le perfidie di strutture proiettate perspicacemente ad elevare il proprio dominio di controllo e di potenza.

A cosa dovremo arrivare per tracciare un moto contrario a tale opera di falcidia sociale?

Quali episodi disumani, oltre quelli esistenti, il Sistema dovrà mettere in opera affinché si arrivi magari ad una parziale, se non totale, consapevolezza tale da indurre ad un agognato cambiamento del corso delle cose?

Ogni cambiamento necessità d’un sacrificio, d’uno spirito di sacrificio, di forza interiore, di un impegno alla rinuncia ed al combattimento. A meno che non si sia complici e funzionali, o giù di li, alla bestia satanica al potere.

Dinnanzi a questo scenario di morti viventi, ribadiamo,di zombies dediti in prima battuta a soddisfare le richieste del parassitismo attraverso il già tristemente noto tritacarne del consumismo, ci permettiamo corredare iconograficamente questo fascicolo del mensile non-conforme e rivoluzionario “Avanguardia” di fotogrammi presi dal cimitero militare germanico del Passo della Futa, ove riposano migliaia di gloriosi, di eroi e di invitti che si immolarono per una grande Europa continentale, per una Idea del Mondo, che avrebbe sicuramente assicurato centinaia di anni di pace, di armonia e di benessere, di giustizia sociale a tutti gli Europei ...oggi sempre più carne straziata, immolata sull’altare della grande usura giudaico-mondialista.

 
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