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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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La fine del mondo: il problema della svastica PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Alessandro LIMIDO   
Mercoledì 01 Giugno 2016

Come noto, in questo stato al collasso, stritolato dalle forze mondialiste, imprigionato dalle catene americane e costretto a subire le folli decisioni dell'Europa dell'Oro, c'è spazio sulla carta stampata per l'annoso problema della bandiera esposta nella piccola sede della mia organizzazione, nell'altrettanto piccolo paesino di provincia che è Caidate. Una frazione per la precisione.

Lo spazio però è tanto, come sul web, siti pseudo polizieschi che chiedono a gran voce la testa dei Dodici Raggi per questo MIO incriminato gesto.

La bandiera, simbolo di un popolo sepolto dalle bombe angloamericane, dalla menzogna giudaica e dalla barbarie bolscevica, per noi, presenti alla conferenza, non è altro che il filo conduttore che ci lega a quel mondo straordinario che fece risplendere l’Europa negli anni che furono.

Il contorno alle foto mostrate su “la Repubblica” e “il manifesto” (per chi ha ancora voglia e coraggio di leggersi Berizzi e Ferrari) è la solita vergognosa accozzaglia di palle e informazioni dozzinali, approssimative e ritrite. Certo è che l'articolo, se così lo si può chiamare, induce allo sbadiglio in fretta e si lascia rubare la scena dalle fotografie che mostrano solamente un pugno di relatori ad una conferenza… nulla di particolarmente interessante ma abbastanza da farne strame per gli ottusi e trenta denari per i servi. Ma va bene, gridate pure allo scandalo, invocate la magistratura, fate credere che togliendo un pezzo di stoffa avremmo una società migliore, oliate l’ingranaggio mortale del sistema.... conformatevi al potere unico dell'unico pensiero, accettate la tirannia dell’informazione; va bene, perché NOI NON ABBIAMO PAURA. Il seme di frassino della rivoluzione è già conficcato in questa martoriata terra, il sangue dei nostri popoli non farà altro che farlo germogliare e quando sarà cresciuto, il santo pilastro cosmico dell'Irminsul guiderà la rivoluzione del Sangue: un poderoso colpo di spugna cancellerà il fango dell'ingiustizia, e di questo statene pur certi, sarete i primi a scoprirlo......Non esisterete più.

Ridete pure, gozzovigliate tranquilli, ma dietro alla vostre maschere di cera c'è la cancrena di un corpo putrescente che è ormai quasi cadavere. Nulla di nuovo, il passato torna futuro.

Perché noi sappiamo aspettare ma soprattutto perché sappiamo lottare: perché due soli sono gli eventi incontrovertibili dell'esistenza, il primo è che la Natura si ribella, il secondo che la Storia si vendica!

Alessandro Limido

Comunità Militante dei Dodici Raggi

 

 
Il male dell’italietta liberale: la mafia, la corruzione e il degrado sociale? No: una “bandiera con lo Swastika”! PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Leonardo FONTE   
Mercoledì 01 Giugno 2016

Grazie alla disponibilità politica ed alla sensibilità dei camerati della “Comunità dei Dodici Raggi” di Varese, lo scorso 20 maggio s’è svolta - come propagandato sulle pagine della nostra rivista - la conferenza su mondialismo e politiche discrete dirette dal Sistema.

Dinnanzi ad una platea composta, attenta, oltreché numerosa, si sono susseguire le varie relazioni, in appendice il dibattito.

I camerati tutti han ritenuto doveroso omaggiare la figura di Giovanni Preziosi, la sua certosina, algida e attenta documentazione sui tentacoli dell’ebraismo all’interno delle istituzioni italiane tra risorgimento e seconda guerra mondiale, anche attraverso la pubblicazione di una raccolta di scritti recentemente pubblicati da “Avanguardia”.

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Sindacalismo. Contestare il sindacato di regime. PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Fabio PRETTO   
Mercoledì 01 Giugno 2016

L’avevamo già scritto. Ogni tanto si ridestano dal letargo. Sono i sindacati di regime. Le mummie delle burocrazie sindacali. Si risvegliano e fanno finta di esistere perché devono giustificare la loro presenza e gli introiti che hanno con le quote associative.

