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La C.P.A. sempre alla gogna
Lunedì 30 Aprile 2012

 

La C.P.A. sempre alla gogna

Parole come dignità e coerenza sono (per molti, ormai) solo vocaboli vuoti da ricercare nello Zanichelli, e non cardini sui quali improntare la propria vita. E quello che è successo a sei ragazzi di Chieti ne è la conferma.
Con l’avvento del nuovo anno, nei primi giorni del mese di Gennaio, il  “centro sociale”  locale ha deciso di uscire dal torpore degli ultimi anni, per intraprendere una linea antifascista più intransigente.
E cosi, un pugno di leoni, armato di bombolette spray e pietre, ha prima imbrattato la città con scritte antifasciste, e poi, in uno slancio ardito, ha sfondato la vetrine  del neonato “L’ultimo Avamposto”. Il tutto rigorosamente di notte, evidentemente consci che un raid pomeridiano, quando la sede è occupata dai camerati, non sia conveniente per le loro ossa…
Cose così se ne vedono in tutta Italia, non siamo certo le prime vittime di viltà. Ma a Chieti è successo di più: oltre le offese verso Roberto Fiore (cosa abbia in comune con noi è un mistero), è stata oltraggiata la memoria del defunto Gabriele Sandri, deturpando una scritta in suo onore nel centro storico.

Noi, della Comunità Politica di Avanguardia, rigettiamo la logica degli opposti estremismi e non vogliamo essere funzionali a questo sporco gioco. Tuttavia, nei giorni successivi, al primo incontro per le vie della città, è inevitabilmente scattato il diverbio. Da qualche offesa e da qualche spintone, la parte offesa (naturalmente la loro) ha subito inscenato un’aggressione di stampo squadrista, con l’immancabile supporto dei giornalai: verso sei di noi (praticamente tutto il nucleo giovanile),  sono immediatamente partite denunce per lesioni, minacce, danneggiamento, violenza privata e istigazione alla violenza.

I piagnistei dei membri del centro sociale (ma sarebbe più opportuno parlare di circolo ricreativo) , hanno ammorbato la città per vari giorni, fino ad un “presidio anti-fascista”  davanti alla Prefettura. Iniziativa che si è subito rivelata come una scusa per proclamare le solite arringhe contro la violenza e bere vino e farsi qualche canna tutti insieme, sotto  l’ala protettiva del padrone.
Parlavamo prima della mancanza di dignità e di coerenza; la prima, significa trascinare, senza motivo,  sei ragazzi tra i 17 e i 22 anni, tutti studenti, in problemi legali che si ripercuotono su sei famiglie. Ma ancora più grave è la mancanza di coerenza: la parola “anarchia” deriva dal greco ἀν-ἀρχή, ossia “mancanza di governo”. La base  filosofica e politica di questa dottrina sta, appunto, nella necessità di abbattere qualsiasi potere statale o gerarchico. Perciò è singolare, che chi si professa strenuo sostenitore del pensiero di Bakunin o di Proudhon (ammesso che siano mai stati letti e studiati da questi ragazzi) , non esiti a rifugiarsi nella protezione della polizia e delle istituzioni.  Rimaniamo ancor più stupiti quando, leggendo i pensieri espressi su Face book da questi giovani rivoluzionari (!?!?!), si leggono frasi come “A.C.A.B”, “polizia fascista”, “stato assassino”...non c’è limite al peggio.
Il nucleo teatino non vuole ricadere nei perversi meccanismi del potere e non si renderà mai protagonista di ottuse “guerre” a chi, seppur in un’altra barricata, conduce una lotta seria, coerente e intransigente verso questo sistema.
Il nostro disprezzo va a chi, rivoluzionario per gioco, nelle azioni si conferma della stessa pasta di un qualsiasi liberal-democratico:  infame.

Chiediamo a tutti i militanti e simpatizzanti della nostra Comunità di stare vicini ai ragazzi colpiti dalle denunce e di contribuire alle spese legali e processuali dei camerati, aderendo al “Fondo per l’assistenza legale” (ccp. n. 35070986).

Sieg heil!

COMUNITA’ POLITICA DI AVANGUARDIA CHIETI

 
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