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Art.21 della Costituzione italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
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Comunicato Ambasciata Palestinese a Roma PDF Stampa E-mail
Comunicati - Comunicati da segnalare
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Agosto 2016

Un nostro "piccolo" contributo alla diffusione di questo COMUNICATO dell'Ambasciata Palestinese a Roma.

 

 

 
Bahrein: dittatura (s)mascherata PDF Stampa E-mail
Comunicati - comunicati CPA
Scritto da Daniele PROIETTI   
Martedì 19 Luglio 2016

Se non conoscessimo la fallacia del concetto di democrazia riterremmo impossibile che una nazione in cui prevale un determinato orientamento religioso e insieme politico possa essere governata da una classe dirigente di segno totalmente opposto. Abbiamo imparato però che coloro i quali si fregiano a parole del titolo di difensori della libertà, del diritto di parola e di pensiero, spesso e volentieri usano i tribunali, che dovrebbero essere i luoghi dove viene fatta giustizia, al fine di emanare leggi liberticide finalizzate a sopprimere ogni istanza contraria alla politica espressa dalle autorità nazionali.

Ne è l’ennesima prova il fatto che, attraverso un provvedimento,un’aula giudiziaria del Bahrein ha ordinato lo scioglimento del principale partito di opposizione parlamentare, AL-Wefaq, espressione politica dell’Islam sciita. Parliamo opportunamente di opposizione parlamentare in quanto è solo all’interno delle istituzioni che tale organizzazione politica risulta essere in una condizione di inferiorità numerica rispetto ai sunniti: questi ultimi si sono impadroniti in maniera antipopolare del potere, arrivando,con l’aiuto dei sauditi e degli statunitensi, che proprio nella capitale possiedono un’ importante base navale, quartier generale della quinta flotta americana, a governare un popolo a larghissima maggioranza sciita.

Già dal mese scorso al partito era stata preclusa la possibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività. Inoltre il segretario generale Sheikh Ali Salman era stato condannato a nove anni di reclusione, dopo che gli era già stata tolta la cittadinanza. La vicenda in questione, che ha visto la collaborazione tra sunniti, sauditi e Usa, dalla quale è derivata una situazione politica che contravviene sotto ogni punto di vista quel principio di autodeterminazione dei popoli che è stato solo scritto su carta ma ben poche volte attuato nei fatti, risulta essere nel piccolo la riproposizione dello schema di alleanze che oggi persiste a livello internazionale.

Proprio per questo la Comunità Politica di Avanguardia, con la stessa convinzione con la quale si schiera dalla parte delle realtà sciite come l’Iran, l’Iraq e l’esercito di liberazione nazionale di Hezbollah, che combattono in maniera incessante ed eroica il terrorismo dell’Isis, creatura voluta dall’Occidente appoggiata anche da certo mondo islamico, esprime la propria solidarietà all’organizzazione politica Al-Wefaq, vittima di una repressione ingiusta,colpevolmente taciuta dagli organi di informazione, come sempre proni al potere capitalista e usuraio.

Lo scioglimento deliberato oggi dal tribunale arriva dopo anni di torti, angherie e soprusi subiti. Al Wefaq ha costantemente goduto di un grande appoggio popolare, in quanto gli è stato sempre riconosciuto il ruolo di guida politica e spirituale della nazione. Gli Stati Uniti tuttavia, che perseguono sempre e soltanto i loro interessi, hanno dichiaratamente sostenuto la causa sunnita-saudita, fornendo armi e aiuti economici. Nonostante ciò, forte del sostegno della popolazione, Al Wefaq ha da sempre coordinato l’opposizione politica a quello che può e deve essere chiamato col nome di regime: la protesta più veemente c’è stata nel febbraio del 2011, quando centinaia di migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso verso l’azione governativa, che sviluppava una rete di alleanze con paesi sunniti in piena contraddizione con l’orientamento religioso locale.

Nel giugno dello stesso anno una commissione indipendente d’inchiesta accertò il fatto che il governo del Bahrein si avvalse di torture sistematiche e altre forme di abuso fisico e psicologico nei confronti dei detenuti, e ha anche chiarito il carattere falso dell’accusa rivolta all’Iran di aver fomentato dall’esterno la rivolta in questione. Oggi Al Wefaq viene descritto da tutti come un covo di terroristi pericoloso quando in realtà consisteva in un valido strumento per combattere il fenomeno Isis. Immancabilmente gli Stati Uniti hanno ribadito il proprio sostegno al Bahrein, dopo averlo privato della sovranità per meri interessi geopolitici, in quanto non volevano l’esistenza di un polo sciita in quella determinata area geografica.

La Comunità Politica di Avanguardia ribadisce la propria vicinanza all’Islam sciita, unica entità che sta svolgendo sul piano mondiale un lavoro di contrasto al progetto mondialista portato avanti dalle grandi potenze capitaliste e dai loro servitori europei e sunniti. Si pone come unica realtà politica e militante italiana che oggi denuncia e analizza quanto accaduto in Bahrein collocandolo in un contesto politico di lotta generale tra imperialismo e identitarismo e marca cosi sempre di più la propria lontananza rispetto ad un’area politica che si definisce neofascista ma in realtà è priva di qualsiasi prospettiva e vive una lenta agonia.

Comunità Politica di Avanguardia

 
‘Il’ ed ‘i’ perché di un ‘ritorno’ PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Mario Marletta   
Mercoledì 01 Giugno 2016

A palese scorno di quanto affermato dagli «storici», la seconda guerra antieuropea non è ancora terminata. «Jalta»: l’esempio più perfetto dell’internazionale complicità liberal-marxista, la più perfetta rappresentazione della reale unicità di apparentemente molteplici rivoli detritici, comunque tutti appartenenti allo stesso fronte antitradizionale, dovrebbe pur spiegare perché la così detta “sinistra”, oggi esemplarmente rappresentata dal PD e dal suo governo golpista, sia sparita dalle piazze e dai consigli di fabbrica per annidarsi nei CDA delle banche d’affari internazionali. Questa malafede ha indotto gli ex compagni a straparlare di «fine di tutte le ideologie politiche», mentre ad aver conosciuto la fine è stata solo la loro menzogna.

