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I R A N I A N I, T R E M A T E! PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA e Adriana NEGRONI   
Mercoledì 11 Gennaio 2012

Martedì 10 gennaio, a Teheran, si è consumato l’ennesimo omicidio mirato di uno scienziato iraniano: il professor Moustafà Ahmadì Roshàn, vice-responsabile del Dipartimento Commerciale della centrale atomica di Natane (quella presa di mira dai sicari sionisti dell’AIEA!). Muore così, poco più che trentenne, un onesto professionista votatosi al servizio della propria comunità nazionale.

La dinamica dell’attentato ricalca quella di precedenti operazioni terroristiche consumate a danno di altri tecnici nucleari: due sicari a bordo di un motociclo si suddividono i compiti: al pilota tocca dileguarsi il più rapidamente possibile in mezzo al traffico cittadino; il passeggero deve, in un batter d’occhio, scegliere la migliore posizione dove collocare l’ordigno magnetico.

Secondo il canale iraniano “Press TV”, poche ore prima dell’attentato, l’alto consigliere britannico Aleister Brest si sarebbe incontrato col “braccio destro” di Lieberman, Daniel Ayalon. Scopo dell’incontro: pattuire talune convergenze deterrenti anglo-israeliane sul “problema nucleare iraniano”… Dunque: problema di israele, problema del mondo intero!

Soffermarsi sui mandanti di questo omicidio politico, su chi abbia potuto avere interesse a colpire una persona completamente indifesa (ma quand’è che le autorità iraniane inizieranno a prendere in considerazione l’ipotesi di scortare i loro migliori “cervelli”?), è come chiedersi perché gli inquilini della casa bianca, da trentatré anni in qua, allorché vengono interpellati sull’Iran, non conoscano altro linguaggio che quello della minaccia. A scanso di equivoci, ciò va detto in merito ai veri artefici di tutta la sì detta “politica estera statunitense”.

Da questi omicidi mirati (le eliminazioni fisiche di Yasser Arafat e dello sceicco Yassin sono il “fiore all’occhiello” di queste belve), dall’aggressione informatica contro le centrifughe di Natanz (virus STUXNET), dagli spostamenti di truppe statunitensi all’interno della Palestina occupata, dai venti di guerra aleggianti nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, sembra proprio che quanto riferito da Obama (“…a proposito dell’Iran, tutte le opzioni sono possibili”) corrisponda, una volta tanto, alla verità.

Ripartire le ricchezze di natura tra individui quanto più possibile numerosi, non cospirare mai a danno della collettività, aiutare i bisognosi, rispettare l’ambiente, garantire la sanità spirituale e fisica ai giovani e agli anziani della comunità nazionale… In due parole: GOVERNARE ONESTAMENTE (pardon, signor Monti), anche se virtù perseguita in un solo àmbito in tutto il Globo terraqueo, risulta come qualcosa di intollerabile al dio d’israele, al dio della rapina e della vendetta implacabile.

Dunque: Iraniani, tremate!

 

 
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