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Libertà=paura PDF Stampa E-mail

Dal n° 368 - Maggio - giugno 2017

Articoli - Mensile
Scritto da Alessandro ROSSI   
Lunedì 01 Maggio 2017

Per piegare la volontà di un popolo e ridurlo in schiavitù colpisci i suoi figli, perché è tramite loro che la memoria e la volontà di esso si tramandano.Questo è uno dei dettami che il giudeo ha seguito per secoli per ottenere i suoi fini.

La storia è piena di atrocità perpetrate a danno delle popolazioni civili, tra le quali ovviamente sono i bambini la parte più vulnerabile. Un genitore farebbe di tutto per evitare sofferenze di qualunque genere alla propria prole, è un istinto primordiale che ci accomuna agli animali, ma noi ovviamente siamo uomini non bestie e ci riteniamo superiori a tutto, occupiamo il vertice della piramide e della catena alimentare, così almeno vanno blaterando gli scienziati illuministi. Siamo talmente superiori che siamo riusciti addirittura, pensate un po’ che capolavoro magistrale hanno operato il grande architetto e i suoi lacchè, a rinunciare a quegli istinti, quelle intuizioni, quello spirito che in epoche passate avevano caratterizzato il legame simbiotico e sacro tra l'essere umano e l'ambiente in cui viveva.

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Neonazisti: utili idioti al servizio del capitale PDF Stampa E-mail
Articoli - le nostre opinioni
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Sabato 29 Aprile 2017

Oggi nella città ligure di La Spezia i Carabinieri hanno effettuato un’operazione finalizzata a colpire un minuscolo gruppo di persone ritenute responsabili tra le altre cose dell’organizzazione di ronde illegali atte a individuare extracomunitari e dell’imbrattamento della sede locale del Partito Democratico.

La Comunità Politica di Avanguardia prende le distanze dagli autori di azioni simili, specialmente se esse vengono rivendicate attraverso i simboli del nobile ideale Nazionalsocialista, che nulla ha a che vedere con certe “battaglie”.

Il Nazionalsocialismo ci ha insegnato che non esiste un capitalismo migliore dell’altro, e allo stesso tempo ha saputo mettere in luce quali siano i veri nemici dei popoli, ovvero i banchieri, il mondo dell’alta finanza che vive per mezzo di pratiche usuraie e l’imperialismo di stampo ebraico e statunitense su tutti.

Mediante azioni intimidatorie verso un partito non si fa altro che dare l’ennesima ragione al sistema per classificare l’intero dissenso come pericoloso e quindi adottare le soluzioni più repressive possibili per arginarlo.

Allo stesso modo, prendersela con il migrante, con lo sbandato, con il diverso, pensando che siano costoro i responsabili di questo stato di cose, vuol dire deviare lo sguardo dall’obiettivo, guardare la realtà senza risalire alla vera causa che la determina.

Noi, che nel Nazionalsocialismo crediamo, auspichiamo che terminino al più presto determinati equivoci e che certe bandiere gloriose possano tornare ad incarnare le battaglie anticapitaliste che le hanno viste protagoniste in passato, e non quelle di una destra reazionaria che con esse non ha nulla a che fare.

 
Salute: un diritto diventato prodotto PDF Stampa E-mail

Dal n° 367 - Aprile 2017

Articoli - Mensile
Scritto da Daniele PROIETTI   
Sabato 01 Aprile 2017

L’emergere ed il consolidarsi di un mercato globale ha effetti negativi in ogni ambito sociale, e di conseguenza in ciascuno dei settori determinanti che scandiscono l’esistenza di un individuo. Non sfugge a questo ormai inoppugnabile dato di fatto neanche la sanità, in quanto è ormai provato che la globalizzazione abbia portato solo ed esclusivamente esiti negativi per quanto concerne la salute delle persone.

Eppure, in linea del tutto teorica, “globalizzare” la sanità potrebbe addirittura essere positivo per i popoli: infatti, se si pensa alla prospettiva di poter avere politiche mondiali univoche per il controllo di malattie infettive che oggi risultano essere devastanti in alcune specifiche aree geografiche della terra non se ne può trarre certo un giudizio negativo.

Il problema è che stiamo parlando di un fenomeno totalizzante, che bisogna analizzare in tutte le sue minime sfaccettature.

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Estrema destra: mercenari in cerca di un capo PDF Stampa E-mail
Articoli - le nostre opinioni
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Mercoledì 26 Aprile 2017

L’estrema destra italiana è un’area politica talmente priva di prospettive, valori e idee da essere costretta a guardare cosa succede in casa altrui, ed avere la sua unica soddisfazione nell’esultare nel caso in cui uno dei suoi punti di riferimento all’estero abbia un successo elettorale.

