--> -->
Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
CPA
Home Le Opinioni nostre CHE PERSONCINA PER BENE...
CHE PERSONCINA PER BENE... PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano DALLA TORRE   
Domenica 29 Gennaio 2012

"La Repubblica" è -con il "Corsera" - il foglio di punta della migliore borghesia italiana, liberal, radical, perbene, emancipata... Emancipata come il profluvio di troie ( invero quasi tutte delle gran fiche...) che campeggiano sui rispettivi settimanali sia 'generalisti' che femminili per reclamizzare borse, scarpe, profumi, reggiseni, orologi e piumini d'oca. Tutta roba che per averla devi prima avere un conto bancario bello grasso collegato ad una credit card a soglia illimitata...

Su quelle pagine scrive da tempo tale Augias Corrado, giornalista, scrittore, conduttore televisivo, autore teatrale, grande ufficiale e cavaliere di gran croce della repubblichetta italica, nonchè ex parlamentare europeo PDS; uno che quando recensisce i libri su RAI3 ha quella espressione stampata sulla faccia che sembra dire: "io so' io, e voi non siete un cazzo!"  Insomma, roba da qualche decina di migliaia di euro mensili e carta di credito illimitata, proprio quello che serve per servirsi in Via Montenapo e Via della Spiga (non 'sfiga'...) a Milano, o in Via Condotti, Via del Corso o Via Veneto a Roma... Ma lasciamo perdere, sono solo dettagli...

Il nostro gestisce una di quelle rubriche di posta dei lettori che non sai mai se le lettere siano veramente spedite da qualcuno o inventate dal direttore o da un suo delegato. Così, nel numero del 27 gennaio scorso (data fatidica), C.A. pubblica una lettera di tale Donatella di Cesare intitolata "Quando negare diventa un crimine", ed è facile capire che il verbo 'negare' non si riferisce alla Terra che gira intorno al Sole... Per i 'negatori' la professoressa (perchè così le si rivolge CA, e del resto questo è un paese di professori, oltre che di navigatori, come ben sappiamo)  invoca la repressione.  Scrive: "Il negazionismo non è solo un problema storiografico. E la negazione non è un'opinione; si inscrive in una politica del crimine. Perchè mina il fondamento delle democrazie europee sorte sulle ceneri di Auschwitz. La fiducia nella libertà non esime dall'inquietudine, dalla vigilanza, da un corrispondente agire politico ed etico." E' chiaro il concetto? E soprattutto, è chiaro il messaggio? Bando alle ciancie, sembra dire la chiarissima docente, gli stadi non servono soltanto per il calcio o i concerti di vascorossi quindi...

Risponde ossequioso CA, e si dimostra subito più monarchico del re, circostanza questa che segnala quasi invariabilmente di trovarsi di fronte alla categoria antropologica dei servitorelli, razza mai in via di estinzione attraverso i secoli, le latitudini e le longitudini, guardie rosse sotto Stalin o Mao, camicie nere o brune (ahime!) sotto i fascismi, devoti cattolici sotto Franco o il papa re o devoti sunniti sotto i principi sauditi...

A mò di risposta CA cita un romanzo dell'ebreo A. Koestler sulla colonizzazione sionista della Palestina negli anni '30, quando questa era ancora sotto mandato britannico e cominciano a sorger i primi kibbutz organizzati.  Sentite cosa scrive: " Le terre comprate a caro prezzo dai capi arabi. L'astio crescente dei vicini palestinesi che vedono come un affronto l'operosità dei nuovi arrivati: dissodano terreni incolti da secoli, pompano l'acqua, irrigano il deserto." Capito? Che dire?  Che sia  andato a lezione da quella pletora di figuri che proprio in questi mesi si stanno contendendo la nomination repubblicana per le elezioni presidenziali americane? Non sta bene, dottor CA, (l'Italia è un paese di dottori, oltre che di professori...)  per un ex parlamentare del PDS, suvvia... Qualcuno potrebbe accusarla di razzismo, si proprio razzismo, ed a ragion veduta...  Ci siamo già 'noi', ad essere razzisti, e ci teniamo a stare larghi! Sarà anche vero che i ras arabi si siano venduti delle terre (che magari non erano nemmeno loro, chissà, ce lo avevano il catasto? Ed i notai?) e sicuramente gli ebrei provenienti dall'Europa possedevano indubbie capacità tecniche che i nomadi locali neanche immaginavano. Ma allora anche i pellerossa e gli 'indios' americani, anche  i 'negri' africani e i selvaggi del Borneo non potevano competere con inglesi, francesi , olandesi, spagnoli... E, dottor CA,  forse che anche  i libici, i somali, gli eritrei e gli etiopi guardavano con astio le strade e gli acquedotti che costruivano i fascistelli italiani? Persino 'noi' razzisti abbiamo da tempo superato le insane fascinazioni del colonialismo (così si chiama...) ed arrivi tu, CA, a riproporle scongelate il 27 gennaio del 2012!  Ah, sembravi una personcina così di sinistra, così per bene!

 
Nessun evento
camerati_addio.jpg
CelticaCPA