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POLTRONE E... SCRIVANIE. PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano DALLA TORRE   
Domenica 04 Dicembre 2011

Dunque. il nuovo ministro della Giustizia P. Severino, una volta insediatasi nel proprio ufficio al ministero, si ricorda che da qualche parte dovrebbe ancora esserci la scrivania che fu usata dal primo ministro della Giustizia della repubblichetta, ovvero Palmiro Togliatti. Si tratta senza dubbio, aldilà di ogni altra considerazione, di un oggetto di notevole valore storico che dovrebbe stare in un qualche salone dell'edificio con una targa esplicativa appogiata in bella mostra. Già, ma dov'è finita la scrivania del Migliore? Infatti non si trova... Qualcuno si ricorda che qualche anno fa rivestì l'incarico di ministro tale Oliviero Diliberto, un comunista con gli attributi, oltre che professore universitario e raffinato collezionista di libri antichi e rari... Hai visto mai? Logico che si pensi subito a lui che infatti, non si sa se richiesto o prevedendo i  sospetti, afferma che la reliquia l'ha fatta spostare lui, anzi l'ha fatta nascondere in un luogo imprecisato del ministero per il fondato timore che l'orda barbarica dei governanti successivi, e quindi il suo successore, l'avrebbero usata per accendere il fuoco nel caminetto... Siamo in attesa che l'ex ministro riveli velocemente l'esatta ubicazione del cimelio, che rimane di proprietà dello Stato italiano e non del Partito dei comunisti italiani... Altro ministro, stavolta agli affari europei; Enzo Moavero Milanese, anch'esso avvocato (toh!) elegantemente dotato di due cognomi (sembra di stare in Spagna...),  altra scrivania. Stavolta però la scrivania è appartenuta nientemeno che al Duce, ed anch'essa, anzichè essere valorizzata se non altro come reperto storico,  se ne stava dimenticata da qualche parte nella Presidenza del Consiglio (dove lavora il ministro senza portafoglio Moavero). Il quale, appena arrivato, ordina che la scrivania suddetta sia sloggiata dalla sua stanza perchè (pare abbia dichiarato il neoministro) "io sono antifascista!" Che Moavero sia antifascista non lo mette in dubbio nessuno, giacchè fa il ministro... Che abbia  detto una stronzata sembra se ne sia reso conto anche lui, che infatti ha rettificato subito dicendo che è stata spostata solo perchè troppo ingombrante. Anche perchè Moavero e  tutti gli antifascisti, consequenzialmente, dovrebbero astenersi dal mettere piede in centinaia di palazzi pubblici disseminati per l'Italia, nel quartiere EUR di Roma nonchè in praticamente tutte le stazioni ferroviarie per non parlare di praticamente tutti i municipi, le strade, i ponti della provincia di Latina... Dobbiamo continuare?

 
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