--> -->
Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
CPA
Home Le Opinioni nostre Se fossi un parlamentare...
Se fossi un parlamentare... PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio PRETTO   
Venerdì 01 Aprile 2011

Se fossi un parlamentare, non darei nessuna solidarietà al ministro della difesa Ignazio La Russa poiché assieme al suo (ex) compare Fini ha marciato allegramente verso l’antifascismo militante e verso la cosiddetta “democrazia”. Ora Ignazio La Russa si tenga pure il presidente della camera che molto democraticamente gli toglie la parola e lo minaccia, per poi il giorno dopo chiudere la votazione quando vede arrivare fra i banchi un numero di deputati sufficienti a portare il voto in favore del governo. Un governo che lui ora detesta, dopo aver mangiato alla tavola di Arcore. (“Ad Arcore si mangia bene” aveva detto un giorno alla televisione). Non darei nessuna solidarietà a chi si stupisce che i cattocomunisti lo aspettino fuori dal parlamento per sbeffeggiarlo dicendo poi che è lui il provocatore. Di cosa si stupisce il signor Ignazio La Russa? Non si ricorda che volevano proibire i funerali di Sergio Ramelli perché ritenuti una provocazione?

Ma quando si marcia assieme all’allora segretario del MSI verso l’antifascismo e “la repubblica nata dalla resistenza” questuando prima il voto dei combattenti della RSI e definendoli poi patetici, quando Mussolini è definito il più grande statista del XX secolo per poi definirlo in pratica assieme al Fascismo “male assoluto” e il signor La Russa non trova niente da dire su tutto questo, si becchi i rimbrotti di Fini e le pernacchie dei cattocomunisti.

Se fossi un parlamentare, ricorderei a quel signor Napolitano che ora fa il severo censore verso chi non ritiene che la cosiddetta unità d’Italia abbia una valenza notevole, che quando lui era dirigente del PCI gli attivisti dello stesso erano mandati alla stazione di Bologna per sputare sui profughi istriani che fuggivano dalle persecuzioni dei titini, che come dirigente del PCI approvava senza mezzi termini la repressione sovietica in Ungheria, che come parlamentare ha provveduto con apposita legge ad aprire i primi centri di accoglienza per gli immigrati clandestini, veri e propri lager del terzo millennio che ora lui contesta.

Se fossi un parlamentare, mi ricorderei delle parole del futurista Tommaso Marinetti e butterei un pitale pieno nell’aula di Montecitorio.

 
Nessun evento
ebrguerra.resized.jpg
CelticaCPA