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Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Domenica 13 Ottobre 2013

ERICH PRIEBKE

(Hennigsdorf presso Berlino, 29 luglio 1913 – Roma, 11 ottobre 2013)

Zur Ehre von Erich Priebke, Möge er in Frieden ruhe

(possa egli riposare in pace)

Venerdì 11 ottobre 2013.

 

Il Dr. Paolo Giachini, avvocato e Schutzengel (angelo protettore, come lo chiamano i tedeschi) del capitano Priebke, comunica ai media :

“Erich Priebke muore oggi all'età di 100 anni. La dignità con cui ha sopportato la sua persecuzione ne fa un esempio di coraggio, coerenza e lealtà.

Il signor Erich Priebke ha voluto lasciare una sua testimonianza che parla della sua vita, cioè di quello che è stata la sua vita e il suo passato. Lo ha lasciato in forma scritta attraverso un'intervista e con un video.

La sua autobiografiaDi Priebke i suoi avversari hanno fatto un esempio, hanno fatto un martires, detto in latino, cioè un testimone. Lui ha reso testimonianza dei valori che oggi non esistono più, i valori degli uomini che si stringevano la mano e rispettavano i patti, e non tradivano le loro idee (.).

Credo che si debba festeggiare la sua memoria. Non è un giorno di lutto per me”.

Lasciando per il momento da parte la valanga di falsità piene e mezze verità sfornate per l'occasione dalla fabbrica della disinformazione – nonché del ridicolo : “Questura e prefettura in allarme” (ilmessaggeroi.it), - rileviamo il vilissimo comportamento del Vicariato della capitale, che nega l'accesso della salma ad ogni chiesa di Roma (e del pari consimile dichiarazione del ministro ebreo-argentino Timerman, che nega la sepoltura di Priebke a fianco della sua sposa a Bariloche).

I funerali verrebbero celebrati martedì 15 ottobre.

Il Dr. Giachini ha precisato :

Erich Priebke “ha diritto ai funerali in chiesa, saranno in forma privata”. “I Patti Lateranensi prevedono che ciascuno possa fare pratiche religiose laddove la sede lo consenta. Per cui anche Priebke ne ha diritto. La chiesa è dei fedeli e Priebke era un fedele”. Priebke con il suo avvocato, Dr. Giachini, in moto, con il passeggero, che aveva il permesso di recarsi al lavoro (a 93 anni!), permesso poi rimangiatosi da giudici fifoniDa 2000 anni non è mai stato cacciato nessuno da una chiesa e non mi risulta che si possa fare neppure legalmente. Sarà comunque una cerimonia funebre privata, parteciperanno parenti ed amici stretti. Non deve avere un tono che possa avere riscontri politici e di solennità”. Per precisare “il luogo dei funerali aspetto il certificato di morte affinché si possa traslare la salma. Mi vedrò con i figli e decideremo. Comunque decine di persone hanno offerto la loro tomba di famiglia per Priebke. Anche il sindaco di un paese ha riferito, in quanto cattolico, è pronto ad ospitarlo in un suo cimitero. È un fatto umano. Comunque ho anche spazio nella mia tomba di famiglia e gli cederei volentieri pure il mio posto”.

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Rendiamo omaggio ad un uomo di carattere, che non si è piegato davanti a pressioni psicologiche e materiali diaboliche, a rabbiniche perfidie dei Centri Wiesenthal e di più vicini lidi, riportando per ora alcuni brani del suo “testamento umano e politico”.

EP – La fedeltà al proprio passato è qualche cosa che ha a che fare con le nostre convinzioni. Si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali, quello che per noi tedeschi fu la Weltanschauung ed ancora ha a che fare con il senso dell'amor proprio e dell'onore. La politica è un'altra questione. Il Nazionalsocialismo è scomparso con la sconfitta e oggi non avrebbe comunque nessuna possibilità di tornare.

Domanda – Della visione del mondo di cui lei parla fa parte anche l'antisemitismo?

