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LA “CRISI” PDF Stampa E-mail
Articoli - le nostre opinioni
Scritto da Administrator   
Mercoledì 22 Luglio 2015

In questo scritto si analizzerà brevemente lo sfacelo politico attuale; si enumereranno eventi apparentemente eterogenei (come la “decolonizzazione” del terzo mondo, le migrazioni umane, la perdita di sovranità degli Stati europei); ma riconducibili tutti a due fondamentali accadimenti storici: gli accordi di Bretton Wood del 1971 e il trattato di Maastricht del 1992, allorché viene instaurata, in un primo tempo, la dittatura globale del dollaro e, successivamente, il definitivo smantellamento del concetto di “Stato-nazione” in Europa. Dando per scontato che i metalli preziosi, l’oro in particolare, rappresentino valori di riferimento convenzionali e che la banconota sia un’ulteriore degenerazione della rappresentazione di un bene reale, con gli accordi di Bretton Wood si sgancia il dollaro dalla convertibilità aurea. Questa banconota privata, di cui l’euro è elemento complementare, da allora verrà considerata come bene in sé, sì da lasciare aperta la strada ad una delle più grandi truffe della storia. Se la Repubblica Ellenica, oggi, viene presentata come una “nazione di fannulloni” e di “debitori insolventi”, è perché la realtà, in nome di questa truffa, è stata volutamente invertita: “debitore” e “fannullone” sarebbe chi lavora la terra e produce beni reali col sudore del proprio lavoro, non chi fa credere che della carta straccia possa valere come bene in sé! Per la realizzazione di questa truffa, dunque, è stato necessario fabbricare un intero arsenale di menzogne; per esempio: al fine distruggere ogni forma di Stato sociale, è stato coniato il termine “assistenzialismo”: secondo questa mistificazione, qualunque forma di altruismo sociale (l’assistenza agli anziani e ai disabili, il soccorso ai malati, l’educazione giovanile…) sarebbe “parassitismo”, “zavorra frenante la crescita”.

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Firmato a Vienna l'accordo tra l'Iran e i 5+1 PDF Stampa E-mail
Comunicati - comunicati CPA
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Mercoledì 15 Luglio 2015

Il 14 luglio 2015, dopo anni di trattative, è stato raggiunto un accordo complesso tra la Repubblica Islamica dell'Iran e le 5 potenze del cosiddetto Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite : Cina, Francia, Russia, Gran Bretagna ed USA (+ la sua dépendance, la Bundesrepublik).

Mentre i particolari dell'intesa saranno resi noti in seguito, i punti forti riguardano le strette limitazioni imposte all'Iran sul programma nucleare per impedirgli di dotarsi anche di una bomba atomica, cosa che l'Iran da anni nega sia il suo intento quanto piuttosto l'utilizzo del nucleare per scopi pacifici.

Per contro, gli USA (ed a rimorchio l'Unione Europea) revocherebbero le sanzioni economiche, commerciali, ecc. (illegalmente imposte alla Repubblica Islamica) consentendo a questa di rientrare nel novero delle nazioni frequentabili, dopo 36 anni di ostilità anti-iraniana (per i clericali vaticani, l'Iran è il “'cattivo protagonista' del Medio Oriente”; cfr. Camille Eid, in Avvenire, 15.07.15, p.3).

E restituirebbero il maltolto, ossia le proprietà finanziarie iraniane in USA e nella Unione Europea, sequestrate da anni.

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IL VASSALLO ALEXIS PDF Stampa E-mail
Articoli - le nostre opinioni
Scritto da Andrea CIOCCA   
Lunedì 13 Luglio 2015

Il piano presentato da Alexis Tsipras – primo ministro del governo greco – con il quale si è vergognosamente inginocchiato di fronte all’alta finanza globale, rappresentata nello specifico da Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea, per far fronte al Debito accumulato nei confronti del sistema finanziario usuraio internazionale possessore dei titoli di Stato greci, è un piano che avrebbe presentato un qualsiasi servo liberaldemocratico (di centro-destra o centro-sinistra) che avesse ricoperto in questo momento il ruolo di primo ministro del governo greco. L'Europa che sperava in un risveglio, si riconferma invece, quella che da settant'anni è sempre stata: una colonia dell'alta finanza giudaico-massonica.

 
IRAN - NUCLEARE PDF Stampa E-mail
Articoli - le nostre opinioni
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Mercoledì 15 Luglio 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo 9 anni di trattative, Teheran e Washington sono giunti ad un'intesa sul nucleare. Nonostante tale accordo implichi la possibilità di monitorare la situazione iraniana attraverso ispettori internazionali (ispettori dell'Aiea avranno la possibilità di accedere a tutti i siti nucleari 24 ore su 24); nonostante Teheran debba scendere da diecimila chili di uranio arricchito a 300 chili, le forze occupanti la terra di Palestina non si sono fatte attendere. Il ministro dell'istruzione Naftali Bennet e il primo ministro Benyamin Netanyahu irritati dall'evento hanno dato sfogo a deliranti dichiarazioni:

"Oggi è una minaccia per Israele, domani lo sarà pern New York o Londra"

"I libri di storia dovranno essere riscritti..."