Dopo essere stati in silenzio per quattro anni e aver lasciato che i vari Monti, Fornero, Letta giovane e Renzi depredassero le tasche dei pensionati e dei lavoratori si alzano dai loro sarcofagi e portano a Roma i pensionati al grido di “Testa alta”. Da parte loro parlare di “testa alta” sembra alquanto inopportuno poiché, come dicevamo, per quattro anni sono stati zitti e hanno lasciato passare tutte le schifezze che lo stato borghese ha imposto. Sembra quasi che abbiano agito su ordine del governo per far vedere che esiste anche un’opposizione in questa disgraziata repubblica antifascista nata dalla resistenza.

Quando quest’articolo sarà pubblicato la manifestazione convocata dalla trimurti sindacale sarà cosa fatta. Si conteranno i numeri. I vari segretari avranno fatto la loro passerella. I problemi per il popolo saranno sempre quelli. Magari dopo la manifestazione manderanno per le fabbriche e nei vari posti di lavoro i loro ciarlatani per far credere che la lotta continua e che pensioni e stato sociale non si toccano. Spetta ai lavoratori e in particolare a coloro i quali si riconoscono nelle tesi del Sindacalismo Rivoluzionario e Nazionale controbattere alle balle e alle tesi dei galoppini delle burocrazie dei sindacati di regime, stampelle dello stato borghese.

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TTIP: il regalo dell’Europa PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Daniele PROIETTI   
Mercoledì 01 Giugno 2016

L’abilità degli organi di informazione italiani ed europei, da decenni sotto l’influenza dei più grandi gruppi economico-finanziari del pianeta in quanto spesso e volentieri diretti da essi, è quella di definire con termini errati concetti importanti al fine di influenzare gli ascoltatori o i lettori.

Essi, infatti, definiscono il Ttip come un Accordo Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, avente al suo interno diversi trattati singoli riguardanti i settori strategici dello sviluppo, del commercio e dell’economia in genere. Per definire accordo un qualcosa ci deve essere una condizione fondamentale, ovvero che tutte e due le parti in causa abbiano dei vantaggi dal formalizzarsi di tale intesa. In questo caso, invece, a giovare di quanto concordato sono solo gli Stati Uniti d’America, mentre l’Europa trarrà da tutto ciò solo esiti negativi, sotto più aspetti.

Qualora infatti il tutto venisse approvato, come ormai appare scontato nonostante le timide perplessità avanzate da alcuni Stati, ultima in ordine di tempo la Francia, i cittadini europei subirebbero un regresso dal punto di vista dei diritti sociali, tale che verrebbe messo in discussione quel poco di tutela per il lavoratore che in Europa era ancora rimasta. La natura delle riforme nel campo del lavoro che sono state approvate negli ultimi tempi dagli esecutivi continentali, come ad esempio quella approvata dal governo italiano di Matteo Renzi, fanno già capire bene che tipo di futuro i capi della grande finanza cosmopolita immaginano per i popoli del vecchio continente.

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Sindacalismo, le balle sulle pensioni PDF Stampa E-mail

Dal n° 358 - Aprile 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Fabio PRETTO   
Venerdì 01 Aprile 2016

È necessario per chi intenda portare le nostre idee nei posti di lavoro sia anche informato e preparato su argomenti che riguardano lo stato sociale e il mondo del lavoro. Questo anche per controbattere chi, in qualche assemblea, (vedi burocrazie dei sindacati di regime) può cercare di convincere i lavoratori ad approvare le solite proposte schifezza in nome “del futuro delle giovani generazioni e della solidarietà”. L’hanno già fatto e lo rifaranno ancora.

In questi giorni uno degli argomenti preferiti dei galoppini televisivi dello stato borghese è quello delle pensioni con tutti i suoi annessi e connessi. Ancora una volta si vuole portare un attacco alle pensioni e quindi bisogna convincere pensionati attuali e futuri che stanno vivendo sopra le loro possibilità. Bisogna convincerli che quello che stanno riscuotendo, o che riscuoteranno, in sostanza non è loro dovuto. L’infame attacco riguarda diversi fronti delle pensioni. Vediamone alcuni.

Pensioni di reversibilità. Le pensioni di reversibilità sono venute alla ribalta durante gli ultimi mesi perché, alla chetichella, fra le varie voci che si ritiene costino troppo all’INPS, si è parlato appunto di quest’argomento. La voce era stata inserita quasi per caso in un documento ma hanno dovuto toglierla, o almeno smentire la volontà di toccare questo tasto, perché c’è stata un’immediata sollevazione da parte di tutti i partiti. Hanno allora minimizzato dicendo che era un errore e così via.

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