EP – Se le sue domande sono mirate a conoscere la verità è necessario abbandonare i luoghi comuni: criticare non vuol dire che si vuole distruggere qualcuno. In Germania sin dai primi del novecento si criticava apertamente il comportamento degli ebrei. Il fatto che gli ebrei avessero accumulato nelle loro mani un immenso potere economico e di conseguenza politico, pur rappresentando una parte in proporzione assolutamente esigua della popolazione mondiale era considerato ingiusto. È un fatto che ancora oggi, se prendiamo le mille persone più ricche e potenti del mondo, dobbiamo constatare che una notevole parte di loro sono ebrei, banchieri o azionisti di maggioranza di imprese multinazionali. In Germania poi, specialmente dopo la sconfitta della prima guerra mondiale e l'ingiustizia dei trattati di Versailles, immigrazioni ebraiche dall'est europeo avevano provocato dei veri disastri, con l'accumulo di immensi capitali da parte di questi immigrati in pochi anni. Mentre con la repubblica di Weimar la grande maggioranza del popolo tedesco viveva in forte povertà. In quel clima gli usurai si arricchivano e il senso di frustrazione nei confronti degli ebrei cresceva.

Domanda – Quella che gli ebrei abbiano praticato l'usura ammessa dalla loro religione, mentre veniva proibita ai cristiani, è una vecchia storia. Cosa c'è di vero secondo lei.

EP – Infatti non è certo una mia idea. Basta leggere Shakespeare o Dostoevskij per capire che simili problemi con gli ebrei sono storicamente effettivamente esistiti, da Venezia a San Pietroburgo. Questo non vuole assolutamente dire che gli unici usurai all'epoca fossero ebrei. Ho fatto mia una frase del poeta Ezra Pound: “Tra uno strozzino ebreo e uno strozzino ariano non vedo nessuna differenza”.

EP – Se parliamo del processo di Norimberga del 1945 allora posso dire che fu una cosa incredibile, un grande palcoscenico creato apposta per disumanizzare di fronte all'opinione pubblica mondiale il popolo tedesco e i suoi capi. Per infierire sullo sconfitto impossibilitato a difendersi.

Domanda – Su quali basi afferma questo?

EP – Cosa si può dire di un autonominatosi tribunale che giudica solo i crimini degli sconfitti e non quelli dei vincitori; dove il vincitore è al tempo stesso pubblica accusa, giudice e parte lesa e dove gli articoli di reato erano stati appositamente creati successivamente ai fatti contestati, proprio per condannare in modo retroattivo? (.).

EP – A Norimberga i tedeschi furono accusati della strage di Katyn, poi nel 1990 Gorbaciov ammise che erano stati proprio loro stessi russi accusatori, ad uccidere i ventimila ufficiali polacchi con un colpo alla nuca nella foresta di Katyn. Nel 1992 il presidente Eltsin produsse anche il documento originale contenente l'ordine firmato da Stalin.

I tedeschi furono anche accusati di aver fatto sapone con gli ebrei. Campioni di quel sapone finirono nei musei USA, in Israele e in altri paesi. Solo nel 1990 un professore dell'università di Gerusalemme studiò i campioni dovendo infine ammettere che si trattava di un imbroglio.

Domanda -. Sì, ma i campi di concentramento non sono una invenzione dei giudici di Norimberga.

EP – In quegli anni terribili di guerra, rinchiudere nei lager (in italiano sono i campi di concentramento) popolazioni civili che rappresentavano un pericolo per la sicurezza nazionale era una cosa normale. Nell'ultimo conflitto mondiale lo hanno fatto sia i russi sia gli USA. Questi ultimi in particolare con i cittadini di origine orientale.

Domanda – In America però, nei campi di concentramento per le popolazioni di etnia giapponese non c'erano le camere a gas.

