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Lo spread va sù. Lo spread va giù PDF Stampa E-mail
Scritto da Parsifal   
Martedì 10 Aprile 2012

Non c'è niente da fare, neppure il Professor Monti e il suo governo di tecnici o tecnocrati è riuscito a fare il miracolo. Nonostante appoggi in alto loco, nonostante le manovre lacrime e sangue, nonostante la scoppola sulla casa, nonostante il massacro sulle pensioni, nonostante l'aumento dell'IVA (questo in realtà è un lascito del defunto governo delle zoccole), nonostante la riforma (hanno il coraggio di chiamarla così) del lavoro, nonostante tutto questo, lo spread è ripreso a salire, l'indebitamente pubblico pure, il fabbisogno di cassa dello Stato anche. Ed è pure aumentata la disoccupazione giovanile, autentico dramma, ma nessuno pare accorgersene, non se ne danno pena al governo, neppure al Parlamento, neanche i sindacati e e neppure quelle associazioni a delinquere che chiamasi partiti politici.

Che fare, dunque? Attendere con rassegnazione la prossima botta in testa? Magari un bel prelievo notturno sul conti correnti ad imitazione del ladrocinio già commesso nel 1992 dal "Dottor Sottile" di craxiana memoria?

Noto nel popolo italiano una rassegnazione che oramai ha assunto i connotati del vero e proprio masochismo. Si cerca di salvare il salvabile e si spendono gli ultimi soldi rimasti in una atmosfera da caduta di Costantinopoli, mentre i turchi stanno oramai salendo le mura, ognuno nel suo piccolo e chiuso nel suo dramma personale cerca di non pensarci. Di fronte a tutto questo, è sempre più difficile per le forze autenticamente alternative al sistema cercare una strada per sfondare il muro di gomma formato dallo schieramento compatto dei media, dei centri di poteri, dei sindacati e dei partiti e, perchè no, anche dalla Chiesa Cattolica, tutti schierati compatti alla difesa del governo del fare presto, del governo dei tecnici, dei salvatori della Patria.

Personalmente, ed esprimo la mia opinione unicamente personale che non implica nessuna presa di posizione della Comunità Politica di Avanguardia, penso che oramai questa società marcia e corrotta non possa più essere salvata, occorre che le persone rimaste libere debbano strigersi in gruppi solidali e aspettino con animo puro e coscienza incorrota, in piedi in mezzo alle rovine, la fine, che oramai è prossima, di questo ciclo di decadenza.

 
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