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FINIS AFRICAE, FINIS TERRAE (fine dell’Africa, fine del Mondo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario MARLETTA e Adriana NEGRONI   
Mercoledì 13 Aprile 2011

Che “Avanguardia” non fallisca un colpo, nel designare scenari politici, è confermato dalla semplice evidenza empirica. Fin dagli esordi del cosiddetto “risorgimento islamico” non ci siamo lasciati convincere minimamente. A suffragio di ciò potremmo inanellare una catena di eventi lasciati passare sotto silenzio dalla porcilaia della sì detta “informazione” di regime: la “rivoluzione” d’Egitto –propagandata come la più feconda di speranze per il popolo autoctono- avrebbe apportato un qualche reale beneficio ad esso? La defenestrazione di Mubarak avrebbe forse garantito una qualche soluzione allo strangolamento del popolo di Gaza -decretato dall’entità sionista-, almeno dalla parte del valico di Rafah? Davvero si può credere che un conclamato fantoccio atlantico, come Berlusconi, possa eludere la sorveglianza dei suoi padroni stringendo accordi con Putin e Gheddafi, e per il bene delle masse consumatrici italiote? Chi ricorda la lacrimevole storiella, narrata nell’aula del Congresso americano, del giovin Silvio piangente sulla tomba del marine sacrificatosi per la “libertà” dell’Europa ?.. Tutti questi eventi mediatici hanno l’amaro sapore della fiction, qualcosa di simile al mandato di cattura internazionale spiccato contro un funzionalissimo agente CIA come Assange (il boia d’Islanda). Fiction come la contrapposizione Fini-Berlusconi, fiction come la querelle-Ruby, fiction come WikiLeaks.

In Egitto, come in Tunisia, comandano le giunte militari, com’è sempre avvenuto nei colpi di Stato a guida ebraico-statunitense. Che si sia trattato della esecuzione di un disegno concepito nelle stanze del POTERE ECONOMICO GLOBALE e non di una spontanea sollevazione di popolo, oggi, sembra finalmente confermato. “L’Unione per il Mediterraneo è un’entità politica, economica e di sicurezza… Gli eventi che conducono alla dichiarazione formale dell’Unione per il Mediterraneo seguono gli stessi modelli che sono stati utilizzati per ampliare l’Unione europea e la NATO in Europa orientale. L’Unione per il Mediterraneo ha lo scopo di radicare il Mediterraneo e il mondo arabo nell’orbita di Washington e dell’Unione europea. Ed è anche una testa di ponte in Africa” (1). Il progetto per ridisegnare il Medio Oriente e l’Africa prevede l’INTEGRAZIONE ECONOMICA, cioè la definitiva sottomissione dei neonati Stati-fantoccio (si pensi solo al probabile “califfato” di Cirenaica disgiunto da Tripoli) all’indebitamento, alle privatizzazioni coatte, al rastrellamento di ogni risorsa autoctona (mineraria, agricola, turistica, etc.), cioè alle imposizioni decretate dal FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE e dalla BANCA MONDIALE. “... è attraverso l’Unione Mediterranea che le leggi sull’immigrazione e sui rifugiati sono utilizzate per gestire l’afflusso di elementi provenienti dal Nord Africa, dove sono stati creati. L’Unione europea si aspettava questi eventi e i suoi membri l’hanno detto in modo chiaro, quando hanno varato queste leggi… Le operazioni militari non sono mai state finalizzate a proteggere i civili, ma sono state di natura offensiva, un mezzo per indebolire uno Stato indipendente come la Libia” (2). Ci troviamo, dunque, di fronte a una strategia coinvolgente tre continenti: l’Europa, ulteriormente umiliata e asservita, devitalizzata e invasa da un meticciato che la prostrerà ulteriormente, e in campo politico e, sopra tutto, in quello economico; l’Asia frammentata e sconvolta da destabilizzazioni che “miracolosamente” risparmiano i più fedeli alleati dell’entità sionista (Giordania, in primis), ma che stringe sempre più d’assedio la Repubblica Islamica Iraniana; l’Africa a cui, dopo secoli di sfruttamento coloniale, si sta per infliggere il definitivo “colpo di grazia” anche dal punto di vista meteorologico-ambientale (in Giappone ne sanno già qualcosa); l’Africa, la cui devastazione porterà a un probabile conflitto sino-americano, forse anche a livello termonucleare.

