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Noi tireremo diritto - precisazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Ristagno   
Sabato 29 Ottobre 2011

A proposito dello scorso scritto “noi tireremo diritto” pubblicato sul nostro sito, vorrei aggiungere alcune puntualizzazioni.

Secondo la nostra visione del mondo il punto estremo della sovversione si ha quando la politica, in senso lato, cioè tutto, a partire dai rapporti interpersonali, dipende dall’economia. Questo pensiero è alla base sia del capitalismo, soprattutto nella fase attuale, sia del marxismo.

Tanto per citare uno degli italiani più in voga del momento assieme a draghi, napolitano, in tempi non sospetti, primi anni 70, allora portabandiera del pci, “..abbiamo via via affinato una nozione ben più complessa e storicamente determinata del concetto di progresso.”, allora non se lo filava nessuno, e invece era vero, dopo averla affinata ben bene ce l’hanno anche propinata. Il rischio materialista, la riduzione dell’Uomo a numero che allora era solo un pericolo in corso oggi è realtà. Lo splendente futuro promesso dal progresso è il dramma ecologico in corso.

Questo non significa negare l’economia ma semplicemente relegarla al posto che le spetta, il fascismo italiano e il nazionalsocialismo tedesco si fondano sulla giustizia sociale, l’unione di capitale e lavoro, le corporazioni e le gilde, il Fronte del lavoro che univa conferenze educative al divertimento, per la prima volta in italia e in germania il lavoratore si sentiva gratificato e sviluppava un senso di appartenenza, il lavoro nei campi e la solidarietà, tutti temi che ci appartengono, ma la giustizia sociale in sé, quindi un aspetto economico, non è un valore in sé, se no saremmo nell’ambito di un mero socialismo, ma assumono la loro valenza quando vengono inserite nell’idea superiore di patria, di stato, di popolo, di nazione, ma per non rimanere nell’ambito di un socialismo che ora è diventato un socialismo nazionale il tutto va ricondotto a una dimensione etica e spirituale ridando senso ai concetti di rango, gerarchia, onore, fedeltà e coraggio, der totale Staat, lo stato totale, lo stato organico.

 

Quindi l’economia va ricondotta a un qualcosa di superiore, a un tutto, di cui l’economia è solo parte. Uno stato organico deve avere un centro, un principio superiore agli interessi particolari, dell’umano, troppo umano.

Per restare sul tema del mondo della separazione, vorrei fare un semplice ragionamento; quando noi parliamo di rango e gerarchia veniamo immediatamente tacciati di fascisti, nell’odierno contraffatto significato che viene dato al termine, oggi fascista sta per cattivo, razzista per xenofobo e tradizionale per incivile, glisso sul fatto che molte delle persone che oggi si definiscono fasciste fanno di tutto per dar adito a questa malcomprensione.

Qualcuno, che fascista non era, ha detto che l’umanità si divide in uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaqquaraqqua. Credo che molte persone, non fasciste, possano sottoscrivere questo postulato.

Ora, chiediamoci, cos’è che permette ad una persona di ascriversi a una di queste categorie nello specifico a quella di Uomo?

Il fatto di possedere denaro? Lo escluderei, anche in una visione moderna al massimo possedere denaro può essere una conseguenza dell’appartenenza a una categoria alta, fatto salvo la visione protestante laicizzata della predestinazione.

Il fatto di essere, diciamo, furbi e non farsi scrupoli nello schiacciare gli altri in nome di interessi particolari? Senz’altro l’autore di questo assioma e il sentire comune non intendono questo.

L’essere intelligenti, essere diventati, e con merito, fisici nucleari o quel che sia dopo aver studiato cose molto difficili che presuppongono una rara intelligenza? Senz’altro no, se uno scienziato dei più preparati utilizzasse il suo tempo libero per violentare bambini o sparare ai passanti dalla finestra possiamo fregiarlo della qualifca di Uomo, nel senso di cui sopra?

Questo il senso del, comunemente considerato fascistissimo, detto nietszchiano plebe in alto plebe in basso, e dalla considerazione che abbiamo fatto poc’anzi se ne deduce che anche l’intelligenza in se non è un valore. Studiare, sì, ma con la lealtà di nobili cavalieri, diceva Elias de Tejada in teoria politica tradizionalista, in quella visione Joseantoniana mistica e poetica della politica che ha quella funzione quasi religiosa di rivelare l’autentico destino di un popolo, da qui la nostra avversione per la democrazia che accetta la subordinazione di tutto questo all’economia. Con buona pace per gli esoteristi moderni, libertari, la fredda ragione ahimè non basta e anche lo stesso Kremmerz alla fredda ragione accosta altro. La grande suggestione collettiva vuole un mondo di ominicchi semplicemente perché non vuole che il gregge si trasformi in branco e i nostri tecnocrati, che sicuramente sono ricchi, furbi e intelligenti, sono indubbiamente dei quaqquaraqqua, sono inadeguati, non qualificano, in quanto mancano proprio di quei valori che fan si che un individuo diventi un Uomo, restando sempre fedeli al senso del postulato iniziale, e chiunque, non fascista, che ci circonda in cuor suo lo sa bene. La necessaria crescita che fa sì che un individuo diventi un Uomo, e questo vale sia nella famiglia che nelle relazioni sociali, proprio perché non si può separare, è parallelo alla crescita dei doveri, mentre doveri per la nostra classe digerente romana significa solo ando stavi?, ma per conquistarsi la stima e il rispetto è necessario dare l’esempio e far tornare di moda un’altra fascistissima parola, dignità.

Per tornare all’ordine naturale delle cose, dove non è vero che tutto è relativo, potremmo parlare del senso che dà all’educazione e all’eugenetica Platone, citare Eliade per comprendere come il mito, inteso nella sua accezione originaria, sebbene avvenuto illo tempore, possa insegnarci e, anche sul piano orizzontale, possa far diventare ogni nostro atto, ricollegandolo alla sua origine, alla sua teofania, un atto sacro, ma molto più semplicemente possiamo pensare con la nostra testa e chiederci, se è vero che l’umanità si divide in uomini mezzi uomini ominicchi e quaaqquaraqqua cos’è che ci può far appartenere di diritto alla categoria Uomini?

Rispondo con un detto della sapienza antica “Re è colui che nulla teme”

Abajo la inteligencia viva la muerte

 
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