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DALLA GHIGLIOTTINA ALLO STRACQUADANIO PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Marletta e Adriana NEGRONI   
Venerdì 24 Febbraio 2012

Sono state necessarie svariate centinaia di anni affinché divenisse normale credere nelle peggiori fisime; si è riveduta e riscritta la storia; ogni singolo evento è stato stiracchiato, quasi fosse un impasto da cucinare nel modo più conveniente al sistema; si sonodisseppellitii morti, se ne è trasfigurata la fisionomia fino a giungere al grottesco; pur di rendere fruibile gl’illogici concetti di cittadinanza, di uguaglianza, di rappresentatività, si sono costruiti sistemi didattici di ogni tipo, si son concepite le scuole dell’obbligo -quasi fossero una specie di bagno penale da infliggere ad atavici e felici analfabeti. Centinaia e centinaia di anni, montagne di cadaveri tanto alte da fare ombra all’Himalaya, per edificare il più bugiardo sistema che la storia ricordi: la democrazia liberale!

Questo sistema è il regno della quantità, cioè la dimensione di massimo allontanamento dalla qualità pura e semplice. Per paradossale che possa sembrare, in questo quadro di generale appiattimento, si potrebbe dire che la società sia fallita anche sotto l’aspetto eminentemente criminale. Nel regno della quantità non può certo nascere il grande genio criminale. Oggi, infatti, non esistono più criminali con la maiuscola : non vengono più al mondo né i robespierre né gli stalin; sopravvivono solo mezzi-criminali incapaci di delinquere nel senso più pieno del termine. Oggi, si è smarrita ogni vera grandezza satanica! Si provi a mettere a confronto gli attuali sistemi di tortura con quelli del passato: certo, per uccidere si uccide comunque; ma… in modo assai piùcivile”. Storicamente, quest’èra di civiltà ha inizio con le decapitazionidolci”: l’invenzione della ghigliottina viene salutata alla stregua di un grande progresso civile! Si deve mozzare il capo al reo? Perché tanto spreco di energie? Perché non preferire una macchina che sfrutti la newtoniana gravità -in luogo della brutalità muscolare di un vecchio boia? Perché non concepire una macchina civile che accompagni nell’al di il condannato in posizione assai più “comoda”? Questa stessa èra si conclude con un ulteriore avanzamento di civiltà”, almeno per ciò che concerne il necessario commercio di morte: le stragi di civili compiute con l’ausilio dei droni! In questo modo, il sangue lo si intravede appena attraverso un monitor, si dà la morte “grazie” a un semplice movimento di joystick… quasi ci si trovasse al cospetto di un videogioco. Criminali sì, certo, ma depotenziati, criminali mammoni e col culo-di-pietra; ma –sopra tutto- criminali senza un briciolo di virilità!

Oggi si uccide così: in maniera sempre più asettica, privando sopra tutto le masse di quei feticci a cui le si era abituate da secoli. Il PIANO prevedeva che, dopo aver suscitato il popolo dal suo plurisecolare torpore (politico, religioso, domestico…), dopo averlo scagliato contro l’Autorità tradizionale estraendo dal cilindro i “sacri” concetti di “partito”, di “patria”, di “nazione”, dopo averlo drogato coi più gratuiti condizionamenti psicologici, lo si preparasse all’autodistruzione sommergendolo di diritti, sottratti i quali si sarebbe estinto da . Un esempio, su tutti: dopo aver schiavizzato le masse con la banconota -previa distruzione di ogni legame con il suolo (in ogni senso)-, quale mossa più semplice, per annientarle, che privarle di quella stessa cartaccia? Quale tiranno avrebbe avuto più facile compito nell’annientare i propri sudditi, oramai divenuti davvero troppi e troppo insulsi?.. Privare l’uomo del lavoro significa privarlo della sua dignità?.. Ma cos’è –questa-, se non un’altra trappola infernale. Certo, l’“ultimo uomo” -in tutto dipendente dalla quotidiana catena di montaggio- privato del suo preferito strumento di auto-tortura, se ne muore di indegnità. Non si può pretendere che un sottoproletario imborghesito del XXI secolo, reso schiavo da duecento e più anni di industrializzazione coatta, di lavaggi del cervello sindacali e confindustriali, di “articoli 18”, nel volgere di qualche giorno possa magicamente “riciclarsi” in un artigiano o in un servo della gleba, cioè: in un uomo libero, padre e padrone del suo tempo e dei suoi affetti, della terra e dei suoi più minuti gesti. Non si può pretendere che un individuo completamente dipendente dall’energia elettrica –per di più: in un ambiente meteorologicamente devastato, saturo di rifiuti- possa sopravvivere col carbone, con l’olio e col sego.

Si comprende, adesso, chi siano i carnefici… chi le vittime? Si comprende perché -il sistema- non sembri aver più nemici degni di questo nome? Si capisce perché -le guerre- oramai, si combattano prevalentemente in poltrona? Giunti a questo stadio di involuzione, perché, il sistema, dovrebbe scomodarsi a usare i suoi arsenali termonucleari?.. Perché sparare alle mosche con un cannone, quando basta uno sputo per annegarle? Perché profondersi in dispendi di ogive e di tritolo, di fosforo e di mercurio, quando sono sufficienti Tavor e Prozac?

Spingendosi un po’ più in là nel progetto liberal-democratico di annientamento, è così arduo pensare di poter distruggere le masse solo con le parole?.. Ebbene, oggi, sembra che ciò sia possibile! A provocare angoscia, depressione, rabbia; nella “miglioredelle ipotesi: a istigare all’omicidio e al suicidio, il sistema sguinzaglia i suoi più solerti cani, i suoi migliori agenti (cioè i suoi peggiori pazienti). Tal stracquadanio, deputato “eletto-lo-sa-dio-da-chi”, si è fatto portavoce del padrone, defecando l’ultima, ultracalvinista sparata: “chiunque guadagni 500 euro mensili, è uno sfigato”. Un’altra perla da aggiungere alla linea-Monti: “gl’italiani vanno rieducati”, “basta con la monotonia del posto fisso!”... Insomma: siete poveri? Non valete un cazzo! Conservate ancora un posto fisso: scordatevelo! altrimenti, neppure le porte dell’eden vi saranno aperte! Era, dunque, questo, il traguardo finale della rivoluzione, dei diritti universali dell’uomo e del cittadino? Era, questo, l’obiettivo ultimo del paradiso democratico?.. Il popolo, finalmente, viene preso a calci dal popolo, fatto a pezzi dal popolo, su mandato del popolo. Duecento e più anni di rivoluzione demo-liberale in marcia: dalla ghigliottina allo stracquadanio!

 
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