Ora, si rivada con la memoria ai giorni di “piombo fuso”; si rammenti quale bolo partitocratico fosse a capo del regime sionista in quel frangente (KADIMA dell’ineffabile Tzipi Livni); ci si ricordi del “RAPPORTO GOLDSTONE”, oggi sconfessato dallo stesso autore per le pressioni dei “soliti noti”; ma sopra tutto si riveda il monito lanciato da Muhammar Gheddafi, dopo quella bestiale aggressione: “Il regime sionista, dopo il Medio Oriente, sta prendendo di mira i paesi africani e le loro ricchezze”. Oggi, queste parole appaiono in tutta la loro potenza vaticinante. Marionette al servizio del medesimo contro-potere, riciclate nello scacchiere africano, hanno viaggiato a fari spenti per anni e per il raggiungimento dello stesso obiettivo: da Romano Prodi a George Clooney, da Bob Geldof a Tony Blair… Se –oggi- la Libia rischia di fare la fine del Sudan, lo deve anche all’opera occulta di queste indefesse “api operaie”. Insomma, si provi a tirar le somme e si rifletta se i destini di Darfur e Cirenaica appaiano sì tanto diversi. A ciò si aggiunga il gran giuoco della Costa D’Avorio gestito dal satiro (ex agente Mossad) dell’Eliseo. Esiste ancora qualche imbecille che crede alla frottola del “tornaconto francese in Libia”? Secondo il nostro punto di vista, Sarkozy, sic et simpliciter, sta sfruttando la vecchia struttura coloniale francese per il bene esclusivo del sionismo, non certo per i pescatori della Bretagna, né per quello dei contadini della Loira.

Un’ulteriore annotazione necessaria a ribadire la funzionalità della sì detta LEGA NORD in siffatta contingenza (che per molti aspetti ricorda quella espletata dagli esponenti del vecchio PCI -come il “semper super partes” Napolitano ben ricorderà-): anestetizzare, neutralizzare, depistare il malcontento degli strati sociali più vessati dagli AUTENTICI GOVERNANTI OCCULTI D’ITALIA. Crediamo siano altrettali fiction, quelle recitate dalle controfigure in camicia verde, sparate (sempre puntualmente seguite da immediate retromarce) di gentaglia come Maroni o Calderoli (come confermato dalla loro onomastica, di chiara origine sefardita), il cui scopo consiste solo nell’illudere le bestiali masse osannati la “Padania Libera”. Se ciò che diciamo fosse falso, solo per citare un esempio, desidereremmo che qualcuno ci “illuminasse” sull’“apologia” del “METODO-MARCHIONNE” celebrata -a Detroit- dal leghista Cota. Poiché, quand’anche la sì detta LEGA NORD non ci stomacasse per le sue radici storiche (evidentemente antitradizionali), a osservare i suoi esponenti andare in giro sulla scena internazionale, saremmo comunque indotti ad assumere un antiemetico. Insomma, tutto questo miserabile avanspettacolo ci dà la certezza del grado di abissale ignoranza politica raggiunta dalle masse italiote –opportunamente e democraticamente idiotizzate nel corso degli ultimi decenni-, al punto da farci pensare a una operazione di pulizia etnica trascorsa inosservata.

Ciò che questa ripugnante legislatura sta portando a compimento non ha precedenti negli annali della sì detta “repubblica” (chiamare un siffatto regime di privatizzazioni selvagge -con tal nome- ha il sapore della beffa): avallare l’aggressione al solo paese che garantiva un filtro alle immigrazioni di massa provenienti dall’Africa destabilizzata, e per il bene dell’internazionale ebraica; concedere le proprie basi aeree militari; partecipare ai bombardamenti sapendo che, per questo, le forniture di petrolio e di gas riceveranno un colpo mortale. Che l’economia nazionale vada a rotoli, non sembra minimamente impressionare una classe politicante mandataria impegnata solo a perseguire interessi stranieri. Tutto era già scritto nel libro della storia, tutto progettato nei minimi particolari, e da mesi! Dopo avere svenduto il residuale patrimonio statale; dopo aver completato la devastazione della Sanità e dell’Istruzione; dopo essersi genuflessa a Marchionne; dopo aver trasformato quasi tutto il territorio metropolitano in una discarica di rifiuti (anche umani) provenienti dai quattro punti cardinali; quale altro “beneficio” verrà riservato a questa povera massa votante mai sazia di auto-diffamazioni? “Grande popolo”, quello italiota: quasi vent’anni a sentir straparlar di riforme (esser presi per il culo in tutte le posizioni possibili), e nessuno che impugni un’arma e cominci a farsi giustizia da sé. Ci si accoppa per futili motivi, per questioni di corna, per beghe condominiali tra disperati, tra morti di fame scannantisi vicendevolmente, per interessi pecuniari… al più, si organizza l’“attentato” a colpi di statuette o di tripodi fotografici. In questo desolante scenario, chi potrà ancora nutrire speranze di riscatto per una siffatta, miserabile massa subumana?

 

Note:

  1. Mahdì Darius Nezemroaya: “Verso la conquista dell’Africa: l’AFRICOM del Pentagono e la guerra contro la Libia”. http://aurorasito.wordpress.com
  2. Mahdì Darius Nezemroaya: ibidem.
 
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