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le nostre opinioni
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Scritto da Mario MARLETTA e Adriana NEGRONI
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Lunedì 13 Febbraio 2012 |
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Sul prossimo numero di “Avanguardia” passeremo in breve rassegna le “imprese” alle quali i governanti-mandatari d’Europa –ciclicamente- si dedicano: Napolitano, Cameron, la Merkel, Medvjedev, Sarkozy, Berlusconi, Putin… persino il biancovestito Josef Ratzinger, in riverente sfilata davanti al sì detto yad vashem, soggetti tutti identicamente proni (come accade nelle riunioni dei clan mafiosi) al cospetto di una entità “sovrana” -pretendente rispetto assoluto dai suoi subordinati.
Che le lobby ebraico-sioniste -disseminate nei quattro punti cardinali del pianeta- facciano e disfino l’ignobile mercimonio attuale definito “politica”, sembra chiaro anche a un idiota. L’Ebraismo internazionale, superata la fase rabbinico-sinagogale medievale (un’epoca durante la quale, almeno, ci si impegnava a render difficile la vita a codesta gente quel poco che bastava a garantire un certo funzionamento agli Stati), abbattuti progressivamente tutti i cordoni profilattico-sanitari definiti ghetti (eterna riconoscenza ai Savoia!), ha conseguito “vittorie sul campo”, una sull’altra, dalla dichiarazione d’indipendenza delle colonie americane -del 4 luglio 1776- al genocidio dei Cattolici Vandeani protrattosi per tutto il 1793, dalle rivolte “quarantottesche” anticipatrici dei “risorgimenti” alle persecuzioni delle stirpi Cosacche di Ucraina e di Polonia all’indomani dell’avvento del giudeo-sovietismo, fino a giungere a Dresda, a Hiroshima e a Norimberga. Questa fase -prolungatasi dalla seconda metà del ‘700 al 1948- viene ingannevolmente definita: paradigma assimilazionistico moderno (“ingannevole”, poiché non v’è mai stata alcuna volontà di assimilazione -da parte dell’Ebreo- nei confronti di chicchessia!). Dal 1948 in poi (cioè da quando l’incubo sionista, dai vagheggiamenti più o meno isterici di invasati visionari, è trascorso -ahinoi!- dalla potenza all’atto), l’Ebraismo internazionale ha rotto tutti gli argini della prudenza, ha gettato via la maschera della dimessa dissimulazione e s’è mostrato, finalmente, per quel che è.
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le nostre opinioni
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Scritto da Giancarlo VILLA
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Venerdì 10 Febbraio 2012 |
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Allegria brava gente, esultate italiani di tutti i colori e di tutte le bandiere: la stampa americana o, visto lo stato di servilismo in cui la colonia italiota si trova, la stampa "ammerigana" ha incoronato Mario Monti come l'uomo più importante d'Europa (addirittura)!
Eh sì, stiamo facendo passi da gigante. Leggete il Corriere della Sera che riprende il Time: addirittura Obama dice che l'Italia ha fatto "passi impressionanti".
Avanti abitanti della colonia italiota, sorriso a 36 denti e petto in fuori, abbiamo l'approvazione degli Stati Uniti d'America; mica ho detto del Burundi o del Kirghizistan!
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le nostre opinioni
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Scritto da Mario MARLETTA
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Sabato 04 Febbraio 2012 |
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Malynski si chiedeva perché si creda alle rivoluzioni come a “fenomeni spontanei”, mentre si dà per scontato che a provocare le malattie ci siano sempre degli agenti patogeni: non sarebbe più ragionevole pensare che anche nei grandi rivolgimenti sociali, come accade in un organismo colpito da infezione, esistano degli agenti provocatori occulti in grado di determinare gli eventi? Proviamo a esemplificare un po’: in Egitto, per più decenni, l’Internazionale Capitalistica si è servita di un “uomo forte”, un ex pilota dell’aeronautica militare capace di garantire quel certo equilibrio tra sfruttamento del popolo e anestetizzante propaganda nazionalistica (quasi sempre riducibile a una passeggera infatuazione “sportiva” da propinare alla massa bruta, comunque pronta a gettarsi nelle fontane e a “festeggiare” le proprie miserie). A un certo punto, l’autentico “governo” occulto d’Egitto ha deciso di mandare al diavolo quel modello di sfruttamento coloniale e a sostituirlo con un altro. Ha inscenato i presupposti per una “rivolta popolare” (previo ausilio cibernetico), ha ottenuto un “congruo numero” di vittime di piazza e, con l’immancabile supporto televisivo, ha voltato pagina in un batter d’occhio. Visti i risultati ottenuti dal popolo egiziano, è ragionevole pensare che ciò sia avvenuto spontaneamente? Oggi, in Egitto, nessuno sa più chi comandi davvero: esiste una specie di giunta militare (in perfetto stile golpistico-CIA); ma neanche questa possiede alcuna autorità, a parte quella di trucidare qualche disgraziato; su la sì detta fratellanza musulmana sarebbe meglio stendere un velo di pietoso silenzio. Solo in questo modo il caos affaristico avrebbe potuto essere garantito; e se ieri si poteva mandare all’inferno Mubarak, oggi, in quello stesso “luogo” non si sa più chi inviare, nemmeno previo accompagnamento di “necessaria” bestemmia.
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