"I cittadini occidentali che escono di casa per andare a scuola o al lavoro, non sono consapevoli del fatto che centinaia di miliardi di dollari sono stati messi nelle mani di una superpotenza terrorista, il Paese più pericoloso del mondo, che ha promesso la distruzione delle nazioni e dei popoli"

"L'Iran continuerà ad infiammare il Medio Oriente e, quel che è ancora peggio, farà un gran passo per diventare uno stato sulla soglia del nucleare"

Evidentemente la Repubblica Islamica dell'Iran, anche con Hassan Rohani, fa ancora paura.
 
Le forze siriane, con una azione lampo a Daraa, uccidono un generale israeliano riunito con i comand PDF Stampa E-mail
Articoli - le opinioni altrui
Scritto da Comunità Politica di Avanguardia   
Domenica 05 Luglio 2015

Arriva da fonte USA e viene confermata da fonti libanesi la notizia che, Il giorno 26 di Giugno, con un attacco improvviso dell’aviazione siriana, sono rimasti uccisi un generale israeliano e 20 leaders delle milizie dell’organizzazione terrorista Al Nusra ed altri gruppi,  inclusi alcuni elementi del personale militare di collegamento dell’Arabia Saudita e del Qatar.

Vedi: Israeli General, Chechnyans Killed in Syrian Air Strike
Questo attacco dell’aviazione siriana aveva per obiettivo le forze militari straniere che operano all’interno della Siria.

Un secondo attacco dell’aviazione siriana era avvenuto nella località di Sidon, contro un gruppo di cecchini di nazionalità cecena che avevano passato il confine della Giordania nella zona di Nassib, controllata dai miliziani di Al Nusra (ne avevamo dato notizia).

Entrambi gli attacchi sono stati due poderosi colpi sferrati dalle forze siriane contro il nemico che stava pianificando l’operazione “Southern Storm” che avrebbe impegnato circa 15.000 miliziani con la collaborazione di Israele, della Turchia e delle autorità Giordane. L’operazione doveva avere luogo per l’8 di Luglio ed ha subito una battuta d’arresto grazie al lavoro dell’intelligence siriana che è riuscita ad individuare per tempo il luogo dove si è riunita la squadra israeliana che si era recata ad al Karak, nella provincia sud di Daraa.

Al Karak o al Karek è una città di 20.000 abitanti, sulla parte orientale del Mar Morto, all’interno della Giordania . Famosa per il suo castello crociato, al Karak è facilmente raggiungibile da Israele per mezzo di elicotteri che volano sopra il Wadi Karak per evitare il rilevamento.

Al generale israeliano era stato affidato il comando dell’operazione Tempesta del Sud ed assieme di una squadra israeliana si era recato in tale località per incontrarsi con i leaders del gruppo di Al-Nusra, con cui Israele collabora da tempo, con il Free Syrian Army, con le Brigate di al Muthana e al-Ezz. Secondo i testimoni presenti alla riunione, il generale israeliano, dopo aver ringraziato i leaders dei vari gruppi, aveva promesso aiuti militari, supporto logistico e di intelligence ed era rimasto a cena con loro. Il piano della “Southern Storm” prevedeva un attacco su tre direzioni su Daara da parte di 15.000 miliziani in 4 gruppi separati. La riunione si era svolta presso i locali di un vecchio magazzino utilizzato dai terroristi come deposito.

Oficiale israelis

Il comando israeliano aveva provveduto alla spedizione di missili anticarro TOW e LAAW, insieme con i missili tedeschi Milan, che erano stati consegnati in precedenza ai gruppi terroristi, per mezzo di voli effettuati in Giordania, e poi convogliati in Siria. Alcuni di questi missili e munizioni, fornite da Israele ai terroristi, provenivano dalle scorte israeliane recentemente sostituite dagli Stati Uniti dopo che Israele ha dichiarato di averli utilizzate in attacchi su Gaza.

Il generale israeliano, assieme ad altri 20 comandanti dei miliziani, si era trasferito per una riunione presso una casa distante poche miglia, casa che è stata individuata e distrutta con precisione nell’attacco dell’aviazione siriana, di cui rimangono adesso le rovine fumanti.
Nello stesso attacco sono rimasti uccisi altri 80 miliziani che si trovano nella zona in presidio e scorta ai leaders terroristi.

Le operazioni dei terroristi vengono coordinate da in centro di comando (MOC) che si trova in Giordania, che dispone di un collegamento satellitare ed apparati elettronici di intelligence collegati con una la centrale agenzia degli USA (CIA) situata in Giordania, così come è collegata con il grande centro logistico di intelligence saudita esistente ad Amman.

Questa volta l’intelligence siriana è riuscita a prevenire le mosse del nemico ed annientare il suo centro di comando, bloccando le operazioni.

 
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