EP – Come le ho detto, a Norimberga sono state inventate una infinità di accuse. Per quanto riguarda quella che nei campi di concentramento vi fossero camere a gas aspettiamo ancora le prove. Nei campi i detenuti lavoravano. Molti uscivano dal lager per il lavoro e vi facevano ritorno la sera. Il bisogno di forza lavoro durante la guerra è incompatibile con la possibilità che allo stesso tempo, in qualche punto del campo, vi fossero file di persone che andavano alla gasazione. L'attività di una camera a gas è invasiva nell'ambiente, terribilmente pericolosa anche al suo esterno, mortale. L'idea di mandare a morte milioni di persone in questo modo, nello stesso luogo dove altri vivono e lavorano senza che si accorgano di nulla è pazzesca, difficilmente realizzabile anche sul piano pratico.

Domanda – Ma lei quando ha sentito a parlare per la prima volta del piano di sterminio degli ebrei e delle camere a gas ?

EP – La prima volta che ho sentito di cose simili la guerra era finita ed io mi trovavo in un campo di concentramento inglese, ero insieme a Walter Rauff. Rimanemmo entrambi allibiti. Non potevamo assolutamente credere a fatti così orribili: camere a gas per sterminare uomini, donne e bambini. Se ne parlò con il colonnello Rauff e con gli altri colleghi per giorni. Nonostante fossimo tutti SS, ognuno al nostro livello con una particolare posizione nell'apparato nazionalsocialista, mai a nessuno di noi erano giunte alle orecchie cose simili.

Pensi che anni e anni dopo venni a sapere che il mio amico e superiore Walter Rauff, che aveva diviso con me anche qualche pezzo di pane duro nel campo di concentramento, veniva accusato di essere l'inventore di un fantomatico autocarro di gasazione. Cose di questo genere le può pensare solo chi non ha conosciuto Walter Rauff.

Domanda – E tutte le testimonianze della esistenza delle camere a gas?

EP – Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli Americani a Dachau [con manodopera costituita, ovviamente, da prigionieri tedeschi -ndr].(.).

Domanda – Quindi lei minimizza la tragedia degli ebrei: l'Olocausto?

EP – C'è poco da minimizzare, una tragedia è una tragedia. Si pone semmai un problema di verità storica.

Priebke, prigioniero, durante uno dei suoi "processi"I vincitori del secondo conflitto mondiale avevano interesse a che non si dovesse chiedere conto dei loro crimini. Avevano raso al suolo intere città tedesche, dove non vi era un solo soldato, solo per uccidere donne bambini e vecchi e così fiaccare la volontà di combattere del loro nemico. Questa sorte è toccata ad Amburgo, Lubecca, Berlino, Dresda e tante altre città. Approfittavano della superiorità dei loro bombardieri per uccidere i civili impunemente e con folle spietatezza. Poi è toccato alla popolazione di Tokyo ed infine con le atomiche ai civili di Nagasaki e Hiroshima.

Per questo era necessario inventare dei particolari crimini commessi dalla Germania e reclamizzarli tanto da presentare i tedeschi come creature del male e tutte le altre sciocchezze: soggetti da romanzo dell'orrore su cui Hollywood ha girato centinaia di film.

Del resto da allora il metodo dei vincitori della seconda guerra mondiale non è molto cambiato: a sentire loro esportano la democrazia con così dette missioni di pace contro le canaglie, descrivono terroristi che si sono macchiati di atti sempre mostruosi, inenarrabili. Ma in pratica attaccano soprattutto con l'aviazione chi non si sottomette. Massacrano civili e militari che non hanno i mezzi per difendersi. Alla fine tra un intervento umanitario e l'altro nei vari paesi, mettono sulle poltrone dei governi dei burattini che assecondano i loro interessi economici e politici.

(...).

EP – per quello che ho detto posso essere incriminato, la mia situazione potrebbe addirittura ancora peggiorare ma dovevo raccontare le cose come sono realmente state, il coraggio della sincerità era un dovere nei confronti del mio paese, un contributo nel compimento dei miei cento anni per il riscatto e la dignità del mio popolo”.

Nella ricorrenza dei miei 100 anni - E. Priebke”

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Zur Ehre von Erich Priebke, Möge er in Frieden ruhen.

 

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