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In nome del “Popolo Sovrano” PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA   
Sabato 04 Febbraio 2012

Malynski si chiedeva perché si creda alle rivoluzioni come a “fenomeni spontanei”, mentre si dà per scontato che a provocare le malattie ci siano sempre degli agenti patogeni: non sarebbe più ragionevole pensare che anche nei grandi rivolgimenti sociali, come accade in un organismo colpito da infezione, esistano degli agenti provocatori occulti in grado di determinare gli eventi? Proviamo a esemplificare un po’: in Egitto, per più decenni, l’Internazionale Capitalistica si è servita di un “uomo forte”, un ex pilota dell’aeronautica militare capace di garantire quel certo equilibrio tra sfruttamento del popolo e anestetizzante propaganda nazionalistica (quasi sempre riducibile a una passeggera infatuazione “sportiva” da propinare alla massa bruta, comunque pronta a gettarsi nelle fontane e a “festeggiare” le proprie miserie). A un certo punto, l’autentico “governo” occulto d’Egitto ha deciso di mandare al diavolo quel modello di sfruttamento coloniale e a sostituirlo con un altro. Ha inscenato i presupposti per una “rivolta popolare” (previo ausilio cibernetico), ha ottenuto un “congruo numero” di vittime di piazza e, con l’immancabile supporto televisivo, ha voltato pagina in un batter d’occhio. Visti i risultati ottenuti dal popolo egiziano, è ragionevole pensare che ciò sia avvenuto spontaneamente? Oggi, in Egitto, nessuno sa più chi comandi davvero: esiste una specie di giunta militare (in perfetto stile golpistico-CIA); ma neanche questa possiede alcuna autorità, a parte quella di trucidare qualche disgraziato; su la sì detta fratellanza musulmana sarebbe meglio stendere un velo di pietoso silenzio. Solo in questo modo il caos affaristico avrebbe potuto essere garantito; e se ieri si poteva mandare all’inferno Mubarak, oggi, in quello stesso “luogo” non si sa più chi inviare, nemmeno previo accompagnamento di “necessaria” bestemmia.

E passiamo alla “cara” italietta. Fino a ieri, il … piove, governo ladro aveva il volto di plastica dello “stallone” di Arcore: insomma, il cittadino vessato sapeva chi mandare a fare in culo e perché. Oggi, invece, agendo la cricca-Monti al di fuori dei giochetti di partito, saccheggiando in maniera quasi impersonale il Paese, la bestemmia “antigovernativa” non ha più la forza catartica di un tempo (sembra quasi di insultare un’epidemia influenzale). Insomma, il cuique suum decretato dall’Internazionale Capitalistica aveva bisogno di un cospicuo bagno di sangue egiziano (sapeva che là ci sono ancora tipi virili), mentre all’italietta femminina e mammona avrebbe riservato un meno cruento declassamento del rating. Mentre a Mubarak è stato brutalmente imposto di sparire dalla scena “politica”, a Berlusconi è stata indicata la via d’uscita in maniera più consona a una fragile e anziana donnetta. Cambiando l’ordine dei fattori, comunque, il prodotto non cambia: il caos affaristico ha dilagato in Egitto come in Italia, a testimonianza che esiste un’unica regia occulta che “governa” le proprie colonie. A conferma di quanto detto, sul giornale ebraico “la Repubblica” del 2 febbraio scorso è apparsa un’intervista rilasciata dal direttore esecutivo dell’American Jewish Committee, agente della sovversione ricevuto in pompa magna da Giulio Terzi e Andrea Riccardi, rispettivamente: ministro degli esteri e ministro all’integrazione (oltre che presidente della comunità noachide di sant’Egidio). Questo ceffo arrogante, con pochi giri di parole e con tipica impudenza da ghetto, ha subito lanciato una sequela di minacce contro tutti coloro che non appoggeranno incondizionatamente Israele nel suo folle progetto anti-iraniano. In definitiva, mentre l’AIPAC ha posto le basi sullo ius alla eleggibilità dei prossimi 50 “presidenti” statunitensi, l’AJC prepara il terreno per il proprio “supergoverno” europeo, sì da eleggere direttamente i “presidenti” di là da venire anche nella colonia-italia… e sempre nel “pieno rispetto” della sovranità popolare.

 

 

 
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