Pochi mesi fa tutti i movimenti, partiti e partitini dell’arcipelago neofascista avevano salutato con gioia l’elezione di Donald Trump, che ha già in poco tempo dimostrato quanto il suo mandato sarà fondato sull’imperialismo più radicale, e avrà come obiettivo finale la capitolazione di Stati come Iran, Corea del Nord e Siria, vale a dire le tre realtà che oggi in maniera più tenace si oppongono al disegno mondialista.

Oggi le speranze di questo mondo politico, che versa in una condizione di agonia da molto, sono riposte in Marine Le Pen, la quale ha superato il primo turno arrivando al ballottaggio nelle elezioni politiche francesi.

Il suo populismo, che poggia su slogan contro la politica intrapresa dall’Europa sul tema dell’immigrazione e su una vergognosa campagna contro l’Islam, ha fatto breccia su molti francesi impauriti dopo i numerosi attentati verificatisi nella loro terra.

I ciarlatani nostrani, siano essi salviniani o presunti fascisti di ogni genere, identificano in questa donna un vero e proprio idolo, e c’è da scommettere che, specialmente nel caso ella dovesse trionfare, si scatenerebbe una grottesca corsa al Le Pen italiano, che avrebbe sicuramente tanti concorrenti al titolo.

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«Federal Reserve»: la fabbrica del debito PDF Stampa E-mail

Dal n° 367 - Aprile 2017

Articoli - Mensile
Scritto da Mario MARLETTA   
Sabato 01 Aprile 2017

Questa è la vostra ora, l’ora della potenza delle tenebre” [San Luca, XX, 53].

Sulla creazione e sulla secolare attività della Federal Reserve tanto s’è scritto e detto, e spesso a sproposito. Prestar fede a una storiografia tramandata dagli aizzatori di due guerre mondiali, di una guerra fredda e di un conflitto ancora oggi in corso d’opera, è sintomo di grossolana ingenuità; ma l’uomo moderno, essendo ridotto a semplice entità numerica, ha di fatto smarrito ogni orientamento, divenendo facile preda dei bugiardi. Gli «scettici» sogliono sottovalutare il potere della menzogna e relegano il concetto di «complotto» nella sfera dell’improbabile, quando non a dirittura in quella dell’impossibile; eppure, senza scomodare la letteratura shakespeariana, in cui le cospirazioni politiche di più epoche sono descritte con dovizia di particolari, vi sarebbe da chiedere il perché dell’esistenza dei moderni servizi segreti, se i complotti non fossero consustanziali alla «politica» modernamente fraintesa. Al di là di ogni simulazione, tuttavia, l’uso della logica permette di intravedere una terza dimensione della storia e di identificare il fil rouge accomunante fatti apparentemente privi di nesso causale: “Per le crisi che hanno travagliato e che travagliano la vita dei popoli moderni vengono addotte cause varie: cause storiche generali, sociali, economico-sociali, politiche, morali, culturali… La parte dovuta a ciascuna di queste cause non deve venire contestata. Tuttavia è da porsi un interrogativo superiore ed essenziale: sono queste, sempre, le cause prime che hanno carattere automatico come quelle del mondo fisico? Ci si dovrebbe fermare ad esse, o in certi casi bisognerebbe risalire ad influenze d’ordine superiore, tali da non far apparire soltanto casuale molto di quel che è successo e che sta succedendo in Occidente, e che di là dalla molteplice varietà dei singoli aspetti presenta un’unica logica? È nel quadro di una simile problematica che si definisce il concetto di «guerra occulta». È questa la guerra condotta insensibilmente da quelle che, in genere, si possono chiamare le forze della sovversione mondiale, con mezzi e circostanze ignorati dalla corrente storiografia. La nozione di «guerra occulta» appartiene pertanto a una concezione tridimensionale della storia, che non considera come essenziali le due dimensioni di superficie comprendenti le cause, i fatti e i dirigenti visibili, bensì anche la dimensione in profondità, dimensione «sotterranea» in cui si applicano forze e influenze la cui azione spesso è decisiva, e che non di rado non sono nemmeno riconducibili a ciò che è soltanto umano, individualmente o collettivamente umanolo storico perspicace incontra numerosi casi, nei quali la spiegazione «causale» (appunto nel senso fisico deterministico del termine) fallisce, perché i conti non tornano, la somma dei fattori storici apparenti non essendo uguale al totale – come chi, avendo un cinque, un tre e un due da sommare, non trovasse dieci per risultato, ma quindici o sette. Proprio questo differenziale, soprattutto quando esso si presenta come differenziale fra il voluto e l’accaduto, fra le i idee, i principî e i programmi da una parte, e le loro effettive conseguenze nella storia dall’altra, offre il materiale più prezioso per l’investigazione delle cause segrete della storia stessa (1)”.

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