La spartizione d’Europa in due tronconi seguìta a quella guerra, spartizione oggi venuta meno per la supremazia di una sola delle due parti vincitrici sopravvissute, non scagiona il sovietismo in generale e lo stalinismo in particolare dalle proprie responsabilità anti-europee, così come l’annientamento dell’Impero Britannico e la riduzione di Londra a una provincia statunitense non scagiona la Gran Bretagna dall’essere stata senziente complice di quella stessa alleanza.

Occidente liberale e Russia rappresentano quindi – ancora oggi e a dispetto del nutrito stuolo di pennivendoli filorussi sedicenti «antagonisti» – le «ganasce» della stessa «morsa anti-europea», e aprile e maggio, i mesi appena trascorsi, sono il lasso di tempo in cui questa stessa alleanza anti-europea viene trionfalmente rinnovata ogni anno, da Roma a Mosca.

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Libertà a senso unico PDF Stampa E-mail
Comunicati - comunicati CPA
Scritto da Daniele PROIETTI   
Domenica 10 Luglio 2016

Attraverso queste righe, la Comunità Politica di Avanguardia esprime il proprio totale disappunto nei confronti delle dichiarazioni rilasciate, attraverso una nota piattaforma sociale, dal presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani di Firenze Ubaldo Nannucci.

Costui non ha esitato nel definire la dottrina espressa dalla religione islamica come incompatibile con i presunti diritti di libertà e parità di genere espressi a suo dire dalla carta costituzionale italiana e dall’intera civiltà occidentale. Inoltre, ha addirittura espresso preoccupazione per il fatto che l’Islam possa essere imposto agli italiani come religione di stato, ed ha quindi esortato le istituzioni a controllare meglio le attività che vengono svolte all’interno delle Moschee.

Non ci stupisce affatto che tali scempiaggini provengano da uno dei rappresentanti di un’associazione parassitaria che ancora oggi, a decenni di distanza, grava sul bilancio di quello stato che i propri iscritti non hanno esitato a tradire in maniera vile e vergognosa. Ci meraviglia invece che venga concesso spazio sulle maggiori testate nazionali a ragionamenti di questo tipo, del tutto fuori da qualsiasi logica. Nel momento in cui si parla di una Costituzione che garantisce libertà nello stesso tempo non si può paventare una sorta di censura verso una confessione religiosa seguita da miliardi di persone nel mondo.

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La fine del mondo: il problema della svastica PDF Stampa E-mail

Dal n° 359 - Maggio-giugno 2016

Articoli - Mensile
Scritto da Alessandro LIMIDO   
Mercoledì 01 Giugno 2016

Come noto, in questo stato al collasso, stritolato dalle forze mondialiste, imprigionato dalle catene americane e costretto a subire le folli decisioni dell'Europa dell'Oro, c'è spazio sulla carta stampata per l'annoso problema della bandiera esposta nella piccola sede della mia organizzazione, nell'altrettanto piccolo paesino di provincia che è Caidate. Una frazione per la precisione.

Lo spazio però è tanto, come sul web, siti pseudo polizieschi che chiedono a gran voce la testa dei Dodici Raggi per questo MIO incriminato gesto.

La bandiera, simbolo di un popolo sepolto dalle bombe angloamericane, dalla menzogna giudaica e dalla barbarie bolscevica, per noi, presenti alla conferenza, non è altro che il filo conduttore che ci lega a quel mondo straordinario che fece risplendere l’Europa negli anni che furono.

Il contorno alle foto mostrate su “la Repubblica” e “il manifesto” (per chi ha ancora voglia e coraggio di leggersi Berizzi e Ferrari) è la solita vergognosa accozzaglia di palle e informazioni dozzinali, approssimative e ritrite. Certo è che l'articolo, se così lo si può chiamare, induce allo sbadiglio in fretta e si lascia rubare la scena dalle fotografie che mostrano solamente un pugno di relatori ad una conferenza… nulla di particolarmente interessante ma abbastanza da farne strame per gli ottusi e trenta denari per i servi. Ma va bene, gridate pure allo scandalo, invocate la magistratura, fate credere che togliendo un pezzo di stoffa avremmo una società migliore, oliate l’ingranaggio mortale del sistema.... conformatevi al potere unico dell'unico pensiero, accettate la tirannia dell’informazione; va bene, perché NOI NON ABBIAMO PAURA. Il seme di frassino della rivoluzione è già conficcato in questa martoriata terra, il sangue dei nostri popoli non farà altro che farlo germogliare e quando sarà cresciuto, il santo pilastro cosmico dell'Irminsul guiderà la rivoluzione del Sangue: un poderoso colpo di spugna cancellerà il fango dell'ingiustizia, e di questo statene pur certi, sarete i primi a scoprirlo......Non esisterete più.

Ridete pure, gozzovigliate tranquilli, ma dietro alla vostre maschere di cera c'è la cancrena di un corpo putrescente che è ormai quasi cadavere. Nulla di nuovo, il passato torna futuro.

Perché noi sappiamo aspettare ma soprattutto perché sappiamo lottare: perché due soli sono gli eventi incontrovertibili dell'esistenza, il primo è che la Natura si ribella, il secondo che la Storia si vendica!

Alessandro Limido

Comunità Militante dei Dodici Raggi

 

 
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